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sabato 30 novembre 2013

LE DONNE DI MODIGLIANI INCANTANO ROMA > oltre 30.000 visitatori in mostra > "Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti" > Museo Fondazione Roma - Palazzo Cipolla, fino al 6 aprile 2014


In 30.000 hanno già visitato la mostra:
le donne di Modigliani incantano Roma

Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti.
La collezione Netter

Museo Fondazione Roma
Palazzo Cipolla (Via del Corso 320)
 dal 14 novembre al 6 aprile 2014
 


Amedeo Modigliani, Elvire con colletto bianco (Elvire con collettino), 1917 o 1918, Olio su tela, Firmato in alto a destra, cm 92 x 65 © Pinacothèque de Paris /Fabrice Gousset
Amedeo Modigliani, Fanciulla in abito giallo (Ritratto di giovane, donna con collettino), 1917 Olio su tela, cm 92 x 60 Firmato in alto a destra © Pinacothèque de Paris
 Amedeo Modigliani, Bambina in abito azzurro 1918, Olio su tela, 116 x 73 cm, Firmato in alto a destra, Parigi, Pinacotèque de Paris
Amedeo Modigliani, Ritratto di Jeanne Hébuterne (Jeanne Hébuterne au henné), 1918 Olio su tela, cm 100 x 65 Firmato in alto a destra © Pinacothèque de Paris
Amedeo Modigliani, Ritratto di ragazza dai capelli rossi (Jeanne Hébuterne), 1918 Olio su tela, cm 46 x 29 Firmato in basso a destra © Pinacothèque de Paris



COMUNICATO STAMPA

Al Museo Fondazione Roma la mostra Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti dopo 17 giorni di apertura e una media di 1900 ingressi giornalieri conquista con il record di 32.000 visitatori il primo posto tra le esposizioni più visitate nella Capitale ed il più alto share di "mi piace" e commenti positivi registrato nelle mostre degli ultimi anni.

Tutte le sale sono colme di visitatori, meravigliati dalla sorpresa di conoscere Utrillo, Valadon e Soutine, ma il flusso di pubblico approda davanti alle tele di Modigliani e resta incantato dai volti femminili che, illuminati, spuntano dalle pareti. In un tempo in cui si combatte la violenza contro le donne, le sue incantano e fanno riflettere. Senza occhi - la maggior parte - perché Modì amava l'arte africana e quindi i volti tribali, disegnati con un tratto netto e incisivo.
"Erano così le sue donne, perché l'animo umano corrotto non ha più occhi per osservare il mondo, mentre i bambini ne sono "degni", degli occhi, azzurri, specchio dell'anima" dice Marc Restellini, curatore della mostra.

Nel corso della sua vita - durata solamente 36 anni - Modigliani ha realizzato circa 300 opere, pochissime, oggi sparse in tutto il mondo, la maggior parte in collezioni private. Il Museo Fondazione Roma-Palazzo Cipolla ne ospita ben 14, 9 delle quali ritraggono le sue bellissime modelle, amate, conosciute e dipinte.

Uomo infelice e vitale allo stesso tempo, Modigliani fu amatissimo, spesso suo malgrado, da tutte le donne della sua vita. Come Elvire, che nell'ambiente era conosciuta come la Quique e che era figlia di una prostituta marsigliese. Si incontrarono nei primi mesi del 1914 e fu amore a prima vista.  Non sarà la donna che gli starà accanto fino alla morte, ma solo una fiamma, nominata nei suoi ritratti due volte soltanto ma che ispira tanti suoi nudi, corpi affusolati e colli lunghi come quello di Elvire con colletto bianco (1917-18). Lei, talmente bella che fa la cantante e posa per gli artisti di Montmartre e Montparnasse, talmente bella da poterselo permettere. Lo sguardo conturbante, gli occhi neri, i capelli corvini vive libera nella Parigi di Modigliani, finendo tra le sue braccia con un amore tumultuoso e doloroso, litigioso e dolce finché non sparirà riprendendo i suoi vagabondaggi e finendo fucilata come spia in Germania nella prima Guerra Mondiale.

