Cerca nel blog

sabato 24 giugno 2017

1' luglio GALLERIA L’OSANNA Nardò- Installazione di Enza Santoro


GALLERIA L'OSANNA 

presenta
1 luglio, ore 20


ENZA SANTORO
L'Arte come dono
Istallazione
Donare l'Arte
L'Arte offerta, non venduta
Ricevere l'Arte in dono
Offrire la propria arte è un gesto d'amore
Accettare un dono d'Arte è corrispondere amore
Amore per l'arte
AMARE L'ARTE


GALLERIA L'OSANNA 


Via XX Settembre, 34 - Nardò (Le)
info Tel. 0833/562906


"Ma quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'edificio immenso del ricordo". 

Marcel Proust 






--
www.CorrieredelWeb.it

Installazione di Pierluigi Monsignori, Plastic Food Project


Installazione di Pierluigi Monsignori, Plastic Food Project
Imagine your life without polymers.

Photo by Fausto Trippolini

Presso ex Fattoria Tabacchi Umbertide Pg

Imagine your life without polymers

L'Installazione era pensata per il Tacheles di Berlino...in una stanza completamente bianca...con al centro una delle mie presse di polimeri, purtroppo il Tacheles ha chiuso i battenti...ed è la mia dedica ad una struttura che ha fatto la storia.

Ambienti nudi come corpi, privi di colore, privi di polimeri...
Immersi nella luce...
Provare ad immaginare il nostro presente senza i polimeri è in questo momento inimmaginabile, impercepibile... È come spogliarsi... Denudarsi...
Provate a chiudere gli occhi ed immaginate tutto cio che rappresenta per voi oggi il polimero e in quale ambito è utlizzato...
Provate ad immaginare la vostra abitazione... Cavi elettrici, tubazioni, cucina, bagno, camera soffitto... Tv, divano ecc ecc... A meno che voi non viviate in una costruzione di prima del novecento e priva di ogni comfort... Non credo riusciate minimamente ad avere in voi questa immagine...
Stessa cosa per il vestiario....provate a leggere le etichette di ciò che indossate quotidianamente... E scoprirete che senza la magia del polimero forse sareste nudi...
Quindi il polimero oltre che in altri tantissimi ambiti come la medicina, automotive, ecc ecc è importantissimo per noi oggi...
Abbiamo fatto un balzo in avanti memorabile con il suo utilizzo... Quindi va trattato con importanza, inutile dirvi che per avere tale materiale si utilizza il petrolio... Inutile aggiungere altro a riguardo...
Quindi va trattato con importanza estrema.... E non gettato nell'indifferenza della nostra indifferenziata...

