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giovedì 30 ottobre 2014

“Un genio multiforme ed inquieto: Michelangelo architetto e poeta ”

 

 

" Un genio multiforme ed inquieto:

Michelangelo architetto e poeta "

 

Conversazione sull'arte di Michelangelo Buonarroti

a cura di Fabrizia Fiumi e Pietro Lenzini

 

 

 

 

 

L'appuntamento di mercoledì 5 novembre alle ore 21 nella sala della Fondazione Gottarelli, Via Caterina Sforza, 13 ad Imola ha per titolo: "Un genio multiforme ed inquieto: Michelangelo architetto e poeta". In occasione del 450° anniversario della morte di Michelagelo Buonarroti, avvenuta a Roma il 18 febbraio 1564, sono numerosi gli eventi e le iniziative per commemorare la figura e l'opera del grande artista e anche la Fondazione Gottarelli desidera rendere omaggio a questo straordinario genio.


Di quest'uomo ossessionato dall'arte, a volte selvatico, senz'altro fragile, comunque unico, si conoscono soprattutto le sculture, i dipinti e gli affreschi, meno le opere di architettura ed urbanistica e le poesie, che completano la biografia di un artista che pagò un prezzo altissimo alla creatività che lo rese più celebre di un re.


La poesia dell'artista che lotta strenuamente con la materia per cavare da essa l'immagine presente nella sua mente.

Montale e Ungaretti rimasero profondamente colpiti dalla forza della sua lirica, per tanto tempo ingiustamente sottovalutata dalla critica. Una poesia del disagio e della crisi. E' impressionante, ma la produzione di Michelangelo in poesia consta di circa 300 componimenti, molti dei quali pare,dedicati alla poetessa Vittoria Colonna e all'amico Tommaso de' Cavalier.


Assisteremo, grazie alla competenza ed alla passione dei relatori, al recupero, per la prima volta in parallelo alle opere d'arte, della sua produzione poetica che spesso diventa termine e essenza stessa delle sue operazioni artistiche ed alla condivisione della sua sintesi armoniosa di architettura e urbanistica, come nella piazza del Campidoglio, e del suo ideale rinascimentale come nella facciata di S. Lorenzo e nei disegni per la Sacrestia Nuova e la Biblioteca Laurenziana.

 

Entrambe le relazioni saranno corredate da diapositive.

 

L'evento si svolge in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

 

 

Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli

 


Per ulteriori informazioni:

Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli

Via Caterina Sforza 13 – 40026 Imola

Tel e fax: + 39 0542 24487

Cell. 339.4767555

E mail: info@fondazionetoninogottarelli.com

www.fondazionetoninogottarelli.com

 

Nasce nella provincia di Vicenza un nuovo polo dedicato all’arte contemporanea: Conferenza stampa di presentazione di Atipografia. 12/11 ore 11.30


Conferenza Stampa di presentazione di

nasce nella provincia di Vicenza un nuovo polo dedicato all'arte contemporanea

 

 

MERCOLEDI' 12 NOVEMBRE, ORE 11.30

Atipografia Associazione Culturale, Piazza Campo Marzio 26 – Arzignano, Vicenza

 

 

 

Nasce ad Arzignano, nella provincia di Vicenza, dall'idea di Elena Dal Molin e Andrea Bianconi, Atipografia, un nuovo polo culturale dedicato all'arte contemporanea.

Atipografia abiterà una grande tipografia di fine Ottocento situata nella piazza di Arzignano; sono, infatti, 1000 i metri quadrati di spazio che verranno utilizzati per esposizioni, studi e residenze per artisti, per ospitare, nella terrazza, concerti d'autore e per accogliere una web radio che promuoverà le attività del nuovo polo culturale.

Atipografia si annuncia come una realtà nuova e in continua trasformazione che animerà il panorama dell'arte contemporanea fin dalla sua prossima inaugurazione il 15 novembre 2014.

 

Atipografia sarà presentata alla stampa e agli addetti ai lavori mercoledì 12 novembre alle ore 11.30 presso la propria sede in Via Piazza Campo Marzio 26 ad Arzignano.

 

 

Interverranno:

 

Mattia Pieropan – Assessore alla Cultura del Comune di Arzignano

Luigi Meneghelli – storico dell'arte e curatore

Elena Dal Molin – curatrice e fondatrice di Atipografia

Andrea Bianconi – artista e fondatore di Atipografia

 


Event Performance La Ruggine e la Luce

Il 1 novembre presso il Complesso Architettonico Museale Ricci Oddi di Piacenza si svolgerà il vernissage della mostra la Ruggine e la Luce.

Una serata all'insegna dell'arte e del teatro. 

Il concept principale della mostra è il binomio Ruggine/Luce.

La Ruggine viene rappresentata egregiamente dai bassorilievi, dalle sculture e dalle installazioni di Belloni, Carrera, Morozzi, Panozzo, Patarini, Profeta e Zangrossi e convive con la Luce dei quadri o delle foto di Accorsi, Angelini, Boscolo, Facchinetti, Meloni, Stramacchia e Zelenkevich.

Nel mezzo di questi due concetti opposti troviamo le opere di Luigi Profeta e Luca Maria Marin, che con le loro opere stanno in bilico tra i due mondi mescolando fotografia e oggetti concreti.

