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sabato 27 giugno 2009

Sottopasso: Arte contemporanea in volo





Sottopasso
Arte in volo

a cura di Olga Gambari e Massimo Fiumanò
da maggio 2009 a settembre 2010

Inaugurazione 27 giugno 2009 ore 18:00
sede: binario 1, stazione ferroviaria Vigezzina di Domodossola



Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l'Italia, passano ogni anno due milioni di persone.
L'associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del '900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un'opera d'arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d'arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.
Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.

Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell'inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall'esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.
Per il resto il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po' magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto. Un susseguirsi di mostre che dureranno circa un mese e mezzo, con personali e collettive, spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione, etc.

Il 27 giugno 2009 si inaugurerà con una collettiva a cura di Olga Gambari, a cui partecipano sei artisti:

Elisa Gallenca
Elena Biringhelli
Alessandro Gioiello
Enrico Tealdi
Claudio Zoccola
Francesca Renolfi

Tutta la rassegna è idealmente ispirata alll'idea stessa di volo, di partenza, di nomadismo concettuale. Il volo è una perfetta metafora dell'esperienza artistica. Voli che si compiono in ogni opera, sperimentazioni che partono da terreni conosciuti per esplorare altri mondi e altri cieli. Ogni tensione artistica è così, un volo, che porta l'artista stesso ma anche il pubblico, nel momento del contatto. L'arte è un insieme di tentativi, esperienze, approcci a tentare il salto, comunque, verso qualcosa.

Nelle mostre che si susseguiranno la figura di Geo Chavez è un'eco, una texture che tiene insieme e su cui si sviluppa, come un orizzonte, la struttura del progetto. Chavez sarà una sorta di compagno di volo.Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, morì in un tragico incidente proprio a Domodossola.Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.I sei lavori presentati declinano ai visitatori-viaggiatori un'idea della creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010. Al centro l'incontro tra opera e spettatore, lo scambio e il contatto tra arte e pubblico..Nelle opere in mostra il tono evocativo e poetico segna una cmune armonia, in un passaggio da finestrino in finestrino che amplia fino a spezzare il significato della parola "volo". La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che a ndrà a cercarsi il suo pubblico sottoterr! a, parte ndo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.

Un comitato scientifico composto da Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un'operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell'Ingremiomatris.
Alla fine tutta l'operazione sarà documentata da un catalogo, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d'arte compiuto a bordo di un treno.

Titolo: Sottopasso. Arte in volo
a cura di Olga Gambari e Massimo Fiumanò
Sede: Binario 1 Stazione ferroviaria vigezzina, piazza Matteotti, Domodossola
Date: maggio 2009 - settembre 2010
Orari: tutti i giorni dalle 5:00 alle 21:00
www.ingremiomatris.com
info@ingremiomatris.com
tel.:3357357840


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Postato da Momozart communications su CorrieredelWeb.it L'informazione fuori e dentro la Rete.

giovedì 25 giugno 2009

GE2 LA MARRANA arteambientale - nuove opere


PIETRO ROCCASALVA - ALFREDO JAAR

Project area: Tiziana Priori

LA MARRANA arteambientale 

4 luglio - 2 agosto 2009

sabato e domenica dalle 17.30 alle 21.30 
 

Il Parco di Arte Ambientale di Grazia e Gianni Bolongaro - in località La Marrana di Montemarcello, Ameglia (SP) - è fra i luoghi più interessanti di proposta dell'arte ambientale a livello internazionale.  

Ormai numerose sono le installazioni presenti, via via realizzate dagli artisti dall'apertura del Parco nel 1997: vi figurano opere di Hossein Golba, Kengiro Azuma, Luigi Mainolfi, Philip Rantzer, Mario Airò, vedovamazzei, Maria Magdalena Campos-Pons, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Jan Fabre, Ottonella Mocellin & Nicola Pellegrini, Ettore Spalletti, Gabriella Benedini, Hamish Fulton, Claudia Losi, Lorenzo Mangili, Lucia Pescador, Cecilia Guastaroba, Quinto Ghermandi.  

La riapertura del Parco al pubblico nel mese di luglio proporrà ai visitatori una nuova installazione firmata da PIETRO ROCCASALVA, un interessante video di ALFREDO JAAR e un'opera di Tiziana Priori nella Project area.

I tre artisti, seppure in modi decisamente diversi, si trovano a riflettere sul concetto di Realtà: una realtà filosofica e cerebrale, forse inesistente e sicuramente incomprensibile e incomunicabile, per Roccasalva; una realtà violentemente tangibile, ma spesso manipolata, ignorata o dimenticata per Jaar; una realtà spirituale, mistica e interconnessa per Priori.

Il linguaggio ermetico di Roccasalva inneggia all'incomprensibilità e all'incomunicabilità di una realtà che secondo Gorgia nemmeno esiste, e forse comunica una lucida riflessione sulle autoreferenzialità e inutilità dell'arte contemporanea.

Fin dai suoi esordi sotto la dittatura militare di Pinochet, Alfredo Jaar è rimasto coerente ad un ruolo attivo, critico e militante dell'artista, che attraverso le sue opere deve costantemente esplicitare posizioni etiche di fronte alla realtà e spingere lo spettatore a fare altrettanto.

Il simbolismo di Priori parla di quel rapporto di interdipendenza biologica e spirituale che lega tutta la realtà, ma che l'uomo contemporaneo pare abbia dimenticato: in questo senso l'arte diventa atto sciamanico necessario per elevare e guarire la coscienza dell'uomo, per aiutarlo ad "interpretare più consapevolmente il senso e la coscienza della collettività degli essere viventi sul nostro pianeta".

PIETRO ROCCASALVA

Lo Straniero
 

Pietro Roccasalva, artista visivo a 360° gradi, è uno degli italiani più interessanti attivi oggi in ambito internazionale. Il suo lavoro - sottilmente raffinato, cerebrale e complesso - prende le mosse dalla pittura pura. Questa però è solo il punto di partenza di una pratica molto più stratificata, in cui entrano in gioco numerosi elementi esterni al quadro stesso. In quelle che l'artista definisce "situazioni d'opera", rientrano infatti video, performance, installazioni e tableaux vivant che si legano a costruire un vero e proprio evento narrativo. I soggetti scelti da Roccasalva, eruditi e visionari, rimandano alla filosofia antica (ad esempio alla Sofistica greca), alla religione nelle sue espressioni arcaiche (centrale nei suoi titoli la figura di Zurvan, divinità una e trina del pantheon iraniano pre-islamico), alla matematica, alla tradizione popolare. I suoi dipinti, performance e installazioni sono dotati di straordinaria pregnanza concettuale e intelligente tensione simbolica, con una bellezza enigmatica e affascinate che però non le separa mai del tutto dalla realtà contemporanea. 

L'opera realizzata nel parco de La Marrana ha per titolo "Lo Straniero" e si compone di tre aste in bronzo invecchiato, disposte a creare un triangolo equilatero tra i rovi di un bosco. Il titolo rimanda nell'immediato alla figura del sofista Gorgia da Lentini, già significativa per l'artista che lo coglie nella Scuola di Atene raffaelliana come l'emarginato, lo straniero, destinato a riconquistare quella scena con la forza del discorso; su ciascuna asta, incisi in greco antico, i tre principi della negazione dell'essere teorizzati dal filosofo nel trattato "Del Non Essere o Della Natura": 1) Nulla è 2) Se anche qualcosa fosse, non sarebbe comprensibile per l'uomo  3) Se anche fosse comprensibile, non sarebbe comunicabile e spiegabile agli altri.

Gorgia di Lentini (483– 375  a.C) era il figlio di Carmantide e nipote del famoso medico Erodico ed è ricordato come il più notevole rappresentante della antica sofistica dopo Protagora e, insieme al suo maestro Tisia, il creatore dell'arte retorica. Già Cicerone lo ricordava come colui che volle "dichiararsi pronto a rispondere a tutte le domande, che ciascuno volesse fargli". 

Alla realizzazione di quest'opera (bronzo, 253x416x416 cm) Pietro Roccasalva è pervenuto sulla sollecitazione a creare un ponte di collegamento tra un punto e l'altro del bosco, all'interno del Parco. Egli ha risposto creando 3 ponti "impossibili". Proprio sulla privazione della possibilità, sulla negazione del passaggio (richiesto invece dai committenti), sulla nichilistica proposta frustrata di creare un ponte, verte l'installazione, che abbraccia versante concettuale e versante concreto di una paradossale non-spazialità. In virtù della loro chiusura a triangolo, le tre aste risultano infatti spazialmente autoreferenziali e non possono portare da nessuna parte esterna. Lo Straniero è quindi questo non-luogo inaccessibile e inconoscibile, e le tre frasi di Gorgia non fanno altro che ribadire, attraverso il linguaggio, questa impossibilità di accedervi, fisicamente e mentalmente.  

