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lunedì 29 settembre 2014

Giornata del Contemporaneo il 1 ottobre allo Spazio Museale Sabrina Falzone

Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea

Dal 1 al 29 ottobre 2014

Vernissage Mercoledì 1 ottobre dalle ore 18 alle 20

Sale Bernini, Mirò e Guttuso


 

Artisti: Deborah Alexander, Antonella Bucci, Bruno Carati, Monica Daminelli, Giusy Gramegna, Margaret Karapetian, Enzo Malazzi, Mauro Martin, Paolo Remondini, Silvia Rinaldi, Stefano Sandri, Carmela Scialò, Roberto Tomba




In occasione della Giornata del Contemporaneo, il primo ottobre saranno inaugurati due significativi progetti espositivi curati dal critico e storico dell'arte Sabrina Falzone.



Nella cornice milanese dello Spazio Museale Sabrina Falzone ecco arrivare l'esposizione internazionale "Bene e Male, l'eterno conflitto", che sarà allestita all'interno del Salone Bernini con opere di stimati autori contemporanei come Deborah Alexander, Antonella Bucci, Monica Daminelli, Margaret Karapetian, Enzo Malazzi, Stefano Sandri e Carmela Scialò.



In vetrina, nell'intimità della Saletta Guttuso emergono in tutta la loro enfasi pittorica i quadri esistenziali realizzati da Silvia Rinaldi e quelli armoniosi di Giusy Gramegna, dopo un percorso nazionale d'arte itinerante a Napoli, Capri e Milano.



Nel suggestivo ambiente dello Spazio Mirò l'omaggio al Contemporaneo si concretizza nell'audacia espressiva di quattro artisti caparbi e tendenti all'innovazione nella ricerca artistica: il milanese Bruno Carati con i suoi originali "mosaici compositivi" in cartone, l'ironico grafico e medico Roberto Tomba con il suo essenzialissimo "Bistrot" in pieno stile picassiano, l'artista Mauro Martin con  la sua serie tanto sobria quanto raffinata dedicata all'indagine dei volumi su un piano bidimensiale e il pittore, archittetto e designer Paolo Remondini con i propri lavori in omaggio al maestro Picasso.



Nel Salone Bernini il tema del bene e male e della loro ambivalente relazione nella sfera quotidiana viene sapientemente indagato dalla fotografa Antonella Bucci, nata in Belgio. Tra le autrici straniere della rassegna ricordiamo l'estro di Margaret Karapetian, italiana di origini armene, e l'esperienza creativa astratta di Deborah Alexander di origine australiana.



L'astrazione del segno diviene sintesi poetica nei dipinti di Stefano Sandri, caratterizzati da un'immediatezza visiva attraverso l'emozione del colore.



Stupore e intensità permeano dalle opere di Monica Daminelli, il cui impatto cromatico raggiunge inediti apici espressivi. 

Il percorso artistico prosegue nell'incontro dell'appassionante ciclo fotografico ideato da Enzo Malazzi attraverso la grafica digitale che ci introduce alla dimensione ambigua del male, mentre Carmela Scialò accoglie, con grande chiarore spirituale, la dimensione suprema del bene dove la luce regna sovrana sulla tela.



Varrebbe la pena di visitare l'esposizione allo Spazio Museale Sabrina Falzone, dal momento che l'ingresso è interamente gratuito e l'esposizione sarà visitabile per un mese fino al 29 ottobre.



Sale Guttuso, Mirò e Bernini, Galleria Spazio Museale Sabrina Falzone

Via Giorgio Pallavicino 29

20145 Milano - Italy

Orari di apertura: mart-ven h.16-19; sabato h.10-12

Chiuso lunedì e festivi

Ingresso gratuito

www.galleriasabrinafalzone.com

Arte e web: la Galleria d’Arte 2.0 è di Alessandro Biffanti


L'arte e il mondo del 2.0 si incontrano a Milano, in Viale Monte Nero 38, presso la Galleria d'arte Alessandro Biffanti. Una sorta di sincretismo, perfettamente riuscito, di due mondi a prima vista così distanti.


Alessandro Biffanti, creatore del progetto, ha sempre pensato che il cardine dell'arte fosse la fruibilità. Un dipinto deve essere ammirato da tutti, un'opera deve essere "democratica" e forse non vi è nulla di così democratico come il mondo digital. Quindi, perché non fondere le due cose?


 Il risultato finale è una galleria d'arte online, con sezioni, approfondimenti e meravigliose immagini da poter contemplare stando comodamente seduti al pc di casa propria.


Il portale si compone di diverse sezioni, in costante aggiornamento, tutte studiate per rendere il massimo servizio al cliente: Opere Vendute, Autori, Valutazione, Nuove Acquisizioni, Novità e Servizi solo per citarne qualcuna.


Dipinti, Sculture, Disegni e Incisioni sono il fiore all'occhiello di questo sito che non si propone come e-commerce, ma come una vera e propria finestra su questo mondo così poco social ma molto introspettivo, basato sulle emozioni e non sulle interazioni.

Un team di professionisti è sempre a completa disposizione per qualsiasi domanda relativa alla valutazione, vendita, acquisto di opere in relazione a quelli che sono gli andamenti dei mercati.


Il focus della Galleria è principalmente l'arte Lombarda dal 1850 al 1950, con una vasta selezione di ritratti, nature morte e paesaggi per quanto riguarda la sezione dipinti. La vera sorpresa vi è nel trovare numerose incisioni e disegni, di solito fiore all'occhiello di collezionisti e visibili sono in musei, come quelle di Cesare Breveglieri e Pavel Tchelitchew.


Un vero e proprio mash-up di due mondi, distanti ma vicini, accumunati dal concetto di emozionalità e condivisione. Non bisogna mai dimenticare però che le opere d'arte vanno sì ammirate online ma è comunque necessario viverle e studiarle da vicino, il contatto diretto e l'impatto emotivo restano i punti cardine di questa Galleria digital.

