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domenica 29 novembre 2015

Maria Madre di Misericordia: le opere di Guadagnuolo in occasione dell’Anno Santo, con un saggio di Rosario Assunto

L'Anno Santo della Misericordia si aprirà, per volere di Papa Francesco, martedì 8 dicembre 2015 solennità dell'Immacolata Concezione ed Apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, (nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II) e durerà fino alla festa di Cristo Re, il 20 novembre 2016. Ci piace illustrare nel segno dell'estetica dell'arte, l'occasione che offre questo grande Evento con le opere dedicate alla Madonna del noto artista Francesco Guadagnuolo che ci ha permesso di pubblicarle. Egli ha inoltre realizzato altre due mostre sul tema della Misericordia che saranno allestite in tutto il periodo dell'Anno Santo partendo da Roma ed itineranti in diverse città italiane.

Guadagnuolo con questa serie di opere pittoriche, dal forte contenuto teologico, rivolte alla Madonna, Madre del Redentore, fa rivivere la figura della Vergine Madre Santissima e l'alto compito cui è stata destinata. Un percorso artistico sulla Vita di Maria, partendo proprio nel giorno dell'Immacolata per offrire a tutti il messaggio della salvezza richiamando l'umanità intera. Il richiamo alla protezione della Madonna, riprova la necessità per l'uomo di rifarsi alla Madre di tutti, che tutti comprende e che a tutti offre il Suo velo misericordioso in questo tragico inizio del XXI Secolo, dall'11 Settembre 2001 in America, agli attentati terroristici in Francia.

MARIA MADRE DI MISERICORDIA – Papa Francesco ha voluto avviare l'Anno della Misericordia nella festa dell'Immacolata. La Bolla d'indizione conclude con un riferimento proprio a Maria, "Madre della Misericordia", "Arca dell'Alleanza tra Dio e gli uomini", "Maria attesta che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti senza escludere nessuno", "Essa sa che il suo primo compito, soprattutto in un momento come il nostro colmo di grandi speranze e forti contraddizioni, è quello di introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo".

La mostra di Guadagnuolo, recensita da un interessante saggio di Rosario Assunto, (di cui quest'anno ricorrono i cento anni dalla nascita del grande filosofo di Caltanissetta) che scrisse in riferimento alle opere Mariane di Francesco Guadagnuolo, condivise l'amicizia frequentandolo nella capitale e che bene l'ha conosciuto, perché il filosofo ne ha seguito per tanti anni il percorso delle sue opere stimandolo e storicizzandolo nella storia dell'arte del secolo appena passato. Per l'occasione pubblichiamo alcuni stralci del saggio "L'Albero dell'umana salvezza" di Rosario Assunto.



L'ALBERO DELL'UMANA SALVEZZA – «Avventurarsi nella pittura di soggetto sacro è, per un artista di oggi, impresa quant'altre mai difficile: rischiosa, anzi, come di chi volesse percorrere un crinale sottilissimo, a lama di coltello, che da una parte c'è l'abisso di dieci e più secoli, una tematica in cui si cimentarono tutti gli artisti d'Italia e d'Europa, né v'è bisogno di fare nomi, vengon da soli alla mente di ognuno; e a volerli emulare, nelle presenti condizioni di cultura non solo pittorica, davvero uno rischia di rompersi l'osso del collo – e dalla parte opposta, se tanto tanto si mette il piede in fallo, il pericolo è che si scivoli nel declivio senza punti d'arresto del "Kitsch" devozionale, a cui tanto alimento, nell'ultimo secolo e mezzo, ha fornito la produzione e riproduzione meccanica di quelle che adoperando metaforicamente un sostantivo francese, potremmo chiamare le "bondieuseries" figurali, di cui nelle chiese anche antiche ed illustri non v'è davvero penuria.

E per affrontare un'impresa siffatta, uscendosene, diciamolo pure, con onore, ci voleva il coraggio sereno, alimentato da un connaturale amore per la pittura e da una religiosità vissuta in termini visuali, destinata ad effondersi in creatività artistica piuttosto o prima che in preghiere e pratiche di culto, con cui Francesco Guadagnuolo sin dalla nascita, possiamo dire, si è votato alla pittura, e, nella pittura, all'interpretazione dell'uomo: al deciframento, diciamo, dell'interiorità umana, quella in cui Agostino disse che "habitat veritas"; e nel raffigurarne l'immagine, render testimonianza, mi si permette di citare un altro filosofo, anzi filosofo con l'iniziale maiuscola, della massima che insegna doversi trattare l'umanità, in noi stessi e negli altri, sempre come fine e giammai come mezzo.

Ho parlato di religiosità vissuta in termini visuali; e potrei capovolgere la definizione, dire visualità vissuta a modo di religione. Religione, se così è lecito dire, come pittura, pittura come religione. È l'ipotesi che mi era venuta in mente quando conobbi Guadagnuolo, e presi visione dei risultati del suo lavoro di acquafortista e disegnatore. È ipotesi, da lui confermatami in termini autobiografici, che aiuta a capire come la pittura di soggetto sacro non sia per Guadagnuolo quello che può essere stata per altri artisti moderni, un'incombenza professionale, una commessa da eseguire: perché per lui dipingere, la narrazione evangelica, raccontarla visivamente, facendo centro sulla Protagonista femminile, su Maria, anche senza l'incitamento di quel vero e proprio talent-scout che nel suo campo, quello dell'arte sacra, fu Monsignor Giovanni Fallani (chi ha letto il libro Manzù farà le porte di San Pietro, sa cosa voglio dire), è stato cosa assolutamente naturale: non l'accettazione di un soggetto proposto da altri, ma la continuazione di un'attività che quei soggetti se li portava dentro, per cosi dire da sempre, né aveva bisogno di proposte, suggerimenti, ordinazioni altrui. E se l'itinerario della pittura sacra, quello che ho paragonato a un crinale a lama di coltello, Guadagnuolo è riuscito a percorrerlo dal principio alla fine senza rischiare capitomboli mortali o altrettanto mortali scivolamenti, è stato perché lui è tutt'altro che un "naïf", anche se il suo modo di guardare al mondo e alle cose del mondo, guardarle, dico, e parlarne, denota una sorta di meraviglia, accompagnata da entusiasmo per il proprio fare, e per gli oggetti del proprio fare». […]