Pietro Roccasalva nasce a Modica (RG) nel 1970. Dalla Sicilia si sposta a Milano, dove attualmente vive e lavora. Tra le mostre personali che fanno di lui uno dei più interessanti artisti della sua generazione, ricordiamo: GAMeC, Bergamo, Art: Concept, Parigi (2007), My Private # 4, Torino (2006); Johnen+Schöttle, Colonia (D) (2006); Fondazione Querini Stampalia, Venezia (2006); Zero…, Milano (2005); Viafarini, Milano (2004). Tra le collettive: 53. Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia, Venezia (2009); T2 Torino Triennale, Torino (2008); Italics. Arte italiana tra tradizione e rivoluzione, 1968-2008 – Palazzo Grassi, Venezia (2008); Manifesta 7, Bolzano (2008); Italia Italie Italien Italy Wlochy, ARCOS, Benevento (2008); Senso Unico – P.S.1 Contemporary Art Center, New York (2007); Follow my Shadow, Premio Furla, Villa delle Rose, Bologna (2005); 2° Biennale di Tirana (2003); Great Expectations!, Fuori Uso, Pescara (2003); In Extremis, CSAV, Fondazione Antonio Ratti, Como (2002).  

ALFREDO JAAR

Muxima 

Artista, architetto di formazione e film-maker, Alfredo Jaar si forma durante la dittatura militare di Pinochet, producendo diversi lavori esplicitamente critici rispetto al regime, ma l'attenzione internazionale arriva nel 1986, quando partecipa alla sezione Aperto della Biennale di Venezia. Fin dai suoi esordi Jaar si interroga sulle possibili interazioni tra arte e contesto socio-politico, affrontando temi legati a situazioni di emergenza umanitaria, di oppressione politica, di emarginazione sociale e di violazione dei diritti umani e civili. Si concentra in particolare su situazioni che la nostra coscienza tende a rimuovere e sulla retorica attraverso la quale i media manipolano e trasmettono le informazioni. Egli crede in una correlazione tra etica ed estetica e in un ruolo attivo e socialmente responsabile della cultura, insistendo sulla necessità di affermare, attraverso l'arte, posizioni etiche, anche fortemente critiche, di fronte a tutte le ingiustizie politiche e alle urgenze umanitarie.

Nelle sue opere, sempre improntate ad una estrema perfezione formale che gli deriva dagli studi in architettura, adotta linguaggi e strumenti diversi, dalla scultura all'installazione, dal video alla fotografia, al lightbox fino a opere di dimensioni ambientali. 

Prodotto da Alfredo Jaar al ritorno da un soggiorno in Angola,  nel 2005, Muxima è un poema visivo diviso in dieci cantiche legate tra loro da sette diverse versioni della stessa canzone popolare angolana. Muxima – che significa "cuore" in Kimbundu, una lingua indigena dell'Angola – è una narrazione elegiaca, emotivamente coinvolgente, in cui la musica riesce dove l'immagine da sola non può e non vuole raccontare le complesse contraddizioni di una società in rapido cambiamento.

"L'arte si fa poesia per raccontare la realtà di un paese in fase di transizione e ciò che un'intera popolazione vive, soffre e spera; per riuscire a dire ciò che resta a chi resta, ed esprimere con la vitalità della musica, voce viva per i vivi, un mondo che resiste alla violenza e cerca di riprendersi, e la speranza che sopravvive ad ingiustizie e atrocità, il futuro che affonda le radici nel tormento passato, che poggia su un presente fragile e precario, ma che continua a presentarsi come possibilità". (Gabi Scardi)

In tutte le sue opere Alfredo Jaar si confronta direttamente con l'esperienza del singolo per attivare una riflessione universale sulla vita e sulla morte: Muxima è il ritratto corale, frammentato e unitario insieme, di un'esperienza condivisa, dove la lirica muove dalla passione dell'artista per la musica africana e dal desiderio profondo di celebrare la gente dell'Angola. 
 

Alfredo Jaar, nato nel 1956 a Santiago del Cile, ha trascorso l'infanzia a Fort-de-France, in Martinica. Si è formato come architetto e film maker a Santiago. Vive e lavora a New York dal 1982. Il suo lavoro è stato ampiamente esposto in tutto il mondo. Ha partecipato alle Biennali di Venezia (1986, 2007), San Paolo (1987, 1989), Sydney (1990), Gwangju (1995, 2000), Istanbul (1995), Johannesburg (1997), Siviglia (2006) e Isole Canarie (2006), così come a Documenta, Kassel (1987 e 2002).

Mostre personali hanno avuto luogo presso New Museum of Contemporary Art di New York (1992), Whitechapel Art Gallery di Londra (1992), Pergamon Museum di Berlino (1992), Museum of Contemporary Art di Chicago (1992), Moderna Museet di Stoccolma (1994), MACRO Museo d'Arte Contemporanea di Roma (2005), Fundación Telefónica di Santiago del Cile (2006), Museé Cantonal des Beaux-Arts di Losanna (2007), South London Gallery di Londra (2008) e Hangar Bicocca e Spazio Oberdan di Milano (2008).

In Italia ha realizzato, tra il 2004 e il 2005, la Trilogia di Gramsci, costituita da Cella infinita (Galleria Lia Rumma, Milano), Che cento fiori sboccino (MACRO, Roma), Le ceneri di Gramsci (Studio Stefania Miscetti, Roma), oltre a Prologo: Alla ricerca di Gramsci (Roma) e Epilogo: Estetica della Resistenza (Como).

È stato Visiting Professor al Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Antonio Ratti nel 2005. Ha ricevuto il Guggenheim Fellowship nel 1985 e il MacArthur Award nel 2000. Nel 2006 ha ricevuto il Premio Extremadura a la Creación, in Spagna. Ha realizzato oltre cinquanta interventi pubblici in tutto il mondo. Oltre trenta monografie sono state pubblicate sul suo lavoro. 
 

Project area: TIZIANA PRIORI - Tutte le cose sono collegate 

Tiziana Priori è figlia d'arte, la sua formazione parte da una impostazione classica che respira in famiglia: frequenta l'Accademia di Belle Arti di Brera e, nell'aula di Alik Cavaliere, approfondisce i suoi studi sull'arte moderna e contemporanea. Dopo una ricerca legata alla relazione tra arte, psicologia e spiritualità, approda negli anni novanta ad un'espressione astratta in cui il colore è protagonista. Utilizza vari materiali contrapposti alle delicatezze di carte fatte a mano dipinte ad acrilico, in un gioco alchemico di contrasti yin e yang, realizzando forme pittoriche. In questi ultimi anni si è dedicata anche ad  installazioni e ad opere di arte ambientale.

Dal recupero delle antiche saggezze attraverso la riflessione estetica, dalla linea che percorre le domande esistenziali dei filosofi greci, dal cammino dell'oriente verso la spiritualità e dai rituali degli indiani d'America, hanno origine Phro'nesis e Medicine Wheel. Phro'nesis, il concetto di saggezza pratica, ispirata ad Aristotele, si lega all'idea di "seminare buon senso". La macroinstallazione della parola Phro'nesis, realizzata interamente con arbusti di salvia (pianta commestibile, utilizzata anche come rimedio naturale e sin dall'antichità considerata sacra per molte culture), è un gesto simbolico che invita alla meditazione perché l'atto artistico sia un incipit che inneggia alla consapevolezza e partecipazione. Semi potranno essere sparsi al vento, perché l'energia si propaghi, circoli, cresca e nutra.

Dalla lettera del capo pellerossa Sealt, Capriolo Zoppo, al Presidente degli Stati Uniti, Franklin Pierce, nel 1854, nasce Medicine Wheel, simbolo ricchissimo che incarna perfettamente il principio che Tutte le cose sono collegate. L'installazione è omaggio ai nativi americani, al loro rispetto per la madre Terra, al sapere che quest'ultima non sia dell'uomo, ma è l'uomo che le appartiene.  Per La Marrana, l'opera inserita nell'orto diviene messaggio di un'intelligenza ecologica. vo" (David Goleman").  