Convegno "L'Arte delle Audiovisioni", 30 settembre, Palazzo Riso Museo d'Arte, Palermo

CONVEGNO "L'ARTE DELLE AUDIOVISIONI"

MARTEDI' 30 SETTEMBRE 2014
ALLE ORE 9.30
PALAZZO RISO MUSEO D'ARTE
CORSO VITTORIO EMANUELE 365
PALERMO
Il Convegno si pone come primario intento quello di proporre una visione complessiva del fenomeno così detto "videoarte" dalle origini ad oggi. Si tratta di una dimensione molto complessa, un mondo particolarmente sfaccettato che proviene da un intreccio di storie linguaggi e tecniche tutt'oggi in piena evoluzione. Partendo dagli anni sessanta saranno illustrate le prime fasi di sperimentazione dei pionieri internazionali della disciplina andando a ricercare le provenienze di questa forma d'arte nella musica, nelle esperienze Fluxus e nel cinema delle avanguardie storiche degli anni dieci e venti. Saranno analizzate le varie mutazioni estetiche che si sono susseguite dalle origini ai giorni nostri con particolare attenzione al passaggio tecnologico da elettronico a digitale e le varie conseguenze sul piano semantico, quello formale e di conseguenza su quello storico artistico. Particolare attenzione sarà data alla storia, all'evoluzione ed all'attuale stato del fenomeno italiano. Si parlerà della videoarte come fenomeno di rete globale con la nascita di festival in tutto il mondo e le esperienze di associazioni, artisti e curatori indipendenti che hanno contribuito alla sua diffusione. La trattazione sarà accompagnata dalla visione di alcune opere.
Saluti istituzionali:
Valeria Patrizia Li Vigni (direttrice Riso Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia)
Relatori:
Maurizio Marco Tozzi  - curatore
Veronica D'Auria – curatore/critico
Valentino Catricalà – curatore/critico
Lino Strangis – artista/teorico/docente
Paolo Falcone – curatore Riso Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
Organizzazione:
 Riso Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia
C.A.R.M.A. - Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate

Special Thanks:
Galleria Adalberto Catanzaro - Bagheria


sabato 27 settembre 2014

Vinicio Saviantoni: l'Arte Contemporanea in Italia -

 

L'Arte Contemporanea in Italia

 

di Vinicio Saviantoni

La pittura italiana figurativa dal futurismo ad oggi

Nella prima decade del '900, quando Michetti, Bistolfi, Sartorio, erano ritenuti fra i migliori artisti italiani, si manifesta in maniera travolgente il movimento Futurista nato nel 1909 con un articolo di Filippo Tommaso Marinetti pubblicato su "Le Figaro". Il giovane critico Roberto Longhi considera la pittura Futurista come l'unica valida avanguardia italiana nell'arte del XX secolo. Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Gino Severini, Carlo Carrà, Luigi Russolo ed Antonio Sant'Elia contribuiscono a creare l'importanza del movimento. L'avanguardia Futurista, dopo la prima guerra mondiale appare dissociata soprattutto per la prematura scomparsa di Boccioni e Sant'Elia. Il Secondo Futurismo, sempre con alla guida un Marinetti abbastanza rivoluzionario, ha origine a Torino ed esce ben presto dall'ambito regionale con artisti di grande spessore quali Fortunato Depero, Luigi Fillia, Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, Bruno Munari, Tullio Crali, Osvaldo Peruzzi, Tato e Marasco, ma non avrà più quella forza propria che contraddistingue le grandi avanguardie.

 

Nel frattempo l'influenza del simbolista svizzero Arnold Böeklin viene assorbita da un giovane pittore, il quale rivela un'immaginazione malinconica e tormentata insistentemente dal mistero della realtà urbana e delle piazze disabitate. Egli è Giorgio de Chirico, che ha dato inizio all'arte Metafisica, la quale si svilupperà fra il 1910 ed il 1920 a cui aderirono altri artisti come Carlo Carrà, Alberto Savinio e Giorgio Morandi. Con il critico Mario Broglio, nasce poi nel 1918 il movimento Valori plastici, 'ritorno all'ordine' dell'arte e ad una ricerca più stilistica sulla tradizione italiana del passato: Giotto, Masaccio, Piero della Francesca.

Nel 1922 a Milano, nasce pure Novecento. Nella Galleria di Lino Pesaro s'incontrano Anselmo Bucci, Achille Funi, Emilio Malerba, Ubaldo Oppi, Leonardo Dudreville, Piero Marussig, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Felice Casorati e Mario Sironi.

 

A Torino circa nel 1929 ha vita il gruppo cosiddetto dei Sei Pittori, con Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci, promosso dai critici Lionello Venturi ed Edoardo Persico. Ricordiamo anche l'arte innovativa e altamente poetica di Luigi Spazzapan.

 

Il gruppo dei Chiaristi si forma a Milano nel 1930 con il critico Persico; il più rappresentativo è Umberto Lilloni. A Venezia lavora Pio Semenghini. In Toscana, Ottone Rosai. A Roma operarono Arturo Tosi, Carlo Socrate, Amerigo Bartoli, Francesco Trombadori e Fausto Pirandello. Intorno alla rivista Il Selvaggio di Mino Maccari, sorta nel 1929 ma che conosce sia un periodo fiorentino sia uno romano, si muovono artisti come Carrà, Soffici, De Pisis, Morandi, Spazzapan, ed i giovani Domenico Purificato, Renato Guttuso, Orfeo Tamburi, Toti Scialoja, nonché l'incisore Luigi Bartolini. A Roma nel 1927 ha inizio la Scuola Romana; ne fanno parte Scipione (Luigi Bonichi), Mario Mafai, Antonietta Raphaël, e lo scultore Marino Mazzacurati. Vi si aggiungeranno in seguito Roberto Melli, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Guglielmo Janni e Alberto Ziveri. In quegli anni il gruppo aveva conquistato una propria identità tutta italiana, e Roberto Longhi la soprannomina Scuola di via Cavour, che era l'indirizzo della casa-studio di Mario Mafai e Antonietta Raphaël, luogo di riunione e di accese discussioni fra artisti e letterati, tra cui Giuseppe Ungaretti, Libero De Libero, Leonardo Sinisgalli.