Pierluigi Monsignori Potsy
www.plasticfood.it

Plastic Food, ideato da Pierluigi Monsignori, nasce nel 2010 come installazione di Land Art. Pone un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale, grazie al suo forte impatto visivo: Eco-Presse di materiali plastici di rifiuto, installate nei luoghi più diversi del quotidiano e del vissuto: nelle campagne, come nelle città. È un progetto di INCLUSIONE AMBIENTALE.
Plastic Food intende divulgare un messaggio molto semplice: ridurre la produzione dei rifiuti, comunicando in maniera diretta con le persone, coinvolgendole soprattutto sotto il punto di vista emozionale. Questo permette di vedere le reazioni di coloro che vivono l'installazione e il "rifiuto verso il rifiuto". Le persone rimangono sconcertate nel ritrovarsi a contatto con ciò che fino al giorno prima era nella pattumiera e del quale si erano totalmente dimenticati. 
Il progetto vede animare i rifiuti, nel senso non tanto del riciclaggio, ma proprio del non produrli. Un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale. Uno smuovere coscienze verso l'uso consapevole e rispettoso delle risorse. 
La riduzione dei rifiuti si pone oggi come una delle priorità da affrontare. L'invasione degli imballaggi, la cultura dell'usa e getta e del monouso e i nuovi ritmi e stili di vita hanno portato ad un aumento esponenziale dei rifiuti prodotti. A questo problema si aggiunge la questione delle difficoltà e dei costi crescenti sia per la stessa produzione che per lo smaltimento. L'unica risposta è un'inversione di tendenza: ridurre all'origine la quantità di materiale di scarto, acquistando in maniera intelligente e mettendo in pratica alcuni semplici comportamenti nella nostra vita quotidiana. 
Plastic Food è divenuta una campagna di comunicazione sociale ed ambientale per un mondo con meno rifiuti. Ha lo scopo di diffondere il messaggio in tutto il mondo. 
Partendo dal concetto fondamentale che la terra è la nostra casa e tutti ne siamo responsabili, la visione di un futuribile non molto lontano riesce a creare un forte impatto sia visivo che emozionale, e per questo, portare delle riflessioni. La nostra casa dovrebbe essere un posto di bellezza ed arte; Plastic Food pone una riflessione su questo. La società odierna dovrebbe essere messa difronte a questa realtà espositiva, che esplica un futuribile molto vicino a noi. 
Infatti, siamo già arrivati a creare un'isola di plastica che galleggia nell'oceano, e sembra avere vita propria. 
Plastic Food Project è il progetto leader che vede esportare e comunicare l'installazione di Land Art, e i suoi valori di riferimento sociali ed ecologici, attraverso azioni e collaborazioni con diversi attori, fin dal suo esordio: Scuole di ogni ordine e grado, Università, Comuni, Aziende, Fondazioni, Musei. 

Il format si svolge attraverso attraverso iniziative e campagne informative, lezioni, incontri Work schop ed info section. Il progetto è molto flessibile, riuscendo in questo modo a raggiungere tutti; Plastic Food Proget interviene in numerosi progetti internazionali rivolti alla riduzione dei rifiuti, e giornate dedicate alla terra. 
Dal 2015, partecipa al Progetto Europeo UUD Erasmus+. 
Presentato al presidente della camera e al ministro dell'ambiente; ogni anno ha il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme a quello della Regione Umbria, dell'Anci e della Regione Umbria. 
Grazie anche al suo forte impatto visivo, il progetto di comunicazione, Plastic Food Project, è diventato un progetto europeo che opera anche in paesi extraeuropei. 
Il progetto, ha ampliato lo spettro visivo della coscienza, il messaggio che riguarda la riduzione della produzione dei rifiuti, riesce a sviluppare anche tematiche sociali che raggiungono un usa e getta nei sentimenti, nei valori, e nelle relazioni affettive. Uno spreco non solo di risorse, ma di sentimenti e valori umani. 
Attraverso Plastic Food Project, viene caratterizzato in maniera esaustiva il concetto odierno di consumismo. 
L'ecosostenibilità del nostro pianeta dipende solo da noi e da come riusciamo ad impostare in modo corretto la nostra quotidianità, soprattutto nei consumi, che sono il primo riflesso evidente del modo di vivere personale. Il comportamento assunto verso il consumismo stesso, nel corso del tempo, ha inequivocabilmente influito anche nella solidità e sui rapporti affettivi e sociali in generale. 
Plastic Food Project vuole essere, in sostanza, una denuncia evidente. 
Fin dalla sua nascita l'intento di Plastic Food è stato anche quello di riportare al centro del quotidiano i valori e le prospettive del made in Italy, quello vero, originario. Fatto dell'attaccamento alla terra, dei prodotti non solo di qualità, ma genuini sotto punti di vista indiscutibili; a tale scopo, una pressa è stata esposta all'interno di alcuni mercati della terra. 
Non ultimo il messaggio di Plastic Food Project guarda all'Europa: "dobbiamo tutti impegnarci affinché l'Europa non diventi ricca di rifiuti e povera di valori"

venerdì 23 giugno 2017

SILENTI | presented yesterday the new performance by Thomas De Falco at Palazzo dei Priori, Città di Castello

Image
Thomas De Falco, Silenti, performance and textile installation, Palazzo dei Priori, Città di Castello (PG), 2017. Photo: Hisayuki Amae
SILENTI
performance e installazione tessile 
 THOMAS DE FALCO
a cura di Beatrice Schivo
Palazzo dei Priori di Città di Castello
È stata presentata ieri sera la performance dell'artista, tra i pochi in Italia a operare manualmente mediante la tecnica del "wrapping", che ha origine dall'antica arte della tessitura di arazzo a telaio verticale.