Tiziana Priori nasce a Cremona e, negli ultimi decenni, è protagonista di numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, tra le quali si ricordano: Arte e moda, Umanitaria, Milano, (2000), Iridescenze, Palazzo Biumi, Varese (2003), Libri d'artista, ed.J. Weiss, Biblioteca nazionale di Berna, Svizzera, (2005), Padiglione Italia, Chiesa del San Gallo, Venezia, (2005) Chakra, Palazzo della Pretura, Castell'Arquato, Piacenza (2005) Camera 312 - evento collaterale - Biennale di Venezia, Venezia, (2007), Arte bianca, palazzo Roccabruna, Trento (2007), -  Incontri, spazio San Gottardo, Melano, Lugano (2007), Trasparenze, Galleria Blanchaert, Milano (2008) Omaggio a Jean Cocteau, Palazzo delle Stelline, Milano, (2008), Arte in verde, Installazione nel Giardino Calderini, Milano, La doppia elica della vita - arte e scienza, spazio Guicciardini, Milano (2009). Vive e lavora a Milano. 
 
 
 

LA MARRANA ARTEAMBIENTALE -  IL PARCO 
 

Il  Parco di Arte Ambientale  situato in località La Marrana di Montemarcello, Ameglia (SP) - nell'ambito del Parco Naturale Regionale Montemarcello-Magra - è fra i luoghi più interessanti in cui ammirare opere di arte ambientale realizzate da artisti internazionali. L'inizio della sua storia risale al 1997 quando Grazia e Gianni Bolongaro decisero di trasformare la loro casa di Montemarcello e l'ampio terreno che la circonda in un punto di ritrovo per gli artisti e gli appassionati d'arte contemporanea. Il programma di attività, avviato con la mostra del persiano Hossein Golba, ha un elemento caratterizzante: la creazione di opere appositamente studiate per le singole collocazioni scelte dagli artisti.

La particolare attenzione al rapporto che si crea tra opera d'arte e ambiente è stato lo stimolo per la creazione del Parco e il continuo arricchimento del territorio de La Marrana, testimonianza della validità dell'idea iniziale: l'arte agisce sul paesaggio ma in modo armonico con il paesaggio stesso, fornendogli nuovi motivi di visita e fruizione.

Il Parco, oggi, è un museo a cielo aperto in cui i visitatori possono ammirare opere di Hossein Golba, Kengiro Azuma, Luigi Mainolfi, Philip Rantzer, Mario Airò, vedovamazzei, Magdalena Campos-Pons, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Lorenzo Mangili, Lucia Pescador, Cecilia Guastaroba, Quinto Ghermandi, Jan Fabre, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Ettore Spalletti,Gabriella Benedini, Hamish Fulton, Claudia Losi. Con maestri ormai storicizzati dalla lunga attività e consuetudine espositiva, figurano anche artisti giovani e meno noti che frequentano l'arte ambientale con grande vivacità e qualità di proposta. 
 
 

Aperto tutti i fine settimana del mese di luglio

dalle 17.30 alle 21.30 

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre

su prenotazione di scuole e gruppi di almeno 10 persone 
 

Come arrivare

uscita Sarzana da autostrada A12 o A 15,

direzione Ameglia - Bocca di Magra - Montemarcello.

All'ingresso del paese, imboccare a destra "Strada della Marrana" 
 
 
 
 

Parcheggio

auto: parcheggio esterno al Parco

pullman: parcheggio gratuito a 700 mt dal Parco  

Biglietti di ingresso

Euro 5,00 in luglio per visite singole

Da aprile a giugno e da settembre a ottobre su prenotazione:

Scuole: da Euro 5,00 per alunno oltre ad un fisso per la guida (fisso che dipende dal programma concordato)

Gruppi: da Euro 10,00 per persona oltre ad un fisso per la guida (fisso che dipende dal programma concordato) 
 
 
 
 

Per informazioni: Casa Bolongaro, Località La Marrana, Montemarcello, Ameglia (SP) 

tel. 0187.600158-  tel. Milano 02 86463673   www.lamarrana.it   info@lamarrana.it 
 
 
 
 

Per richiesta di materiali stampa:   uessearte tel. 031.269393 fax 031.267265 e-mail: info@uessearte.it

lunedì 22 giugno 2009

FANO. CENTRALE FOTOGRAFIA


COMUNICATO "CENTRALE FOTOGRAFIA"

 

FANO - Si è conclusa a Fano, la prima edizione della rassegna annuale di eventi "CENTRALE FOTOGRAFIA", con un ciclo di incontri tenuti al "Caffè Centrale", locale storico del centro cittadino, a cui la rassegna di fotografia e arte contemporanea è stata intitolata in omaggio ai cento anni di attività che si celebrano proprio nel 2010.

Il tema della edizione appena conclusa è stato la "SCUOLA FOTOGRAFICA MARCHIGIANA".

Al primo incontro dedicato a Mario Giacomelli (1925 – 2000, Senigallia), sono intervenuti personaggi di rilievo: la direttrice dell'archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato Katiuscia Biondi, che ha mostrato "Paesaggi marini" inediti, estrapolati dalla serie "Le mie Marche", prodotta da Giacomelli dagli anni Settanta alla fine dei Novanta; Simona Guerra, archivista e studiosa della fotografia, la quale ci ha fatto ascoltare alcuni dialoghi registrati di Mario, riproposti in forma letteraria nel libro edito da Bruno Mondadori nel 2008 "Mario Giacomelli. La mia vita intera"; Simone Giacomelli figlio di Mario, responsabile dell'archivio Giacomelli di Senigallia, che ha invece mostrato le immagini che accompagnano un suo testo "Mario Giacomelli ovvero i ricordi di un ragazzo nato nel 1925 e suo figlio nato nel 1968", pubblicato nel libro edito da Contrasto nel 2009 "Mario Giacomelli – la figura nera segue il bianco".

Gianluca Vincenzetti del Teatrodelleisole, ha letto alcuni versi poetici inediti di Mario Giacomelli.

Nel secondo incontro si è parlato di Luigi Crocenzi (Montegranaro, 1923 - Fermo, 1984), importante personaggio della fotografia italiana del secondo dopoguerra.

Autore di numerosi foto-racconti, pubblicati su riviste come "Il Politecnico", "Il Caffè".

Sono intervenuti, il prof. Giocondo Rongoni di Fermo, che attraverso una serie di immagini, ha tracciato la figura intellettuale di Crocenzi; l'architetto Giuseppe Tranali, profondo conoscitore dell'Archivio Crocenzi, attualmente proprietà del Craf (Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia) di Spilimbergo (PN);

Marco Andreani che ha parlato dei rapporti fra Giacomelli e Crocenzi tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, ricostruiti sulla base di una serie di documenti, tra cui una lettera di Giacomelli a Crocenzi, mostrando come le teorie e le iniziative di Crocenzi abbiano influito sull'opera di Giacomelli e abbiano costituito per lui un nuovo punto di riferimento.

 Nell'incontro conclusivo, dedicato al "Maestro"della fotografia idealista, GIUSEPPE CAVALLI (Lucera 1904 – Senigallia 1961), da segnalare l'intervento di altri notevoli studiosi: Cesare Colombo, importante fotografo milanese e storico della fotografia che ha preparato per l'occasione un audiovisivo dal titolo "Cavalli & C.", dove ha descritto le influenze estetiche di Giuseppe Cavalli nella fotografia italiana ; Daniele Cavalli, responsabile dell'archivio Cavalli di Roma, ha descritto la biografia di suo padre; Lidia Barucca Ferroni, moglie del fotografo Ferruccio Ferroni, la quale ha conosciuto Cavalli nel 1945 quando fonda a Senigallia il Teatro di filodrammatica.

"CENTRALE FOTOGRAFIA", ideata e curata da Marcello Sparaventi, con la collaborazione di "Teatrodelleisole", Omnia Comunicazione e con il patrocinio del Comune di Fano, si appresta alla preparazione della seconda edizione in programma nel 2010, con un tema nuovo e ospiti di rilievo nazionale. Oltre al "Caffe Centrale" verranno coinvolti nella rassegna del prossimo anno anche altri luoghi significativi del centro storico di Fano.

