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domenica 23 aprile 2017

Beverly Barkat : Evocative Surfaces | Museo di Palazzo Grimani | Venezia 9 maggio - 26 novembre

Museo di Palazzo Grimani, Outset e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo 
presentano
 
Beverly Barkat
Evocative Surfaces

Museo di Palazzo Grimani
 Santa Maria Formosa Ramo Grimani, Castello 4858 - Venezia
 
Preview: 9 - 12 maggio, 8:15 - 19:00
Press/Professional Brunch: 12 maggio, 11:00 – 15:00, alla presenza dell’Artista e della Curatrice - RSVP: elena@lightboxgroup.net
Mostra: 13 maggio - 26 novembre 2017, 10:00 - 18:00, ingresso libero, chiuso il lunedì

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Beverly Barkat: Evocative Surfaces, preview - foto di Vartivar Jaklian
In concomitanza con la 57. Biennale di Venezia, il Museo di Palazzo Grimani presenterà Evocative Surfaces, un'installazione di dipinti di ampio formato opera dell'artista Beverly Barkat. L'allestimento prevede una serie di pannelli in pvc dipinti, realizzati appositamente per gli spazi del Palazzo. Outset Contemporary Art Fund offre il proprio patrocinio alla mostra.

“L'ispirazione per Evocative Surfaces è scaturita da Palazzo Grimani e dall'energia che lo pervade”, afferma Barkat, la cui scelta per il proprio progetto di pittura è caduta espressamente su Palazzo Grimani. “Voglio che i miei pezzi siano qualcosa di più che semplici opere esposte al Palazzo; voglio creare un dialogo vero tra antico e contemporaneo, tra lo spazio architettonico e i miei dipinti.”

Questo magnifico edificio, uno dei pochi palazzi rinascimentali presenti a Venezia, vede tra i suoi progettisti alcuni tra i più influenti architetti dell’epoca – Palladio, Serlio e Sansovino – e vanta decorazioni e affreschi di straordinario pregio, tra cui anche un nudo di Giorgione.

“Il Palazzo è permeato da un'intensa presenza pittorica, che io restituisco nei miei lavori – il riferimento va in particolare a uno dei tesori del Palazzo, un affresco di Giorgione raffigurante un nudo”, afferma Barkat. “Ho lavorato per molti anni sul nudo, nel mio atelier, nell'intento di comprendere meglio il movimento della linea. A Palazzo Grimani linea e colore, architettura e pittura si fondono senza soluzione di continuità, completandosi a vicenda, ed è in questo dialogo che si inseriscono le mie opere.”

L’idea di Barkat è di posizionare i propri dipinti ovunque nelle diverse stanze del Palazzo, affinchè gli ambienti riecheggino della grandiosa opulenza visiva e iconografica della dimora patrizia che li ospita e lasciando che esaltino l'importanza attribuita alla pittura nel tardo Cinquecento.
Allora considerati “oggetti di intrattenimento”, i dipinti erano parte integrante dell’impianto decorativo d'insieme, volti ad evocare la grandeur di casa Grimani, nonché della Repubblica di Venezia e dei relativi governanti, attraverso l’uso di un apparato iconografico di ispirazione arcadica.

Nella sala principale del Palazzo, Barkat crea un'installazione site-specific in linea con gli interni architettonici e la luce naturale che permea lo spazio. Essa comprende dodici monumentali pitture su pannelli in pvc semi-trasparenti, che pendono dalle travi lignee del soffitto sviluppandosi a tutta altezza. Queste opere, a mo' di vele, si lasciano dolcemente trasportare dalla brezza che entra dalle finestre e fluttuano al passaggio dei visitatori che si muovono tra i dipinti. 