"Silenti", la nuova performance e installazione tessile di Thomas De Falco si è svolta ieri sera (22 giugno) presso il Palazzo dei Priori, oggi sede comunale, di Città di Castello. L'artista ha collocato il suo nuovo lavoro nell'atrio principale del Palazzo del Comune della cittadina umbra, opera incompiuta di Angelo da Orvieto (1322-38), dopo essersene innamorato per la severa ed elegante architettura.

Tra i due imponenti pilastri ottagonali che sostengono le volte dell'atrio, si sono trovati due soggetti, un uomo e una donna. Alla donna erano collegati lunghi wrapping, che a partire dai capelli si prolungavano verso l'alto dell'architettura, mentre dalle mani e dalle braccia del soggetto maschile si estendeva una grande radice di scultura tessile verso la pavimentazione dell'atrio.

I due performer, inizialmente rigorosamente immobili e a occhi chiusi, si muovevano impercettibilmente nello spazio scultoreo, congiungendosi tramite i wrapping all'antica architettura. Questa materia tessile, che ha dato corpo all'installazione, è stata protagonista fondamentale della performance e mezzo che l'artista ha usato per "dare vita e parola alla materia", ottenendo una sintesi artistica tra corpo, tessitura e architettura.

In questo lavoro De Falco affronta il tema dell'incomunicabilità, intesa nel suo significato più universale. Come due linee rette e parallele, tra i due soggetti, non c'è possibilità di incontro.
Resta il silenzio, che ha dato titolo all'opera, ancor più amplificato dalla solenne architettura medioevale del Palazzo dei Priori.

La performance è stata accompagnata dalla presenza di uno strumento musicale.


Fino a oggi, 23 di giugno, è inoltre visitabile presso la Galleria delle Arti di Luigi Amadei di Città di Castello una scultura tessile dell'artista Thomas De Falco esposta a novembre 2016 al museo MAXXI di Roma in occasione della sua performance ed installazione tessile ROOTS.


Il wrapping

La ricerca scultorea di De Falco sin dagli esordi è racchiusa in una particolare tecnica tessile, il wrapping, che consiste nell'avvolgere attorno ad un'anima di materia tessile altra materia tessile, creando forme che ricordano quelle delle radici degli alberi.
Il rapporto con la natura per De Falco si concretizza nel momento in cui l'artista cuce delle foglie su dei quaderni: si tratta di un'operazione di studio e di ricerca, combinata all'uso del disegno, durante i quali fa nascere l'idea di quello che poi diventerà un arazzo, una scultura tessile o una performance ed installazione tessile. Nelle pere di De Falco, l'elemento naturale è quindi tramutato il forme della materia tessile che l'artista plasma a suo piacimento.

SILENTI
textile performance and installation by
Thomas De Falco
Curated by Beatrice Schivo
Palazzo dei Priori in Città di Castello


One of the very few artists in Italy to manually perform the "wrapping" technique, whose roots lie in the ancient art of loom-woven tapestry, was performing the last night.

"Silenti", Thomas De Falco's latest performance and installation, was hosted yesterday (22nd June) at Palazzo dei Priori, now the town hall, in Città di Castello. The artist decided to locate his new work in the town hall lobby of this small city in Umbria, an unfinished work by Angelo da Orvieto (1322-38), after falling in love with its harsh but elegant architecture.

Two subjects, a man and a woman, had bee standing stand between the huge octagonal columns holding up the vaulted roof. The woman had wrappings attached to her hair, extended up towards the top of the architecture, while huge sculpted textile roots were extend from the hands and arms of the male subject down to the lobby floor. 
The two performers, who were initially standing absolutely still with their eyes closed, then moved imperceptibly through the sculptural space and connected themselves to the old architecture through their wrappings. The textile material giving body to the installation was the real star of the performance and the means the artist uses to "give life and words to material", creating an artistic synthesis of body, wrapping and architecture.
In this work, De Falco looked at the subject of incommunicability, understood in its universal meaning. Just like two straight parallel lines, the two subjects never come together. All that is left is silence, providing the title of this work, amplified even further by the solemn mediaeval architecture of Palazzo dei Priori.