 

 

 

 

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Da: Marcello Sparaventi <marcello.sparaventi@alice.it>


ARTE E(`) POTERE – Rassegna di arti visive

S’inaugura il 20 giugno 2009, alle ore 18:00, presso le Sale degli Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara, la mostra ARTE E(`)POTERE.
La collettiva, organizzata dall’Associazione Ferrara Pro Art e realizzata in collaborazione con la Galleria dell’Uva e col patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara, riunisce i lavori di 13 artisti che si sono cimentati a interpretare il tema proposto.
Arte e potere come identificazione; arte e potere come separazione; arte e potere come associazione. Questa la provocazione lanciata per la rassegna. Un tema che si snoda trasversalmente attraverso i tempi e le società, dalla monarchia alla democrazia, dal potere ecclesiastico a quello civile; che si sviscera in forme e modalità diverse e contrastanti, dalla propaganda politica dell’Urbs augustea all’arte popolare di Giotto, dalle donne/madonne di Raffaello ai tableau scandalosi di Caravaggio, dalle guerre civili di Picasso alle icone pop di Warhol. O arte assoluta e svincolata da ogni legame col potere, arte che è pura estetica e che sfocia nella ricerca del sé. In ogni tempo non c’è stato artista che non si sia interrogato sul rapporto di sé e del suo operato con il Potere, che sia esso politico, religioso, economico o sociale. Ritenendo dunque che mai come oggi la questione dei rapporti che intercorrono tra Potere ed espressione artistica sia di una sconcertante attualità, la mostra vuole indagare, sondare e scoprire i giovani artisti e i meno giovani che abbiano il coraggio di attraversare questo difficile terreno, perfettamente consapevoli che tra la faziosità, la satira e la critica ci sia un confine sottile e spesso labile, che finisce in prevaricazioni e interpretazioni soggettive. Il tutto lasciando spazio anche a chi vive l’arte al di là di ogni invasione nel e dal potere, come semplice e pura espressione dell’io più intimo e spirituale. Come retaggio dell’informale, del concettuale o dell’astrattismo.
Quanto un artista partecipa col suo operato alle sorti di un popolo?
Quanto oggi gli artisti sono per così dire allineati alle varie forme di potere?
Il Potere ha mai rinunciato all’Arte? E quando l’Arte al Potere?
Queste le domande con cui gli organizzatori hanno solleticato la creatività. Una sorta di invito alla riflessione sul nostro tempo di cui le opere in mostra non ne sono che la testimonianza. Ciascun visitatore sarà dunque lo spettatore privilegiato del nostro presente. Unico probabile effetto collaterale il risveglio delle coscienze.

Artisti in mostra:
SERGIO AMATRUDA – EMILIO CAPPELLI – CMYK – DAMIANO FASSO – GIOVANNI FEDERICO – LUIGI FICO – SERENA FINESCHI – ELISABETTA FONTANA – IRONMOULD – ROBERTO LUCATO – STEFANO REIA & PIERLUIGI DE LUTTI – MARIO TONINO – FABIO USVARDI

Periodo: dal 20 al 28 GIUGNO 2009
Luogo: Castello Estense di Ferrara - Sale degli Imbarcaderi
Inaugurazione: sabato 20 giugno - ore 18.00
Ingresso: libero
Organizzazione e coordinamento: Rossella Fasano, Paolo Orsatti per la Galleria dell’Uva e l’associazione Ferrara ProArt. Daniela Zigiotti per l’Istituzione Castello Estense.
Informazioni:
Associazione Culturale Ferrara Pro Art – Galleria dell’Uva
Via De’ Romei, 38 - 44100 Ferrara
Tel: 0532 242875
Web www.ferraraproart.com
E-mail rossella.proart@gmail.com - proart@paolors.191.it

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martedì 16 giugno 2009

arsprima: Videoarte di Alessandro Trabucco

URBAN ATTITUDES

Tube Gallery di arsprima – ARREDATORI MILANESI – mezzanino stazione metropolitana Loreto – Milano; nella vetrina antistante i cancelli di accesso alla metro

Rassegna di videoarte 

a cura di Alessandro Trabucco

Inaugurazione giovedì 25 giugno 2009 dalle ore 18.00 alle ore 20.00

Dal 25 giugno al 15 luglio 2009 Francesco Garbelli, video Il paradosso del pedone

Orari: da lunedì a sabato dalle 15,00 alle 19,00 -possibilità di visita su appuntamento 

Per informazioni: arsprimaCorso Italia n. 9,Milano,  cell. 331 8773108,  tel. 02 58308360

                               www.arsprima.it       www.tubegallery.it       arsprima.press@gmail.com

 

La metodologia operativa scelta da Francesco Garbelli per i propri interventi installativi urbani è contraddistinta da una sorta di tendenza alla pratica 'abusiva' pensata con raffinata intelligenza ed una lucidità progettuale straordinarie.

L'artista coinvolge lo spettatore in un dialogo percettivo fatto di indicazioni ironiche e segnalazioni assurde, attraverso le quali mette in atto una destabilizzazione comunicativa che crea un pensiero, suscita un interrogativo in chi le fruisce. Col video Paradosso del pedone l'artista riflette sulle problematiche della viabilità stradale, con amara ironia ed una punta di leggerezza poetica che ne stempera le forti tensioni.

 

Durante la rassegna, che proseguirà sino al 30 settembre 2009, ogni opera video sarà proposta ripetutamente per un periodo di circa tre settimane, dando in questo modo la possibilità allo spettatore di poter dedicare il tempo necessario alla completa comprensione dei contenuti che essa esprime.

Artisti dal nutrito curriculum e di fama internazionale come Francesco Jodice, Paola Di Bello, Kinki Texas, Lucia Uni, Francesco Garbelli, Iaia Filiberti e giovani che stanno ottenendo la giusta attenzione come Andrej Mussa, Barbara Mezzaro, Paola Usai, Jacopo Prina, Devis Venturelli, Arianna Carossa, Romano Baratta, Ilaria Turba compongono l'intera rassegna, che potrà mettere in mostra la forza e la qualità delle loro ricerche. Non mi resta che augurarvi una buona visione.

 

Artisti Urban Attitudes: Devis Venturelli* Paola Di Bello* Arianna Carossa* Lucia Uni* Barbara Mezzaro* Francesco Jodice* Kinki Texas* Jacopo Prina* Iaia Filiberti* Andrej Mussa* Francesco Garbelli*  Paola Usai* Romano Baratta* Ilaria Turba*

 

TUBE GALLERY: la galleria ubicata all'interno di uno spazio espositivo di complessivi 2.000 mq nel mezzanino della stazione metropolitana di Loreto a Milano,nasce da una singolare partnership tra un consorzio di piccole e medie imprese del settore di mobili ed arredi, gli ARREDATORI MILANESI, e l'associazione arsprima. L'arte sostenuta dalle imprese, piccole e medie imprese ed a disposizione di un pubblico eterogeneo, quello della metropolitana milanese.



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Da: carlo manicardi <arsprima.press@gmail.com>


KASPITERINA Artisti da matti: Nima Tayebian


Ristorante Borgo Antico

presenta

KASPITERINA - Artisti da matti

Nima Tayebian


testo

Dario Ciferri

21 Giugno - 3 luglio

Inaugurazione 21 giugno ore 19.00

Uno spazio suggestivo ed inusuale, un'affascinante terrazza sul mare diventa luogo di vicinanza e dialogo tra l'arte contemporanea emergente e il territorio con le sue ricchezze. Il ristorante Borgo Antico, nel paese alto di Grottammare diventa luogo di cultura, divertimento, incontro, convivialità e occasione di gustare buon vino offerto dalle Cantine Colli Ripani.

Il progetto da diversi anni avvicina arte e buon cibo, offre possibilità, visibilità e confronto ed è coordinato nella stagione 2009 da Nazareno Luciani.

La rassegna dal titolo KASPITERINA - Artisti da matti comprende otto appuntamenti con cadenza quindicinale, in cui giovani artisti e curatori si confronteranno con la suggestione dei luoghi e dei sapori.

Dopo il primo appuntamento con l'esposizione dei lavori di Giorgio Pignotti, Domenica 21 giugno alle ore 19.00 si inaugura la Personale di Nima Tayebian a cura di Dario Ciferri.