Accanto la Fanciulla in abito giallo (1917) e la Giovane donna seduta con camicia azzurra (1919) dipinti che hanno fatto della loro disarmante normalità la loro potenza: giovani sedute, semplicemente abbigliate, con i capelli legati. Lo sfondo scarno, uno spazio vitale fatto di poche cose, proprio come doveva essere l'atelier dell'artista: due stanze, pochi mobili, le pareti stinte. Quello che affascina di queste tele è la compassata quotidianità, che emerge in tante opere che - lo abbiamo appreso in seguito - erano eseguite dopo una sola seduta del soggetto, perché tutto quello che c'era da osservare e studiare Modì lo faceva prima.

In mostra anche il Ritratto di Béatrice Hastings, il suo primo amore: la loro relazione fu costellata da liti furibonde e grandi riappacificazioni. Modigliani la amò perché lei gli teneva testa, finché, stufa di liti e botte, lo lascia per uno scultore.
Ben due sono le opere esposte dedicate al suo vero grande amore: Il ritratto di Jeanne Hébuterne e La ragazza dai capelli rossi.
Delle numerose donne che erano entrate e uscite dalla vita dell'artista livornese, Jeanne fu l'ultima e la più importante, anche come modella della sua pittura, ritratta in una ventina di quadri e innumerevoli disegni. Nata a Parigi il 16 aprile 1898, la giovane incarnava l'ideale di bellezza femminile per Modì: i capelli dai riflessi ramati, gli occhi di un azzurro chiarissimo, il naso dritto, la carnagione talmente bianca, quasi diafana.
Anche lei dipingeva, con talento, celando un mondo interiore così intenso da farla apparire schiva e riservata: restava spesso silenziosa e in disparte, ma osservava attentamente e sceglieva. Non le sfuggì quell'affascinante pittore italiano, bello, conteso, e maschilista. Appena diciottenne ne diventa l'amante. Cacciata da casa e abbandonata al suo destino - soprattutto dal perbenismo ipocrita della madre - troverà la sua dimensione nell'amore e nella creazione artistica proprio insieme a Modì e - a dispetto dei familiari - il loro sarà un amore per sempre. La giovane donna tutta dedita al suo Amedeo, ne accetta richieste e limiti trasformandolo nel suo unico orizzonte. Chiuderà per sempre i suoi grandi occhi tristi il giorno dopo la morte del compagno, lasciandosi cadere da una finestra per seguire il suo Amedeo. L'opera che la ritrae di profilo con i capelli raccolti mostra il grembo di una donna incinta: fu infatti ritratta due mesi prima del suicidio, quando aspettava già il loro secondo genito.

Tutte queste opere sono senza occhi, oppure le orbite sono appena accennate. Pare che Modigliani non riuscisse a dipingere una donna se prima non la avesse amata e scrutata dentro. Soltanto allora lo sguardo muto trovava espressione, soltanto allora egli ne aveva conosciuto l'anima.
Questo non vale per la Bambina in abito azzurro (1918) i cui occhi celesti ricambiano lo sguardo dell'osservatore, pupille puntate fuori dal quadro in cerca di colui che sappia riconoscere la nitidezza dell'anima.

La bellezza, gli amori, il vino, l'assenzio, il genio incompreso, l'orgoglio, la povertà, la malattia, la morte prematura: persino il suo nome, Modì-maudit, sembrava contenere il presagio di un destino infausto. Ma la forza della sua arte si è rivelata col passare del tempo un ideale condiviso. Condiviso anche dal grande pubblico - quello della mostra romana - che si prevede affollerà le sale durante le prossime feste natalizie. Il numero dei visitatori - ad oggi oltre 30.000 -, le centinaia di copie del catalogo vendute (edito da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE) e le recensioni su tutte le principali testate in Italia e all'estero, sottolineano lo straordinario successo dell'evento. Per questo Arthemisia Group - che ha prodotto e organizzato la mostra - ha predisposto la vendita di gift ticket package per regalare a Natale l'arte, un biglietto comprensivo di audioguida in omaggio da utilizzare per tutto il periodo di mostra e far conoscere a tutti i capolavori di Modì e degli artisti maledetti.