 

Negli artisti della Scuola Romana si evidenzia un carattere espressionista e l'interesse al Tonalismo, che fanno maturare le basi di un certo 'realismo' specialmente in artisti come Fausto Pirandello, Alberto Ziveri, Renato Guttuso e Domenico Purificato. Questi ultimi si mostrano interessati alla pittura di Mafai. Più ideologico ed espressionista a sfondo sociale è Guttuso, che da lì a poco movimenterà la vita artistico-culturale tra Roma e Milano, mentre più classico e di impronta manierista appare Purificato. L'interesse di Purificato è di rivisitare le varie forme assunte dalla tradizione figurativa, ponendo al centro della sua ricerca la tematica umana.

 

Nel frattempo si forma a Milano Corrente, in contrasto con l'ufficialità dell'arte neo-classicheggiante, con a capo Birolli, assieme a Cassinari, Sassu, Migneco, Treccani e lo stesso Guttuso. Nello stesso periodo numerosi artisti, con lo scopo di celebrare operai e contadini e gli eventi della lotta di classe, diedero vita al realismo sociale che verrà denominato Neorealismo. Fra gli anni Trenta e Quaranta, emerge davvero l'artista forse più considerevole del '900 Italiano: Renato Guttuso. Egli diviene l'esponente principale del Neorealismo nel periodo del Fronte Nuovo delle Arti, cui aderirono Emilio Vedova, Renato Birolli, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Leoncillo, Armando Pizzinato, Giuseppe Santomaso e Alberto Viani. In campo letterario vi hanno fra gli altri contribuito Carlo Levi, Moravia, Pasolini e Pavese.

 

Renzo Vespignani, all'epoca dell'occupazione nazista a Roma, usava la grafica per narrare le atrocità e i bombardamenti. Nel 1963 nasce Il Pro e Contro con lo stesso Vespignani, Attardi, Calabria, Guccione, Ferroni, Guerreschi, Farulli, Gianquinto. Intorno a questo movimento gravitano i critici Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Duilio Morosini. Esso inoltre diventò un punto di riferimento per lo sviluppo

della Nuova Figurazione. Da ricordare sono anche molti artisti che affrontano la realtà con spirito nuovo, quali Virgilio Guzzi, Alberto Sughi, Valerio Adami, Mimmo Rotella; quest'ultimo, con i suoi décollages, mostrava una caratteristica ispirata ai manifesti pubblicitari della realtà urbana circostante.

 

In particolare Purificato e Guttuso hanno fortemente creduto al carattere e alla tradizione del realismo, in quanto connessa con le nostre radici culturali. Scomparso Guttuso nel 1987, ci si chiese chi potesse farsi carico della ricerca rivitalizzata del realismo italiano sul finire del '900. Non sono pochi gli artisti contemporanei, che si riconoscono nell'identità storica dell'arte italiana; tanto per fare qualche nome, pensiamo a Renzo Vespignani, Ugo Attardi, Alberto Sughi, Piero Guccione, Mario Schifano, Giuseppe Zigaina e ad alcuni più giovani artisti emersi negli anni '80.

 

All'inizio del 1980, in quanto successore dialettico che si colloca tra Purificato e Guttuso, potremmo classificare il giovane artista Francesco Guadagnuolo, emerso in un momento di disputa fra Ipermanierismo e Transavanguardia. Abile disegnatore, specialista nell'incisione, con un evidente talento pittorico, egli ha cercato di definire e impersonare la continuità della tradizione figurativa italiana. Se Guttuso ha vissuto il periodo drammatico della seconda guerra mondiale, (pensiamo a una delle opere più note, la Crocifissione, dichiarata denuncia dei disastri causati dal regime), Guadagnuolo respira gli avvenimenti disastrosi del terrorismo, l'era dell'automatizzazione e dei computer, i rilevanti risultati scientifici e tecnologici che preludono al 2000.

 

La pittura di Guadagnuolo può essere ben considerata una sintesi di tutte le avanguardie del Novecento, sia figurative sia astratte, nel quadro complesso della contemporaneità; una Weltanschauung carica di afflizione ma, insieme, di redenzione. Il filosofo Rosario Assunto ha affermato che l'impulso vitale "è in lui il segno di un'identificazione assoluta della vita e dell'arte". All'età di trent'anni l'artista realizza una sua "Crocifissione", presentata a Roma nel 1988, in una mostra curata dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana "G. Treccani". L'opera è stata avvertita come una rinnovata realtà artistica del dopo Guttuso. La "Crocifissione" di Guadagnuolo è concetto trascendentale rispetto all'arco vitale e storico. I mali e i beni della società moderna vi sono identificati nel martirio di Cristo, con riflessi inquietanti e apocalittici. Essa ha rappresentato, per alcuni critici, un'opportunità di analisi e riflessione.

 

Alla fine degli anni Settanta, nasce la Transavanguardia per opera del critico d'arte Achille Bonito Oliva, con artisti quali Francesco Clemente, Sandro Chia, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi e Nicola De Maria. Poco più tardi, vale a dire negli anni Ottanta, nascono Anacronismo, ovvero Ipermanierismo, con Carlo Maria Mariani e Omar Galliani, e col sostegno critico di Maurizio Calvesi; con l'appoggio teorico del critico Renato Barilli, sorgono invece i Nuovi-nuovi: artisti pronti a recuperare il passato attraverso la citazione.

 

Negli anni Novanta, con i fenomeni della globalizzazione e di Internet, tutto è in veloce movimento e si proietta anche in architettura. Insieme ad altri connessi, quegli stessi fattori promuovono lo sviluppo del Postmoderno, ma si avverte nello stesso tempo un decadimento socio-culturale della vita civile e urbana, spogliata di ideali.

Artisti della qualità di Francesco Guadagnuolo impiegano, oltre alle più svariate tecniche pittoriche, effetti dati dall'immagine fotografica e dall'uso del collage, compendiando la capacità di capire il modo di vivere nelle grandi metropoli. Si tratta di una pittura veloce e ricca di energia; di un'arte fatta di contenuto, la quale valuta, sia pure criticamente, i mutamenti di una società che ha consentito la circolazione culturale a dimensione mondiale. Assistiamo al rapporto tra rappresentazione e astrazione, fra realtà e trascendenza, tra concettualismo e recupero della scrittura manuale in funzione artistica. Così, Guadagnuolo riesce a suggerire un rinnovato sentimento degli ideali sociali e intellettuali. Di lui, qui citiamo alcuni cicli di opere: "Luoghi del Tempo", 1991/'97; "I Luoghi del Corpo", 1993; "Incantesimo dei Luoghi e dei Simboli in memoria di Federico Fellini", 1993/'94; "Luoghi e Simboli Americani: dialogo con Basquiat", 1997.

 

La pittura italiana non figurativa dal dopoguerra ad oggi

Con la fine della seconda guerra mondiale, gli artisti italiani guardavano all'Europa; era attivo a Milano un gruppo di artisti interessati all'evolversi dell'arte astratta, quali Alberto Magnelli, Atanasio Soldati, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Osvaldo Licini, Luigi Veronesi, Mario Radice, Mauro Reggiani, Manlio Rho. Da qui nascerà il Movimento per l'Arte Concreta, con Atanasio Soldati, Gillo Dorfles, Bruno Munari, Gianni Monnet.

 

Lucio Fontana, nel suo Manifiesto blanco del 1946, sosteneva: "La ragione non crea. Nella creazione delle forme la sua funzione è subordinata a quella del subcosciente". Alla Biennale di Venezia del 1947, esponeva il gruppo Fronte Nuovo delle Arti; pochi anni dopo questi autori si divisero in due gruppi, tra loro in opposizione: Astrattisti e Neorealisti. Afro Basaldella nel 1948 inaugura il suo periodo astratto, nel quale egli richiama una forma di tonalismo romano, fino ad approdare a un'espressione astratto concreta non priva di suggestioni naturalistiche.

 

Emilio Vedova, con una pittura gestuale, crea effetti di cromie dinamiche che mostrano le realtà emozionali, interpretando anche temi civili e sociali. Egli crea i suoi Plurimi, e così li commenta: "Nati come armi dinamiche, di un segno aggressivo che non poteva più rimanere nella dimensione statica, precostituita del

quadro […]; non sculture da girarci attorno, ma personaggi moventi che invitano al dialogo, che provocano […] più partecipazioni attive".

 

Emilio Scanavino esordisce nell'ambito dell'informale europeo. Alberto Burri fa uso di materiali grezzi come tela di sacco, catrami e muffe; l'artista dispone la materia in modo arbitrario perché la materia lacerata, bruciata, contiene in sé una drammaticità che bene esprime l'afflizione umana. Giulio Turcato prova nuove tecniche e materiali come gommapiuma, perline catarifrangenti e colori cangianti fluorescenti. Lucio Fontana interviene sulla tela con tagli e buchi, dando vita allo Spazialismo, cui aderirono Tancredi, Roberto Crippa e Gianni Dova. Giuseppe Capogrossi partecipa a Origine e al "Manifesto spazialista"; dipinge, inoltre, una serie di opere chiamate Superficie.

 

Alla Pop Art e alla Op Art, movimenti internazionali, contribuiscono anche artisti italiani con il Gruppo T di Milano, formato da Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi, Varisco; con il Gruppo N di Padova, formato da Biasi, Chiggio, Costa, Landi, Massironi, e con Forma Uno di Roma formato da Accardi, Consagra, Perilli, Attardi, Dorazio, Guerrini, Sanfilippo e Turcato. Essi differenziarono l'astratto con il concreto, interessati alla ricerca di forme pure, primordiali, che, partendo dalla realtà oggettiva, permisero loro di arrivare al linguaggio astratto inteso come simbolo di libertà.

 

Piero Dorazio creava textures variopinte; Piero Manzoni ha posto le basi della sua arte nell'ironia, nel paradosso; rinomate sono le scatole contenenti "merda d'artista" del 1961, oppure quelle contenenti "fiato d'artista". Toti Scialoja ricercava una pittura gestuale, astratto-espressionistica, di origine americana; Umberto Mastroianni faceva deflagrare la materia, rappresentando tutta la sua energia nello spazio.

 

A Roma, un notevole apporto alla Pop Art italiana si ha con Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, che reinterpretano la realtà seppure in forme differenti da quelle americane. Sono altresì significative le ricerche degli artisti Francesco Lo Savio e Pino Pascali. Una ricerca astratta derivata dalla geometria viene condivisa da Agostino Bonalumi, con tele estroflesse e al loro interno sagome di legno, così da creare particolari effetti di luce, e da Enrico Castellani, con tele modulate per mezzo di chiodi collocati in spazi ritmati. Joannis Kounellis introduce nelle sue opere elementi normalmente utilizzati nella realtà circostante; Michelangelo Pistoletto adopera specchi e superfici d'acciaio, con immagini incollate.

 

Viene poi ad affermarsi l'Arte Concettuale, secondo cui l'opera d'arte è ritenuta visione di un'idea, anziché dell'oggetto in sé. Giulio Paolini si attesta sulla ricerca dell'atto creativo, in base alla percezione fondante dell'arte.

 

Nel frattempo a Torino il critico Germano Celant dà il nome di Arte Povera a un gruppo di artisti, che trovano nei materiali di scarto la materia e l'anima per le loro opere: Mario e Marisa Merz, Giovanni Anselmo, Luciano Fabro, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, Pier Paolo Calzolari e Alighiero Boetti.

Bruno Munari si dedica all'Arte Cinetica; Salvatore Emblema e Giorgio Griffa all'Astrazione Analitica. Altri artisti di analoga ma varia tendenza furono: Claudio Verna, Niele Toroni, Marco Gastini, Elio Marchigiani e Claudio Olivieri.

 

Negli anni Novanta la pittura assorbì tutte le conoscenze figurative ed astratte, attraverso metodi multimediali, che manifestano una realtà contraddittoria, non di rado e sempre più violenta. Uno degli artisti che attua queste commistioni è Francesco Guadagnuolo, ritenuto il rappresentante italiano del Transrealismo internazionale. Egli lo fa uniformando nelle sue opere poesia, prosa, musica, scienza, teatro, cinema, fotografia, ottenendo una fusione di linguaggi e di arti. L'artista siciliano propone una fenomenologia culturale complessa, tale da investire l'arte, la letteratura e la musica, il pensiero filosofico. Insomma, un sincretismo sorretto da un instancabile spirito di ricerca. L'obiettivo principale resta tuttavia quello di valorizzare e aggiornare l'urgenza realista. Da ciò scaturisce un segno capace di rappresentare le realtà umane con tutte le loro antinomie, attraverso modularità astratto-informali, concettuali o "povere" che siano.

 

L'intuizione di fondere pittura e poesia si concretizza sin dal 1991, con le opere "Luoghi del Tempo", tramite l'innesto di poesie autografe dei più illustri poeti internazionali. Questa collezione-museo, inoltre, ha permesso a studiosi, critici e letterati di rapportarsi alla pittura e alla poesia con significati e considerazioni nuovi. Da uomo del suo tempo, Guadagnuolo ha captato la valenza dei simboli rappresentati dal mondo computerizzato, attraverso ogni varietà di telecomunicazioni e delle nuove tecnologie, ed ha ravvisato la loro finalità sintomatica, in parte ormai inerente agli avvenimenti storici, pronto a tratteggiare il corpo sociale contemporaneo così come viene mostrato in tutto il suo carattere drammatico e spesso purtroppo anche crudele.

 

Da quest'indagine nasce la mostra "New York – New York 11.9.2001: Before and Afterwards" di Guadagnuolo, una vicenda che ha scalfito la storia di inizio del nuovo millennio. L'opera così intesa e compresa, viene assorbita dallo spazio urbano, esplodendo in una forza contraddistinta dal segno e dal colore, che concorre a smembrare gli aspetti formali, siano essi figurativi che non figurativi. Disporre la rappresentazione secondo un tale criterio, che esalti i contrasti, rende infine l'artista consapevole di mettersi a confronto con un mondo e una realtà scientifica e tecnologica, sempre più ampia e multiforme ("Il Nuovo Grande Vetro", 1993; "Segno Suono Luce", 1996/'97; "Gli iperspazi e l'energia del segno", 1997/'98; "Cosmografie", 1998, e l'istallazione a n stadi 'in progress' "Metamorfosi immaginifiche della condizione umana", 2001). 

 

 

Nota dell'Autore. Ci scusiamo con i lettori di eventuali omissioni poiché, in poche pagine, non si è potuto dare una visione ampia o completa dell'arte del '900. Si è inteso indicare solo artisti e sviluppi di alcune correnti e stili dell'arte italiana, nello stesso periodo.

 

Vinicio Saviantoni, allievo di Lionello Venturi, ha collaborato come critico d'arte militante e storico dell'arte analizzando anche la letteratura presso specializzate riviste e giornali d'arte di cultura di varia tendenza (dalla "Fiera Letteraria" di Diego Fabbri al "Sestante" di Govoni, dal "Pensiero Nazionale" a "Umanità Nova", dalla "Rivista del Cinematografo a "Il Contemporaneo" da "Arte Oggi" di L. Venturi a…"Terz'occhio") trattando pittori, scultori e letterati d'ogni orientamento. Sono centinaia gli artisti di cui si è occupato dalla A alla Z, se ne ricordano alcuni: Picasso, Severini, Boccioni, Tato, Treccani, Brindisi, Calabria, Guttuso, Morandi, Schifano, Guadagnuolo, Dorazio, Perilli, Novelli, Ceroli, Festa, Rotella, Mattiacci, Fontana, Burri…, pubblicando anche varie Monografie d'Arte. Partecipa dagli anni '60 in poi al dibattito culturale sullo sviluppo dei movimenti artistici e letterati contemporanei.

 

venerdì 26 settembre 2014

Les Ambassadeurs, Lugano | Esposta per la prima volta la “SACRA FAMIGLIA” di FEDERICO BAROCCI



 
LUGANO (SVIZZERA)
A LES AMBASSADEURS
DAL 23 OTTOBRE ALL' 8 NOVEMBRE 2014
ESPOSTA PER LA PRIMA VOLTA AL PUBBLICO
LA "SACRA FAMIGLIA" DI
FEDERICO BAROCCI

L'iniziativa, che celebra i primi cinquant'anni di attività dell'azienda svizzera, inaugura il progetto Les Ambassadeurs des Arts.
Sarà un evento che segnerà un felice connubio tra arte, orologeria di pregio e oreficeria di alta fattura, quello in programma a Les Ambassadeurs di Lugano, dal 23 ottobre all'8 novembre 2014.
Nel cuore di Lugano, in via Nassa 5, sulla direttrice che collega le due istituzioni museali più importanti della città, la sede luganese dell'azienda svizzera sinonimo di lusso ed eleganza ospiterà il primo appuntamento con il format Les Ambassadeurs des Arts che presenterà periodicamente opere particolarmente significative della storia dell'arte.
Protagonista di questo primo appuntamento sarà La Sacra Famiglia, un capolavoro di Federico Barocci (Urbino, 1535-1612), esponente di spicco del Manierismo italiano, esposto per la prima volta al pubblico.
L'iniziativa, che può contare su un comitato composto dallo storico dell'arte Andrea Emiliani, dal filologo Luigi Bravi, dall'architetto Cesare Mari, dallo storico del costume Raffaele Dessì e dallo storico di orologeria Ugo Pancani, celebra i primi cinquant'anni di attività di Les Ambassadeurs che, nei suoi negozi di Ginevra, Zurigo, Lugano e St. Moritz, ha accompagnato i propri clienti nella comune passione per l'alta orologeria e la più raffinata gioielleria, meritandosi l'appellativo di The Leading House of Leading Names.
Come sottolinea Giovanni Frey, direttore del negozio di Lugano: "Abbiamo pensato di regalare al pubblico un'iniziativa che presentasse capolavori della storia dell'arte, inediti o poco visti, che avessero anche un legame con il mondo dell'orologeria; ci sembrava che fosse il modo migliore per festeggiare i primi 50 anni di vita del marchio Les Ambassadeurs". 
La Sacra Famiglia di Federico Barocci - olio su tela, cm 17x15 - proveniente da collezione privata, si caratterizza per l'estrema delicatezza della fattura e la presenza di un'inconfondibile tipologia, a cui il maestro rimase fedele, fino alle sue ultime opere.
Il dipinto può essere considerato coevo con gli affreschi nel casino di Pio IV in Vaticano (1561-63). Sono infatti evidenti le somiglianze, soprattutto con i disegni preparatori per tali affreschi e con gli Studi di Sacra Famiglia conservati agli Uffizi di Firenze.
Va inoltre sottolineato che il volto della Madonna ha sorprendenti analogie, anche dal punto di vista fisiognomico, con il Ritratto di giovane donna degli Uffizi e che la testa di San Giuseppe ne ha ancor di più con il disegno preparatorio per quella di San Francesco nel Perdono di Assisi, ora alla National Gallery di Edimburgo.
L'opera sarà visibile gratuitamente tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00, a gruppi di 8 persone, esclusivamente su appuntamento.
Le prenotazioni si apriranno dal 1° ottobre, sul sito www.lesambassadeurs.ch.

Federico Barocci. Note biografiche
Federico Barocci, detto il Fiori (Urbino, 1535 - 1612), pronipote di Ambrogio da Milano, studiò a Urbino con Battista Franco, a Pesaro con Bartolomeo Genga, e a Roma con Taddeo Zuccari. A Roma collaborò alla realizzazione di alcuni affreschi (1561-1563) nel casino di Pio IV. Ammalatosi gravemente, tornò definitivamente a Urbino. Muovendo dal Correggio, dai veneti e da Raffaello, il Barocci raggiunse una posizione artistica assai originale, sia per la raffinata interpretazione del colore e della composizione dei grandi maestri del Rinascimento, sia per la sottile vena sentimentale. Tra le sue opere principali si ricordano la 'Deposizione dalla Croce' (1569) nel duomo di Perugia, il 'Riposo in Egitto' (1570) nella Pinacoteca Vaticana, la 'Madonna del Popolo' (1579) agli Uffizi di Firenze, il 'Seppellimento di Cristo' (1582) nella chiesa della Croce di Senigallia, la 'Visitazione' (1593) in S. Maria in Vallicella a Roma, la 'Crocifissione' (1596) nel duomo di Genova, 'L'incendio di Troia' (1598) nella Galleria Borghese di Roma, 'L'ultima cena' (1590-1599) nella Cattedrale di Urbino. Notevoli i disegni e le acqueforti che, seppur di numero limitato, sono di grande importanza nella storia dell'incisione.

Les Ambassadeurs
La storia di Les Ambassadeurs ha inizio nel 1964 a Ginevra in rue de Rhône. Il nome prende spunto dall'omonimo caffè che sorgeva nell'esatto luogo dove si trova ora la boutique, e che era punto d'incontro di diplomatici di tutto il mondo che risiedevano nella città elvetica.
Nato come primo corner monomarca Omega al mondo, Les Ambassadeurs ha in seguito ospitato brand prestigiosi come Vacheron Constantin, Breguet, Cartier, Jager leCoultre e Audemars Piguet, che l'hanno successivamente condotto alle distribuzioni multimarca di alta qualità.
A fianco della sede ginevrina, nel 1971 apre la filiale di Zurigo, in Bahnhofstrasse, in un edificio di grande pregio architettonico.
Nel 1976, la fusione col gruppo DKSH Holding SA ha portato Les Ambassadeurs a St. Moritz, nel 1979, e a Lugano nel 1983.
Da allora, Les Ambassadeurs ha continuato a espandersi, offrendo il più vasto portafoglio di marche della Svizzera, punto d'incontro dei più importanti collezionisti e dei conoscitori di orologi di tutto il mondo.
In questa linea di attenzione alla clientela s'inseriscono le serate dell'Espace Connaisseur, ospitate nelle sedi di Les Ambassadeurs, dove i massimi esperti del settore conducono gli appassionati nell'affascinante mondo dell'orologeria e della gioielleria.

Legato alla grande tradizione orologiera e gioielliera, Les Ambassadeurs non ha certo trascurato l'utilizzo delle nuove tecnologie. Ne è una prova il suo sito internet (www.lesambassadeurs.ch) recentemente arricchito con il motore di ricerca Watchfinder, un utilissimo strumento a disposizione dei propri clienti per scegliere quale orologio si addice loro maggiormente tra oltre le 20 marche trattate da Les Ambassadeurs.

Lugano, settembre 2014



LES AMBASSADEURS DES ARTS
La sacra Famiglia di FEDERICO BAROCCI
Lugano, Les Ambassadeurs (via Nassa 5)
23 ottobre - 8 novembre 2014

Ingresso gratuito

Orari: 10.00 – 12.00; 15.00 – 17.00. Domenica chiuso


Visita esclusivamente su prenotazione al sito www.lesambassadeurs.ch

Informazioni: tel. 0041.(0)91.9235156


mercoledì 24 settembre 2014

Fingerprint L'emozione in arte


VLADI POLO Industria, leader internazionale nel settore del polo ospita durante l'evento Vladi Polo Worldwide Family Day la nuova opera dell'artista Moreno Panozzo: Fingerprint.

L'opera fa parte di un progetto nato nel 2005: "Art in (E) Motion" che crea tramite l'arte, il movimento e le emozioni.

"Art in Motion" si fonde con gli oggetti quotidiani: in questo caso una palla da polo diviene scultura, in un gioco di suggestive interpretazioni.

É la materia che muta, che si fa energia, ad interessare Panozzo, designer di formazione, che si occupa di architettura, scenografia, grafica, moda, letteratura e che s'ispira per le proprie sperimentazioni al divenire, al viaggio e al mutamento.

Fingerprint
28 settembre 2014
c/o Vladi Polo Industria
Palazzo Borghese
Largo Fontanella di Borghese 19
Roma

Moreno Panozzo
Fabbrica Pensante
C/O EdificioSedici
Viale Sarca 336/f - 20126 - Milano (MI)

Ampliamento alla galleria Montedomini Nord - A14



 
Ampliamento innovativo di una galleria in presenza di traffico
 
2^ edizione del Salone delle Tecnologie per il Sottosuolo e delle Grandi Opere
(23 -25 ottobre 2014, BolognaFiere)
 
Una metodologia vantaggiosa e competitiva da usarsi dove i volumi di traffico non consentono di chiudere una galleria ( >18.500 veicoli/giorno), dove sono presenti vincoli ambientali e o importanti opere d'arte nelle vicinanze della galleria, o dove il terzo fornice in variante non è realizzabile.
L'esempio dell'attenzione allo sviluppo di soluzioni originali con cui operano le aziende per sperimentare nuovi approcci nell'ambito della progettazione e della costruzione di grandi opere è rappresentato da un progetto estremamente innovativo portato a termine a fine maggio 2014 con l'allargamento del tunnel Montedomini Nord senza interrompere il traffico autostradale sulla A14 Bologna Taranto, tra Ancona Nord e Ancona Sud. 
 
Un'opera realizzata da Autostrade per l'Italia (Committente) che ha visto protagoniste alcune importanti aziende che rafforzano il valore di ExpoTunnel (Salone delle Tecnologie per il Sottosuolo e delle Grandi Opere - dal 23 al 25 ottobre 2014 a Bologna) come unico salone italiano del settore partecipando fin dalla prima edizione come membri del Comitato Promotore o come espositori:Spea Ingegneria Europea (Progetto Definitivo e Direzione Lavori), Rocksoil (Ideazione del progetto di Ampliamento, Assistenza specialistica al progetto e alla Direzione Lavori), Ghella (Impresa Appaltatrice), Palmieri (Progettazione e Costruzione macchine).

Uno scavo effettuato senza interrompere il traffico autostradale, mantenendo il numero minimo di corsie originarie per tutta la durata dell'ampliamento e garantendo il livello di servizio preesistente ai lavori, senza eseguire costose e impattanti varianti di tracciato. Si è trattato quindi di un vero e proprio  lavoro di sinergia tra le aziende per risolvere al meglio un problema che parte da precise esigenze di gestione del traffico su arterie autostradali di grande percorrenza dove la riduzione del livello di servizio nella fase di ampliamento della galleria avrebbe creato grandi disagi agli utenti in quanto il tratto di autostrada interessato dai lavori nell'A14 è strategico per la viabilità di quella zona delle Marche, così come per il transito nord-sud lungo il fronte autostradale adriatico...



Organized by
Conference Service srl
via de' Buttieri 5/a - 40125 Bologna
t. +39.051.4298311
f. +39.051.4298312
info@expotunnel.it


Il 4 ottobre al Vittoriale di Gardone Riviera si potrà ammirare “Nomos II” di Gianandrea Gazzola


L'OPERA, ESPOSTA SOLO IN SVEZIA NEL 2012, ARRIVA A GARDONE PER LA 5°EDIZIONE DELLA RASSEGNA INTERNAZIONALE DEL PAESAGGIO E DEL GIARDINO.


Gardone Riviera, Brescia, Settembre 2014 – Quale modo migliore di parlare del connubio tra arte, bellezza e paesaggio se non raccontare questo rapporto attraverso la sintesi di un'opera d'arte stessa che ha come protagonista l'acqua. È ciò che farà il 4 ottobre l'artista Gianandrea Gazzola, che, in occasione della sua partecipazione alla Rassegna internazionale del Paesaggio e del Giardino che vede riuniti illustri esperti del settore come Italo Rota, Massimo Minini e Christine Dalnoky, solo per citarne alcuni, porterà al Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, dimora del Vate, la sua opera "Nomos II", esposta prima d'ora solo nel 2012 in Svezia al "Goteborg Art Sounds". L'installazione, verrà esposta eccezionalmente sul palco dell'Auditorium del Vittoriale e rimarrà in mostra per l'intera giornata. In Nomos II, aste e cilindri trasparenti costruiscono un mondo in cui gocce d'acqua definiscono il confine tra rigore e caos, tra suono e silenzio. "Ho scelto un'opera come questa perché mi sembrava la più adatta al mio intervento che come tema ha proprio l'elemento acqua nel suo rapporto con l'arte. Oltretutto è anche un omaggio all'inesauribile sguardo sul Garda che si apre da un simile punto di vista. Le gocce  hanno una disciplina, un rigore ferreo finché la pulsazione ritmica non le spinge sulla soglia dell'appartenere ad un filo d'acqua continuo. In questa zona la precisione si allenta e a poco a poco il processo diviene aleatorio. Dal lato opposto rallentando via via fino alla massima rarefazione si palesa in modo evidente il silenzio, che emerge come un vero e proprio elemento. Uno zero, un'origine, un'apertura."



Gianandrea Gazzola è un artista che sperimenta l'arte sia sul piano visuale che musicale. Come compositore ha scritto per il teatro con Gassman e Albertazzi e per programmi Rai e nel 1985 è stato cofondatore a Roma del Laboratorio Informatica Spettacolo (LIS). Negli anni '90 è stato anche docente di "Tecniche della sperimentazione" all'Istituto Europeo di Design di Roma. Attivo nell'area del design, progetta in diversi campi come didattica, illuminotecnica, meccanica e interni, ottenendo brevetti in Europa, USA, Canada, Unione Sovietica e Giappone. Negli ultimi anni ha creato installazioni per location di prestigio come l' Antiquarium di Pompei, il Colosseo e  le terme di Tito Vespasiano a Castel Sant'Angelo (Ri). Dopo Nomos, Gazzola sta continuando a ideare progetti legati all'acqua e il prossimo lavoro sarà proprio sul vento del Mediterraneo. "Mi sento di appartenere al mio tempo, felicissimo di esserlo con tutti i disagi che comporta – racconta Gazzola con quella semplicità e gentilezza che gli è propria – L'arte, per chi la pratica, è anche tecnica e ha a che vedere soprattutto con il FARE, per cui, anche in quest'epoca di infatuazione digitale e altro, io valuto senza pregiudizi  tutti i nuovi strumenti, pur essendo consapevole di quanto l'armamentario abbia superato la capacità dell'uomo di gestirlo. Ma bisogna imparare a piegarlo al servizio nostro e perché no, della nostra arte."

Gianandrea Gazzola sarà uno degli ospiti più attesi della 5° edizione della Rassegna internazionale del Paesaggio e del Giardino che si terrà il 4 ottobre al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. L'occasione vede riuniti per un giorno personalità di fama mondiale come, oltre ai già citati, anche Alessandro Rocca, Alberto Garutti, Piero Lissoni e molti altri che metteranno la loro esperienza al servizio di un dibattito ampio e costruttivo sul rapporto tra arte e paesaggio. Uno spazio particolare sarà poi riservato a un'importante esperienza d'avanguardia: il Progetto Green Design per la FCA in Brasile che verrà presentato da chi lo ha ideato: le agronome Stefania Naretto e Chiara Otella di Lineeverdi di Torino e gli architetti Filippo Orlando, Davide Mosconi e Emanuela Consiglio di +studio sempre di Torino.


La partecipazione alla Rassegna è a ingresso libero con pre-registrazione fino ad esaurimento posti. Per tutte le informazioni è possibile scrivere a igiardinidelbenaco@comune.gardoneriviera.bs.it o telefonare al numero: 0365/294605. Info generali anche su www.igiardinidelbenaco.it.

martedì 23 settembre 2014

Connessioni Mediterranee: a Napoli, i direttori di alcuni dei musei di arte contemporanea più all'avanguardia d'Europa



Connessioni mediterranee
Il patrimonio culturale e le arti contemporanee
nei processi per l’integrazione dei popoli dell’area mediterranea

a cura di CIDAC – Associazione Città d’Arte e Cultura
prodotto dal Forum Universale delle culture di Napoli e Campania

Napoli, Convento di San Domenico Maggiore – Sala del Capitolo
3 e 4 ottobre 2014
Ingresso gratuito sino ad esaurimento posti
Info: 06 69923085 – www.cidac.eu

I direttori di alcuni dei musei di arte contemporanea più all’avanguardia d’Europa si sono dati appuntamento il 3 e 4 ottobre, ore 10,30 a Napoli nel Convento di San Domenico Maggiore: due giorni di convegno – promosso e organizzato da CIDAC (Associazione Città d’Arte e Cultura) - per fare il punto sul ruolo che i centri museali hanno nella promozione del dialogo interculturale, della conoscenza e dell’integrazione sociale, dell’avvicinamento del pubblico al godimento dell’arte.

L’iniziativa è prodotta daI Forum Universale delle Culture e ospita i direttori dei musei di arte contemporanea di Napoli, Bergamo, Tirana, Malaga, Zagabria, Marsiglia, Lubiana che racconteranno ciascuno la propria esperienza, illustrando le proprie best practice e confrontandosi con studiosi e curatori di rilievo internazionale.

L’occasione offertaci dal Forum Universale delle Culture sarà utile per confrontare le esperienze di alcune città italiane - dichiara Andrea Cernicchi, presidente CIDAC - con altrettante europee e medio-orientali. Dal convegno ci aspettiamo di avviare proficue collaborazioni fra musei e città diverse per incoraggiare e sostenere il linguaggio universale dell’arte”.
Napoli al centro del Mediterraneo, crocevia di incontri, attività e sperimentazioni, in particolare nel campo delle arti figurative contemporanee, vocazione ancora ben testimoniata dalle numerose gallerie presenti in città e nella regione oltre che dalle collezioni e dalla rilevante attività di mostre dei suoi musei. Negli ultimi due decenni le attività legate all’arte contemporanea si sono infittite e
rapidamente diffuse anche nei paesi della sponda sud e della sponda est del bacino mediterraneo, come testimoniano alcuni importanti musei.
Mentre la via politica nelle relazioni internazionali spesso non ha successo, nell’arte contemporanea e nella sua progettualità si incontrano e si valorizzano le differenze migliorando le relazioni culturali. L’arte è pretesto e luogo di scambio e circolazione della cultura, flusso che attraversa i paesi portando con sé le storie, le idee, le innovazioni. La cultura dimostra così di essere una variabile strategica per l’integrazione. E l’arte contemporanea, con la pratica della residenza, porta in sé un’inclinazione spontanea e naturale alla contaminazione.
Il convegno porrà dunque un’attenzione specifica al tema dell’integrazione euro-mediterranea a partire dal patrimonio culturale contemporaneo dei vari Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. “L’arte contemporanea è una delle massime espressioni della contaminazione fra tecniche, creatività e linguaggi che, pur collocandosi in specifici contesti, riescono a influenzare tendenze e stili a livello internazionale”, dichiara Ledo Prato, Segretario generale CIDAC.
Introducono il convegno: Gaetano Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo, Comune di Napoli; Daniele Pitteri, Commissario Fondazione Forum; Ledo Prato, Segretario Generale CIDAC; Andrea Cernicchi, Presidente CIDAC.
Intervengono: Antonio Calabrò, Senior Advisor Cultura di Pirelli & C., Vicepresidente del Centro per la Cultura d'Impresa; Giacinto Di Pietrantonio, Direttore della GAMeC (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo), Docente di Storia dell'Arte presso l'Accademia di Brera; Fernando Frances, Direttore del CAC di Malaga dal 2002; Thierry Ollat Direttore del MAC di Marsiglia dal 2006; Pasquale Persico, Fondazione Morra; Snjezana Pintaric, Direttrice MSU Zagabria; Bojana Piškur Senior Curator MSUM Lubiana; Artan Shabani Direttore della Galleria Nazionale d’Arte di Tirana; Ludovico Solima, Professore di Economia e Gestione degli enti culturali alla Seconda Università di Napoli; Angela Tecce, Direttrice del Museo di Castel Sant'Elmo, Napoli; Angela Vettese, Critica d’arte, dirige dal 2001 il corso magistrale di arti visive presso l'Università IUAV di Venezia, facoltà design e arti, presso cui è Professore associato di Teoria e Critica dell'Arte Contemporanea; Andrea Viliani, Direttore del MADRE di Napoli.

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