"Cosa si penserà della nostra epoca, quando la si studierà in futuro? Dei suoi miti, dei suoi riti, dell'architettura, del modo in cui è stato trasformato il mondo in funzione della nostra società? Nima Tayebian racconta questo mondo riproducendone l'iconografia, le paure, i volti, lo fa con una pittura istintiva, veloce, e spesso cupa, infatti la sostanza che usa per dipingere è quella che più caratterizza i nostri paesaggi urbani: il catrame. Nima guarda ai volti della cultura, quella alta dei filosofi, quella esplosiva, vitale, spesso incontrollata degli artisti e quella presunta delle copertine dei giornali. Ai filosofi e agli artisti si affiancano le soubrette in una rappresentazione iconografica sconvolgente, fatta di amore, omaggi e amara riflessione". (Dario Ciferri)

La rassegna proseguirà per tutta l'estate al Borgo Antico proponendo i lavori di Marinela Asavoaie, Florinda Recchi, Emanuela Falaschetti, Hernan Chavàr, Silvia Mariotti, Luca De Angelis, Daniele Camaioni, Giulia Corradetti, Nikolic Nemanya e Agnese Casolani. Gli artisti si confronteranno con giovani curatori e intellettuali: Simonetta Angelini, Dario Ciferri, Daniele De Angelis, Filippo Massacci, Alessandra Morelli che si avvicenderanno nella presentazione degli artisti.

Scheda tecnica

Titolo: KASPITERINA - artisti da matti

Artisti: Marinela Asavoaie, Agnese Casolani, Daniele Camaioni, Hernan Chavàr, Giulia Corradetti, Luca De Angelis, Emanuela Falaschetti, Silvia Mariotti, Nikolic Nemanya, Giorgio Pignotti, Florinda Recchi, Nima Tayebian

Coordinamento: Nazareno Luciani

Cura: Simonetta Angelini, Dario Ciferri, Daniele De Angelis, Filippo Massacci, Alessandra Morelli

Luogo: Ristorante Borgo Antico, via S. Lucia n.1, Grottammare Alta (AP)

Inaugurazione: 4 giugno 2009 ore 19.00

Periodo: 4 giugno 2009-  30 settembre 2009

Orari:   Happy hours ore 19.00
Ingresso libero

Info: Ristorante Borgo Antico http://www.borgoanticoristorante.it/ info@borgoanticoristorante.it



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Da: Associazione Culturale Alta Fedeltà <info@associazionealtafedelta.org>


Museo Storia Contemporanea: mostre “Milano 1947 – 2007” e “Charles De Gaulle a Milano”

AL MUSEO DI STORIA CONTEMPORANEA LE MOSTRE "MILANO 1947 – 2007" E "CHARLES DE GAULLE A MILANO"

Milano, 16 giugno 2009 – Due mostre per raccontare la storia della città. Nell'ambito del progetto "Milano si racconta" si inaugurano oggi al Museo di Storia Contemporanea di via Sant'Andrea due importanti esposizioni: "Milano 1947 – 2007. Idee per una casa della storia" e "Charles De Gaulle a Milano – 23 giugno 1959". Le due mostre aprono i battenti in concomitanza con la riapertura, dopo i restauri, del "Salottino dorato" dell'appartamento che la contessa Lidia Caprara Morando Attendolo ha donato al Comune.

"Con queste esposizioni vogliamo raccontare storie, narrazioni, miti che ci facciano amare di più Milano. Momenti che ci aiutino a conoscere qualcosa di più sui costumi e sull'estetica della città – spiega l'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Dagli allestimenti del Teatro alla Scala a piazza Fontana, dalla 'Milano da bere' a Tangentopoli, dalla città capitale dell'informazione alla vita di tutti i giorni dei milanesi. Un viaggio nella storia della nostra metropoli dove non poteva mancare la visita del generale Charles De Gaulle avvenuta il 24 giugno 1959 in occasione dell'anniversario della Seconda guerra d'Indipendenza".

Le mostre saranno aperte al pubblico dal 18 giugno al 15 novembre.

"Milano 1947-2007. Idee per una casa della storia"
dal 18 giugno al 15 novembre 2009
orario 9.00 – 13.00 / 14.00 – 17.30
ingresso gratuito

L'idea di una Casa della Storia per Milano è un progetto innovativo che si colloca all'interno di un ampio movimento europeo orientato alla creazione, negli ultimi venti anni, di esposizioni incentrate sulla storia contemporanea. "Milano 1947-2007" non è una mostra esaustiva del periodo, ma uno spazio dove si sperimentano possibili modi di raccontare e di far raccontare dai visitatori quella storia che ci vede ancora testimoni e, in diversa misura, protagonisti dei cambiamenti della nostra città.

Il progetto, promosso dall'Assessorato alla Cultura e curato da Roberto Guerri e Massimo Negri, fa parte delle attività Museolab, un laboratorio di ricerca promosso dalle Raccolte Storiche del Comune di Milano ed è stato realizzato grazie alla collaborazione dell'Università Bocconi, del Centro di Cultura per l'impresa, del Museo Alfa Romeo, dell'Archivio Pirelli e del Teatro alla Scala.

La mostra Milano 1947-2007 è un viaggio non solo storico, ma anche emozionale. La strage di piazza Fontana, per esempio, verrà vissuta dal visitatore in prima persona all'interno della Banca Nazionale dell'Agricoltura grazie a un'installazione multimediale. Lo stesso vale per i grandi concerti dei Beatles e le contestazioni del '68.

"La mostra si pone l'obiettivo di dare vita a uno spazio fisico di conoscenza, confronto e discussione sulla storia contemporanea. Al centro di tutto vi è la città di Milano, laboratorio culturale, sociale e politico d'eccellenza d'Italia – aggiunge Finazzer Flory -. La mostra è una sorta di centro di produzione culturale e di documentazione che si rivolge all'intera comunità cittadina, per sensibilizzare la collettività sull'importanza della conoscenza storica come ricostruzione del passato nella ricerca della propria identità e che proponga una soluzione ad un problema centrale per l'educazione delle nuove generazioni, quello della conoscenza della storia recente del nostro Paese, e in particolare della nostra città".

Case della Storia e importanti musei di storia contemporanea sorgono a Bonn, Stoccarda, Berlino, Lipsia. In Germania sono diffusi gli Heimatmuseum e i musei dell'Olocausto. In Inghilterra, le sedi dell'Imperial War Museum assolvono a una funzione di informazione e documentazione che va ben oltre il ricordo delle guerre combattute. In Francia sono presenti numerosi Memorial dei due conflitti mondiali e della resistenza. Il 22 febbraio scorso il Presidente Nicolas Sarkozy ha inaugurato a Parigi un nuovo museo nel complesso dell'Hotel des Invalides: il Memorial Charles De Gaulle. A Londra è stato da poco aperto il Churchill Museum dedicato alla figura del grande statista. Anche nei paesi dell'ex blocco sovietico sono nati nuovi musei di storia: a Budapest la Casa del Terrore, inaugurata nel 2004, ricorda i delitti del nazismo e del comunismo in Ungheria.

Il percorso della mostra. La mostra si apre con la Mucca-Milano dell'artista Francesco Santuosso della collezione Crazycow. Un benvenuto ricco di colori e allegria che accompagna i visitatori a ripensare a due luoghi simbolo della città. Uno d'elite, il Teatro alla Scala, e uno di massa, lo Stadio Meazza. Il primo viene rappresentato attraverso immagini e fotografie della 'Prima' dell'Europa Riconosciuta e le scenografie di Pomodoro, mentre il secondo attraverso le prime coppe dei Campioni delle squadre milanesi.

Seguono immagini e installazioni del concerto dei Beales del 1965 e manifesti d'archivio della Fiera Campionaria.
La terza sala della mostra è dedicata all'economia: la Borsa, il primo Supermercato Esselunga del 1957, le foto dell'Archivio Pirelli e l'Alfa Romeo.
La quarta sala è dedicata a Museolab e alla proposta della Casa della Storia con contributi e interviste a Finazzer Flory, Massimo Negri, Roberto Negri, Davide Rampello, al presidente dell'Haude Gheschite di Bonn e altri.
La sala cinque è dedicata al laboratorio politico. Grande attenzione è dedicata ai circoli culturali che in città sono circa un centinaio; si arriva poi alle contestazioni del '68 e al terrorismo ricordando nome per nome le vittime.
Segue il manifesto degli intellettuali pubblicato da Camilla Cederna sull'Espresso nel 1971, la 'Milano da bere' e gli anni Novanta di Tangentopoli, ricordata attraverso la toga di Antonio Di Pietro e la nascita dei nuovi partiti milanesi: Lega nord e Forza Italia.

Il tema cultura e società è affrontato attraverso un omaggio ai romanzi gialli, alla radio e alla televisione.