Sede
Fondazione Roma Museo - Palazzo Cipolla
Via del Corso, 320
00186 Roma

Biglietti
Intero € 13,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 11,00 (audioguida inclusa)

Orario apertura
Lunedì dalle 14.00 alle 20.00
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00
(la biglietteria chiude un'ora prima)

Aperture straordinarie
8 dicembre 10.00 – 2.00
24 dicembre 10.00 – 16.00
25 dicembre 10.00 – 20.00
26 dicembre 10.00 – 20.00
31 dicembre 10.00 – 16.00
1 gennaio 12.00 – 20.00
6 gennaio 10.00 – 20.00


“Percorsi senza Tempo” al Museo Archeologico di Amelia




"Percorsi senza Tempo"

Museo Archeologico di Amelia

Dal 1 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014


Si inaugura domenica 1 dicembre alle ore 11.30 al Museo Archeologico di Amelia la mostra "Percorsi senza tempo". La rassegna, articolata in due sezioni, propone una trentina di opere, tra dipinti, disegni e sculture di 10 artisti contemporanei differenti per generazioni e scelte espressive. La prima sezione, ospitata nella Sala di Piermatteo d'Amelia, mette a confronto i lavori di Cecilia Bossi, in polistirene bruciato e inciso, su cui scorrono colature di colore e trova posto un ritaglio di tessuto incollato e gli ultimi dipinti di Stefano Sorrentino realizzati per campi di colore sovrapposti in un gioco di velature e trasparenze. Alle spalle Sorrentino ha una forte energia creativa che ancora oggi è intatta e feconda come nella scelta delle opere in mostra. Nella stessa sezione le opere su carta di Vincenza Costantini e Rosita Sfischio. Colpisce subito osservando i disegni di Rosita Sfischio la curata raffinatezza dei particolari e la leggera trasparenza del colore: uno sguardo pensoso, una posa disinvolta ma timida, volti di profilo dai lineamenti incisi. Di Vincenza Costantini, invece, disegni inediti, risultati di un lungo percorso sempre tessuto sullo studio della figura umana dentro e oltre il reale. Prima di proseguire la visita, lo sguardo si ferma sulle sculture in bronzo e in terracotta di Corina Proietti e Livia Romano Proietti: un dialogo intenso e vitale tra madre e figlia; tra due generazioni di descrivere con modi espressivi diversi il presente. In Corina l'idea della scultura monumentale e della narrazione, in Livia la ricerca estetica della figura femminile catturata nella sua intimità. L'altra sezione è raccolta al secondo piano del Museo. Tra preziosi reperti, capitelli, sarcofagi e fregi con iscrizioni, i disegni in bianco e nero di Fabio Santori: studi, disegni fittissimi sopra e dentro le forme in una ricerca che conduce all'astrazione. In primo piano, su una intera parete che divide la sezione romana da quella altomedievale, sfilano le opere su carta di Cristina Messora dal ciclo "Penombra". Otto monologhi di un  unico progetto, costruito con architetture di luce e di colore che cercano un dialogo con la storia, l'estetica, lo spazio. Con "Sguardo sul Rio dell'Elba", seguito da "Rovine" e "Pensisola", ci avviciniamo alle opere di Anna Salvati che ben esemplificano la ricerca di questa artista dal tratto vigoroso ma capace anche di dimensione più atmosferica e leggera. Prima di visitare la Pinacoteca del Museo che raccogli una serie di dipinti realizzati tra il XV e XVII secolo ad attirare lo sguardo dei visitatori spicca "L'autoritratto" di Nuccia Amato Mocchi. Più che espressione di una solenne autocelebrazione è una bonaria testimonianza di sottile ironia. Con tanta dignità.