The performance was accompanied by a musical instrument.


Until today, 23 June, it is also possible to visit at Galleria delle Arti by Luigi Amadei in Città di Castello a textile sculpture by the artist Thomas De Falco, exhibited in occasion of his performance and textile installation ROOTS at MAXXI Museum in Rome, in November 2016.


Wrapping

Right from the very beginning of his career, De Falco's sculptural experimentation has been entirely focused on a special kind of textile technique called "wrapping", which consists in wrapping textile material around a central core also made of a textile material to create forms reminiscent of tree roots.
For De Falco interaction with nature occurs at the very moment when the artist stitches pages into notebooks: this is a study and research procedure, combined with the use of drawing, from which an idea emerges that will then be turned into a tapestry, textile sculpture or textile performance/installation. This means that in De Falco's works nature is transformed into a textile material that the artist then shapes as he sees fit.

Image



--
www.CorrieredelWeb.it

martedì 20 giugno 2017

ARTBEAT 22 giugno > Arte e musica al Complesso del Vittoriano - Ala Brasini > Roma

In occasione delle aperture straordinarie delle mostre del Complesso del Vittoriano - Ala Brasini
(Boldini, Botero, Dicò) il 22 giugno a partire dalle ore 19
Arthemisia e DNA concerti in collaborazione con K Party presentano 
ARTBEAT
Arte e musica davanti i Fori Imperiali

 

Il Complesso del Vittoriano - Ala Brasini si trasforma in un palco a cielo aperto per tutti coloro che vogliono visitare le mostre di Arthemisia a un prezzo speciale di 15 euro (invece che 26 euro) e assistere alle performance di musicisti e dj conosciuti al grande pubblico, oltre che degustare un delizioso aperitivo con vista sui Fori Imperiali grazie a una proposta gastronomica di qualità, curata da Naturale (importante marchio nella ristorazione healthy).

In occasione del primo appuntamento, giovedì 22 giugno a partire dalle 19, il protagonista sarà Matteo Vallicelli, musicista trasteverino trapiantato a Berlino.

L'iniziativa ARTBEAT nasce dalla collaborazione tra Arthemisia e DNA concerti, realtà attiva da vent'anni nel settore della musica dal vivo, ed è un nuovo appuntamento che lega l'arte all'intrattenimento della musica di qualità - dal vivo come in consolle: una proposta assolutamente innovativa capace di unire arte e contemporaneità.



Giovedì 22 giugno dalle 19 alle 24
(la biglietteria delle mostre chiude un'ora prima)

Ingresso libero per ArtBeat
Ingresso speciale alle 2 mostre: 15 euro

Informazioni
Il biglietto speciale di 15 euro alle due mostre comprensivo di una consumazione è acquistabile solamente presso il Complesso del Vittoriano
T. +39  06 6780664




--
www.CorrieredelWeb.it

lunedì 19 giugno 2017

SILENTI, performance di Thomas De Falco presso Palazzo dei Priori a Città di Castello | 22 giugno 2017 ore 21.30

SILENTI
performance e installazione tessile 
 
THOMAS DE FALCO
Palazzo dei Priori di Città di Castello
Image
Thomas De Falco, Wrapping, performance ed installazione tessile, 2017, PAC – Padiglione d’arte contemporanea, Milano
 
PERFORMANCE: 
22 giugno 2017 dalle ore 21.30 alle 23.30
Palazzo dei Priori, sede comunale
Città di Castello (PG), Piazza Venanzio Gabbiotti 1A
 
CONFERENZA STAMPA:
21 giugno 2017 alle ore 12.00
Palazzo dei Priori, Sala del Consiglio
Città di Castello (PG), Piazza Venanzio Gabbiotti 1A
RSVP: press@larafacco.com
 