Le ultime sale sono, infine, un omaggio ai milanesi e alla città che cambia. Verranno proiettate immagini amatoriali della vita quotidiana dei milanesi e sarà ospitata una riproduzione della mostra "L'occhio di Milano 1945-77", presentata alla Rotonda della Besana nel 1978. La "Memory Bank – Banca della memoria" potrà, invece, ospitare oggetti e pensieri cari ai visitatori che potranno contribuire a formare la memoria di Milano.
L'esposizione si conclude con "La città che cambia": le nuove università, le nuove linee metropolitane, il progetto City Life, Porta Nuova. Attraverso un'installazione multimediale il visitatore potrà cancellare alcune zone della città per vedere come erano prima e come la storia e il tempo le hanno cambiate.

L'allestimento è curato da Valentina Putzolu. Testi di Claudio Agostoni, Aldo Bonomi, Camilla Baresani, Salvatore Carrubba, Riccardo Chiaberge, Luca De Biase, Pierluciano Guardigli, Carlo Oliva e Guido Rome.



"Charles De Gaulle a Milano. 23 giugno 1959"
dal 18 giugno al 15 novembre 2009
orario 9.00 – 13.00 / 14.00 – 17.30
ingresso gratuito

Quest'anno ricorre il 150° anniversario della Seconda Guerra di Indipendenza e l'Assessorato alla Cultura del Comune, in collaborazione con le Raccolte Storiche, ha voluto dedicare una sezione dell'esposizione "Milano 1947-2007" al ricordo della visita che il generale Charles De Gaulle fece nella nostra città e in Lombardia nel 1959 per ricordare il contributo dell'esercito francese al raggiungimento dell'Unità nazionale.

"Non una mostra su De Gaulle, ma con De Gaulle – spiega Finazzer Flory -. Il senso degli scatti che seguono e inseguono il passo del 'generale' a Milano è relativo a un contenuto piuttosto che a una direzione. Si tratta dell'Europa in nuce di cui tuttavia i punti focali sono già stati fissati con il Trattato di Roma che, a partire da un'integrazione economica, porterà a quella politico-istituzionale. Questa mostra vuole, nel limite della sua esposizione, mettere in rapporto il potere e il popolo attraverso il quotidiano per il tramite di un reportage che scruta e sonda il silenzio delle immagini. Si intende, in altri termini, mettere a contatto Milano, la sua modernità e il mito del potere, in forma di racconto, incarnato da De Gaulle con tutte le sue affascinanti contraddizioni".

La visita di De Gaulle a Milano fu un avvenimento di grande richiamo popolare. Il presidente francese visitò anche la storica mostra allestita nelle sale di Palazzo Reale che rievocava i fatti del 1859 attraverso una ricca selezione di opere, dipinti, stampe, cimeli, in parte provenienti dall'estero e in parte ancora oggi conservati presso il Museo del Risorgimento di Milano.

La mostra propone una selezione di 30 immagini realizzate dal fotografo Giancolombo, veneziano di nascita, ma milanese d'adozione, padre del fotogiornalismo italiano, che colgono con grande spontaneità e incisività tanto i momenti ufficiali della visita presidenziale quanto quelli più insoliti e di costume. Le immagini sono commentati da Sergio Romano, oltre che da una cronaca dell'epoca di Indro Montanelli.

"I visitatori più giovani troveranno nelle fotografie di questa mostra una città e un paese alquanto diversi da quelli in cui sono nati e cresciuti. Oggi la visita di un uomo di Stato offre altre immagini: automobili nere con vetri fumé che corrono rapidamente da un punto all'altro della città, imponenti contingenti di forze dell'ordine che tengono d'occhio i passanti, manifestazioni di protesta che la polizia cerca di deviare verso altre zone della città. Per evitare sgradevoli incidenti, gli onori militari all'ospite vengono resi all'aeroporto o nel cortile di un palazzo – spiega Sergio Romano - . Ma nel 1959, quando il presidente della Repubblica francese venne a Milano per celebrare il centesimo anniversario della seconda guerra d'indipendenza e delle battaglie di Magenta e Solferino, lo spettacolo andò in scena secondo la collaudata regia delle feste con cui le città salutavano tradizionalmente, da molti secoli, le 'joyeuses entrées', i gioiosi ingressi dei sovrani stranieri. In piedi su una vettura scoperta e accompagnato dal capo dello Stato italiano, l'ospite passò in rassegna un drappello delle forze armate e raggiunse una tribuna da dove, insieme a un piccolo gruppo di notabili, assistette a una parata militare. Tra la folla, in prima fila, vi erano veterani carichi di anni e medaglie, irrigiditi accanto ai labari dei loro reggimenti. Erano i vecchi combattenti delle guerre che Francia e Italia avevano combattuto insieme, e forse, nascosto tra la folla, vi era anche qualche veterano di quella, più recente, in cui erano stati nemici. Vi erano i bambini delle scuole del quartiere, accompagnati dai maestri e graziosamente vestiti nelle loro uniformi. Vi erano le bandierine dei due paesi che molti sventolavano festosamente. E vi erano i curiosi, i passanti, i pensionati gli amanti delle pubbliche manifestazioni, gli sfaccendati, tutti in giacca e cravatta come usava allora anche per i ceti più umili. Così si accoglieva, cinquant'anni fa, il capo di uno Stato straniero".

Conclusi i restauri del Salottino dorato. Il Salottino dorato, singolare documento rococò, torna a splendere dopo i restauri. Luogo altamente rappresentativo del gusto aristocratico settecentesco per il decoro domestico, il salottino è un locale, al piano nobile di Palazzo Morando Attendolo Bolognini, di ridotte dimensioni a cui si accede attraverso tre porte lignee dal profilo sagomato dorato. Giunto fino ad oggi intatto in ogni sua parte, anche negli arredi originali, è costituito da una sofisticata decorazione delle quattro pareti a stucchi e ebanisterie dorati su legno dipinto che inquadrano quattro specchiere di legno intagliato con motivi decorativi e figure allegoriche a rilievo entro piccoli medaglioni.

Il recente e impegnativo restauro del 2008-2009, realizzato dallo Studio Mingardi con il contributo di Robert L. Forbes, ha rimosso dalla boiserie e dal soffitto i diversi strati di ridipinture che offuscavano i brillanti e delicati colori originali, ancora oggi esistenti e intatti, ripristinandone la stesura originale settecentesca.
Museo di Storia Contemporanea
Palazzo Morando Attendolo Bolognini
via Sant'Andrea 6
ingresso libero
Orari di apertura del Museo di Milano
dal martedì alla domenica
orario 9.00 – 13.00 / 14.00 – 17.30
ingresso gratuito
tel. 02.884.65933 – 76006964
www.museidelcentro.mi.it
museicentro.info@comune.milano.it



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Redazione del CorrieredelWeb.it
www.CorrieredelWeb.it

sabato 13 giugno 2009

Con l' Arte rinasce il Tempio di Zeus: Mostra d'Arte e Asta di beneficenza


"CON L'ARTE RINASCE IL TEMPIO DI ZEUS"
per rialzare uno dei giganti in pietra calcare del IV secolo a. C. del più maestoso edificio della Valle dei Templi di Agrigento
NEI MUSEI DI SAN SALVATORE IN LAURO A ROMA

Mostra di arte contemporanea > fino al 21 giugno 2009
Asta delle cinquanta opere esposte > 22 giugno 2009 > ore 20.00

L'UNESCO – Italia, presieduta da Giovanni Puglisi, e la Casa Editrice Il Cigno hanno coinvolto Christie's, il Pio Sodalizio dei Piceni e le autorità competenti in un progetto per rialzare uno dei giganti in pietra calcare del IV secolo a. C. del più maestoso edificio del della Valle dei Templi di Agrigento.

Gli studi condotti dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi e dall'Istituto Archeologico Germanico di Roma hanno portato a identificare più di 90 frammenti delle antiche sculture dell'Olympieion di Agrigento e oggi esiste la possibilità di ricostruire uno dei Telamoni. Il progetto arricchirà e modificherà lo "skyline" della Valle, poiché la "nuova" scoperta archeologica verrà eretta investendo con i suoi otto metri di altezza la prospettiva dell'area in cui sorge il Tempio di Zeus.