"La ruggine, in parte copre ciò che normalmente vediamo. A volte completa, da forma, trasforma. Necessita un avvicinamento maggiore per scoprire...una sorta di caleidoscopio, dove vetri, specchi, colore,continuano a mutare, a dare forme, cromatismi, sempre diversi e unici". (Moreno Panozzo)

La Ruggine e la Luce
c/o Complesso Architettonico Museale Ricci Oddi
Via San Siro, 13 Piacenza
Dal 1 al 13 Novembre 2014-10-28
Dal martedì al sabato dalle 16 alle 19
Domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19
Vernissage sabato 1 Novembre ore 21
Ingresso gratuito

martedì 28 ottobre 2014

Incontro con l'artista perfomer Mary Zygouri, Ghetto degli Ebrei Cagliari, 30.10.2014 h.18.30


Incontro con l'artista perfomer 
Mary Zygouri.
I processi performativi e presentazione della sua residenza artistica a Cagliari.
30 ottobre 2014 ore 18.30 
Ghetto degli Ebrei a Cagliari


Dall'11 ottobre all'11 novembre l'artista greca Mary Zygouri si trova a Cagliari per un progetto di residenza nata nell'ambito delle Residenze artistiche del festival Alig'Art-Futuro Anteriore dell'Associazione Culturale Sustainable Happiness e dei Progetti di Residenze di Accasarti in collaborazione con TRW e S'Umbra.

Mary Zygouri è una performer che utilizza tecniche e modalità espressive di varia natura per restituire analiticamente la stratificazione dei fenomeni che di volta in volta prende in esame. Il suo lavoro tende idealmente alla creazione di un cortocircuito tra presente e passato, scava nello stato delle cose per denudarne la struttura e denunciare le sovrastrutture.

Il nucleo teorico delle sue esibizioni nella sfera pubblica si concentra su vari tipi di resistenza contro i potenti processi di soggettivazione e di assoggettamento.

Zygouri ha recentemente portato a termine un importante lavoro per il Festival Aeschylian ad Elefsina, l'antica Eleusi. In collaborazione con Michelangelo Pistoletto la processione, questa volta laica è tornata dopo secoli ad attraversare il territorio; il mito e la realtà contemporanea per un momento si sono fusi in uno splendore di stracci.

Cagliari è la prossima sfida di Mary Zygouri alla ricerca dello spirito di una città dai mille passati, dell'incontro e dello scambio con la comunità che la ospita, per lasciare una traccia simbolica sul territorio.

Il 30 ottobre alle 18.30 Mary Zygouri incontrerà il pubblico per raccontare i processi performativi nella sua opera e la ricerca per la performance che realizzerà a Cagliari al termine della residenza.

E' previsto a seguire un aperitivo per la raccolta fondi del progetto di Residenze dell'Associazione culturale TRW.
Emanuela Falqui
Associazione TRW



Mary Zygouri vive e lavora tra la Grecia e l'Italia, ha studiato presso l'Accademia delle Belle Arti di Atene (1994-2000) ed ha continuato i suoi studi post diloma in Belle Arti al Chelsea College of Art and Design di Londra (2001-2004). Mostre selezionate: 2012 – Via della Fugina-artist-in-residency program 2012, Compagnia di San Paolo, Turin. 2011 – "Hotel Ariston", Symbiosis?, XV Biennale de la Mediterranee, Thessaloniki (GR) – Relocate Project-Residency, 12th Istanbul Biennale (TR). – The Stateless Pavilion, 54th Venice Biennale, (IT). 2010 – Zoopoetics-Zoopolitics, Studio Stefania Miscetti, Rome (IT). "Democratic Valuation" IILA, Istituto Italo-latino Americano, Fondazione VOLUME, Roma(IT), 2009 partecipazione alla Biennale di Atene e Salonicco.


TRW, S'Umbra, Substainable Happiness, hanno il comune obiettivo di creare residenze che siano il fondamento per la produzione di opere che nascono dal rapporto con il territorio.


lunedì 27 ottobre 2014

Luca Moretto - BUGATTI B35 - SARATOGA - "Do You Vespa?"





         Dopo il grande successo di "Vespa Venice", Luca Moretto ci riprova con una "BUGATTI"!
            Stavolta l'artista si presenta allo Spazio Tadini di Milano con un supporter d'eccezione: SARATOGA

Sono passati due mesi dell'ennesima conferma per l'artista veneto che viene intervistato in una community
mondiale, "Do You Vespa?", intervista dove Moretto racconta della sua arte e della disabilità che l'ha
scatenata. Luca Moretto non nasconde di essere un artista disabile, ha perso una gamba a seguito di un
grave caso di malasanità nel lontano 1999, e da 15 anni vive con atroci dolori che non trovano risoluzione,
nonostante sia seguito dai maggiori esperti in Italia per la sindrome di cui soffre. Ebbene, nel 2006 Luca
ha iniziato il suo cammino nel mondo dell'arte e fino ad oggi ha dato prova della sua caparbietà e voglia di
tornare a gioire. Racconta sempre che l'arte gli ha ridato la vita e lui ritiene che se il male lo ha portato
all'arte allora è giusto che questo abbia un senso, Luca vuole dimostrare a chi vive nella sofferenza come lui,
che la speranza la troviamo dentro noi stessi. La disabilità infatti, gli rende la vita ed il lavoro difficili,
ma lui non molla e porta avanti con tenacia i suoi impegni.