Mostra Roma Souvenir (Regali di Natale)


Si inaugura il giorno

6 dicembre 2013

la mostra

Roma Souvenir (Regali di Natale)

presso la galleria

Studio-9

Vicolo della Moretta, 9 - Roma

 

 C O M U N I C A T O   S T A M PA - I N V I T O

Mostra:          Roma Souvenir (Regali di Natale)

Opere esposte di: Alessandro Alimonti, Francesco Angelini, Domenico Annicchiarico, Mario Bagordo, Rossana Bartolozzi, Teresa Bianchi, Giovanni Bonfiglio, Anna Boschi, Maristella Campolunghi, Carlo Canè, Marco Carloni, Sonia Catalogna, Massimo Ceccaccio, Silvana Chiozza, Marina Corallo, Carmela Corsitto, Alessandro Costa, Edith Dzirduszycka, Floria Fabbri, Vittorio Fava, Schirin Fatemi, Eduardo Fiorito, Giuditta Gaudioso, Claudio Giulianelli, Filippo Giuliani, Claudia Gomarasca, Laura Grosso, Benedetta Jandolo, Elvira Imbellone, Caterina Iollo, Anthony Lombardi, Roberto Marino, Kelly Medford, Riri Negri, Danilo Occasi, John O'Brien, Ruggero Passeri, Gloria Perziani, Cielo Pessione, Sergio Pucci, Giovanni Ragone, Rossella Ricci, Faustino Roncoroni, Carla Rufini, Vitantonio Russo, Raffaella Santoni, Giancarlo Savino, Ugo Scala, Pietro Simonelli, Nicola Spezzano, Daniela Vacca, Chryssis Vici, Franco Ziliotto.

 

Data:              Inaugurazione venerdì 6 dicembre 2013, ore 18.00;

               

Luogo:            Studio-9, 00186 Roma – Vicolo della Moretta, 9.

                        Tel. e Fax 06.68139562; 3332454405; e-mail: info@studio-9.net;

Website: www.studio-9.net

 

A cura di:       Arnaldo Romani Brizzi, Patrizia Rufini, Clara Piccinini.

 

Orario:           la Galleria è aperta dal martedì al venerdì  ore 18.00/20.00.

 Dal giorno 6  al 23 dicembre 2013  e  dal giorno 7 al 15 gennaio  2014

 La mattina a richiesta  su appuntamento.

 

 

Studio-9 prosegue la propria stagione espositiva con la mostra Roma Souvenir, che conferma la vocazione di questo spazio al rapporto con la città attraverso la fotografia e la tradizionale pittura di cavalletto. Studio-9 è un luogo che ama esporre in miscela strane sollecitazioni del visivo: accanto alle opere d'arte ecco, quindi, mobili, oggetti, rare piante grasse, vetri di Murano, frutta colorata e quant'altro a decoro e atmosfera dell'attesa per il prossimo Natale. Una sorta di bottega incantata, di luogo delle meraviglie dove poter rintracciare il proprio oggetto, artistico o artigianale, di elezione. Rivolgendosi idealmente al viaggiatore che passando per Roma sceglie per sé, e per i propri cari, un piccolo regalo tutto devoto alla memoria: ed ecco il souvenir. Un appuntamento, quindi, che invita all'incontro nel pieno e sfrontato recupero del sentimento natalizio.

 

 


Inaugurazione Acer Explorer Lounge e Dicembre in Dream Factory




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Inaugurazione Acer Explorer Lounge | 1 Dicembre 2013


venerdì 29 novembre 2013

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giovedì 28 novembre 2013

Palazzo Chigi, Ariccia: dal 7 al 15 dicembre arriva Vita da Principi e i musei si animano


 

 

Vita da principi 

Palazzo Chigi in Ariccia , Piazza di Corte, 14 

sabato 7 e 14 dicembre dalle ore 21:00

 domenica 8 e 15 dicembre dalle ore 18:00 

La visita al Palazzo Chigi in Ariccia, oggi museo e pinacoteca, commentata dai personaggi storici che lì hanno abitato dal '600 al '900 impersonati da attori in costume. Un viaggio nel tempo,  tra teatro e cultura, nel palazzo dove fu girato Il Gattopardo di Luchino Visconti da poco riscoperto in sala.