 
Il 22 giugno dalle 21.30 alle 23.30 la performance dell’artista tra i pochi in Italia ad operare manualmente mediante la tecnica del “wrapping”, che ha origine dall’antica arte della tessitura di arazzo a telaio verticale

“Silenti”, la nuova performance e installazione tessile di Thomas De Falco si terrà il 22 giugno (ore 21.30 - 23.30) presso il Palazzo dei Priori, oggi sede comunale, di Città di Castello. L’artista sceglie di collocare il suo nuovo lavoro nell’atrio principale del Palazzo del Comune della cittadina umbra, opera incompiuta di Angelo da Orvieto (1322-38), innamorandosene per la severa ed elegante architettura.

Tra i due imponenti pilastri ottagonali che sostengono le volte dell’atrio, si troveranno due soggetti, un uomo e una donna. Alla donna saranno collegati lunghi wrapping che a partire dai capelli si prolungheranno verso l’alto dell’architettura, mentre dalle mani e dalle braccia del soggetto maschile si estenderà una grande radice di scultura tessile verso la pavimentazione dell’atrio.

I due performer, inizialmente rigorosamente immobili e ad occhi chiusi, si muoveranno impercettibilmente nello spazio scultoreo, congiungersi tramite i wrapping all’antica architettura. Questa materia tessile, che dà corpo all’installazione, è protagonista fondamentale della performance e mezzo che l’artista usa per “dare vita e parola alla materia”, ottenendo una sintesi artistica tra corpo, tessitura e architettura.

In questo lavoro De Falco affronta il tema dell’incomunicabilità, intesa nel suo significato più universale. Come due linee rette e parallele, tra i due soggetti, non c’è possibilità di incontro.
Resta il silenzio, che dà titolo all’opera, ancor più amplificato dalla solenne architettura medioevale del Palazzo dei Priori.

La performance sarà accompagnata dalla presenza di uno strumento musicale.

 
A partire dal 9 giugno e fino al 23 di giugno è inoltre visitabile presso la Galleria delle Arti di Luigi Amadei di Città di Castello una scultura tessile dell'artista Thomas De Falco esposta a novembre 2016 al museo MAXXI di Roma in occasione della sua performance ed installazione tessile ROOTS.
 
 
Il wrapping

La ricerca scultorea di De Falco sin dagli esordi è racchiusa in una particolare tecnica tessile, il wrapping, che consiste nell’avvolgere attorno ad un’anima di materia tessile altra materia tessile, creando forme che ricordano quelle delle radici degli alberi.
Il rapporto con la natura per De Falco si concretizza nel momento in cui l’artista cuce delle foglie su dei quaderni: si tratta di un’operazione di studio e di ricerca, combinata all’uso del disegno, durante i quali fa nascere l’idea di quello che poi diventerà un arazzo, una scultura tessile o una performance ed installazione tessile. Nelle pere di De Falco, l’elemento naturale è quindi tramutato il forme della materia tessile che l’artista plasma a suo piacimento.

IN/SU/LA. Il primo festival di arte contemporanea di Ventotene, l'isola dove nacque l'Europa. Dal 5 al 9 luglio 2017

Image
IN/SU/LA FESTIVAL
Festival di arte contemporanea, Isola di Ventotene (IT) 
Festival für zeitgenössische Kunst, auf der Insel Ventotene (IT) 
dal 5 al 9 Luglio/Juli 2017