Incisioni, prove uniche, olii, sculture di alcuni tra i più grandi artisti internazionali contemporanei, sono esposte all'interno dei Musei di San Salvatore in Lauro fino al 21 giugno. Tra queste i "bon à tirer" di Renato Guttuso, Franco Gentilini e Piero Guccione, le teste dei bozzetti per la Basilica di Santa Maria degli Angeli di Igor Mitoraj, tre lastre in rame di Amedeo Modigliani, il bozzetto della scultura dell'ONU di Giacomo Manzù e ancora opere di Matta, Marino Marini, Rufino Tamayo, André Masson, Hans Hartung, Mimmo Paladino e Mimmo Rotella.
Tutte le opere provengono dalle collezioni de Il Cigno, casa editrice fondata nel 1968 oggi diretta da Lorenzo Zichichi e Norberto G. Kuri, che festeggia i suoi quarant'anni di attività con questa donazione in favore del progetto "Con l'arte rinasce il Tempio di Zeus".
Il 22 giugno alle ore 20.00 le opere verranno messe all'incanto nel corso di una serata di gala dove il mondo che crede nella salvaguardia e nel recupero delle ricchezze del nostro paese attraverso il talento artistico contemporaneo si ritroverà. Lo chef Filippo La Mantia delizierà gli ospiti con le sue cassate.
 
Il ricavato dell'iniziativa sarà devoluto a sostegno del progetto. Il quadro riassuntivo della spesa è di 436.750,22 euro. È in programma una seconda edizione dell'evento ad Agrigento - novembre 2009 - se il budget di spesa non dovesse essere raggiunto durante questa prima edizione.
__________________________

Ufficio Stampa
Adele Della Sala M +39 338 9934444 - ufficiostampa@ilcigno.org
Ilaria de Grenet M +39 393 3331055 - ilariadegrenet@libero.it

Info
Il Cigno GG Edizioni T +39  06  6865493 - www.ilcigno.org
  
  

giovedì 11 giugno 2009

Zooart 2009 mostra internazionale di arte contemporanea


ZOOart e manifestaZOOne 2009,  rassegne internazionali di arte contemporanea  -  Cuneo


Col sopraggiungere dell'estate arriva anche la nota rassegna internazionale di arte contemporanea ZOOart, che si svolgerà a Cuneo dal 2 al 19 Luglio, evento ideato da Michela Giuggia e Paolo Sasia con la collaborazione artistica di Domenico Olivero. Quest'anno alla sua ottava edizione. La manifestazione si propone, in una nuova edizione rinnovata negli stimoli e nelle strategie, adeguandosi alla necessità di mutamento e ripensamento globali in corso. Il primo aspetto è la sua apertura internazionale, già avviata nelle scorse edizioni, che quest'anno si amplia e vede una conferma alla sua vocazione europea, con una folta partecipazione di nuove promesse dell'arte internazionale, con artisti da numerose nazioni europee. Sul fronte nazionale è stata realizzata un'accurata selezione, dallo staff curatoriale di ZOOart, dei nuovi giovani talenti italiani che maggiormente stanno emergendo dal panorama delle proposte contemporanee. In tal modo ZOOart diventa un'autentica vetrina ricca di stimoli per il territorio posta in dialogo con la realtà internazionale. Altra grande novità, la collaborazione con l'Accademia Albertina di Torino, che consolida la possibilità per i giovani artisti di avere sostegno e visibilità sin dal loro percorso iniziale, in un'occasione di qualità quale la rassegna ha seguito in questi ultimi anni. Per questa edizione cinque artisti sono stati selezionati fra quelli proposti dall'Accademia, creando una sinergia didattica e propositrice della cultura artistica.
Visto il grande successo è stato confermata l'area lounge e ritorna a grande richiesta il laboratorio didattico per i bambini. Confermata anche la visita guidata gratuita tutti i Venerdì alle ore 21,00 col fine di conoscere e approfondire i lavori esposti.
La rassegna sarà inaugurata il prossimo Giovedì 2 Luglio, alle ore 21, e come nelle edizioni precedenti si svilupperà per le tre settimane successive con una parte della proposta di opere d'arte che cambierà ogni settimana. Gli artisti selezionati per quest'anno sono:

-1 settimana, da Giovedì 2 a Domenica 5 Luglio, dalle ore 21 alle 24:
Paolo Turco, Veronica Bellei, Giulio Zanet, Alessandro Beluardo, Eliana Frontini, Carla Crosio, EPVS, Lee Ahram, Elodie Paladino, Francesco Ozzola, Lucia Amalia Maggio, Massimo Spada, Jonas Zagorskas, Hondatrza Fraga, Gabriel Shalom, Francesca Ferreri e Max Zarri.

-2 settimana, da Giovedì 9 a Domenica 12 Luglio, dalle ore 21 alle 24:
Semira Forte, Francesca Sibona, Eilis Murphy, Roberto Del Pol, Michela Del Degan, Valentina Maggi, Julia Mastrogiacomo, Daniela Spagna Musso, Cèline Trouillet, Annamaria Di Giacomo, Jonas Seaman.

-3 settimana, da Giovedì 16 a Domenica 19 Luglio, dalle ore 21 alle 24:
Riccardo Muroni, Cinzia Ceccarelli, Cosimo Veneziano, Allison Maletz, Lia Cecchin, Debora Fede, Damiano Fenoglio, Donald Abad, Jeremy Neuman, Emilio Romano.

Durante le sere di inaugurazione Dj set di Betulla records.


Durante la seconda settimana saranno presentati i progetti selezionati per la terza edizione della rassegna internazionale ManifestaZOOne, manifesti pubblici di 6x3 metri che saranno posizionati negli spazi urbani di Cuneo a cui hanno partecipato artisti e creativi da tutta Europa. Il tema di quest'anno per ManifestaZOOne è "r-evoluzione". Oltre a sviluppare visivamente una declinazione del tema di Scrittorincittà, la cuneese rassegna internazionale di letteratura, con cui si è creata da quest'anno una collaborazione, vuole far ragionare sugli epocali cambiamenti socio-economici che sono in atto in questo delicato periodo storico. In un fase di crisi, infatti, ci si auspica una prospettiva futura di evoluzione del sistema politico, economico e sociale che possa migliorare la situazione rispetto all'attuale. Il tema "r-evoluzione", porta inoltre a ricordare il bicentenario della nascita di Charles Darwin che è caduta proprio lo scorso febbraio.
I manifesti vincitori di manifestaZOOne verranno affissi in anteprima dal 2 di luglio, data di inaugurazione della prossima edizione di ZOOart, ai Giardini Fresia, mentre saranno visibili in città a partire dal 9 novembre in concomitanza con la rassegna Scrittorincittà.
Da quest'anno inoltre ha supportato l'iniziativa e sarà presente in sede di selezione lo IED, Istituto Europeo di Design di Torino. La prestigiosa scuola internazionale di design, moda, arti visive e comunicazione ha manifestato infatti un deciso interesse nei confronti di questa campagna tutta cuneese di comunicazione, unica in Italia, che promuove non un prodotto commerciale, ma un messaggio artistico di riflessione. Alla scorsa edizione hanno partecipato artisti, creativi e grafici da tutta Europa che hanno scoperto Cuneo come città stimolante per le giovani energie creative.
Concludiamo segnalando che quest'anno saremo presenti oltre che col sito ufficiale www.zooart.it anche su Facebook, Twitter e Youtube, in modo tale che tutte le persone che non potranno venirci a trovare, ma che spesso chiedono informazioni, avranno tutto il materiale a loro disposizione per consultazione o per contattarci direttamente e frequentarci mediaticamente.



Dati Tecnici:
Titolo: ZOOart 2009 e ManifestaZOOne 2009
Curatori: Michela Giuggia e Paolo Sasia con la cooperazione artistica di Domenico Olivero.
Organizzazione: Associazione Art.ur in collaborazione con il Comune di Cuneo
Partner: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Fondazione CRC, Fondazione CRT, Accademia Albertina di Torino, GAI, IED di Torino, Collezione La Gaia di Busca.
Sponsor tecnici: Publiproget Alba, Milano Assicurazioni Cuneo, Mollo srl Alba, Castelmar Cuneo.
Media partner: CUNEO7  e www.cuneocronaca.it
Luogo: Corso Giovanni XXIII, Cuneo.
Inaugurazioni: Giovedì 2, 9,16 Luglio 2009 ore 21.00
Conferenza stampa Giovedì 2 Giugno ore 20.00
Date: dal 2 al 5, dal 9 al 12, dal 16 al 19 Luglio 2009 orario 21.00/24.00.
Sito web: www.zooart.it
e-mail:   pqemi@tiscali.it, zooarte@gmail.com;
info: +39 339 6908997
Ingresso Libero

Nuova Loewe Gallery. Arte contemporanea



Arte contemporanea.