Appesi in prossimità delle finestre, i pannelli sono dipinti fronte e retro e presentano immagini sovrapposte che interagiscono con spazio e luce. Ciascun lato del pannello racchiude in sé una specifica unità pittorica e, al contempo, rinvia al lato retrostante. La sovrapposizione di stesure, generata dalla successione di gesti pittorici astratti, si amalgama a formare figurazioni che richiamano i paesaggi bucolici degli interni del Palazzo. La dualità del supporto, unitamente alla profusione di luce naturale che vi filtra attraverso, evoca idee di trasparenza, specularità e fluidità, che interagiscono con il contesto veneziano dando vita a uno spazio di contemplazione.

A seguire, il commento di Daniele Ferrara, direttore del Museo di Palazzo Grimani e del Polo Museale Veneto:

“Barkat fonde antico e contemporaneo...Come gli artisti del Rinascimento, come Giovanni Grimani, Beverly Barkat si immerge completamente in progetti architettonici, sollecitata dall’uso di nuovi materiali e dalla ricerca del potenziale e dell’energia insiti nello spazio architettonico. Il contributo più importante di Barkat penso sia proprio la rilettura dello spazio compiuta dalla sua pittura, che a sua volta diviene ‘architettura’. Una proposta feconda di rimandi, di possibili sviluppi, lontana da dogmi; aperta sulla realtà come sull’immaginazione, sui sogni.”

La pratica pittorica di Barkat è radicata in un perenne dialogo con la storia dell’arte, mentre il suo interesse per la trasparenza e la luminosità del colore è riconducibile anche ai primi lavori legati alla lavorazione del vetro. Il duplice sostrato dell'artista, che vede da un lato la lavorazione del vetro e dall'altro la pittura, permette a Barkat di considerare i propri dipinti in un'ottica tridimensionale, di trasporne i temi nel mondo del subliminale e in figurazioni astratte. Interessata all’interazione tra colori, linee, forme e consistenze, l’artista crea opere dalle ricche sovrapposizioni, con composizioni dinamiche che risultano, al contempo, vigorose e liriche.
 
Per l'esposizione allestita a Palazzo Grimani, Barkat ha iniziato a lavorare sui grandi formati, ricorrendo a gesti pittorici che ricordano l’action painting. Il supporto in pvc è disposto sul pavimento, l’artista vi si stende letteralmente sopra per distribuirvi pennellate fluide, muovendosi senza posa e assumendo, di conseguenza, posizioni sempre nuove, in un flusso di movimento spontaneo e istintivo.

Evocative Surfaces, il progetto in chiave solista di Beverly Barkat, va ad ampliare l’assiduo interesse dell’artista rispetto a quella confluenza tra antico e contemporaneo che oggi è più che mai attuale. In linea con il tema scelto da Christine Macel per la prossima edizione della Biennale, scopo di tale allestimento è porre in primo piano la produzione e il lavoro di un singolo artista visivo. Una stanza di Palazzo Grimani sarà dedicata alla ricostruzione dell’atelier dell’artista, a Gerusalemme, e consentirà in tal senso di gettare uno sguardo sul suo lavoro quotidiano e l’incessante ricerca di colori, forme e consistenze. A corredo della mostra vi saranno anche un'installazione di dipinti circostanti l'ingresso al Palazzo, un videodocumentario che ritrae l’artista all’opera e incontri aperti al pubblico.

Fondazione SoutHeritage @ ArtMonteCarlo




F o n d a z i o n e   S o u t H e r i t a g e   p e r   l' a r t e   c o n t e m p o r a n e a


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La Fondazione SoutHeritage è stata invitata, insieme ad altre prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, alla seconda edizione di ArtMonteCarlo (28-30 aprile 2017), evento sotto l'Alto Patronato di S.A.S. Principe Alberto II di Monaco e con la direzione artistica di Thomas Hug.

Nell'ambito del programma "Institutional Platform ArtMonteCarlo 2017",  presso la sede del Forum Grimaldi di Monaco, la fondazione presenta un progetto espositivo a cura di Angelo Bianco dedicato al concetto di collezionismo e collezione che invita lo spettatore a guardare la collezione non più con un approccio soggettivo e/o tematico, ma secondo un sistema i cui metodi e le regole di visualizzazione offrono un punto di vista sulla filosofia e sul concetto di collezione d'arte come sorta "museo intimo" e sull'entità-identità della collezione SoutHeritage al di fuori dei contesti di attuazione tradizionali.