IN/SU/LA è un festival biennale dedicato all'arte contemporanea. 
IN/SU/LA propone l'arte contemporanea come strumento per la scoperta di un territorio. 
Per la sua prima edizione, IN/SU/LA invita sei artisti*e ed un autore a vivere per due settimane l'isola di Ventotene.
Il festival prende forma dall'esperienza berlinese di Sichtung Insel (Esplorando l'isola), che dal 2015 esplora il tema dell'isola nella sua pluralità di (im)possibili significati negli spazi di piano alto, project space fondato e diretto da Yvonne e Hanno Plate­-Andreini sito nel quartiere berlinese di Prenzlauerberg, ospitando artisti*e, cuochi*e, musicisti*e, scrittori e scrittrici attivi*e nel panorama dell'arte contemporanea berlinese. Per esempio l'isola dell'idillio di un paesaggio utopico, l'isola rifugio, o l'isola prigione dove si è in esilio.
IN/SU/LA nasce dall'idea di Yvonne Andreini e Alessio Castagna di ampliare la ricerca iniziata con Sichtung Insel esplorando un'isola concreta (Ventotene), con lo scopo di attivare una piattaforma poetico immaginativa.
IN/SU/LA invita attori e attrici culturali attivi*e in territorio europeo. L'edizione 2017 guarda a un dialogo tra l'Italia e la Germania. Al loro arrivo sull'isola, gli*le artisti*e verranno introdotti alla storia locale fatta di esili di personaggi di rilievo storico, ad esempio l'esilio di Giulia, la figlia dell'imperatore Augusto, o quello di Altiero Spinelli, che scrisse a Ventotene, insieme ad altri esiliati politici del tempo, il manifesto d'Europa.
Durante il periodo di residenza, gli*le artisti*e svilupperanno visioni e progetti personali. Prima di lasciare l'isola, ogni artista realizzerà un'opera effimera in dialogo con il territorio di Ventotene, ampliando così lo spazio fisico dell'isola con lo spazio immaginativo della propria pratica artistica.
IN/SU/LA favorirà inoltre l'interazione tra gli*le artisti*e invitati*e e la popolazione locale. Un altro degli scopi centrali del festival è quello di attirare viaggiatori interessati all'Arte promuovendo un'occasione creativa e sensibile per l'isola di Ventotene. Sono previsti anche tre appuntamenti dedicati ai bambini e adulti, che potranno partecipare ad un laboratorio artistico che li doterà degli strumenti necessari per dare spazio alla creatività ed alla sperimentazione con materiali inusuali.

IN/SU/LA online: una mappa delle location dove verranno realizzate le opere e dove si terranno gli eventi che sono aperti agli abitanti dell'isola ed ai visitatori, ma non lascerà nessun'altra traccia diretta nel web della sua esistenza. Gli inviti raggiungeranno i destinatari per posta o per passaparola. Lo scopo è quello di invitare i visitatori a vivere il Festival come momento di condivisione e presenza nel qui e ora.

L'esperienza di IN/SU/LA verrà raccolta in un libro d'artista, che sarà presentato a Berlino nellaprimavera 2018.


con: Yvonne Andreini (IT), Manifesto: Flavio de Marco (IT) e Pietro Babina (IT), Caroline Corleone (DE), Ilaria Biotti (IT), Alessio Castagna (IT), Kostek Szydlowski (PO), Alexandra Wolframm (DE)
Laboratorio a cura di Ulrike von Gueltlingen (DE) 

PROGRAMMA /// PROGRAMM
5 Luglio /// 5 Juli  –  Yvonne Andreini / Ilaria Biotti
+ musica dal vivo 
6 Luglio /// 6 Juli  – Manifesto: Flavio de Marco e Pietro Babina
Laboratorio aperto al pubblico a cura di Ulrike von Gueltlingen /// Offene Werkstatt 
7 Luglio /// 7 Juli  – Yvonne Andreini / Alessio Castagna
+ "raccontando il cielo ", i miti e le stelle con Petra Tomassini
Laboratorio aperto al pubblico a cura di Ulrike von Gueltlingen /// Offene Werkstatt
8 Luglio /// 8 Juli  – Caroline Corleone  / Alessio Castagna
Laboratorio aperto al pubblico a cura di Ulrike von Gueltlingen /// Offene Werkstatt
9 Luglio  /// 9 Juli - Alexandra Wolframm 

“Impero Couture” a Palazzo Manganelli: l’incanto e le emozioni in un atelier unico nel suo genere

Desiderio d'ebrezza, concretezza della forma. Incanto, indomabile putiferio di emozioni. Il mondo "Impero Couture" scava nelle evocazioni, in quelle sensazioni remote che l'occhio non riesce descrivere e che solo l'istinto coglie per renderle sue, per ingabbiarle in uno stupendo orizzonte di libertà. E' come se gli abiti prendessero vita ed ogni sposa diventa una Cenerentola da ammirare in ogni ogni suo piccolo dettaglio. E il grande giorno può arrivare con passo lento, pronto a contemplare un'opera d'arte senza precedenti. 