Di recente l'ennesimo successo artistico dopo l'intervista su Wide, il magazine di casa Piaggio
e il  "Temporary Vespa Museum", il Museo Piaggio temporaneo allestito in occasione dell'ultimo
"Vespa World Days", svoltosi a giugno a Mantova. Per l'occasione Vespa Venice era l'unica vespa d'arte
che lo staff ha portato dalla numerosa collezione di vespe d'arte del Museo di Pontedera.
Ricordiamo che Vespa Venice è in esposizione permanente al Museo Piaggio di Pontedera (PI) ancora
per l'intero anno 2015.

Ora, l'artista ha deciso di lavorare su una Bugatti! E con orgoglio promette che sarà un successo.
Ma... C'è un ma! La Bugatti che Moretto presenterà a Milano presso la Galleria-Museo Spazio Tadini, è
una 4 ruote, si, ma una "macchinina a pedali"! In occasione, infatti, del Milan Games Week 2014 che si 
svolge a Milano dal 24 al 26 Ottobre, lo Spazio Tadini e la curatrice Caterina Seri hanno selezionato
15 artisti contemporanei e li hanno invitati a creare un'opera d'arte "giocabile", così Moretto ha colto
l'occasione per un nuovo progetto.

" ero appena uscito dal colloquio con Francesco Tadini, e mentre andavo verso il centro di Milano,
i miei occhi vengono catturati dalla vetrina di un negozio di giocattoli. In bella mostra vi erano due
macchinine a pedali! Entro, guardo, carine, ma qualcosa non mi convince... Il colore forse, una
verde scuro e l'altra rossa... soprattutto il fatto che erano repliche di un'auto d'epoca francese.

Così
ho desistito e il giorno successivo, facendo una ricerca, scopro che la stessa azienda faceva anche
una replica della BUGATTI B35 del 1930, un'auto sportiva e per giunta di derivazione italiana.
E così
questa volta ho deciso di non lavorare con colori e pennello come per la Vespa, ma di usare quel
materiale che ormai ha consacrato il mio stile e con cui dal 2006 lavoro e che stupisce ogni volta
gli spettatori... Questa volta ho ribattezzato l'opera con il nome "BUGATTI B35 - Color Drops" ©,
perché in effetti è questo effetto "gocce di colore"  che compone la mia ultima neonata. "

Cosi, oggi Luca si messo a siliconare la piccola monoposto a firma Bugatti e l'ha riempita di estro e
vivacità così come ha sempre fatto con le sue opere. La sua allegria, la libertà e la voglia di vivere vengono
espressi benissimo nei mille colori che l'artista usa con vera maestria. Moretto miscela impegno,
passione e voglia di lavorare al massimo delle proprie possibilità sempre, ogni giorno dedito a cercare
di fare il meglio per creare stupore e fascino nell'occhio di chi guarda. E chi si avvicina alle sue opere non
può non rimanere stupito! Nelle sue opere si trovano qualità e precisione, l'uso, poi, di materiali sempre
nuovi e di alta qualità, insieme al voler comunicare bene, hanno fatto si che le sue opere arrivassero
ad eventi di rilievo internazionale, come il Fuorisalone di Milano nel 2011, il Padiglione Italia della
54^ Biennale di Venezia, tra il 2011 e 2012, Art Monaco-Montecarlo, fino alla partecipazione ad un
serie di eventi in Cina.

Insomma, la volontà e la capacità di guardare avanti hanno fatto si che una delle aziende leader
nella produzione di silicone, abbia deciso di credere in lui dandogli supporto. D
a un mese
circa Moretto ha iniziato una collaborazione con la SARATOGA, e per l'artista questo è motivo di
grande orgoglio, perchè attraverso una serie di tappe importanti è riuscito a toccare vette che finora
aveva sempre sognato e in cui aveva sempre creduto.

Milano MPG 2014 - Mostra per Gioco - Spazio Tadini, Game Art Gallery Neoludica, Caterina Seri.
Dopo l'invasione video ludica della Fuori Milan Games Week 2014 a Spazio Tadini non si smetterà 
di giocare.

Inaugurazione mostra 29 ottobre 2014 dalle ore 18:00.

   
Loredana Spadolini
  Ufficio stampa LUCA M.

 



 



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sabato 25 ottobre 2014

Il pittore Guadagnuolo include Eduardo nei suoi ritratti Bibliografici

1984 – 2014 a trent'anni dalla morte di Eduardo De Filippo

 

Il pittore Guadagnuolo include Eduardo

nei suoi ritratti Bibliografici

 

Trent'anni fa, il 31 ottobre 1984, moriva Eduardo De Filippo, grande genio teatrale italiano del Novecento. Guadagnuolo gli dedica una grande opera che lo ritrae con le principali sue opere

 

Una posizione di rilievo nella copiosa produzione artistica di Francesco Guadagnuolo occupa il ritratto. In quest'arte difficile egli sa utilizzare il materiale pittorico con rapidi e densi tratti, riuscendo ad evidenziare, al di là della somiglianza fisica, la peculiarità più profonda dell'animo e del carattere del personaggio rappresentato.