Oggi diamo spazio alla tecnologia di domani.

Da più di 80 anni Loewe significa innovazione, competenza, qualità e alto design.
Tutto questo, da oggi, è molto più vicino a Lei.

Giovedì 25 Giugno 2009 dalle ore 17.00,
in P.zza Mazzini 16, Como

si inaugura la nuova Loewe Gallery.

L'arte diventerà un'esperienza unica grazie alle opere di Winfried Wolk.

Saremo lieti della Sua presenza.

R.S.V.P. Loewe Gallery - tel. + 39 031 24 02 66

Note legali

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martedì 9 giugno 2009

MARIO VESPASIANI GRAND TOUR


MARIO VESPASIANI

GRAND TOUR 
il volto lo specchio la maschera



Inaugurazione Giovedì 18 giugno ore 18.30 
interverrà l'antropologo Massimo Centini

18 giugno –  25 luglio 2009



Yvonneartecontemporanea
Palazzo Iseppo da Porto
Contra' Porti, 21 
36100 Vicenza

Tel. 393 9060790 
email:  HYPERLINK "mailto:yvonne@artsinergy.com"
Sito: www.yarc.eu 

ORARI GALLERIA: Martedì – Sabato 16.30 – 19.30
UFFICIO STAMPA: Laura Finotto e Yvonne Pugliese



Catalogo disponibile in galleria con i testi di Massimo Centini e Cesare Catà.


Patrocinio del Comune di Vicenza 


La Galleria Yvonneartecontemporanea è lieta di presentare la mostra di Mario Vespasiani 
dal titolo GRAND TOUR il volto, lo specchio, la maschera. 

Le opere di Mario Vespasiani raccolte in questa mostra fanno parte dell'imponente progetto intitolato Grand Tour, in riferimento a quel viaggio pluriennale che un tempo veniva compiuto dai giovani uomini, per arricchire la loro conoscenza attraverso l'incontro e lo scambio.
L'autore, confrontandosi apertamente con tutte quelle storie e quelle esperienze umane che nel corso degli ultimi due anni si sono incrociate lungo il suo procedere, ha riportato in queste tele i suoi appunti e i suoi simboli fatti di silenzi, luce e attimi.
Con Grand Tour ha affrontato il tema del ritratto per tracciare una sorta di mappatura di uno scenario tanto prevedibile quanto sconosciuto, per verificare chi siamo e capire la direzione verso la quale ci stiamo muovendo, forte di quella pratica sciamanica che è la pittura - tra gesti originari e movimenti rituali - capace di estrarre il volto dalla maschera, l'autentico dall'illusorio.
Lo studio effettuato sul volto da Vespasiani inteso come esperienza di ascolto, di tragitto verso l'esterno, riprendendo gli insegnamenti di Laozi, può essere racchiuso in questa frase: "scorrendo come l'acqua [...] ci spostiamo rapidamente senza mai contrastare la corrente, né fermarci abbastanza da ristagnare o aggrapparci agli argini o alle rocce - agli averi, alle situazioni o alle persone che attraversano la nostra vita - e nemmeno tentando di restare fedeli alle nostre opinioni o visioni del mondo; semplicemente attaccandoci, con leggerezza e intelligenza, a ciò che ci si presenta mentre passiamo, che lasceremo poi andare, con grazia e senza avidità".

Scrive Cesare Catà: "quelli di Vespasiani sono ritratti semantici, anti-concettuali. L'astrazione, se pure può essere individuata, soprattutto in un certo uso del colore, non è mai fine a se stessa, in queste opere; viene bensì inserita in un quadro interpretativo di riferimento, in cui essa acquisisce senso, quel senso che il volto come imago spiritualis deve e può necessariamente trasmettere. 
Vespasiani, in fin dei conti, con questi suoi lavori, è un archeologo. Come uno studioso di antiche civiltà potrebbe recarsi in un luogo un tempo sede di antiche dimore, per scavare il terreno e riportare alla luce i frammenti di perdute ceramiche e oggetti preziosi; così il pittore, in questo caso, scava con la mente attraverso i secoli dell'Europa, e riporta alla luce i cocci di un ego che la Modernità aveva infranto, e che la post-Modernità ha sepolto, assai profondamente". 

La mostra verrà introdotta da Massimo Centini professore di Antropologia Culturale dell'Università Popolare di Torino. 




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Da: mario vespasiani <info@mariovespasiani.com>

domenica 7 giugno 2009

Mostra fotografica: Sampietrini di Giovanni Liberatore

"SAMPIETRINI"

di Giovanni Liberatore

Roma 18 – 30 giugno 2009 
 
 

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.Icone riconosciute come parte integrante di Roma, i sampietrini fanno ormai parte della vita quotidiana di ogni  romano e da questo rapporto Giovanni Liberatore  tra spunto  per sviluppare il suo nuovo lavoro di astrazione.  

In Sampietrini è evidente la vicinanza dell'autore al messaggio surrealista di Breton, secondo cui uno dei fini poetici dell'opera d'arte è la ricerca di quella "realtà soprasensibile, invisibilmente visibile in un eterno mistero".  Troviamo di frequente questo aspetto nei suoi lavori: sono le orme lasciate dai passanti sulla sabbia del litorale romano a diventare bassorilievi di visi di uomini ed animali come in Antropomorphisme s/r mer, oppure i mulinelli del Tevere a creare vortici marmorei spaventosi come in Vorteo, ed ancora le onde del mare sul bagnasciuga di una comunissima spiaggia a creare un gioco sensuale ed erotico fino al lavoro, premiato nella XI edizione del MassenzioArte (Via de'Baullari), dove è il selciato romano a riflettere la luce del sole avvolgendo le figure dei passanti per portarle in una dimensione onirica e poetica. 

Sampietrini è un lavoro equilibrato dove l'estetica della luce e la sensorialità della materia sono dosate in egual misura.

Il tratto estetico nasce da un contrasto, che non è solo di natura tecnica (nei bianchi e nei neri molto accentuati): è un equilibrio dinamico tra aspetti complementari, come quello creato dallo Yin e Yang. Pietre ed acqua si completano in giochi di luce ed ombre sempre diversi: è ora l'acqua tra i selci nerissimi a possedere una luce interna, e poi i selci ad essere corpi lucenti immerse in un mare oscuro come la pece.   Ma è l'aspetto sensoriale che ancora una volta colpisce; Giovanni Liberatore riesce a mutare la componente più "materica", trasformando la superficie delle pietre fino a farle diventare simili a bolle liquide "viniliche" e modificando l'acqua fino a renderla simile ad un fregio metallico. 

Maurizio Chelucci - Direttore per la Fotografia Spazi MassenzioArte

Biografia

Giovanni Liberatore nasce a Roma nel 1969, dove vive e lavora.  Nella sua ricerca artistica, che utilizza il mezzo fotografico, viene prediletta l'astrazione, ottenuta spesso mettendo in evidenza il carattere ambiguo ed "antropomorfo" delle forme ritratte. E' inoltre l'estetica della forma ed un utilizzo "fisico" della materia a dare alle immagini di Liberatore una peculiarità evocativa e pittorica.  Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali tra cui Vincitore del "XI concorso internazionale di arte contemporanea MassenzioArte2007", Finalista nel "VIII Premio Biennale di Arte Contemporanea Torre Strozzi 2007" e nel "III concorso di arte contemporanea Premio Celeste2006"  Ha esposto in diverse occasioni, nell'ambito di personali e di manifestazioni collettive. Sue opere fanno parte di collezioni private e risultano pubblicate su libri e riviste. 
 

 

Oggetto mostra Fotografia
Autori Giovanni Liberatore  
Organizzazione a cura di Associazione Culturale Massenzio Arte

www.massenzioarte.it

e-mail: massenzioarte@massenzioarte.it

              florindo.ruta@massenzioarte.it

              maurizio.chelucci@massenzioarte.it

tel: 06.83601822 

Luogo Galleria MassenzioArte

via del Commercio 12

Roma 

Mezzi pubblici metro B: fermata Piramide + bus 23 o 271 o 769 (su via Ostiense) 
Orari Lun –  ven 16.00-19.00 ( dom. e festivi chiuso)

ingresso libero 

Durata dal 18 – 30 giugno 2009 
Inaugurazione 18 giugno 2009 ore 18.00
   
Ufficio Stampa 06.83601822 - 3289232342





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