Sabato 7 e domenica 8 dicembre i visitatori del Palazzo Chigi in Ariccia saranno portati  "dentro la storia"  dai protagonisti che nei secoli lo hanno abitato. Con il progetto "Vita da Principi", che proseguirà anche nel week end successivo, 14 e 15 dicembre, la visita all'interno del Piano Nobile del Palazzo sarà "guidata" da attori in costume che proietteranno lo spettatore in una forma d'illusionismo nel quale la vita diventa storia grazie al matrimonio tra teatro e cultura.

Il progetto, realizzato dall'Associazione Arteidea, è finanziato dalla Provincia di Roma e dalla Città di Ariccia.

"Dopo il grande successo delle visite notturne – afferma il Vicesindaco con delega a Palazzo Chigi, Cora Fontana Arnaldi – intendiamo far crescere ancora di più la capacità attrattiva di un Palazzo Barocco unico al mondo, perfettamente conservato nei suoi fastosi arredi originali. A tanta bellezza mancavano soltanto i Principi che lo abitarono ed ora, con questo interessante progetto, i visitatori potranno immergersi nel fascino della vita di Corte, fatta di storie e vicende narrate da attori in costume.

L'obiettivo che intendiamo perseguire è quello di attrarre nuovi visitatori sperimentando e ideando modalità innovative di fruizione del Palazzo e del Museo del Barocco Romano del '600-'700 che, voglio ricordarlo, ha la più ampia ed importante quadreria al mondo con oltre 200 opere".    

Il pubblico  sarà accompagnato in questo viaggio nel tempo (della durata di circa 50 minuti) da personaggi misteriosi, che evocheranno le personalità più rilevanti appartenute alla famiglia Chigi e che ne hanno fatto la storia: i principi Agostino, Sigismondo, Mario, il Cardinale Flavio, Papa Alessandro VII, Maria Virginia Borghese, e alcune delle altre figure che hanno frequentato Ariccia.

Il Palazzo, così, rivivrà come luogo concreto di  accadimenti, come ideale "spazio scenico" di vicende vissute dalla famiglia, di possibili dialoghi, momenti di intimità, immagini, suggestioni e avvenimenti in cui riluce il riflesso della Storia. Grazie alla narrazione drammatizzata verrà mantenuto l'impegno didattico di fornire notizie relative al Palazzo ma si privilegerà soprattutto l'aspetto umano della famiglia.

In questo itinerario i visitatori non resteranno semplici spettatori della bellezza del luogo, ma lo "vivranno", come su un palcoscenico, accanto a tutti gli altri personaggi. Saranno catturati dalla suggestione del teatro e diventeranno protagonisti veri di un viaggio attraverso tre secoli di vita quotidiana, di arte, di storia e di "storie".

Il progetto nasce dal desiderio di contribuire concretamente allo sviluppo del turismo culturale nel territorio nonché di fornire, in particolare ai giovani, un nuovo strumento di conoscenza e di approfondimento storico-artistico, utilizzando luoghi di fama mondiale come spazi scenici.

Il Palazzo Chigi in Ariccia rappresenta un esempio unico di dimora barocca rimasta inalterata nei secoli, a documentare il prestigio di una delle più grandi casate papali italiane: i Chigi. Il Palazzo, trasformato in una fastosa dimora barocca da Gian Lorenzo Bernini, è adibito a museo e centro di molteplici attività culturali: mostre, concerti, visite guidate, conferenze, convegni, programmi di studio. Nel 1961 Luchino Visconti vi ha girato gli interni de IL Gattopardo.

Prenotazioni e informazioni: Palazzo Chigi in Ariccia 069330053 info@palazzochigiariccia.it  - Arteidea 345 9615409 info@arteideaariccia.it





mercoledì 27 novembre 2013

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