La mostra "OUT OF THE DEPOT - a concept on collecting in 3 art works selected with a Monte Carlo* computational method",  presenta dunque una serie di ricerche eterogenee a firma di John Bock, Alberto Garutti e Sergio Racanati, che riflettono la pluralità d'espressione della condizione contemporanea. I lavori degli artisti  (selezionati e presentati come risultato dell'applicazione del metodo matematico Monte Carlo* ai numeri di inventario, alle dimensioni e agli anni di acquisto, relativi le opere presenti nella collezione SoutHeritage), vogliono riflettere sull'atto del collezionare, che significa anche archiviare secondo regole e metodi internazionali. A partire da questo presupposto la mostra si propone come un "padiglione sperimentale",  che vuole comunicare più un atteggiamento, un clima, una disposizione verso il mondo e la realtà, qual è appunto l'atto del collezionare inteso come serie, elenco, accumulazione, moltitudine o sistema ordinato di elementi. Grazie all'ausilio di un display costruito attraverso l'uso di un metodo matematico*: video, interventi installativi e fotografia, sono presentati in una narrazione visuale serrata, a tratti dissonante, che propone dispositivi visivi complessi, che stabiliscono zone di scambio e connessioni tra i lavori coinvolti dal progetto. Una mostra come spazio e contenitore di percorsi diversi, frammentati, distanti tra loro. Non una collettiva, ma una modalità per esibire una visione collezionistica come possibilità concreta di creazione di un mondo d'immagini e riferimenti che ha valore in se, grazie al contributo di ricerche artistiche eterogenee che sottolineano lo "stato in divenire" quale metafora del processo stesso di collezione e collezionismo.
*Il metodo Monte Carlo è un processo computazionale basato su un algoritmo che, sulla base di alcuni dati numerici presi in considerazione e/o rappresentativi di un fenomeno, genera a sua volta una serie di numeri tra loro incorrelati, frutto di una probabile affinità fra essi (per periodicità, per scala quantitativa, per scalarità, …) . I formalizzatori del metodo matematico sono Enrico Fermi, John von Neumann e Stanis?aw Marcin Ulam. Il nome Monte Carlo fu inventato da Nicholas Constantine Metropolis in riferimento al noto casinò di Monte Carlo nel Principato di Monaco.

INFO
titolo OUT OF THE DEPOT - a concept on collecting in 3 art works selected with a Monte Carlo computational method.
progetto prodotto da Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea / Matera
redatto da Angelo Bianco
coordinato da Roberto Martino
con il contributo di Beatrice Lomurno, GianFranco Belfiore, Sonia Pastor
promosso in collaborazione con Bgreen – agricoltura e partecipazioni – www.bgreen.it
allestimenti STUDIOn
formato mostra collettiva
artisti John Bock, Alberto Garutti e Sergio Racanati
sedi Grimaldi Forum – Principato di Monaco
periodo 28-30 aprile 2017
orari dalle 12.00 alle 20.00
biglietti EUR 20, ridotto EUR 10
info  Fondazione SoutHeritage  +39 0835 240348, info@southeritage.it, www.southeritage.it, www.artmontecarlo.ch





Piazza Duomo / Recinto Castelvecchio 2, 75100 Matera
www.southeritage.it


sabato 22 aprile 2017

Primo Festival di Danze dal Mondo venerdì 28 aprile a Legnano (MI)

Al teatro Talisio Tirinnanzi cinque scuole d'eccellenza si sfidano in un evento organizzato dall'Associazione Jubilate con il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate

Cinque scuole provenienti da tutto il Nord Italia per un viaggio nel mondo della danza di carattere. È in programma venerdì 28 aprile (inizio ore 21), al Teatro Città di Legnano "Talisio Tirinnanzi", il primo Festival di Danze dal Mondo. L'evento, organizzato dall'Associazione Musicale Jubilate con il patrocinio del Comune di Legnano e di Regione Lombardia e il supporto della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, è inserito nel calendario della stagione musicale del teatro "Tirinnanzi". 