Lasciano senza parole i capi concepiti da Luigi Auletta, fondatore dell'atelier campano, approdato, nei giorni scorsi, nella stupenda cornice di Palazzo Manganelli, a Catania, dove ha avuto luogo un meeting con clienti provenienti dalla Sardegna, dalla Sicilia e dalla Calabria. Una realtà settecentesca in grado di esaltare la bellezza, costante di fondamentale importanza: "Il successo di Impero - dice lo stilista - lo si deve alla mia mente, che non si è mai accontenta della semplice moda. Ho cercato sempre di realizzare cose molto speciali. Il nome di questo marchio che, per certi versi, è legato a grandi responsabilità, non poteva non puntare a grandi cose. Con Palazzo Manganelli, abbiamo dato prova della rivoluzione che stiamo attuando nell'ambito della moda, la quale, sempre più, si allontana dalle ristrettezze degli showroom per approdare a contesti che ne esaltano maggiormente gli aspetti più complessi Passeggiare in mezzo alla storia, guardare quelle mura, immedesimarsi nelle persone che vi hanno vissuto, è stata un'esperienza indimenticabile. Il principe Scipione, a cui va il mio ringraziamento, mi ha permesso di vivere  un qualcosa di indescrivibile ed è stato bellissimo. La moda e l'arte hanno un filo conduttore che li lega in modo indissolubile. Ogni forma di arte è un derivato dell'architettura ed è attraverso le bellezze artistiche che nasce l'ispirazione per ogni forma stilistica bella da vedere. Sicuramente Palazzo Manganelli ha lasciato e lascerà nella mia mente e nel mio cuore tante fonti di ispirazione. Quando guardo le immagini dell'esposizione, quei filmati, quelle foto, mi emoziono fortemente; è stato lo scenario giusto per l'alta moda nata per muoversi spalla a spalla con l'arte. Bisogna donare ai clienti ed appassionati, un aspetto estetico coinvolgente, capace di inebriare l'anima. E' con questi presupposti che si possono iniziare a valutare, da un nuovo punto di vista, strutture storiche funzionali a rendere l'idea dell'incanto Impero. Sono i dettagli a far sì che il totale sia più affascinante ed attraente. Sicuramente ci saranno nuovi eventi in futuro perché mi piace affrontare sempre più nuove sfide. Magari abbracciando il sud Italia in numerose tappe, oppure organizzando un megaevento che raggruppi tutti i clienti provenienti dalle varie regione d'Italia. In entrambe le situazioni, verrebbe proposta la collezione in una chiave totalmente diversa, che non posso ancora svelare. C'è da restare incantati. Insomma, la nostra rivoluzione è stata già avviata e guarda oltre le mura convenzionali". 

Numerosi sono gli eventi in cui "Impero Couture" figura con le sue modelle lungo le passerelle. Un successo frutto di lavoro e dedizione: "Il nome è stato concepito in relazione alla mia grande passione per i colossal biblici, che restano impressi come resta impressa la nostra arte creativa nei vestiti che firmiamo. Ho sempre cullato l'idea del dominio, del raggiungimento di un qualcosa di importante percorrendo la scia dell'epoca romana. Quando ho cominciato, non avevo idea di dove saremmo potuti arrivare. Ho lavorato con il cuore, senza sentire il peso dello sforzo. Il successo si è presentato puntuale alla nostra porta, ma il ringraziamento va, indubbiamente, alla grande squadra che mi ha supportato e mi sta supportando in questo cammino. Devo tanto a loro. Io sono il personaggio che con la sua creatività dà quel tocco in più, ma ogni componente del team, con grande costanza ed impegno, ha saputo e sa rappresentare un punto di riferimento fondamentale. Cosa abbiamo di diverso? Beh, siamo stati i primi a far approdare un outfit completo sul grande schermo. Volendo fare un esempio, la differenza tra il nostro spot e quelli degli altri, è che il nostro fa venire la pelle d'oca ed induce le donne che lo osservano a pensare che quel capo potrebbe diventare il loro". 