Per questi suoi meriti, riconosciuti, Guadagnuolo è stato invitato a ritrarre importanti personalità del mondo ecclesiastico, politico e culturale.

Nella serie ideata da Guadagnuolo denominata "Ritratti bibliografici", vi è un modo nuovo nell'affrontare la ritrattistica; sul segno-pittorico si inserisce la "parola", ovvero la bibliografia della personalità ritratta. L'artista ha incluso nella collezione anche Eduardo De Filippo, intitolando l'opera "Il Teatro di Eduardo" dove vengono evidenziate all'interno del quadro le sue opere teatrali. In questo caso l'opera appare nella sua totalità e vive di segno e di parola nell'unità intellettuale.

Guadagnuolo, siciliano, ha respirato il Teatro pirandelliano, ed è proprio Pirandello, all'inizio della carriera di Eduardo, che divenne il suo modello. Pirandello incontra Eduardo, ne nasce un'amicizia ed una collaborazione culturale, tant'è che scrisse delle commedie su misura per il Teatro di Eduardo.

Guadagnuolo raffigura Eduardo con cuore palpitante, atto ancora a raccontare, attraverso il suo Teatro commovente, la grande maschera della vita, precaria senza

dubbio ma piena di tenerezza . Ricordiamo dall'ultimo discorso a Taormina nel 1984

Eduardo ha detto: «…è stata una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho

fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l'ho pagato, anche stasera mi

batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato».

 

 

 

 

venerdì 24 ottobre 2014

Artisticamente, 9° Rassegna Nazionale Artigianato Artistico Moderno e di Qualità



Sabato 22 e Domenica 23 Novembre 2014

Villa Corvini - Parabiago (MI)

Apertura: 10.00 – 19.30. Ingresso al pubblico gratuito.




La splendida cornice di Villa Corvini, storico palazzo settecentesco di Parabiago, ospita la nona edizione di Artisticamente, Mostra Nazionale di Artigianato Artistico Moderno e di Qualità, una vetrina dove artigiani e artisti professionisti provenienti da diverse regioni d'Italia presenteranno le proprie realizzazioni, attraverso dimostrazioni dal vivo e laboratori didattici.

L'evento, promosso dall'Associazione Iperbole con il supporto organizzativo di Eventi doc di Myriam Vallegra, la collaborazione del Centro Servizi Villa Corvini e del Comune di Parabiago, è Patrocinato dalla Regione Lombardia, la Provincia di Milano e il Comune di Parabiago.

Un'iniziativa fortemente apprezzata e che assume un ruolo sempre più importante per il sostegno di talenti artigiani ed artistici, la valorizzazione del made in italy e del "fatto a mano", per lo sviluppo dell'economia e del territorio, ma anche un'occasione di svago e di acquisto prima di Natale per migliaia di visitatori.

Durante la manifestazione si svolgerà anche il concorso "Giuseppe Maggiolini – L'Abilità Artigiana", premio dedicato all'eccelso ebanista settecentesco che nacque e visse proprio a Parabiago e che quest'anno celebra l'anniversario dei 200 anni dalla morte. Saranno i visitatori ad eleggere l'Artigiano che, tra i partecipanti, saprà meglio esprimere i concetti di abilità, creatività e tecnica. 

Ceramisti, sarti, pellettieri, falegnami, scultori, tornitori, pittori, decoratori, orafi selezionati, produzioni autentiche e pezzi unici in vetro, legno, carta, ceramica, materiali tessili, pelletteria, creazioni originali ed innovative, che riprendono antiche tecniche ed abilità manifatturiere in chiave moderna… questo e molto altro vi attende ad Artisticamente!



Per maggiori informazioni: www.mostra-artisticamente.it  

Riccardo Cavosi: la prima antologica a Roma (Galleria il Collezionista, 3-14 novembre)


Dal 3 al 14 novembre 2014

Mostra antologica di
RICCARDO CAVOSI
(Opere dal 1990 al 2008)



Galleria Il Collezionista
Via Rasella 132 – 00187 – Roma
arta.gallery@tiscali.it

Orario 10 – 12,30
16,30 – 19
(chiuso sabato e festivi)

Inaugurazione lunedì 3 novembre ore 19


Dal 3 al 14 novembre presso la Galleria il Collezionista, nel centro storico di Roma, verrà ricordato, attraverso una significativa mostra antologica, uno fra gli artisti più riconosciuti in Italia e all'estero: Riccardo Cavosi.

Nato in Marocco e morto a Bolzano esattamente tre anni fa, la sua lunga carriera, spronata da una continua curiosità nei confronti di tecniche, paesaggi e cromatismi naturali della luce, lo ha portato a viaggiare in Europa e Stati Uniti, dove è stato particolarmente apprezzato, ottenendo numerosi premi e riconoscimenti.

Il suo stile, che si può definire impressionista con diversificate suggestioni d'animo, esprime attraverso il contesto storico-naturale ritratto, delle autentiche atmosfere mentali che richiamano ad ogni fruitore un personale risveglio sensoriale. Dai paesaggi cittadini agli sterminati campi arati in cui il dettaglio è sinonimo di uno sguardo acuto e complice, Cavosi ha saputo animare, con le sue opere, monumenti, chiese, alberi, oceani, barche, fiori, animali, in pratica tutto ciò che di naturale ed artistico circonda il creato attraverso una pennellata incisiva ma riflessiva, interloquendo col reale per esprimere uno stato d'animo lirico e in grado di scaturire, di riflesso, pensieri poetici profondi. In questo panorama naturale anche la figura umana, nelle sue movenze delicate e rispettose dell'ambiente in cui sono immerse, ha la sua personale valenza, che Cavosi esprime ritraendo prevalentemente figure contadine e popolane ma anche privilegiando soggetti religiosi, quali i chierichetti, un  tema che ha sviluppato con una lunga serie di quadri e quadretti di particolare delicatezza e fascino, ma anche con quel tocco di gaiezza propria di ragazzini poco più che bambini che si prestano al particolare servizio liturgico.

Sensibile ai temi ecclesiastici, Cavosi è stato apprezzato perfino da Papa Wojtyla per il quale ha illustrato parte della Bibbia da lui commentata e che ha voluto la sua Crocefissione esposta nelle stanze vaticane.

Una retrospettiva importante dunque, quella romana, curata dal figlio di Cavosi, Roberto (anche lui immerso nel mondo culturale in quanto stimato interprete, autore e regista teatrale), che mira a ripercorrere le sfumature esistenziali di un artista che ha trasformato con la sua arte le percezioni di un esteso e diversificato mondo esterno in un nascosto impulso interiore avvalendosi di articolate digressioni cromatiche e inseguendo ogni pennellata per entrare nell'universo sentimentale più intimo.



BIOGRAFIA
Riccardo Cavosi è nato ad Agadir (Marocco) nel 1937 ed è morto a Bolzano nel 2011.
Pittore, ha studiato in Europa e in America. Ha esposto in numerose personali e prestigiose rassegne in Italia e all'estero, particolarmente negli Stati Uniti, ottenendo premi e riconoscimenti.
Fra le rassegne e i premi più importanti si citano: primi premi nelle mostre "Città Eterna" a Roma, alla Mostra Arte Sacra "Beato Egidio" di Taranto, al "Giugno Napoletano", i premi VIP d'Oro a Roma, il Leone d'Oro a Firenze, i premi "G. Vasari" e "Hax" a Milano, la Quadriennale S. Maria del Popolo a Roma, l'Euro Art Expo Roma, l'Artexpo di New York, il Salone Marcef/Fiera dell'Arte a Milano, gli Artisti del 3° Millennio a Bologna, gli Artisti del Millennio a Roma, "La Dea Alata" 2001- Oscar della Cultura Ass. Galleria Centro Storico- Firenze.
Pluriaccademico, membro della Legion d'Oro, iscritto all'Albo d'Oro del Centro Europeo Ricerche, Consultore della National University Dominion of Canada di Toronto, la sua scheda biografica e tecnica è depositata nei maggiori musei e gallerie del mondo. E' stato recensito da noti critici su giornali, riviste, volumi d'arte, in trasmissioni della RAI-TV e di altre emittenti italiane e straniere; RAI 3 gli ha dedicato un programma dal titolo "Un paesaggio per l'uomo".
Le sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia, Germania, Francia, USA e nella Città del Vaticano. Otto suoi dipinti sono stati inseriti nell'edizione della Bibbia con omelie e discorsi di Papa Giovanni Paolo II.


LA CRITICA

Un viaggio in spirito attraverso le varie dimensioni dello abitato umano quello che compiamo osservando le opere di Riccardo Cavosi: una grande tecnica pittorica, con una totale padronanza del disegno e del colore, messa a servizio di un artista che sa trasmettere l'atmosfera di un luogo o di un momento con la forza dell'Impressionismo e il senso della storia di un Romantico.
(Alfonso Confalone)

Il maestro Riccardo Cavosi ci rivela il suo mondo pittorico fatto di ricordi ed impressioni. Incantato dalla bellezza e dalla varietà del reale crea la sua arte. La luce calda del sole all'orizzonte che illumina una perla dell'architettura italiana colpisce l'animo dell'artista e lo rende capace di farla rivivere sul supporto dotata di tutto il suo calore. Un genere espressivo che è sempre piacevole alla vista e che stimola la fantasia. I dipinti del maestro sono un piacevole momento di riflessione per lo spettatore, una pausa dal quotidiano che noi tutti dovremmo concederci più spesso. Ogni buona poesia contiene versi fatti di parole che evocano stati d'animo; simmetricamente la pittura di Riccardo Cavosi contiene immagini che evocano parole poetiche che spiegano stati d'animo.
(Anna Francesca Biondolillo)

Il reale è l'interlocutore costante di Riccardo Cavosi. Questo artista non potrebbe in alcun modo prescindere dallo spettacolo cangiante che la natura gli offre allo sguardo: esso costituisce il suo nutrimento, la ragione stessa di operare. Tuttavia, parlando di reale, si rischia di venire fraintesi, questo termine avvalorando di per sé l'ipotesi di una pittura che si esaurisce nella ripresa a freddo di un frammento della realtà nella suggestione immediata delle sue forme e dei suoi colori. Ciò non accade a Cavosi, per il quale quel frammento costituisce soltanto un pretesto, il dato d'avvio per elaborare una immagine capace di esprimere un'emozione lirica drammatica, uno stato d'animo mi pare che sarebbe ingiusto non esprimere un consenso a un artista come Cavosi, in ragione appunto della sua coerenza morale e dei valori pittorici. I suoi paesaggi soprattutto, attestano l'intensità e la commozione che caratterizzano la partecipazione dell'artista al reale: mutano gli stati d'animo e mutano le orchestrazioni formali ma, al fondo, rimane un amore antico e profondo per la natura, per le cose, per gli uomini.
(Carlo Munari)

Si  svela in  parte, in questa  prospettiva, anche  il segreto della comprensibilità e dell'immediatezza del messaggio che   Cavosi   rivolge  agli   uomini  del  nostro  tempo. Affiorano alla memoria  alcune  considerazioni di Tolstoj, che nel 1902  si domandava  che fosse l'arte:  "L'arte del l' avvenire, destinata a diffondersi tra  tutti gli  uomini, non  avrà  più il fine  di esprimere dei sentimenti  accessibili solo ad alcuni  ricchi; avrà il fine di manifestare la più alta  coscienza   religiosa   delle  generazioni  future.  Nel futuro   non  si  considererà   come  arte  se  non  quella  che esprimerà  dei sentimenti che spingano gli uomini all'unione  fraterna, o anche dei sentimenti così universali da poter essere  provati  dalla  massa  degli  uomini."Forte  di una  padronanza  assoluta  del  pennello  e di una  costante freschezza  d'ispirazione poetica, Cavosi  esplora  metodicamente  il regno di una  sapienza  antica  chiamandoci con discrezione  a condividerne il  potenziale  di valori  umani tanto  più necessari  oggi  quanto  più  risulta   minacciata, nel macro e nel microcosmo, la dimensione uomo.
(Sergio  Trasatti)

L'aggraziato  stile  figurativo  del  maestro   Riccardo Cavosi  trae  spunto dal  reale  per rendere  sul  supporto visioni estatiche . Cavalli, fiori,  uomini appartenenti a realtà lontane   prendono  vita  e fanno  bella mostra  di sé. Tutti  immersi in  un  tenue  alone  cromatico  infondono liricità   e  romanticismo nel  fruitore   facendo  sentire   se stessi    parte integrante del reso  pittorico.  Viaggi  com piuti  sulle  ali della fantasia,  tratti  dal bagaglio di ricordi  personali;  situazioni immaginarie degne  dei migliori racconti. Nel caldo abbraccio del deserto o nella delicata essenza  di un  papavero immerso in  un  rigoglioso  prato si  percepiscono   profumi  e  sensazioni inebrianti  che  si spargono  nell'aria attorno a noi regalando  indimenticabili impressioni. Un'  arte volta  al bello e al coinvolgimento emozionale che non  si limita  soltanto  a descrivere  ma a   stimolare  il  fruitore   sia  nell'animo   sia  nel  corpo; vibrazioni dell'  essere che si trasmettono anche al divenire.  L'arte del Nostro  é destinata certamente a rimanere nella  storia  umana  ed esempio  da imitare  per i posteri.
(…)
La spigliata sintassi coloristica dell'artista Riccardo Cavosi è libertà espressiva di superba fattura. Baluginanti visioni di toccanti emozioni reali prendono sostanza sulla tela, acquisiscono disinvolta formalità,   esibiscono  la loro valenza stilistica in articolate digressioni cromatiche.
Un' arte che non ha bisogno di spiegarsi, quella di Riccardo Cavosi, che garantisce un'immediata possibilità fruitiva e un formalismo d'eccezione.

(Dino Marasà)

Riccardo Cavosi rappresenta questo Novecento nel modo tipico del grande artista: rappresentazione della realtà con inserimento dell'emozione interpretativa, con la sensibilità di chi intuisce ed assorbe certe situazioni. La sua capacità si estende anche verso l'osservatore e lo coinvolge in questa atmosfera storica. Il disegno è composto e piacevole, la prospettiva equilibrata e diluita, il cromatismo rafforza una gestualità carica di armonia. Così il messaggio di Riccardo Cavosi è completo, sta a noi raccoglierlo.
(Giorgio Falossi)

Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino: STUDIOLO - The Best of Italian Youth | Opening: sabato 25 ottobre 2014, ore 18.30




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STUDIOLO
The Best of Italian Youth
a cura di Maria Chiara Valacchi


Pierluigi Antonucci
Marco Basta
Giulio Frigo
Gaia Fugazza
Michele Tocca
Alessia Xausa

Opening: sabato 25 ottobre ore 18:30
Dal 26 ottobre al 30 novembre 2014


Museo San Francesco, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Basilicus, San Marino
25 ottobre – 30 novembre 2014

La Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino è lieta di annunciare l'apertura della mostra STUDIOLO, The Best of Italian Youth group-show a cura di Maria Chiara Valacchi, in mostra dal 25 ottobre 2014 al 30 novembre 2014.
 
Ideata e supportata in collaborazione con Spazio Cabinet di Milano, la mostra STUDIOLO, The Best of Italian Youth coinvolge sei artisti italiani, tutti nati dopo gli anni '80, che hanno scelto la pittura, e le sue possibili alterazioni, come linguaggio privilegiato della loro ricerca.
 
Una generazione di artisti cresciuta, in Italia, all'ombra di una forte ansia culturale più attenta alla celebrazione di sole pratiche concettuali e più concentrata, sovente, alla registrazione di processi di "allineamento".
 
STUDIOLO, The Best of Italian Youth raggruppa una ristretta selezione di giovani eccellenze che, in una costante messa in discussione della stessa pratica artistica, hanno metabolizzato e ridefinito individualmente la tradizione pittorica del passato e le recenti esperienze internazionali.
 
In dialogo opere dalle nature dissonanti, eseguite in luoghi e spazi differenti, che raccontano del rapporto tra l'esperienza soggettiva e la pittura e il costante bisogno della ricerca di un equilibrio.
 
Un percorso di opere inedite che spaziano da una rinnovata urgenza per la rappresentazione, alla manipolazione di forme e appendici installative, fino a meditazioni di carattere intimo e sociale.
 
Pierluigi Antonucci, Marco Basta, Giulio Frigo, Gaia Fugazza, Michele Tocca e Alessia Xausa rappresentano una precisa selezione generazionale che sente della pittura il peso, la sostanza della materia e il tumulto che arriva da un luogo così lontano.

Luogo:
Museo San Francesco, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
Via Basilicus, San Marino
Orari di apertura:
Lunedì - Domenica, ore 9:00 - 17:00, dal 26 Ottobre 2014 al 30 Novembre 2014
Info e Contatti:
Museo San Francesco, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea
tel. 0549.885414 - ufficiostampa.galleria@pa.sm
Organizzazione:
Spazio Cabinet, Milano - www.spaziocabinet.com







giovedì 23 ottobre 2014

I prossimi appuntamenti di Kontemporanea


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 Kontemporanea
profili d'artista
I prossimi appuntamenti con l'arte
  
Inaugurazione della mostra 
 Neo - Japo
Il codice d'onore dei samurai
Personale di Katsu Ishida
 a cura di Catia Monacelli
 Museo Civico Rocca Flea, Gualdo Tadino (Pg)
domenica 1 giugno, ore 17.00

L'opera di Katsu Ishida, artista poliedrico ed eclettico, capace di lavorare con rara disinvoltura e maestria con materiali molto diversi tra di loro, come il legno, la carta e la tela, attraverso il progetto artistico "Neo Japo", trasporta il Giappone in Occidente. Una visione del mondo che ancora prima di essere estetica è simbolica. 

Alla base del suo lavoro, infatti, una matrice narrativa che racconta della sua civiltà, tra memoria e visione di un universo fatto di archetipi e simbologie oniriche. Emergono dai fondi bianchi o neri labirinti di immagini che con un ritmo denso tracciano, appena accennati, volti, corpi e figure totemiche. 

La forza del segno e la capacità d'imprimere un ritmo quasi frenetico alla narrazione, trasportano lo spettatore dentro un viaggio sospeso tra realtà e fantasia: una sorta di vortice dal quale ci si sente inevitabilmente risucchiati. 

L'artista vaga sulla tela tracciando sensazioni a tratti oscure ed indefinite, a metà tra il passato ed un prossimo futuro, con la forza di chi è in grado di dialogare con la profondità dell'animo umano, di avvertire un presagio e di comunicare con altri piani di realtà che alludono ad uno stato di vertigine, smarrimento ed allucinazione. Sentimenti di forza e fragilità afforano con profondo trasporto dalle sue opere abitate da bizzarri personaggi estrapolati dalla tradizione nipponica. 

Ferreo invece è il rigore estetico con cui si fa portavoce della tecnica dell'inchiostro su carta di riso, secondo il sistema della scrittura orientale. Le figure rappresentate si armonizzano bene con la dimensione del foglio e i segni grafici trovano compimento in un tratto pastoso ed equilibrato. Katsu Ishida con il percorso artistico "Neo Japo" porta in Italia la bellezza dell'arte orientale, utilizzando tecniche antichissime e rileggendole con uno stile fresco ed attuale.                                                                                                      
 (Catia Monacelli)
  Inaugurazione della mostra 
Terra Madre
Sculture ceramiche di Luciana Bertorelli
 A cura di Catia Monacelli
 Chiesa Monumentale di San Francesco, Gualdo Tadino (Pg)
lunedì 2 giugno 2014, ore 17.00

Realizzata appositamente per la monumentale Chiesa di San Francesco a Gualdo Tadino, in Umbria, e qui presentata per la prima volta, Terra Madre è un'istallazione che l'artista Luciana Bertorelli, con un progetto articolato in sei sculture ceramiche di dimensioni molto diverse tra loro, concepisce quale grido d'allarme per difendere ciò che resta di un pianeta offeso, ferito e lacerato dall'uomo. 

La terra, madre da tutelare, dalla quale tutto ha origine e si genera, lancia un'ultima straziante richiesta di aiuto: rappresentata da una figura femminile seduta, piegata su se stessa con i gomiti appoggiati alle ginocchia, porta sulle spalle, coprendosi istintivamente il volto in un gesto di difesa, le ultime risorse del pianeta. 

Una donna senza grembo, senza più forza generatrice, offre ciò che rimane, trasportando l'enorme fardello, gli elementi indispensabili per salvare il mondo, gli stessi che Luciana Bertorelli, con sapiente maestria, ha impastato, plasmato e modellato fino a creare piccole e grandi pangee che tessono questo racconto: Pangea Rossa, la più piccola, porta sulla schiena un sacco dentro il quale appare un bambino, l'uomo; Pangea Fuoco, il cui fardello sprizza lapilli e lava, rappresenta la ricchezza incalcolabile racchiusa nelle viscere della terra; Pangea Acqua con la sua anfora dentro la quale confluiscono i lunghi capelli a formare una fluente  cascata; Pangea Petra, ha il colore rosato e cangiante delle pietre di fiume, il peso della sostanza; Pangea Flora contiene nel suo sacco fiori colorati ed il verde delle foglie, fonti di linfa e nutrimento; Pangea Aria che le domina tutte, è la più grande e racchiude l'energia che trasmette il soffio della vita. 

L'opera di Luciana Bertorelli conduce lo spettatore in un emozionante percorso che richiama i miti fondanti sull'origine stessa dell'universo e dell'uomo, ma ci pone anche davanti a grandi interrogativi: quale strada seguire? Come evitare di  distruggere la nostra terra? Possiamo ancora tornare indietro? L'arte per Luciana Bertorelli è parte integrante ed inscindibile del suo percorso esistenziale. Attraverso questo personale cammino ci invita ad un atto di responsabilità: difendere il nostro pianeta per consegnarlo alle generazioni future.         
                                                                                                                                                                                                  (Catia Monacelli)

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Via Della Rocca - 06023 - Gualdo Tadino - Perugia - Italia

AMY-D ARTE SPAZIO partecipa al Festival della Scienza di Genova

SPILLOVER

Genova 24/10_02/11/2014

Project economART di AMY D Arte Spazio & Festival Della Scienza di Genova

A cura di Anna d'Ambrosio

Palazzo Ducale, Sala del Munizioniere, Piazza Matteotti 9, Genova.
Opening 24 ottobre 2014 alle ore 15.30.
Dal 25 ottobre al 2 novembre.
Orari: lunedì-venerdì ore 9-18, sabato-domenica ore 10-19.

"Spillover" è un viaggio nel futuro sperimentale delle nanotecnologie ad opera di un gruppo di artisti che Investigheranno nuovi materiali, con riferimento a una piattaforma open source, attivata nell'ambito del progetto "The Transparent Dream" presentato da AMY D arte spazio a maggio 2014.

Questi artisti_ acceleratori lanceranno una propria linea per presentare progetti ad aziende interessate e sperimentare l'arte del futuro ed entrare in questo mercato.

La nuova sperimentazione vede protagonista l'artista cilena Lorena Pedemonte Tarodo, alle prese con l'Aeropan, della AMA Group Spa, pannello termoisolante composto da nanotecnologie in Aerogel accoppiato ad una membrana traspirante in polipropilene.
In mostra l'installazione "Shelter" 2014 di Lorena Pedemonte Tarodo nata grazie a sinergie tra Kubo effetti speciali, l'AMA s.p.a , AMY D Arte Spazio e il Festival Della Scienza di Genova.

In visione "Mind The Gap" dell'artista polacca Maria Wasilewska.

Può la fisica del grafene dimostrarci che lo spazio-tempo è un ologramma, un miraggio?

Se "l'eresia" del fisico Petr Horava si rivelasse corretta, potrebbe cambiare per sempre la nostra concezione di spazio-tempo conducendoci ad una "teoria del tutto" applicabile a tutta la materia e alle forze che agiscono su di essa.

Nella Sua riformulazione della relatività generale egli include una direzione preferenziale del tempo, dal passato al futuro, l'unico modo in cui l'universo come noi lo osserviamo sembra evolvere.

"Non c'è nessun grande orologio che batte il tempo dell'universo" e se si vuole comprendere "si può fare a meno della nozione di tempo" afferma Carlo Rovelli, saggista e docente di fisica teorica all'Università Aix_Marseille.

L'immagine che emerge oggi nel mondo fisico è quella di una danza indipendente ed anarchica delle cose rispetto all'altra, senza un tempo "oggettivo", "assoluto".

Il Nostro tempo percepito non è altro che un'approssimazione delle tante variabili che succedono a livello microscopico. La sensazione dello scorrere temporale è, in un certo senso, un'illusione derivata dall'incompletezza della conoscenza.

"È necessario costruire un nuovo schema concettuale, che ci permetta di pensare il mondo, quando il tempo non è più una variabile continua che scorre per conto suo, ma diventa parte di una nuvola di probabilità di grani di spaziotempo".
C. Rovelli e A. Connes propongono l'ipotesi del tempo termico nella quale il tempo emerge solo in un contesto termodinamico o statistico.

Amy-d Arte Spazio di Milano (Via Lovanio 6)

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