Protagonista assoluta della serata sarà la grande tradizione della danza di carattere che nei Paesi dell'Est trova la sua forma più espressiva. Saranno infatti rappresentati, attraverso la propria tipica danza di carattere, l'Armenia, la Bielorussia, la Romania, la Russia e l'Ucraina con lo scopo di far avvicinare le nuove generazioni a questa disciplina facendo conoscere le tradizioni e i costumi di ciascun Paese. Il Festival sarà anche l'occasione per presentare per la prima volta a Legnano il corpo di  ballo della Scuola di Danza Jubilate Pinat Dance, progetto nato dall'Associazione legnanese grazie alla collaborazione con la coreografa russa Natalia Piskareva per proporre un nuovo ambito che potesse completare un percorso dedicato all'arte già ampiamente sviluppato attraverso i numerosi anni di attività della Scuola di Musica Jubilate.

«La danza di carattere consiste nello studio delle danze folkloristico-popolari», spiega Natalia Piskareva, direttore artistico del Festival. «Questa disciplina rientra nella tradizione e nella storia della danza classica, e conserva il legame con le tradizioni e i folklori, espressi anche dall'abbigliamento della terra in cui è nata. La danza di carattere è fondamentale per migliorare l'espressività e l'interpretazione del danzatore ed inoltre è un valido aiuto per sviluppare la musicalità e il senso del ritmo». 


Un progetto affascinante che ha coinvolto anche la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. «Siamo onorati di essere al fianco dell'Associazione Jubilate in questa prima edizione del Festival, non solamente per la grande qualità della proposta, ma soprattutto perché è un'iniziativa che, partendo dal territorio, si apre al mondo», osserva il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate Roberto Scazzosi. «La danza è un'arte capace di trasmettere emozioni e raccontare storie. E noi ci mettiamo all'ascolto nella consapevolezza di aver sostenuto un'eccellenza».

Per la prima edizione del Festival sono stati selezionati alcuni corpi di danza che sono tra le eccellenze in questa particolare disciplina. Si esibiranno sul palco del teatro Tirinnanzi l'Accademia Danza di Merate (LC) guidata dal direttore artistico Ekaterina Sizykh; l'Alba-Dansè di Alba (CN), direttore artistico Natasha Lomova; la Compagnia di Danza Jubilate Pinat Dance di Legnano - al suo debutto - direttore artistico Natalia Piskareva; il Gruppo Vatra di Torino, direttore artistico Iurie Raileanu e la Je Danse A.S.D. di Albano Sant'Alessandro (BG), direttore artistico Ghislaine Crovetto.


Il Festival, seppur a carattere non competitivo, assegnerà alcuni premi attraverso il giudizio di una giuria di esperti e rappresentanti delle istituzioni legnanesi. Per il miglior talento individuato durante le esibizioni, la Deha Ballet mette a disposizione una borsa di studio dal 21 al 31 luglio 2017 presso  l'Università Statale della Cultura di San Pietroburgo (la borsa di studio è comprensiva di viaggio aereo A/R Milano/San Pietroburgo, vitto, alloggio, 3  lezioni al giorno). Due borse di studio, messe a disposizione dall'Associazione Jubilate, saranno assegnate a uno dei gruppi partecipanti. Le borse prevedono la partecipazione alla seconda edizione del Masterclass Internazionale della Danza di Carattere dal 27 al 29 giugno a Legnano e dal 30 giugno al 2 luglio a Torino.


La giuria è composta da: Umberto Silvestri, assessore alla Cultura Comune di Legnano; Tatiana Rykoun, direttore responsabile della rivista "Ozero Komo"; Elena Plyushkova, docente e coreografa della Danza di Carattere; Youlia Sofina, professoressa e coreografa della Danza di Carattere; Rossano Corti, responsabile eventi "Miss Lago Maggiore" e collaboratore delle "Iene" di Italia1; Monica Cagnani, direttore di Teatro Oscar Danza Teatro, Ente accreditato ai Servizi della Formazione alla Danza e al Teatro di  Regione Lombardia.
Sponsor tecnici della manifestazione sono La Dolce Legnano (via Abruzzi 14, Legnano) e il salone di bellezza "Le Petit Salon" (corso Magenta 64, Legnano).

1° Festival di Danze dal MondoVenerdì 28 aprile 2017, ore 21
Teatro Città di Legnano "Talisio Tirinnanzi"
Piazza IV Novembre – Legnano (MI)
Per i biglietti: http://cultura.legnano.org/teatro/85/217/7945/

giovedì 20 aprile 2017

Arte per la Libertà, il festival della creatività per i diritti umani


Nasce in Polesine la prima rassegna che parla di uguaglianza attraverso l’arte
 
Da aprile a settembre i territori del Polesine e del Delta del Po diventano la scenografia ideale di un nuovo importante evento culturale, Arte per la Libertà. Promosso dall’Associazione Culturale Voci per la Libertà quale significativa evoluzione dei vent’anni di esperienza maturata nell’organizzazione dei festival “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” “DeltArte – il Delta della creatività”, il neonato festival è un intenso viaggio nell’arte giovanile a favore dei diritti umani.

Sostenuto dai bandi Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura della SIAE e CulturalMente Impresa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Arte per la Libertà trasformerà per sei mesi la Provincia di Rovigo in un caleidoscopio di creatività, senza perdere di vista le tematiche legate ai diritti umani indagate attraverso le diverse forme artistiche (dalla musica al teatro, al cinema all’arte contemporanea) e i linguaggi dei giovani under 35 selezionati.

Un nuovo linguaggio per i diritti umani. Affinché questi temi possano entrare nel cuore prima che nella mente, c’è bisogno di trasformarli in emozioni mediante il potere immediato ed empatico dell’arte.Arte per la Libertà propone un corposo cartellone artistico, nato dalla forza creativa e dalla fusione dei due celebri e storici festival, seguendo il filo rosso della tematica dei diritti umani. È questo il valore fondante che il festival vuole promuovere attraverso le diverse forme d’arte, consapevoli che le arti sono uno strumento di formazione e crescita di consapevolezza, un vero e proprio mezzo educativo per la realizzazione di una cultura universale dei diritti umani. Arte per la Libertà diventa un percorso emozionante che unisce luoghi significativi e non convenzionali dei territori del Polesine e del Delta come ville storiche, spiagge, corti e piazze, imbarcazioni, per dare vita ad un evento unico nel suo genere.

Il festival ha già preso il via con una serie di laboratori didattici di musica, street art e cinema realizzati nelle scuole: il primo tassello nella realizzazione di questo innovativo evento culturale, che mira a far diventare le persone, in particolare i giovani, parte attiva nella promozione dei diritti.



L’inizio ufficiale è fissato per questo weekend: sabato 22 aprile va in scena la street art con l’inaugurazione del monumentale murales realizzato da Centocanesio con gli alunni di terza media dell’Istituto comprensivo di Taglio di Po presso gli impianti sportivi comunali. Un’opera di rigenerazione urbana che ha inteso ridare bellezza e decoro ad un luogo periferico eppure molto importante di aggregazione sociale, essendo un punto di ritrovo di tanti ragazzi e adulti in nome dello sport e dell’attività all’aria aperta. 

Il 25 aprile, non poteva essere celebrato in maniera migliore a Villanova Marchesana, se non con la proiezione del film documentario Presi a Caso di Alberto Gambato e Laura Fasolin, che narra le vicende dell’eccidio nazista avvenute a Villadose proprio il giorno della Liberazione.

Il festival proseguirà per tutta l’estate con eventi artistici frutto della creatività di giovani under 35 e si dividerà in tre grandi macroaree.

ARTE CONTEMPORANEA L’espressività contemporanea ha grande risalto all’interno del programma, grazie all’esperienza maturata con il festival di arte contemporanea DeltArte e i suoi 5 anni di attività che hanno cambiato il volto del Delta del Po, specialmente delle sue periferie. 

Opere di street art, installazioni site specific, mostre e performance di giovani artisti invadono pacificamente il Polesine e il suo Delta, anche all’interno di spazi non convenzionali, per riqualificarli e ridare loro nuova forza comunicativa. Tra gli artisti e i creativi selezionati quest’anno citiamo Andrea Dodicianni, Zentequerente, Martina Merlini, Emmanuele Panzarini, Patrick Bonandini e Marco Fregnan, Nicola Berti. 

TEATRO E CINEMA. Non mancano gli spettacoli teatrali e il cinema nel ricco calendario di Arte per la Libertà, che ha deciso di dare ampio spazio alle produzioni degli artisti locali: tra queste Presi a Caso, docufilm realizzato da Alberto Gambato e Laura Fasolin sull’eccidio nazista avvenuto a Villadose,Orizzonte degli eventi e I monologhi della vaginarappresentazioni teatrali accomunate dalla riflessione sulle violazioni dei diritti umani, nello specifico sulla tragedia del conflitto in Siria e sulla lotta contro la violenza sulle donne.



MUSICA: Il cuore del festival è “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty” che si tiene dal 20 al 23 luglio a Rosolina Mare. Il celebre concorso musicale per giovani band emergenti da 20 anni premia le canzoni legate alla Dichiarazione universale dei diritti umani; oltre ad esso, spazio ai concerti di big della musica in qualità di ospiti che quest’anno saranno artisti under 35 già affermati a livello nazionale (nelle prossime settimane l’annuncio). Il clou della kermesse coincide con l’assegnazione del Premio Amnesty International Italia che quest’anno è andato a Nada con il brano Ballata triste. Si aggiungono una serie di altri eventi collaterali quali l’inaugurazione del progetto fotografico in realtà aumentata “Musica e diritti umani” del collettivo di Silva Rotelli e “Save our Souls” di Achilleas Souras la sua famosissima installazione costituita dai giubbotti di salvataggio dei migranti.

Per vivere il volto più autentico ed emozionante del Delta, spazio infine alle crociere musicali e alle feste in spiaggia, occasioni per conoscere il Grande Fiume e il suo Delta attraverso l’arte dei giovani artisti e il loro messaggio di uguaglianza.

Tutto il ricco calendario è consultabile sul sito: www.arteperlaliberta.com

 

 
Un’iniziativa di: Associazione Voci per la Libertà - Amnesty International Italia - Deltarte

Con il sostegno di: Sillumina, Copia privata per i giovani, per la cultura - Bando CulturalMente Impresa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - CGIL Veneto – CISL Padova Rovigo - Cooperative Gruppo Polis - Pettenon Cosmetics - Italpizza - Barzanò & Zanardo - Alce Nero - Coop Alleanza 3.0

Con la collaborazione di: Provincia di Rovigo - Comuni di Corbola, Polesella, Rosolina, San Bellino, Taglio di Po, Villadose, Villanova Marchesana - IIS Primo Levi Badia Polesine - Pro Loco Rosolina - Coordinamento dei volontari della casa circondariale di Rovigo - Meeting degli Indipendenti - Rete dei Festival - Musica nelle Aie - Grafiche Nuova Tipografia - Studioartax

Media Partner: Rai Radio7 Live – Freakout - La scena - Radio Siani – FunnyVegan - L’isola che non c’era – Mescalina - Radio Libera Tutti - Radio Popolare – Rumore - OPS Group - Radio 41 – ViaVaiNet – REMweb

martedì 18 aprile 2017

FURLA SERIES #01: Museo del Novecento and Fondazione Furla announce Time after Time, Space after Space

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© Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2017
Photo © Masiar Pasquali
Museo del Novecento e Fondazione Furla
annunciano

FURLA SERIES #01
Time after Time, Space after Space

un ciclo di performance con
Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey,
Christian Marclay e Paulina Olowska

da settembre 2017 a maggio 2018
Sala Fontana, Museo del Novecento, Milano

Primo appuntamento: Simone Forti


Museo del Novecento e Fondazione Furla annunciano Time after Time, Space after Space, un programma di appuntamenti dedicati alla performance, che tra settembre 2017 e maggio 2018 animerà la Sala Fontana del Museo del Novecento con interventi di Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey, Christian Marclay e Paulina Olowska, chiamati a interpretare lo spazio del museo con nuove produzioni o reenactment di azioni performative che hanno segnato tappe fondamentali della loro carriera. Cinque focus monografici, presentati a cadenza bimestrale e dedicati ad altrettanti artisti di generazioni e provenienze differenti, rappresenteranno una pluralità di approcci al linguaggio performativo, restituendo la complessa sperimentazione che da anni riguarda questa forma espressiva. 

Time after Time, Space after Space, realizzata in co-produzione con il Museo del Novecento di Milano, è la prima edizione di Furla Series, il progetto che a partire dal 2017 vede Fondazione Furla impegnata nella realizzazione di mostre ed eventi dedicati ad alcuni tra i più significativi artisti nazionali e internazionali, in collaborazione con le più importanti istituzioni d'arte italiane. 

La partnership con il Museo del Novecento si configura come un'occasione unica di incontro tra passato, presente e futuro attraverso l'attivazione di un dialogo tra i maestri del Novecento e i protagonisti della scena artistica contemporanea.
Da questo presupposto nasce l'idea di riflettere sulla performatività a partire da una relazione con l'opera di Lucio Fontana, che ha segnato un punto fondamentale nel riconoscimento del valore artistico del gesto, aprendo la strada alle successive ricerche spaziali e performative. Nell'anno del cinquantesimo anniversario della morte di Fontana, e nei mesi che immediatamente lo precedono, Time after Time, Space after Space celebra l'importanza e l'attualità della sua ricerca attraverso un ciclo di performance "illuminate" dalla sua nota Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano (1951). 

Il progetto costituirà una sorta di "mostra a puntate" e sarà accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo bilingue e da un ricco public program, finalizzato alla creazione di un contatto più diretto tra i contenuti della mostra e un pubblico ampio e trasversale. Il programma, parte fondamentale del progetto e distribuito lungo tutta la durata dello stesso, sarà articolato in differenti formati – talk, conferenze, tavole rotonde, workshop, seminari, concerti, visite guidate – in modo da offrire un ampio e approfondito palinsesto di attività collaterali. 



Per informazioni:
Immagine: 
Lucio Fontana, Struttura al neon per la IX Triennale di Milano 1951(2010)
Installazione ambientale, tubo di cristallo di ø mm 18, luce al neon bianca 6500° K, cm 250x1000x800 circa. 
Ricostruzione autorizzata dalla Fondazione Lucio Fontana per il Museo del Novecento, Milano 2010.
Fondazione Lucio Fontana, Milano
© Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2017
Photo © Masiar Pasquali

Museo del Novecento and Fondazione Furla
announce

FURLA SERIES #01
Time after Time, Space after Space

a performance series featuring
Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey,
Christian Marclay, and Paulina Olowska

from September 2017 to May 2018
Sala Fontana, Museo del Novecento, Milan

First event: Simone Forti


Museo del Novecento and Fondazione Furla are pleased to announce Time after Time, Space after Space, a calendar of events centered on performance. From September 2017 to May 2018, the Sala Fontana at the Museo del Novecento will be brought to life with works by Alexandra Bachzetsis, Simone Forti, Adelita Husni-Bey, Christian Marclay, and Paulina Olowska, who will reinterpret the space through new pieces or reenactments of milestone performances from their careers. At bimonthly intervals, the program will present five solo projects featuring artists of different generations and backgrounds who employ a range of approaches to the language of performance, to give a sense of the complex experimentation that has characterized this form of expression for years now.

Time after Time, Space after Space, co-produced with the Museo del Novecento in Milan, is the first edition of the Furla Series: through this project, launched in 2017, Fondazione Furla will organize exhibitions and events dedicated to some of the leading artists from the Italian and international scene, in collaboration with Italy's foremost art institutions.

The collaboration between Fondazione Furla and the Museo del Novecento is a unique opportunity to weave together past, present and future, forging a conversation between twentieth-century masters and key figures of our time.
This awareness led to the idea of exploring performativity through a dialogue with the work of Lucio Fontana, who played a fundamental role in focusing attention on the artistic potential of material gesture, paving the way to subsequent experimentation in the spatial and performative realm. In the year that marks the fiftieth anniversary of Fontana's death, and the months leading up to it, Time after Time, Space after Space celebrates the importance and topicality of this artist's oeuvre through a succession of performances "lit" by his famous Struttura al Neon per la IX Triennale di Milano (1951).

The series as a whole will be a sort of "exhibition in installments," accompanied by a bilingual catalogue and an extensive public program aimed at bringing a broader, more intersectional audience into direct contact with its themes. The public program, a fundamental part of the project spread across its duration, will employ different formats—talks, lectures, round tables, workshops, seminars, concerts, and guided tours—to create a rich calendar of parallel activities.


For more information, please contact:

Image:
Lucio Fontana, Struttura al neon per la IX Triennale di Milano 1951(2010)
Environmental installation, crystal tube ø mm 18, white neon light 6500° K, approx. cm 250x1000x800,  
Reconstruction authorized by Fondazione Lucio Fontana for  Museo del Novecento, Milan 2010
Fondazione Lucio Fontana, Milano
© Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2017
Photo © Masiar Pasquali

"Un Gioco di Luoghi" fino al 13 maggio

["Fidia Arte Moderna Sas"]
 

Un Gioco di Luoghi
a cura di Leonora Sofia Marussig
Dall'8 aprile al 13 maggio 2017


 
Per tutto il mese di Aprile, fino al 13 maggio 2017, la Galleria Fidia vi invita a visitare un'eterogenea selezione di opere incentrate sul tema del paesaggio: da agreste a urbano, da marino a boschivo, da onirico a reale.

La collettiva si propone di esplorare, attraverso un percorso espositivo scandito da analogie e contrasti, l'individualità di ogni artista nel recepire e tradurre in pittura il mondo che lo circonda.
 
Numerosi gli artisti esposti, a partire da Giovanni Frangi (Milano, 1959), la cui pennellata materica cattura l'essenza e il vissuto di ogni luogo, scavando oltre la superficie del mero dato oggettivo. Ciò che rimane sulla tela è il residuo, l'impronta di una realtà transitoria e in continua mutazione.

Luca Pignatelli (Milano, 1962), che insieme a Frangi partecipa alla fondazione dell'Officina Milanese a metà degli anni Ottanta, è presente in mostra con New York, tema caro all'artista, in cui le architetture sono velate di toni cupi e luci argentee.

Altro protagonista è Salvo, al secolo Salvatore Mangione (Leonforte, 1947 - Torino, 2015), la cui visione singolare e intimistica del paesaggio è testimoniata dal dipinto Primavera: una veduta di campagna che pare evocare, attraverso colori squillanti e forme semplificate, un luogo della memoria più che una realtà concreta.
 
Le venti opere in mostra, oltre a documentare le molteplici declinazioni pittoriche di un tema tradizionale come quello del paesaggio, accompagnano il visitatore in un viaggio ideale e impossibile in cui i panorami che si offrono alla vista sono tanto dissimili da generare cortocircuiti. 

Luoghi che non potrebbero coesistere se non nello spazio della galleria, dove si incontrano e scontrano voci diverse, ognuna carica di una propria poetica.
 
 
 
Lun-Ven 10-13 /16-19:30
Sab 10-13
 
 
 
Vai al sito
 
 
Fidia Arte Moderna Sas
Via Brunetti 49 - 00186 Roma
063612051 - 3381359307

 
 

 
 
© 2017 Fidia Arte Moderna Sas
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