«Si trattava, dopotutto, di figurare una donna, quella che nella tradizione cristiana è la "Donna", diciamo così, archetipale: donna che gioisce e che soffre, e nel suo gaudio come nel suo patimento assomma in sé, emblematizzandoli, il gioire e il soffrire di tutta l'umanità, sollevandola in alto come nel finale del Faust "das Ewig-Weibliche/ zieht uns hinan". È lo Ewig-Weibliche, la femminilità eterna, e se mi è permesso usar questo aggettivo, assoluta, Guadagnuolo ha voluto mostrarla a noi nell'"Annunciata" »[…] sviluppata in un dipinto per il quale, come per tutti gli altri che raccontano la vicenda evangelica prendendo Maria a protagonista, egli ha capito che il solo modo per individualizzare creativamente la trattazione di temi che rischiavano di far cadere nel ripetitivo, se non nel banale, era l'adozione di un punto di vista, quella che in fotografia e in cinematografi a si chiama "angolazione".  Agli avvenimenti del racconto evangelico, quelli che il Cristianesimo colloca al centro della storia umana (al punto che tutto il mondo anche non cristiano numera gli anni dal tempo in cui si suppone essi si siano svolti), Guadagnuolo ha guardato, infatti, evitando quasi sempre la frontalità.

E ce li mostra di scorcio, come potrebbero apparire ad un passante che si stesse avvicinando al sito del loro accadere, ma senza prevederlo e senza saperlo: in guisa tale che essi gli appaian d'un sùbito e come impreveduti, senza quella fissità da palcoscenico che dopo tanti secoli di pittura cristiana è il maggior rischio a cui si trova esposto l'artista chiamato a raffigurarli ancora una volta. Da qui, ecco, la trasversalità dell'immagine che si configura per linee incrociate, e appare a volte volutamente confusa, tale da sbigottire il viandante, fargli chiedere a se stesso che mai stia succedendo laggiù, alla sua destra, e chi siano quella donna seduta in groppa ad un asino, con in braccio quel bambino che è un uomo barbuto, con gesti più da nonno che da padre, le sta sistemando bene sul grembo, affinché non abbia a cadere, ora che la bestia si metterà in cammino – e così sbigottita è la faccia della donna, come di chi tema chissà quale pericolo incombente, e sembra dica all'uomo di far presto, di incominciare il viaggio. Una maniera di affrontare il difficilissimo tema della Fuga in Egitto: specialmente per uno della generazione di Guadagnuolo, che di somari, e di donne in groppa a un somaro, è probabile mai ne abbia veduti, cosí come mai ne hanno visto i destinatari delle sue immagini dipinte. Tutto il contrario dei secoli passati, quando l'asino era il mezzo di trasporto dei poveri, come oggi sarebbe una vecchia "cinquecento" arrugginita e ammaccata. Tanto comune, ai tempi del Caravaggio, che questi, per sottolineare la straordinarietà di un avvenimento come ne accadevano tutti i giorni, un vecchio, una donna, un bimbetto lattante, che attraversano la campagna, la donna e il bimbo sul somaro e l'uomo barbuto a piedi con in mano la cavezza, pensò bene di figurarli in un momento di riposo; e far comparire un angelo violinista, che li rallegra col suo concertino. E con simili precedenti nella memoria (ne ho nominato uno solo, ma avrei potuto ricordarne centinaia), davvero c'era da tremare all'idea di dover figurare la Fuga in Egitto, in un tempo, per di più, nel quale l'asino è specie zoologica ormai semiestinta, né si poteva pensare a espedienti simili a quelli del regista che mise in motocicletta la Walchirie: cosa che tra l'altro, non sarebbe stata consentita neppure da istituzioni ecclesiastiche che hanno osato mandare in soffitta il gregoriano, e accettato "cantiunculae" di cui sconcertante è la volgarità. Ma torniamo al nostro Guadagnuolo, che non si è sgomentato di fronte a temi come la Fuga in Egitto, o la Crocifissione – per questa, c'erano anche precedenti di fresca data: quelle cinematografiche di Pasolini e di Zeffirelli, a non parlar del dipinto di Guttuso, che a suo tempo suscitò uno scandalo in fin dei conti immotivato. E anche alla Crocifissione, come alla Deposizione, Guadagnuolo si è avvicinato come uno che arrivi al loro cospetto andando per via – che è poi un modo di ripensare a come quei soggetti li trattarono i "Maîtres d'autrefois", ma senza piazzarsi in faccia ai loro dipinti, alla maniera dei copisti: percorrendo, piuttosto, una sorta di itinerario della memoria, nel quale essi ci appaiano uno alla volta, come altrettanti accadimenti rituali nei quali si eventizza quello che con tutta la nobiltà della parola, e a dispetto marcio degli smitizzatori, chiamerò il "Grande Mito" dei Quattro Vangeli.

Ma non voglio indugiare sui dipinti in cui si articola il ciclo pittorico che Guadagnuolo ha dedicato a Maria, non tocca a me analizzarli uno ad uno, rubando (male) il mestiere ai critici che lo sapranno fare assai meglio di me. Mi si lasci piuttosto tornare a quell'immagine dell'"Annunciata" da cui il mio riepilogo ha preso le mosse. Eccola, di tre quarti – che è stato un modo di tesaurizzare il ricordo inevitabile di Antonello (come quella del Messinese, anche questa del nisseno Guadagnuolo ha le fattezze di una ragazza siciliana). Tesaurizzarlo ma esorcizzandolo, se così mi è permesso di dire: senza, insomma, restare schiacciati da un modello che per il Nostro è stato una sorta di idea platonica: rispetto alla quale la realtà vuol essere non tanto mimesi, imitazione, ma piuttosto metessi, partecipazione. E poi, questa Madonna ragazza siciliana, con quel suo busto così lungo e sottile, che ne solleva in alto il viso, ci fa pensare alla Madonn-Albero (l'Albero di Jesse padre di David, come albero

dell'umana salvezza) delle parole con cui l'Angelo si rivolge a Maria nella notissima Verkündigung, l'Annunciazione, appunto, di Rilke, poeta angelologo, se pure di nessuna ortodossia; ed eterodosso autore, come ognun sa, di un ciclo di poesie che s'intitola, appunto, alla Vita di Maria (Das Marien Leben), e fu scritto in Duino, all'inizio di quel 1912 che fu l'anno delle grandi Elegie aventi l'angelo a protagonista: l'angelo, appunto, che nel poemetto dell'Annunciazione, rivolgendosi a Maria, alla fine di tutte le strofe (meno una), a Lei si confronta, e Le dice che Essa è l'albero:

"…ich bin der Tag, ich bin der Tau,

du aber bist der Baum". ("…io sono il giorno, son la rugiada, ma tu sei l'albero");

"…Sieh: ich bin das Beginnende,

du aber bist der Baum". ("...Vedi io sono quel che comincia, ma tu sei l'albero");

"…|..|.. ich bin ein Hauch im Hain,

du aber bist der Baum". ("...Io son spirar di vento nel cespuglio, ma tu sei l'albero");

e in ultimo:

"…Gott sah mich an; er blendete…

Du aber bist der Baum". ("…Dio mi guardò, abbagliava… Ma tu sei l'albero")» - Rosario Assunto.

 

Pierpaolo Pitacco Vanishing Cover ( I saw the music) 03.12.15 h 18,30🎵

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PIERPAOLO PITACCO VANISHING COVER


SABRINA RAFFAGHELLO ARTE CONTEMPORANEA



PIERPAOLO PITACCO VANISHING COVER

VANISHING COVER
PITACCO IN MOSTRA PER "VEDERE LA MUSICA"
Pier Paolo Pitacco, artista che da 40 anni rappresenta la forza creativa dietro i più importanti magazine del mondo, sarà in mostra a Milano con un progetto fotografico suggestivo e unico.
Forse "vedere la musica" può sembrare un ossimoro, un'impresa impossibile. Sicuramente è una sfida complessa, che Pier Paolo Pitacco ha accolto con tutto se stesso: dal 3 dicembre, presso gli spazi della Galleria Sabrina Raffaghello di Milano, verrà ospitata una mostra dedicata proprio a questo tema. 36 fotografie di diverso formato, che si confrontano con la memoria collettiva e intima, partendo proprio da una selezione di covers di ellepì che hanno segnato la storia della musica. Non una semplice riproduzione, ma un lavoro suggestivo e unico, un'alchimia di colori e ricordi riprodotti con ap- proccio emozionale, istintivo, addirittura sensuale. Pier Paolo Pitacco è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi art director al mondo, ed è la forza creativa che sta dietro i magazine e i marchi più prestigiosi. In questa incredibile esposizione, Pitacco fa si che l'immagine sbiadisca per poi ricomporsi in una forma perfetta quadrata, che incatena nella sua essenza le emozioni legate ai nostri ricordi soggettivi. Allo stesso tempo devia la percezione delle stesse, riempie il voto con melodie conclamate e si plasma in nuove emozioni. «Tutti abbiamo avuto la sensazione che la musica sia da vedere e non solo da ascoltare – dice Oliviero Toscani, tra i promotori della mostra – e Pitacco con questo progetto ha messo in scena proprio la visione della musica che ha fatto la storia contemporanea. Lo ha fatto in modo nuovo, sperimentale: è riuscito a tirare fuori l'energia della memoria e non la banale nostalgia». «Ho sempre apprezzato Pitacco – dice Fabio Castelli, fondatore e direttore di mia Fair, la prima fiera di fotografia in Italia - e lo apprezzo ancora di più da quando si è aperto ai progetti di fotografia come questo. Questa è una mostra che non ha valore solamente sotto il profilo della memoria, ma anche sotto quello artistico ed estetico». In Vanishing Cover possiamo trovare l'instant della melodia, l'instant della polaroid, volutamente ricostruita grazie alle app digitali, l'instant dei nostri ricordi e l'instant di deframmentazione dell'artista, che nel suo viaggio ascolta e plasma con colori e forme le note. Da Lee Morgan ai Nirvana, da Gil Evans ai Velvet Underground, fino a Nino Rota o i Jefferson Airplane, sono moltissimi i protagonisti della musica trattati.
La mostra, curata da Sabrina Raffaghello, sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 19, a partire dal 3 dicembre fino al 31 gennaio. Un'occasione imperdibile che vede, nella fusione del linguaggio musicale con quello fotografico, la nascita di un nuovo idioma universale.
Il 3 dicembre alle ore 19, in occasione del Vernissage della mostra, verrà presentato il libro "Vanishing Cover" con testi critici di Sabrina Raffaghello, Giovanna Calvenzi, Daniel Soutif.





VANISHING COVER (I SAW THE MUSIC)

Gli scatti unici di Piepaolo Pitacco sono un'alchimia di colori e ricordi, Pitacco alchimista, rende visibile la musica.


VIDEO INTERVISTE DI : OLIVIERO TOSCANI, FABIO CASTELLI , SABRINA RAFFAELLO, GISELLA BORIOLI, GIOVANNI GASTEL, DENIS CURTI








SABRINA RAGGAHJELLO ARTE CONTEMPORANEA
via Gorani 7, 210122 Milano
Dal lunedì al venerdì 11-19 Ingresso gratuito

tel.+39 02 39831137 www.sabrinaraffaghello.com info@sabrinaraffaghello.com

venerdì 27 novembre 2015

AUTORITRATTI - LA PRIMA COLLEZIONE PRIVATA DI SMART CON VIVEREDARTE - LUNEDI 30 NOVEMBRE H. 18.00 - EX CHIESA DI SAN CARPOFORO - MILANO


                                                                                                                                      
autoRitratti:
la prima collezione privata smart
realizzata dai giovani artisti della community di viveredarte
sarà esposta a Brera e Malpensa

Viveredarte, dopo aver girato per l'Italia, coinvolto le accademie di belle arti e le principali comunità di artisti, arriva a Milano insieme alla collezione privata smart. Si parte il 30 novembre a Brera con la prima mostra che, grazie ad un vero e proprio talent consentirà di votare le opere preferite, per proseguire dal 2 al 18 dicembre all'Aeroporto Internazionale di Milano Malpensa con un laboratorio artistico allestito in area check in.

Dopo aver aperto 5 laboratori nelle piazze di Latina, Palermo, Salerno, Pescara e Bari, l'art incubator nato grazie a smart arriva a Milano per completare la prima collezione privata della rivoluzionaria city car che vede proprio in Italia il suo principale mercato. Una raccolta di autoRitratti composta da più di 40 opere, commissionate a giovani talenti candidati sul sito viveredarte.it e reclutati nelle principali accademie italiane. Una grande operazione di mecenatismo moderno che promuove giovani artisti anche attraverso una piattaforma in cui liberamente, senza alcun costo e nessuna intermediazione, gli iscritti possono mettere in vendita le proprie opere.

A Brera, nell'ex chiesa di San Carpoforo – lo spazio espositivo dell'accademia di belle arti – smart esporrà le prime 30 opere che entreranno nella sua collezione privata, frutto del laboratorio itinerante allestito nelle cinque piazze italiane. Ogni opera è stata realizzata nell'arco di 48 ore durante le quali gli artisti hanno lavorato davanti al pubblico. I visitatori della mostra potranno vedere cosa c'è dietro ogni quadro esposto grazie ad un video che ne documenta il making of e consente all'artista di parlare direttamente al pubblico raccontando la propria esperienza. Alla mostra saranno presenti anche 30 artisti, scelti dopo una selezione effettuata tra centinaia di talenti che hanno partecipato agli eventi sul territorio o che si sono candidati su viveredarte.it. Alcuni di loro animeranno una performance di live painting realizzando un'opera a tema in meno di tre ore durante lo svolgimento dell'evento.

L'evento è gratuito e l'ingresso libero al pubblico.

L'iniziativa potrà essere seguita attraverso il sito viveredarte.it, sul canale youtube dedicato e sui presidi social facebook.com/viveredarte.it | instagram.com/viveredarte | twitter.com/ViveredArte.




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Inizia il Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia organizzato da SiciliAntica.


Inizia sabato 28 novembre 2015 alle ore 17,00 il Seminario su Arte e Cultura Ebraica in Sicilia organizzato dall'Associazione SiciliAntica. Dopo la presentazione di Melina Greco, Presidente della sede SiciliAntica di Cefalù e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica, si terrà la prima conferenza dal titolo: "Palermo Arabo-Normanna". La relazione sarà tenuta da Ferdinando Maurici, Archeologo e storico del medioevo. L'incontro si terrà presso la Sala delle Capriate del Palazzo Municipale di Cefalù. Le altre conferenze previste si terranno: Sabato 19 dicembre con il titolo "La cultura ebraica in Sicilia" tenuta da Teresa Triscari, Consulente culturale degli Affari Esteri, Lunedì 28 dicembre la lezione riguarderà invece ''Aspetti storici ed attuali della Postierla nel rione Giudecca di Cefalù" con Benedetto Morello, Docente di Storia dell'Arte. L'anno successivo, il 2016, si inizia Mercoledì 13 gennaio con Antonio Franco, Docente di Lettere Classiche e Ricercatore di Storia Antica, che parlerà su "La diaspora ebraica tra tardo antico e medioevo", mentre Venerdì 15 gennaio il Regista Pasquale Scimeca, presenterà il suo film "La passione di Giosuè", a cui farà seguito la proiezione. Mercoledì 27 gennaio si terrà  la conferenza dell'Architetto Tania Culotta, che parlerà su "Il Parco delle Mura Megalitiche: Progetti e realizzazioni", mentre Mercoledì 24 febbraio Mauro Mormino, Dottorando in Scienze Storiche, Archeologiche e Filologiche presso l'Università di Messina terrà una conferenza dal titolo ''Per forza o per fede'', Storie di conversioni dall'ebraismo al cristianesimo a Bisanzio alla fine del IX secolo", Liborio Asciutto, Presidente del Centro Ecumenico ''La Palma'' di Cefalù Venerdì 11 marzo interverrà su "Tracce di presenze ebraiche a Cefalù e nelle Madonie" e Mercoledì 30 marzo Antonio Marino, Dottore di Ricerca presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, concluderà il seminario parlando di ''Shabbetay Donnolo medico, cabalista, giudeo nell'Italia meridionale bizantina. La cultura ebraica nel meridione pre-normanno e la cabala come mezzo di conoscenza". Ai corsisti sarà rilasciato attestato di partecipazione, utile ai fini del credito formativo per gli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore. Per iscrizioni: Tel. 0921.423641 Cell. 347.3363088.



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lunedì 23 novembre 2015

Making Sense. Artisti + Makers per nuovi immaginari possibili | Arte contemporanea e artigiani digitali a Palazzo Pretorio

presenta

MAKING SENSE
Artisti + Makers per nuovi immaginari possibili

A cura di Guido Bartorelli, Caterina Benvegnù, Stefano Volpato
Palazzo Pretorio - Cittadella (PD)
5 dicembre 2015 - 3 aprile 2016


Dal 5 dicembre 2015, giornata inaugurale, al 3 aprile 2016 le storiche sale di Palazzo Pretorio, a Cittadella (PD), ospiteranno la mostra collettiva Making Sense. Artisti + Makers per nuovi immaginari possibili, a cura di Guido Bartorelli, Caterina Benvegnù e Stefano Volpato.
Dopo la fase iniziale, rappresentata da un periodo di residenza, il progetto Making Sense si evolve ora nelle due successive tappe in cui è stato strutturato: la mostra, frutto del lavoro congiunto di Artisti e Makers, e la serie di incontri e conferenze dedicati ai temi presi in considerazione dal progetto.

Making Sense mira infatti ad indagare le interazioni tra il linguaggio dell'arte contemporanea e un tema quanto mai attuale, la nuova artigianalità e le pratiche ad essa connesse, di cui sono figura chiave i makers, facendo allo stesso tempo tesoro del contesto territoriale in cui si opera, ricco di storia e testimonianze artistiche, ma anche di spirito di impresa, attività di ricerca, desiderio di sperimentazione.

Attualmente uno dei fenomeni più caratterizzanti della fase economica, tecnologica e sociale, che stiamo vivendo, consiste proprio nel prepotente riemergere dell'istanza do it yourself, letteralmente "fattelo da solo", con aspetti profondamente rinnovati. Il campo primo e ancora più evidente dove ciò avviene è il cosiddetto Web 2.0, in cui il fruitore non è solo un consumatore passivo, ma si attiva in prima persona in qualità di produttore di contenuti.

A partire dai flussi digitali online questa tendenza alla partecipazione diretta si è riversata anche nella realtà materiale offline: dalla diffusione delle stampanti 3D alla prototipizzazione rapida grazie agli hardware liberi, dalle nuove concezioni di grafica e di editoria sino alle sperimentazioni nel design e nella manifattura, tali pratiche rimettono in gioco una dimensione artigianale del fare rinnovata da possibilità e connessioni inedite, attuando nuove ed interessanti modalità di trasformazione creativa, economica, sociale.
Proprio da questo contesto provengono i makers, nuovi artigiani digitali, il cui modus operandi è fortemente caratterizzato dalla filosofia del do it yourself, e dell'open source, la condivisione di saperi ai quali chiunque può liberamente attingere, contribuendo anche con proprie modifiche e implementazioni, così da produrre valore aggiunto.
Nuove modalità di lavoro che restituiscono importanza e valore alla capacità di produrre, del saper fare, alla cultura del possedere un'abilità, tematiche comuni e centrali anche nel campo della pratica artistica. Un legame profondo che si rintraccia a partire dall'etimologia stessa del termine artista, la cui radice latina art (da cui ars, traduzione del termine greco téchne), rimanda proprio alla dimensione del fare.

Prendendo dunque le mosse da questo terreno comune, i curatori hanno scelto di attivare ardite e sperimentali collaborazioni tra cinque artisti contemporanei, i cui linguaggi espressivi vanno dall'installazione alla scultura, dalla ricerca sonora al digitale, e che sono Francesco Bertelé, Roberto Fassone, Kensuke Koike, Laurina Paperina e Elisa Strinna, e tre realtà maker italiane: Friends Make Books (Torino), Lumi Industries (Treviso), Recipient.cc (Milano).
Lo scorso giugno, attraverso un breve periodo di residenza presso gli spazi di Palazzo Pretorio, gli artisti sopra citati si sono confrontati e interfacciati con gli strumenti della cultura making e neoartigianale, tra cui la stampante 3D, il duplicatore Risograph e la scheda hardware open source Arduino, con l'obiettivo di sperimentare e creare nuove sinergie tra queste due realtà.

Il progetto espositivo Making Sense è il tentativo di porre assieme, in collaborazione, due ambiti creativi, che finora si sono quasi del tutto ignorati: artisti e makers. È possibile che la loro collaborazione faccia luce sulle pratiche degli uni e degli altri? È possibile che questo ponte dischiuda al nostro sguardo prospettive inedite, che contribuiscano a dare senso all'esperienza del contemporaneo?
L'esposizione, allestita all'interno del piano nobile di Palazzo Pretorio, metterà in mostra i lavori che sono il risultato della suddetta collaborazione tra artisti e makers, articolandosi però anche come percorso di riflessione critica sulle tematiche del progetto. Alcuni lavori saranno accompagnati da una documentazione che permetterà di approfondire la conoscenza delle fasi progettuali. Inoltre un'intera sala della mostra metterà a disposizione dei visitatori una stampante 3D, tecnologia esemplificativa del mondo dei makers, invitandoli a farne esperienze diretta.

Per tutta la durata dell'evento espositivo, si terranno anche incontri e conferenze, insieme ad esperti, professionisti e studiosi di chiara fama, per sviluppare, discutere, rivedere gli spunti offerti dal progetto da un punto di vista estetico, economico e sociale, tramite un'interazione con l'allestimento espositivo.
Cultura del making e linguaggi della contemporaneità, dunque, dialogheranno attraverso il confronto tra figure eterogenee, e pur trasversali alle questioni sollevate.

Infine un catalogo, edito da CLEUP (www.cleup.it), accompagnerà la mostra proponendo approfondimenti sui temi scientifici del progetto, grazie a interventi di curatori ed esperti, lasciando comunque un importante spazio all'esame critico dell'opera degli artisti coinvolti.
Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Palazzo Pretorio Onlus, con la collaborazione del Comune di Cittadella e la Fondazione CARIPARO, patrocinato dal Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università degli Studi Di Padova e con il contributo di Metalservice S.p.a.


Biografie artisti

Francesco Bertelé, nato nel 1978, vive a Canzo (CO), Italia.
Artista visivo, diplomato tecnico del suono (SAE College Milano), praticante progettista in Permacultura. Attualmente è incaricato da ERSAF (ente regionale lombardo per i servizi all'agricoltura e alle foreste) per la progettazione e realizzazione del Centro visitatori Natura 2000 presso il rifugio Primalpe nella Foresta dei Corni di Canzo. È stato membro fondatore dell'Associazione Culturale Mobeel (Venezia 2005-2008); inoltre, ideatore e direttore artistico di Carrozzeria Margot, consorzio di artisti e curatori fondato con lo scopo di ripensare i metodi di produzione culturale. Ha diretto eventi quali CM start up, in Bureau, Viafarini DOCVA [2013]; Via Padova altrove, Swiss Institute, Milano [2012]; A shop is a shop is a shop is a shop, Artissima Lido – Torino [2011]; Collecting Identities: I stay therefore we are. On Osloo a project by FOS, Danish Pavillion, 54^ Biennale di Venezia [2011].
www.francescobertele.net

Roberto Fassone (1986) realizza lavori che esplorano e indagano i processi e le strategie che regolano la produzione di opere contemporanee.
Nel 2012 ha progettato sibi, un software per la produzione di potenziali opere d'arte.
Nel 2014 ha presentato Jeg Er Enorme Jævler, un film e performance in due capitoli.
Negli ultimi anni ha esibito e performato a Carroll/Fletcher, Londra, ZHdK, Zurigo, MAMbo, Bologna, MARS Gallery, Melbourne, Link Cabinet e Museo La Ene, Buenos Aires. Nel 2014 è stato inserito nella Jury Selection del 17th Japan Media Arts Festival e recentemente è stato selezionato per il Live Works Performance Act Award a Fies (Trento).
www.jamaicainroma.com

Laurina Paperina è nata a Rovereto nel 1980.
Vive e lavora tra Rovereto e Duckland, un piccolo villaggio nell'Universo. Ha studiato presso l'Istituto d'Arte di Rovereto e si è laureata all'Accademia di Belle Arti di Verona.
Ha partecipato a numerose mostre collettive presso sedi istituzionali internazionali.
Ha partecipato a numerosi film festival, progetti di residenza, workshop e fiere internazionali. Nel 2014 è stata selezionata per la VI edizione del VAF Foundation Prize e recentemente è stata invitata a tenere un incontro pubblico presso il College for Creative Studies di Detroit (Usa).
www.laurinapaperina.com

Kensuke Koike (1980, Nagoya, Giappone). Vive e lavora tra Mestre e la Slovenia.
Dopo il diploma allʼAccademia di Belle Arti di Venezia e la laurea allo IUAV, partecipa a numerose personali e collettive in Italia e allʼestero, tra cui: Here is my secret, Ciocca Arte Contemporanea, Milano (2012), Searching for a perfect, curated by Andrea Bruciati, Jarach Gallery, Venezia (2009), Aliens' Lounge, curated by Virgil de Voldère and Susan Long, Virgil de Voldere Gallery, New York, USA, The Future of Italy, MUDEC, Milano (2015), Symphony of Hunger, A+A Gallery, Venezia (2015).
Nel 2007 vince una residenza presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e una a Berkeley nel 2010.
www.kensukekoike.com

Elisa Strinna (Padova, 1982).
Nel 2015 espone al Mart di Rovereto in Project Wall a cura di Veronica Cacciolli. Sempre nel 2015 è selezionata per la Summer School di SOMA, a Città del Messico. Nel 2014 viene invitata a partecipare alla mostra Open Museum, Open City a cura di Hou Hanru, al MAXXI di Roma. Lo stesso anno vince il "Premio Shanghai", una residenza 
di due mesi alla East Normal University di Shanghai. Nel 2013 è invitata al premio 5x5 2013 al Espai d'art contemporani de Castelló (Spagna) ed è la vincitrice della sezione scultura del Premio Combat (Livorno). Nel 2012 viene invitata alla Biennale di Taipei 2012, Taiwan, ed alla Nature Addict Travelling Academy (Documenta, Kassel). Nel 2011 vince la tredicesima edizione del Movin'up, premio per la mobilità dei giovani artisti italiani del mondo. Nel 2011/2010 è una delle vincitrici del premio 6ARTISTA alla Fondazione Pastificio Cerere che consiste in una residenza di nove mesi tra Roma e Parigi. Strinna partecipa
 al XVI corso Avanzato in Arti Visive alla Fondazione Ratti di Como con Hans Haacke come visiting professor (2010). Tra il 2008 ed il 2009 è assegnataria di un atelier alla Fondazione Bevilacqua la Masa di Venezia.
www.elisastrinna.tumblr.com

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Friends Make Books
Friends Make Books è una piattaforma collaborativa per la stampa su richiesta, che lavora su piccole edizioni di libri e occasionalmente come studio di design e editore indipendente.
Nato attorno ad una stampante Risograph, lo scopo di FMB è sviluppare modelli editoriali di piccola scala che includano tutti gli aspetti della produzione, dal concept, al design, fino alla stampa e alla rilegatura.
www.friendsmakebooks.com

Lumi Industries srl
Lumi Industries è una start-up italiana nata nell' agosto 2014 all'interno dell'incubatore H-Farm Ventures con una chiara mission: portare i benefici di stampa 3D a disposizione di tutti, attraverso lo sviluppo di soluzioni per la prototipazione rapida user-friendly, accessibili e di alta qualità tra cui stampanti 3D a resina fotosensibile e dispositivi aggiuntivi (scanner 3D, visualizzazione olografica, unità di post-stampa, ecc ...) per creare un'esperienza completa.
Il Team di Lumi Industries è composto dai due fondatori: Davide Marin e Manuela Pipino con il supporto di diversi collaboratori esterni.
www.lumindustries.com

Recipient.cc
Recipient.cc è un collettivo, con sede a Milano, composto da professionisti le cui aree di esperienza variano e comprendono comunicazione multimediale, produzioni audio/video, installazioni interattive, design e arte con approfondite cognizioni di livello tecnico e operativo, sia artistiche che commerciali come anche estetico-creative.
Grande attenzione è concentrata sugli aspetti di ricerca e sviluppo nell'ambito tecnologico accompagnata da solida esperienza pratica: fattori che permettono al collettivo di occuparsi internamente di ogni fase del progetto dal concept alla realizzazione tecnica di prototipi, hardware e software, completando il processo di produzione sino alla totale operatività.
www.recipient.cc



INFORMAZIONI UTILI
TITOLO DELLA MOSTRA: MAKING SENSE - Artisti + makers per nuovi immaginari possibili
A CURA DI: GUIDO BARTORELLI, CATERINA BENVEGNU', STEFANO VOLPATO

SEDE ESPOSITIVA: PALAZZO PRETORIO – VIA MARCONI, 30 – CITTADELLA (PD)

OPENING: 5 DICEMBRE 2015, ORE 18.00

DATE DI APERTURA: 6 DICEMBRE 2015 – 3 APRILE 2016

GIORNI DI APERTURA: TUTTI I GIORNI ESCLUSO LUNEDÌ MATTINA, MARTEDÌ E IL 25 DICEMBRE

ORARI DI APERTURA: 10:00 - 12.30 / 16:00 - 19:30

info e contatti

TEL: 049/9413474 - fax 049/9413476 ,  EMAIL: info@fondazionepretorio.it 

WEB: www.fondazionepretorio.it



giovedì 19 novembre 2015

In partenza i nuovi Laboratori di Arte Franca - 7 giorni di lezione aperte e gratuite - Dal 22 novembre - Martina Franca (TA)

7 GIORNI DI LEZIONI GRATUITE DEI NUOVI CORSI DI ARTE FRANCA, I LABORATORI URBANI DI MARTINA FRANCA


Da domenica 22 novembre e per tutta la settimana successiva si svolgeranno, presso gli spazi di Arte Franca (Ex Tennis Club – Villa del Carmine), le lezioni prova gratuite dei nuovi laboratori per l'inverno 2015-16: dall'uncinetto, alla maglia ai ferri, dal teatro allo yoga, dalla sceneggiatura alle percussioni afrobrasiliane, dal canto, a photoshop, per finire con espressione corporea. 

 
MARTINA FRANCA – Si respira un'atmosfera frizzante ad Arte Franca, i Laboratori Urbani di Martina Franca: da domenica 22 novembre riprendono a ritmo incessant, le attività e i nuovi corsi per l'inverno 2015-16, con una settimana interamente dedicata a lezione gratuite ed aperte a tutti. 
Molte conferme e anche alcune novità.

Si parte domenica 22 novembre, dalle ore 16.00 con la lezione prova del livello avanzato di Uncinetto e, a seguire, del livello base di maglia ai ferri (ore 17.30): Elena Convertini promette che nel giro di un mese tutti saranno in grado di realizzare i primi lavori ai ferri e poter regalare, in occasione del Natale, il proprio, personalissimo, regalo hand made.

Lunedì 23 novembre, lezione prova di Story Teller, il nuovo laboratorio di teatro e messa in scena condotto da Nicola Masciullo, storico attore del Teatro Kismet: il suo non sarà un semplice corso teatrale, ma un lavoro completo su alcune tecniche (improvvisazione, recitazione, movimento, musica) al fine formare un gruppo di attori e non solo che avranno la possibilità di mettere in scena una volta al mese una performance diversa. Il fine, infatti, è quello di realizzare una rassegna teatrale per le famiglie, che si svolgerà sempre presso Arte Franca, dal nome "Storie a Baratto". Un progetto che vede come protagonisti attivi sia i partecipanti al laboratorio che il pubblico. 

Al pubblico non sarà richiesto un biglietto di ingresso, ma un dono: un giocattolo, un cappello, della pasta, un libro o un sorriso. Il ricavato delle donazioni andrà ad associazioni che si occupano di volontariato e che danno supporto a bambini e famiglie in difficoltà della nostra città.

Il martedì si riconferma lo yoga integrale di Marilena Nardelli: due le lezioni prova, una alle ore 18.30 per le mamme in gravidanza e gli adulti, e una alle 20.30 per tutti.
Il mercoledì la prima novità assoluta: alle ore 19, del 25 novembre, sperimenteremo con Francesco Calella il primo corso di sceneggiatura. Il laboratorio, attraverso lezioni teoriche e pratiche, è volto a focalizzare il procedimento di scrittura che parte dall'idea per un film fino alla sceneggiatura, ultimo step prima di iniziare le riprese di un film.

Si riconferma, sempre il mercoledì, ma a partire dal 2 dicembre, alle ore 21.00, il corso dei Perde Timba, la prima e unica batteria de samba di Martina Franca: guidati da Pino Dimichele si apprenderanno le tecniche base per imparare a suonare le percussioni afrobrasiliane e, perché no, poter entrare a far parte della formazione.

Giovedì 26 novembre doppio appuntamento: alle ore 18.00 lezione prova con Antonella Chionna, nota cantante jazz e scrittrice, del suo primo corso collettivo, a Martina Franca, di Canto. Il suo sarà un vero e proprio corso pratico di "educazione alla voce", un'opportunità che si rivolge a chiunque desideri conoscere o approfondire i piccoli meccanismi quotidiani che la nostra voce mette in atto. E' inoltre lo spazio ideale per esprimere (musicalmente) se stessi, senza influenze esterne dettate dalla pratica musicale ortodossa.

Alle ore 20.15, lezione prova del corso base di Adobe Photoshop: Francesca Cosanti, illustratrice di fama nazionale, svelerà tutti i segreti per utilizzare, con sicurezza e abilità, gli strumenti messi a disposizione del più importante programma di grafica. Con Francesca si imparerà a impostare una locandina, un volantino, un biglietto da visita o semplicemente a dar sfogo alla propria creatività. Il laboratorio si inserisce all'interno di un pacchetto di corsi, dal nome Creatività in corso, che inizierà a gennaio e che comprende: corso di Adobe Illustrator, sempre con Francesca Cosanti, workshop di Stop Motion con Elisabeth Pérez Fernandez (Spagna), e workshop di Comunicazione Integrata con l'Art Director Frank Guarini e il copywriter Giovanni Coviello, della nota agenzia pubblicitaria DLV BBO (Milano).

La settimana di prove gratuite termina venerdì 27, ore 18.00, con il laboratorio di espressione corporea condotto da Cristina Palazzo: lavorare in gruppo è divertente, a volte difficile, ma assolutamente necessario. Tramite esercizi corporei (ritmo, danza, canto) si cercherà di trasformare una "collezione di individui" in un vero e proprio gruppo.  Uniche richieste per partecipare: abiti comodi e apertura d'animo.

Per vedere il divertentissimo promo dei Laboratori realizzato dagli stessi docentei dei laboratori cliccare su questo link:  
https://www.youtube.com/watch?v=qazR7Oj-Z18&feature=youtu.be

Per partecipare alle lezioni prova è necessario prenotarsi scrivendo ad artefrancalab@gmail.com o chiamando il 329/6658408.
Arte Franca Laboratori Urbani
Ex Tennis Club  Villa del Carmine
Martina Franca


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L'opera vincitrice del Spotlight 2015 - I'm ready to live di Giorgio Bevignani -in mostra a Londra alla Andipa Gallery dal 10/12


 
Annunciano il vincitore della terza edizione del Spotlight Award 2015
"I' m ready to live" di Giorgio Bevignani
Solo exhibition presso Andipa Gallery di Londra 
10 dicembre 2015 - 9 gennaio 2016

L'artista Giorgio Bevignani con l'opera "I'm ready to live" è il vincitore del premio Spotlight 2015. 

Il premio, giunto alla sua terza edizione, viene assegnato dalla Royal British Society of Sculptors - RBS - in collaborazione con Andipa Gallery. Ogni anno all'artista vincitore viene offerta l'opportunità di esporre presso l'Andipa Gallery per un periodo di quattro settimane, come parte integrante del programma stesso della galleria.

Dal 10 dicembre 2015 fino al 9 Gennaio 2016 l'opera vincitrice di Bevignani sarà esposta presso la galleria londinese in una solo exhibition.

Il lavoro premiato ha ottenuto l'attenzione della giuria per la drammatica realtà contemporanea che descrive: 'I'm ready to live' risuona come un grido disperato per fuggire da un presente, che non permette di vivere, alla ricerca di un possibile futuro. 

"I'm ready to live" nasce dopo aver letto il libro di Elémire Zolla: "La nube del telaio", prendendo forma dall'analisi di due parole fondamentali: Sertum e Exordior, parole collegate tra loro al nichilismo, al nulla e all'annientamento di ogni forma di vita. 
Sertum è il punto primo di partenza, il principio da cui l'artista trae ispirazione. 

È l'intreccio, che si concretizza nella creazione di una grande rete da pesca, da utilizzare in mare o nel deserto, quel luogo bivalente in cui tutto può nascere o tutto può morire. Deserto che nell'opera di Bevignani rappresenta il luogo in cui ogni serto si disfa, un posto da cui fuggire, spesso per conquistare un più fortunato futuro o semplicemente per cominciare a vivere.  

Dal Sertum si giunge all'Exordior, momento conclusivo dell'opera, ma anche punto per una nuova partenza. Esordio, unione di ordito e trama, l'inizio della tessitura che, attraverso la sua spoletta, guida la folla dei disperati che fuggono, intrecciando fili colorati verso una nuova rinascita.  

Ripercorrendo i lavori dell'artista Giorgio Bevignani è evidente la sua evoluzione a livello sia materiale che concettuale.
L'esplorazione della pittura astratta precede l'approdo di Giorgio Bevignani alle installazioni scultoree. In questo primo periodo emerge la sua propensione per i colori, che in agglomerati cromatici, diventano vere e proprie pietre, elemento fondamentale delle sue future opere. Ma mentre nelle sue tele si riflette la ricerca costante di verità rispetto alla natura delle cose, il suo sguardo muta nelle prime installazioni. Le sue pietre danzanti sospese tra il buio e la luce, rispondono all'esigenza di riprodurre l'origine dell'universo in un totale equilibrio di forze. Nei lavori più recenti invece, è evidente notare come lo sguardo di Bevignani, prima rivolto all'universo, ora si addentri nelle profondità del suo riflesso, senza distaccarsi totalmente dalle opere precedenti.
I suoi lavori rimangono sempre caratterizzati da un forte uso dei colori e la modularità non è lasciata al caso. Infatti, se nelle installazioni passate i moduli erano sospesi nel vuoto a creare disegni nello spazio, ora questi si agglomerano e si addensano, fino a creare un unico ammasso. Ciò che caratterizza le nuove opere di Bevignani non è solo la loro creazione, ma anche la loro esecuzione,la loro generazione, momenti non più discernibili.
È la loro stessa realizzazione che ci permette di comprendere l'essenza di queste sculture, nate da attese e insicurezze, pause, riprese, abbandoni, nuovi inizi.
Giorgio Bevignani crea una sua Natura, sospende distillati di stati emotivi in spazi che richiamano intimi silenzi di riflessione.

Andipa Gallery dal 1967 è una delle principali gallerie contemporanee di Londra. Situata nel cuore di Knightsbridge, comprende dipinti, disegni, stampe di maestri come Matisse e Picasso, di artisti pop come Warhol e Lichtenstein Hockney, e di artisti contemporanei come Banksy e Damien Hirst. 

Biografia
Giorgio Bevignani, nato a Città di Castello (PG) nel 1955, attualmente vive e lavora a Bologna.
Dal 1990 al 1993 ha vissuto e lavorato a New York, dove ha esposto per la galleria 39 Mercer Street, e dove è stato notato dal celebre gallerista Leo Castelli. Nel 1995 ha trascorso un periodo in Colombia realizzando la personale "Pinturas", a cura di Marta Elena Cardinal Arango presso la galleria Diners di Santafé. Nel 1999 è stato selezionato dall'emittente televisiva WDR e dall'Istituto di Cultura Italiana di Colonia per rappresentare l'Italia nella mostra collettiva "Coincidences", presso l'Ignis Kulturzentrum. Tra le mostre personali più recenti vanno ricordate: "Peter Pan e l'Orizzonte dei Rossi" presso Fabbrica (FC) nel 2009, "Granada" sempre nel 2009 a Bogota in Colombia, "BIO-Abisso" durante la Human Rights nights presso la Cineteca di Bologna nel 2010; "Europa" presso la Galleria Restarte & Contemporary Concept durante Artefiera off Bologna, 2012, e infine " La compagnia evanescente" Casa dell'architettura, Roma, 2013.
Tra le collettive: "A certain Form of Heaven / Male" a cura di Isabella Falbo, 2007, galleria Artsinergy, Bologna; e "Premio Città di Novara" 2008, in occasione del quale Giovanni Cordero gli conferisce il premio per l'opera. Tra le più recenti ricordiamo "Direzione alterità" presso il Teatro India a Roma, 2011; dello stesso anno "Peace Island" all'Istituto Superiore Antincendi a Roma e "BO- Hème" presso la Galleria H2O a Bologna, 2012.
L'opera recente "Jordan's Red Water" è in questo momento esposta al BAG, Bocconi Art Gallery, Milano.
Opere di Giorgio Bevignani sono presenti ad Ancona, Bologna, Imperia, Milano, New York, Roma, Reggio Emilia, Santafé di Bogotà, Siena, Strasburgo.



INFORMAZIONI UTILI
TITOLO DELL'OPERA: I'M READY TO LIVE
ARTISTA: GIORGIO BEVIGNANI
SEDE ESPOSITIVA: ANDIPA GALLERY
DATE DI APERTURA: 10 DICEMBRE 2015 – 9 GENNAIO 2016 
GIORNI DI APERTURA: DA LUNEDÌ A VENERDÌ 
ORARI DI APERTURA: 9.30 – 18.00 
PREMIO SPOTLIGHT 2015 PROMOSSO DA:
 
IN COLLABORAZIONE CON:
AGENZIA DI COMUNICAZIONE E UFFICIO STAMPA

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