I progetti che vedono schierato in prima linea "Impero Couture" sono numerosi, ma c'è un pensiero che dolcemente culla i sogni di Luigi Auletta: "Sogno di poter continuare il lavoro con la soap opera americana 'Beautiful'. Sto cercando di portare il cast in Campania per realizzare una decina di puntate in terra nostrana. Il nostro territorio è spettacolare, unico nel suo genere. Sarebbe un'occasione per portare innovazione, dare spazio a figure artistiche giovani, valorizzare locations dalla bellezza storica e paesaggistica ineguagliabile. Ho conosciuto diversi personaggi di spessore, tra cui Jennifer Lopez o Paris Hilton, ma chi mi ha comunicato un qualcosa in più è stata Kelly. Per quanto riguarda quest'ultima, ho percepito, sin da subito, che sarebbe stata la persona adatta al  nostro brand così come, allo stesso modo, ho pensato che il nostro brand potesse essere più che adatto a lei. E' nato un legame molte forte. In 5 campagne pubblicitarie portate avanti insieme, abbiamo ottenuto una forza, un'immagine, una luce che regna sovrana su ogni forma di femminilità e donna. Kelly è una figura televisiva, artistica, una vera e propria star. Nella realtà, consentitemi di dirlo, è una persona dotata di una straordinaria semplicità, quella che ritroviamo nella vita delle donne che incontriamo ogni giorno nella quotidianità. Non so se in futuro ci saranno nuove icone per il nostro atelier, ma, per adesso, posso affermare, senza indugi, che Katherine Kelly Lang è la regina di Impero. Coniugare la moda e la bellezza deve essere, per noi, un obiettivo. Impero Couture può diventare un ottimo partner per la Forrester Creations ed è su questo principio che si può ambire a conquistare il panorama della moda mondiale". 

La scelta di una modella, quanto conta per esaltare al modo giusto un vestito? "Credo sia di vitale importanza. Attraverso la femminilità, la classe, lo charme della modella, vengono trasmessi messaggi forti. Molto dipende da come lei  vive l'abito che indossa, così da poter imprimergli vita. Gli abiti sono come delle piante che non si muovono, ma sprigionano vita. Riescono a vivere attraverso la sensibilità della persona che lo veste. La modella deve sentire quell'abito suo; in questo modo riesce a dar vita, nel cuore di chi osserva, a delle emozioni spettacolari". 

"Impero Couture" all'estero? "La maison Impero non aspira a Dubai o alle classiche zone gettonate del mondo. Mi piacerebbe giungere a Monte Carlo, a Parigi, a Londra e posizionare il prodotto in quelle capitali europee dove è forte il fascino esercitato dal Made in Italy. I clienti all'estero indossano, prima di tutto, una concezione diversa del Made in Italy, animata dal desiderio d'eccesso placato dalla bellezza naturale delle forme. Il prodotto può essere costruito ovunque, ma imprimere un indirizzo con la propria creatività è un qualcosa di unico, irripetibile. E' proprio ciò che avviene nella fase di produzione".

Un saluto dallo stilista: "Volevo ringraziare coloro che ci seguono da sempre. Devono pensare una cosa importante, ovvero che io cercherò sempre di dare loro del mio meglio perché ho sempre concepito questo lavoro come un grande amore, un qualcosa di profondo, radicato, che si erge dal profondo mio cuore. Sono partito da zero, da meno 15 milioni, il denaro non mi appartiene. L'importante è stato ed è restare sempre umili, perché non si smette mai di crescere e ci si migliora costantemente". 


--
www.CorrieredelWeb.it

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI