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Arte e Cultura

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giovedì 20 ottobre 2011

Mostra: Enrico Benaglia, Paradiso terrestre



Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea

la Galleria Edarcom Europa ha il piacere di invitarLa all'inaugurazione della mostra

ENRICO BENAGLIA
Paradiso terrestre
INAUGURAZIONE VENERDI' 28 OTTOBRE 2011 ORE 18,00
FINO AL 20 NOVEMBRE  2011

CATALOGO IN GALLERIA
Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea
Roma - Via Macedonia, 12/16
Info: 06.7802620 - www.edarcom.it


Orario: 10,30-13,00 / 15,30-19,30 - dal 28 ottobre al 18 dicembre aperto tutti i giorni domenica compresa
INGRESSO LIBERO
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URBINO. mostra ALFONSO LEONI, Casa natale di Raffaello | 31 ottobre - 27 novembre 2011

Urbino torna a rendere omaggio all'arte ceramica con una importante mostra retrospettiva dedicata ad Alfonso Leoni (Faenza 1941-1980), geniale ceramista e scultore faentino, che negli anni sessanta e settanta contribuì al rinnovamento della tradizione con opere avanzatissime per suo il tempo.

Ospitata dall'Accademia Raffaello di Urbino e voluta da Gian Carlo Bojani e Marta Leoni, la mostra "Alfonso Leoni. Sentimenti del gioco" è allestita alla Casa natale di Raffaello – Bottega Giovanni Santi, dal 31 ottobre al 27 novembre 2011.

A cura di Gian Carlo Bojani, già direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e conoscitore diretto dell'arte di Leoni, l'esposizione riunisce novanta opere straordinarie, provenienti dalla collezione della moglie dell'artista e da collezioni private. Sono ceramiche, maioliche, sculture in bronzo e opere in carta, di cui venticinque del tutto inedite e presentate al pubblico per la prima volta, che esemplificano al meglio l'audace e intensa, ma anche ludica, sfida alla materia di Alfonso Leoni.

Scomparso a soli 39 anni nel 1980, Leoni ha vissuto sempre intensamente la sua arte e non ha mai smesso di sperimentare e rinnovarsi, a partire dalle prime esperienze all'Istituto d'Arte per la Ceramica G. Ballardini di Faenza, dove viene subito riconosciuto come talento dallo scultore Angelo Biancini che ne coglie l'abilità eppure la vena trasgressiva e personale. Leoni diventa a sua volta insegnante di "Plastica" presso l'istituto faentino, dal 1961.

LA MOSTRA

La bella mostra di Urbino presenta un'antologia di capolavori, divisi per soggetti: i lavori "ceramico-meccanici" degli anni sessanta ovvero i misteriosi "ciotoloni" (1968-1980) che il giornalista Renzo Biason definiva "orologi privi di coperchio, dentro alla cui cassa si vedono rotelle muoversi e pulsare come un cuore segreto …", i "carrarmati" (1964-1980) miniaturizzati, in sintonia con le coeve armi-giocattolo di Pino Pascali, i "geometrici" (1968) e i "traforati" (1967-70) in maiolica, le composizioni optical (1965) realizzate con carta e le sperimentazioni con carta ripiegata, che già fanno presagire la svolta concettuale degli anni settanta.

Il periodo concettuale vede Leoni abbandonare l'opera-oggetto per arrivare ad un contenuto mentale del suo lavoro. Attratto dalle molteplici possibilità dei materiali, sperimenta altresì i procedimenti industriali come lo stampo, da cui ottiene le note "torsioni" (dal 1974)
in maiolica vivacemente colorata, e la trafila o boudineuse con cui crea i "flussi" (1972-1980) e i "piegati" (1975-80), più noti come il "Pugno di Leoni", da ammirare in mostra in vari esemplari inediti, tra i quali una maiolica trafilata, smaltata in bruno d'orato del 1972 circa, assemblata postuma sul suo piedistallo e mai esposta prima.
"Esibizioni materiche in termini di plasticità pura", così le definiva Enrico Crispolti che vedeva in Leoni "… una sorta di volontà di azzerare l'immagine sul portato dello strumento impiegato, evidenziandolo poi con un colore monocromo squizzante e assoluto". Serie a cui appartengono anche i Pugni del 1973 per il nuovo stabilimento delle Maioliche Faentine di Ercole Baldini, eseguiti con 5 tonalità di nero in mille esemplari, plasmati uno per uno.

Completano l'esposizione un gruppo di quadri (1964-1970), collegabili in buona parte ai "ciotoloni", i "bronzetti" (1970-1971), le "porcellane" (1977-80), assemblaggi di frammenti e scarti di lavorazione delle stoviglie del periodo di progettazione alla Villeroy  e Boch in Germania, veri e propri ready-made sulla memoria di oggetti funzionali, e le ultime "terrecotte" del 1980 accanto alla Pietà del marzo 1980.

LA RICERCA ARTISTICA

Una ricerca all'avanguardia quella di Leoni e in stretto contatto con gli esiti dell'arte contemporanea, a partire dagli stupefacenti lavori degli anni sessanta in carta, d'impronta optical, e dalle sculture metalliche di piccolo formato con sovrapposizione di piani e giochi di pieno e vuoto, in sintonia con i lavori dei Basaldella, di Franco Garelli e più in generale del 'nouveau réalisme' che da Milano iniziava a diffondersi tramite Pierre Restany .
"Ritengo tuttavia – spiega il curatore Gian Carlo Bojani - che la somma manipolazione dell'argilla, Leoni la trovasse con l'adozione della trafila, un mezzo meccanico ma straordinariamente duttile nell'offrire alla mano dell'artista l'elaborazioni migliori e mature come: i flussi, le torsioni, i traforati e i geometrici, i cosiddetti ciotoloni ripieni di 'ratatouilles', memorie dell'infanzia dove si esprimono al meglio i sentimenti del gioco, nel riporre e comporre e sfidare la fragilità di tanti giochi o parti di giochi della memoria, meccanismi smontati e rimontati, come sono soliti fare i bambini". Opere certamente in sintonia con gli assemblages di Jean Tinguely, César, Arman, Daniel Spoerri, Joseph Cornell.

Leoni era per altro polemico e irriverente nei confronti di ogni codificazione ideologica e artistica. Contestava le regole del celebre Premio Faenza e nel 1974, quando la commissione giudicatrice ammette all'esposizione del Concorso solo parte di un suo lavoro più complesso, decide di non mostrare al pubblico le opere nascondendole sotto un telo bianco. Due anni dopo, la performance al Museo di Faenza, in cui rompeva, con valenza fortemente metaforico/simbolica, i suoi pezzi per assemblarli in una palla di argilla informe, e la vincita del Premio Faenza 1976 con Composizione di due vetrine "archeologiche", contenenti frammenti di ceramica e medaglioni cimiteriali con immagini della storia dell'arte.

Nel filmato del 1976 "Terra Viva. Scultura ceramica italiana negli anni settanta", del regista Aldebrando De Vero e a cura di Enrico Crispolti, veniva documentata la performance al Museo di Faenza, accanto agli esiti di altri artisti del tempo: Federico Bonaldi, Nino Caruso, Candido Fior, Nedda Guidi, Pompeo Pianezzola, Alessio Tasca, Nanni Valentini e il faentino Carlo Zauli; ma l'unico a sovvertire, a mettere in discussione, l'opus ceramico era Alfonso Leoni che ardiva ad una azione molto ardua, quella concettuale appunto, non consona di per sé – per il carattere hard - alla ceramica.

Leoni voleva dimostrare che la ceramica può essere altro dall'oggetto smaltato e aveva maturato la grande ambizione di fare della terra un linguaggio. Alimentato dal clima di rottura di quegli anni, sperimentava materiali e tecniche compositive, per creare nuovi cortocircuiti di senso ma soprattutto anticipava l'aria di cambiamento che negli anni ottanta avrebbe generato un pubblico "indeciso a tutto", sostenendo che non possono esistere concetti di bellezza o bruttezza, ma semplicemente il "dubbioso" e che andare oltre il semplice "bello" voleva dire cogliere la vita nelle sue contraddizioni, nella sua crudezza, nella sua realtà.
"Ricerca. In questa parola – dichiarava Leoni - si può sintetizzare tutto il mio modo di far ceramiche. Una delle cause che mi ha spinto lontano dalla tradizione fatta di bei vasi panciuti, gocciolanti smalti preziosi e di statuine deliziose, è stata la presa di coscienza della preziosità del materiale … ". Ma non bisogna incantarsi alla piacevolezza che esso emana, bensì usarlo e tentarne nuove espressività, fino a saggiarne i limiti e a sviscerarne ogni possibilità.
Leoni cercava il senso dell'uomo negli oggetti quotidiani e nelle piccole cose al fine di migliorare le condizioni di vita e la condivisione con gli altri. Da qui il suo avvicinamento al disegno industriale.

Dal 1977, con la collaborazione alla Villeroy e Boch, inizia ad assaporare i vantaggi di una posizione di successo. Realizza tre collezioni di valore internazionale, garantite nella produzione per dieci anni e iniziano per lui le collaborazioni e le mostre all'estero, in Giappone, in Belgio, in Canada, in Inghilterra. Nel 1979 si ammala precocemente, ma non cessa, neppure per un istante, di pensare al proprio lavoro.

Dotato di una grande fertilità intellettuale e di una versatilità straordinaria, dallo stupore dell'infanzia, all'intelligenza della ricerca, alla curiosità dell'ignoto, in un ventennio Alfonso Leoni ha lasciato opere di eccezionale vitalità.

A distanza di un decennio dalla grande antologica del 1993 curata da Andrea Emiliani, in concomitanza con il 48° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte di Faenza, la mostra alla Casa Natale di Raffaello a Urbino è l'occasione per riscoprire il genio e la felice produzione di un artista che si annovera tra i più interessanti del XX secolo.

Alfonso Leoni è inoltre presente tra gli artisti documentati nella mostra ''Il Futuro nelle Mani Artieri Domani'', a cura di Enzo Biffi Gentili, in corso fino al 20 novembre 2011 alle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Infine, la piccola ma preziosa mostra "Alfonso Leoni - Disegni", a cura di Antonella Ravagli, alla Bottega Bertaccini - Libri e Arte (Corso Garibaldi,  4 – Faenza) per la prima volta presenta al pubblico opere grafiche realizzate dall'artista nel corso degli anni sessanta (15 ottobre - 30 novembre 2011 | orari 10 – 13 / 15,30 - 19,30 chiuso domenica e lunedì mattina | info T 0546 681712).


Le opere di Alfonso Leoni si trovano:
al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Valle Giulia a Roma, al Museo d'Arte Moderna di Kyoto (Giappone), al Centro di Ricerche "Pio Manzù" a Verucchio (RN), nella Collezione Cidonio a Marina di Pietrasanta (LU), all'Università di Bologna presso la Facoltà di Matematica, all'Ospedale Civile di Faenza, al Santuario di Gesù Bambino di Praga ad Arenzano (GE), alle sedi provinciali INPS di Roma e di Verona, all'Ospedale Civile di Codigoro (FE), arredo urbano ad Alfonsine (RA), arredo urbano a Bagnacavallo (RA), nel Cimitero dell'Osservanza di Faenza, e in varie collezioni pubbliche e private in America, Inghilterra, Sud Africa, Francia, Germania, Polonia, Russia, Giappone, Belgio, Canada, Italia.


ALFONSO LEONI
Sentimenti del gioco

Casa natale di Raffaello - Bottega Giovanni Santi
Via Raffaello, 57 | 61029 Urbino (PU)

31 ottobre – 27 novembre 2011

Orari
lunedì 31 ottobre >  9,00 - 12,30 / 15,00 - 18,30
dal 1° novembre > lunedì – sabato 9,00 – 14,00 / domenica e festivi > 10,00 - 13,00

Ingresso gratuito

Informazioni > Casa natale di Raffaello - Museo T 0722 320105

Mostra e catalogo a cura di > Gian Carlo Bojani

Testi critici > Gian Carlo Bojani, Enrico Crispolti, Andrea Emiliani, Franco Bertoni, Enzo Biffi Gentili, Luisa Perlo, Antonella Ravagli, Nanni Valentini

Foto > Ezio Foschini - Faenza




UFFICIO STAMPA
Alessandra Zanchi M 328 2128748
press.zanchi@gmail.com



martedì 18 ottobre 2011

MOSTRA PERSONALE LUCA VANNOZZI RIETI, 19 NOVEMBRE

Si inaugura sabato 19 novembre 2011, ore 18.30, alla Libreria Moderna, Via Garibaldi 272, a Rieti, la mostra personale di Luca Vannozzi, IN DREAMS BEGIN RESPONSABILITIES, a cura di Barbara Pavan, promossa da Studio7.it. 

'Nei sogni cominciano le responsabilità (Yeats). C'è pure chi non sogna o, magari, non aggancia il sogno alla memoria: una vita psichica non documentabile. Una forma compensativa del sogno è il disegno, mai ricostruttiva. Per i Pellerossa, per esempio, il sogno entra da un orecchio ed esce dall'altro. La registrazione di un sogno finirebbe per essere documento psicoanalitico, referto medico, materia per diagnosi o per letteratura scadente. L'ideazione del sogno impegna capacità di costruzione, comporta responsabilità. Chi progetta e disegna dei sogni fa l'architetto e il chimico e non rappresenta il proprio vissuto, lavora per altri. Il sogno non è perciò replicazione in stato dormiente di vita reale o elaborazione disinibita di desideri, di vittimismi e di vendette. E' questione di progetti senza calcoli, di statica caracollante, di finiture mostruosamente sovrabbondanti che poggiano su un angolo, una riga, un punto, un segno qualunque che avvii il discorso. L'argomento può essere un'anatomia emotiva che accumula dettagli. Non c'è visione d'insieme; questa, semmai, è apparente per via del fatto che i fogli hanno un margine e i quadri una cornice. Avrei voluto fare l'architetto. I corsi di statica e di geometria descrittiva mi hanno tarpato le ali. Ma nei miei disegni e nella mia architettura covano propositi vendicativi. La bonomia è solo apparente. Con i sogni cominciano le responsabilità…' (Luca Vannozzi)

Luca Vannozzi è nato a Rieti nel 1966. Vive e lavora a Rivodutri. Tra le mostre recenti segnaliamo: (2011) Rivodutri (Ri), Sala Consiliare del Comune, Centocinquanta, a cura di Barbara Pavan e Francesco Santaniello, collettiva nell'ambito delle celebrazioni per il 150mo dell'Unità d'Italia, con il Patrocinio di Provincia, CCIAA, Prefettura di Rieti e Comune di Rivodutri, catalogo; Rivodutri, Tenuta Due Laghi, Esserci, a cura di Barbara Pavan, collettiva con il Patrocinio di Comune di Rivodutri, catalogo; S.Anatolia di Narco (Pg), Ex Convento di Santa Croce, Forme del Divino, collettiva con il Patrocinio del Comune; Rieti, Libreria Moderna, Contemporanea11, a cura di Barbara Pavan, collettiva nell'ambito della Notte Tricolore, con il Patrocinio di Giovani Imprenditori di Confcommercio; Avellino, Nola (Na), Rivodutri (Ri), sedi diverse, In fabula, collettiva a cura di Barbara Pavan e Monna Lisa Salvati; (2010) Rieti, Studio7 Arte Contemporanea, Index, a cura di Barbara Pavan, collettiva; (2009) Rieti, Palazzo Marcotulli, Le stanze delle fiabe, a cura di Barbara Pavan, collettiva con il Patrocinio di Regione Lazio, catalogo

 

La mostra rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2011.  

Scheda tecnica: 

Titolo     IN DREAMS BEGIN RESPONSABILITIES

A cura di    Barbara Pavan

            Artisti Luca Vannozzi

Sede espositiva   Libreria Moderna

                              Via Garibaldi 272, 02100 Rieti

Date     19 novembre – 31 dicembre 2011

Orari     martedì-sabato 10-13 e 16.00-20; lunedì 16.00-20

Ufficio stampa mostra   Studio7.it www.associazionestudio7.it

sabato 8 ottobre 2011

Mostra collettiva Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza.


Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza.
a cura di Giordano Berti

Inaugurazione sabato 8 ottobre 2011
Castello dei Mango, Cuneo


Sabato 8 ottobre 2011, alle 17,00 nel Salone d'Onore del seicentesco Castello dei Busca di Mango (Cuneo), verrà inaugurata la mostra "Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza". Un evento storico-artistico di grande spessore dedicato al cosiddetto "fungo di Afrodite", vale a dire il tartufo. L'esposizione resterà aperta fino al 18 novembre, in concomitanza con la Fiera Internazionale del Tartufo bianco d'Alba. La mostra in effetti, è un evento inserito nel programma ufficiale della manifestazione ed è stato ideato proprio per essere in sintonia con lo slogan del 2011: "l'amore va oltre la crisi". Il progetto scientifico è di Giordano Berti, storico dell'arte e noto scrittore, mentre l'allestimento è a cura dell'interior design Letizia Rivetti.

Gli artisti coinvolti sono nomi ben noti nel panorama artistico nazionale e, in qualche caso, internazionale: Dino Aloi, Atanas Atanassov, Massimo Berruti, Maria Cecilia Bossi, Giacomo Cascioli, Lido Contemori, Maurizio Di Feo, Michael Gage, Fiorenzo Isaia, Ugo Marantonio, Giancarlo Montuschi, Letizia Rivetti, Gabriella Rosso, Mauro Rosso, Luigi Scapini, Paolo Spinoglio, Elisabetta Trevisan, Giorgio Turolla, Mario Vespasiani, Mario Zanoni.

In alcuni casi, gli artisti hanno prodotto esplicitamente per questa occasione, in altri casi le opere esposte provengono da collezioni private, essendo i loro autori deceduti in tempi più o meno recenti o nel caso in cui le loro opere siano state reperite sul mercato. «Ciascun artista – sottolinea il curatore scientifico, Giordano Berti – ha interpretato in modo originale il tema del rapporto fra tartufi e seduzione dando vita ad opere di grande forza suggestiva che si caratterizzano per un contenuto sottilmente erotico, capace di evocare le mitiche proprietà afrodisiache del tartufo; le stesse proprietà sottolineate, lungo il percorso espositivo, da curiose ricette a base di tartufo tratte da antichi libri».

La mostra è introdotta da curiosi documenti storici che testimoniano le credenze sul potere afrodisiaco dei tartufi. Questa sezione contiene ritratti di famosi personaggi che hanno raccontato dei poteri afrodisiaci del tartufo (Teofrasto, Galeno, Platina, Pietro Aretino e così via), accompagnati da citazioni delle loro opere. Tra le numerose citazioni letterarie raccolte da Berti, vale la pena riportare quella dell'umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, che nel 1474 pubblicò a Roma il libro De honesta voluptate et valetudine. Sosteneva il Platina che il tartufo: «…è un eccitante della lussuria, perciò è servito frequentemente nei pruriginosi banchetti di uomini ricchi e raffinatissimi che desiderano essere meglio preparati ai piaceri di Venere. Se questo viene fatto al fine di procreare, è cosa lodevole. Se invece si fa a scopo di libidine (come sono soliti fare parecchi oziosi ed intemperanti) è cosa quanto mai detestabile». Molto più sinteticamente, il cuoco bolognese Baldassare Pisanelli, nel suo Trattato della natura de' cibi e del bere, edito per la prima volta a Roma nel 1583, scriveva dei giovamenti erotici portati dai tartufi: «Sono delicati al gusto, aumentano le sperma, e l'appetito del coito…». Anche se nel Rinascimento non esisteva la prova scientifica degli effetti afrodisiaci dei tartufi, queste idee, secondo Berti, sono rimaste sostanzialmente inalterate nei secoli successivi. Solo agl'inizi dell'Ottocento qualcuno deviò leggermente dalle credenze tradizionali. Tra costoro, il politico e gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin, nel suo celebre Physiologie du goût (1825), dopo una lunga disquisizione sulle sue personali esperienze affermava: «Il tartufo non è per certo un vero afrodisiaco, ma esso può, in talune occasioni, rendere le donne più arrendevoli e gli uomini più desiderosi di piacere». La sezione storica propone anche due acqueforti settecentesche originai che attestano l'antichità delle credenze nelle qualità afrodisiache dei tartufi: La raccolta del tartufo (1731) di Martin Tyroff, e Il fulmine di Giove (1733) di Bernard Picart. Questa parte del percorso si conclude con alcune riviste d'inizio Novecento che utilizzano il mito del tartufo afrodisiaco per deridere i tombeur des femmes. Spicca fra tutte una litografia di Max Schwarzer, intitolata Das Trueffelschwain (il maiale da tartufi), apparsa nel 1920 su Simplizissimus, rivista satirica tedesca fatta poi chiudere dal Partito Nazionalsocialista.

L'allestimento, curato dall'ArtStudioLetizia, contiene varie sorprese scenografiche: installazioni video, scenografie d'epoca, strutture luminescenti, e così via. L'esposizione è organizzata dall'Accademia Aleramica di Alba, in collaborazione con l'Enoteca Regionale "Colline del Moscato" e dell'Ente Fiera del Tartufo bianco d'Alba, con i contributi del Comune di Mango e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

domenica 2 ottobre 2011

Atelier+Guest for the 7th AMACI Contemporary Art Day



Sabato, 8 ottobre 2011
h 11,00/23,00

Sabato, 8 ottobre, a Wish Consultancy aderisce al grande evento Giornata del Contemporaneo, promosso dall’AMACI, con l’iniziativa Atelier+Guest . Il programma di visite in studi di artisti dal titolo ‘Atelier+Guest’ aprirà al pubblico i battenti degli atelier di artisti che hanno eletto come propria residenza o sede di lavoro luoghi inediti negli angoli più significativi della città. Curato e ideato da Stefania Brugnaletti il progetto prevede, nell’arco della giornata, che ogni artista ospiti nel proprio atelier i lavori di artisti guest, nell’intento di stimolare l’attenzione del pubblico sullo scambio di linguaggi artistici, ed individuare allo stesso tempo affini o antitetici approfondimenti di esplorazione creativa. Le visite offrono nondimeno un momento d’incontro con artisti emergenti che hanno già ricevuto gratificanti riconoscimenti e le cui opere fanno parte di importanti collezioni private o sono state esposte da istituzioni italiane e straniere.
Sono due gli spazi previsti per questa edizione: l’Atelier di fra’ Sidival Fila e l’Atelier di Valentina De Martini, ambedue rivolti a Università, Accademie di Belle Arti, Istituzioni di ricerca e formazione nel settore delle arti visive e nei campi affini. L’obiettivo è quello di favorire la visita nell’atelier ad un pubblico eterogeneo, direttori di musei, curatori, critici d’arte, artisti, architetti, studenti e collezionisti. Sono previste visite per gruppi da 10 a 20 persone che saranno accolti e assistiti, previo prenotazione, dalla curatrice sia nella visita dei luoghi che negli incontri con gli artisti stessi.
Stefania Brugnaletti è architetto e curatrice di progetti di arte e architettura contemporanea. All’attività di curatrice affianca un importante lavoro nel campo dell’architettura contemporanea. Incaricata fin dagli anni ’90 a dirigere interventi di rilievo nell’ambito di progetti di riqualificazione urbana, pone particolare attenzione alla promozione di progetti di valorizzazione artistica. Nel 2007 fonda uno studio professionale di consulenza d’arte e di architettura, di cui è direttrice, firmando importanti interventi in Italia e all’estero. In occasione della Giornata del Contemporaneo si è avvalsa della collaborazione di Paola Butera, titolare della Unique ArtGallery e direttore della rivista 4aMagazine, che partecipa con la collezione “Impronte dei sensi” dell’artista Moreno Panozzo, di cui la gallerista promuove l’operato sin dal 2008, anche attraverso pubblicazioni e mostre collettive.


P R O G R A M M A




- Atelier fra’ Sidival Fila – Via di San Bonaventura, 7
fra’ Sidival Fila+Guest
Ore 11,00 apertura al pubblico con le opere degli artisti:
Gianluigi Bellucci, Flavia Bigi, Valentina De Martini, Olga Donati,
Moreno Panozzo, Paola Romoli Venturi, Croce Taravella
Ore 12,30 Brunch riservato (su invito)
Ore 17,00 Fine mostra

L’atelier ubicato nel Convento di San Bonaventura, nell’area archeologica
del Colle Palatino, ospiterà una interessante rassegna di opere d’arte
contemporanea. L’evento espositivo rappresenta altresì un punto
d’incontro per stimolare dibattiti in un dialogo aperto dalla curatrice in un
confronto tra i vari artisti sulle diverse ricerche e tecniche applicate,
dall’incisione alla scultura e alla pittura.

- Atelier Valentina De Martini – Via dei Volsci, 110
Valentina De Martini+Guest
Ore 11,00 Apertura al pubblico con le opere degli artisti:
Gianluigi Bellucci, Flavia Bigi, Olga Donati, fra’ Sidival Fila, Moreno
Panozzo, Paola Romoli Venturi, Croce Taravella
Ore 20,00 Performance Paola Romoli Venturi
Ore 23,00 Chiusura giornata del contemporaneo

Ubicato nel quartiere di San Lorenzo, l’atelier oltre ad ospitare le opere
degli artisti in una mostra collettiva propone la dinamica partecipazione
del pubblico alla performance dell’artista Paola Romoli Venturi.


Ufficio Stampa
4aMedia Srl
+39 0761 970876
4amediapress@gmail.com

Segreteria Organizzativa
A Wish Consultancy
+39 06 3210816
info@awish.it

lunedì 26 settembre 2011

Thomas Munns: HEIMAT mostra personale


 

In occasione di

FOTOGRAFIA

Festival Internazionale di Roma

MASSENZIO ARTE

presenta

 

THOMAS MUNNS   |      HEIMAT

 

a cura di

Claudia Cavalieri

 

 

Inaugurazione Venerdì 7 Ottobre 2011 Ore 18.30

 

 

7 - 15 ottobre 2011

Palazzo Maffei Marescotti |  Via della Pigna 13 A,  Roma

 

 

 

In occasione della decima edizione di FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, Thomas Munns, giovane fotografo italo-tedesco, presenta il suo lavoro, Heimat, che interpreta a pieno il tema proposto quest'anno, "Motherland".

Heimat (parola che in tedesco significa luogo natale e di residenza, paese d'origine e casa paterna) propone un'indagine sul rapporto tra il territorio e la fotografia, su come quest'ultima diventi un dispositivo di ricerca determinante per recuperare (o creare) l'appartenenza ad un luogo connotata da un' esperienza intima e personale.     

 

                                                                   

Se il Romanticismo può essere considerato il punto di partenza della ricerca artistica di Thomas Munns, ad una più attenta lettura delle sue fotografie si acquista la consapevolezza che lo scopo ultimo del lavoro sia proprio la rielaborazione di questo antico concetto. Infatti, ciò che viene immortalato negli scatti è una natura più arcana che avversa, non c'è una visione sublime che la rende ostile e inaffrontabile ma un desiderio di confronto e comprensione in cui la natura stessa è oggetto di una ricerca conoscitiva individuale.

 

Le fotografie presentate sono intrise di una spiritualità che diviene una chiave di lettura della realtà: l'uomo e la natura sono in rapporto paritetico e la montagna è simbolo di questa continua sfida che trova la sua risoluzione proprio in una non sopraffazione dell'uno sull'altra.

La positività che ne scaturisce è legata anche alla metodologia con cui sono stati fatti gli scatti, infatti l'autore ha affrontato nel vero senso della parola le Dolomiti, scalandole. Il conflitto si scioglie e le fotografie risultano essere indagini di esperienze esistenziali autentiche. È creato in questo modo un Romanticismo contemporaneo, riattualizzato e coniugato al presente.

 

Heimat  è il racconto della storia personale di Thomas Munns, in cui la memoria gioca un ruolo decisivo nel proporre punti di vista nuovi ed autentici. Tutto ha origine dall'esperienza vissuta, in cui ogni singolo scatto esiste autonomamente senza subordinarsi ad alcuna trama già narrata ma si afferma nella sua evidenza creativa. Si dispiega un racconto che segue un flusso non continuo, che ci proietta in una dimensione in cui la mera descrizione dei luoghi perde importanza e si afferma il tentativo di cercare la propria terra.

 

 

Thomas Munns nasce a Roma nel 1984, da madre tedesca  e padre italo-inglese. Frequenta la Scuola Germanica di Roma fino al 2003. Nello stesso anno intraprende lo studio di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma e contemporaneamente inizia lo studio della fotografia alla Rome University of Fine Arts. L'incontro con il maestro Franco Fontana nel 2007 svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della sua visione. Nel 2010 completa con il massimo dei voti il Master in Fotografia di Moda e Pubblicità presso l'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata. Attualmente opera nel settore dell'advertising a fianco del maestro Ottavio Celestino.  

 

Scheda Informativa

Heimat | Mostra personale di Thomas Munns

A cura di Claudia Cavalieri

INAUGURAZIONE: venerdì 7 ottobre 2011, ore 18.30

DURATA: dal 7 al 15 ottobre 2011

LUOGO: Palazzo Maffei Marescotti – Via della Pigna 13 A, 00186 Roma

ORARIO: dal lunedì al sabato, dalle ore 12.00 alle 20.00, o su appuntamento | ingresso libero

INFORMAZIONI: 339 2133197, claudiacavalieri@fastwebnet.it, www.thomasmunns.com

 

 

 



domenica 18 settembre 2011

MOSTRA D' ARTE CONTEMPORANEA 'ESSERCI' RIVODUTRI. 8 OTTOBRE 2011

Si terrà sabato 8 ottobre 2011, alle ore 20.30, alla Tenuta Due Laghi (Loc.Campigliano 29) a Rivodutri (Ri), nell'ambito della 7ma Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI, la serata evento inaugurale della mostra d'arte contemporanea ESSERCI, promossa da Studio7.it, a cura di Barbara Pavan, con il Patrocinio del Comune di Rivodutri.  

In mostra le opere di tredici artisti donate per la raccolta fondi a favore dell'Associazione Gli Amici di Luca onlus, di Bologna: Adriano Annino, Camilla Bernardinetti, Daniela Caciagli, Cristiano Carotti, Susanna Cati, Valentina Crivelli, Eliana Frontini, Cristiana Pacchiarotti, Lucia Ricciardi, Sergio Silvi, Raffaella Simone, Luca Vannozzi e Clarice Zdanski. 

Performance teatrale di Valentina Crivelli, con Alessandro Petrucci (tromba e tastiera) e Maurizio Ruggeri (basso elettrico). Jazz live session di Luca Tosoni (pianoforte) e Alessandro Petrucci (tromba).

 
ESSERCI costituisce un punto di contatto tra espressione artistica e solidarietà: '(…) artisti tra loro anche molto distanti per stili e percorsi creativi, ma uniti da una generosità comune, si sono ritrovati, infatti, a offrire la propria opera per sostenere un'attività d'intenso impegno personale e importanza sociale come quella svolta dall'associazione de "Gli amici di Luca" e dalla "Casa dei risvegli" di Bologna. Qui, dunque, con buona pace dell'arte per l'arte, è davvero un'arte per la vita: tante vite da accompagnare con cura, e altre ancora da risvegliare.' (Luca Arnaudo) 

Catalogo in mostra.

Scheda tecnica

 

Titolo   ESSERCI

A cura di  Barbara Pavan

        Artisti Adriano Annino, Camilla Bernardinetti, Daniela Caciagli, Cristiano Carotti, Susanna Cati, Valentina Crivelli, Eliana Frontini, Cristiana Pacchiarotti, Lucia Ricciardi, Sergio Silvi, Raffaella Simone, Luca Vannozzi e Clarice Zdanski.

        Date 8-31 ottobre 2011

        Inaugurazione sabato 8 ottobre 2011 ore 20.30

        Sede espositiva Tenuta Due Laghi

        Loc. Campigliano 29 – Rivodutri (Ri)

        Tel.0746.685206 mob.347.7705131

        Orari giov-sab ore 12-15 e 19-22; dom ore 11-15

        Con il Patrocinio del Comune di Rivodutri

        Catalogo in mostra

MOSTRA PERSONALE MASSIMO FALSACI RIETI 1 OTTOBRE 2011


MOSTRA PERSONALE DANIELA CACIAGLI OSTERIA NUOVA, 1 OTTOBRE

Si apre sabato 1 ottobre 2011 presso Blu Monde Atelier d'Arte, in Via A.Vespucci 25, a Osteria Nuova (Ri), Racconto breve, la mostra personale di Daniela Caciagli, a cura di Barbara Pavan, promossa da Studio7.it. La mostra è inserita nell'ambito delle manifestazioni per la 7ma Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI sul territorio nazionale. 

Racconto breve è la narrazione per frames di una giornata al mare. Esattamente come nella genesi di un ipotetico racconto, l'artista procede osservando e appuntandosi una serie di immagini che non hanno apparentemente all'origine alcun filo conduttore se non nella condivisione di un luogo e di un tempo specifici. Attraverso la successiva trasposizione artistica sulle tele, ciascuno di quei frames assume una nuova ed esclusiva unicità. L'effetto finale dell'allestimento è dunque di un racconto nuovo e che il singolo fruitore può immaginare e plasmare secondo la propria libera lettura ed interpretazione. Un racconto che, all'opposto di quello letterario, ci fornisce le immagini e non le parole, e che, dunque, invita il visitatore a tesserne egli stesso la trama.    

La mostra rimarrà  aperta fino al 31 ottobre 2011.  

Daniela Caciagli è nata a Bibbona (Li) nel 1962. Tra le principali mostre recenti segnaliamo: RIETI, Studio7 Spazio Arte Contemporanea, 12_Twelve, a cura di Barbara Pavan, collettiva; TERNI, Met, Downtown, a cura di Barbara Pavan, collettiva in collaborazione con Galleria Il Canovaccio; LOCARNO (Svizzera), 36Mazal Contemporary, Downtown, a cura di Barbara Pavan, collettiva, catalogo; RIVODUTRI (Ri), Tenuta Due Laghi, Rassegna Ex Arte#1, Madamadoré, a cura di Barbara Pavan e Luca Arnaudo, collettiva, catalogo; ROMA, Galleria Minima Arte Contemporanea, Assenze, a cura di Barbara Pavan, personale, catalogo; CAVALESE (Tn), Centro Arte Contemporanea di Cavalese, Isolina e le altre, a cura di Barbara Pavan, con il Patrocinio di Provincia Autonoma di Trento e Comune di Cavalese, collettiva, catalogo; FIRENZE, Saci Gallery, Passages, a cura di Gianni Costa, collettiva; SERAVEZZA, Scuderie Granducali, Dieci, a cura di Gianni Costa, collettiva; MILANO, Spazio Tadini, Après le solstice, a cura di Gianni Costa, collettiva; MILANO, Galleria Emmediarte, Figure in viaggio, collettiva; RIETI, Palazzo Marcotulli, One Planet, a cura di Simone Fappanni, con il Patrocinio di Regione Lazio, Provincia, Comune e CCIAA di Rieti, catalogo, collettiva; ROMA, Galleria Montoro Arte Contemporanea, Frames, a cura di Barbara Pavan, personale, catalogo; NIZZA, Francia, Espace Art Foire de Nice, Palais des Expo, a cura di Barbara Pavan e Beatrice Bregoli Orts, con il Patrocinio di Camera di Commercio Italiana a Nizza e CCIAA di Rieti, catalogo  

 

Scheda tecnica: 

Titolo:     Racconto breve

            Artista: Daniela Caciagli

A cura di Barbara Pavan

Date:     1 – 31 ottobre 2011

Sede espositiva:   Blu Monde _ Atelier d'Arte Contemporanea

               Via A.Vespucci 25

               Osteria Nuova di Poggio Moiano (Ri),

                              tel.0765 841528

Monica Pennazzi: Salto Quantico

Salto Quantico

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E' forse il momento di identificare e segnalare una nuova corrente d'arte che in questi ultimi anni si è diffusa in modo dilagante fra gli artisti contemporanei. Una ricerca che sintetizza e qualifica gli interventi che dalla transavanguardia ad oggi hanno ricercato una nuova via estetica all'immaginario dell'artista, inserendosi con evidente capacità di sintesi all'interno di tutta una cultura solo apparentemente dalle connotazioni scientifiche. Una cultura tendente, invece, a rendere platonicamente reale l'unità derivante dalla intuizione, dalla ricerca, e dalla fantasia sull'evoluzione della forma.

L'elemento primordiale, il vero mattone della materia, nell'artista confluisce nel simbolo, nel segno scarnito da qualunque orpello, nell'intreccio di linee essenziali che non denotano una forma se non nel suo divenire e nel suo modificarsi costantemente.

Monica Pennazzi è  forse una sacerdotessa di questa ricerca, votata a rendere artistico il segno di Giordano Bruno, la ricerca di Higgs sulla particella di Dio (La particella elementare che dal niente forma la materia e che potrebbe costituire, secondo la moderna ricerca il punto di unione tra quello che definiamo erroneamente il nulla e la nascita della materia).

Si formano così  i filamenti e le forme geometriche che mettono d'accordo Aristotele e Platone e che restituiscono valore alla sintesi di finito ed infinito, di umano e di spirituale, di possibile e di impossibile.

Colore, forma, luce, trasparenza si fondono in una visione cosmica dell'arte rifluendo nella materia elementare fatta di fili e di antiche tessiture (che restituiscono la dignità al primordiale gesto del tessere, unificando l'antico ed il nuovo nel gesto comune a tutti i tempi dell'intrecciare i fili) e richiamano le catene interminabili dei geni della materia organica e lo spirito insito in ogni forma di materia.

Superstringhe che acquisiscono aspetti umani dallo sdipanarsi di geometrie filamentose, più o meno visibili e più o meno trasparenti, che paiono voler ammonire che non tutto ciò che è visibile è reale, e che non tutto ciò che è appena visibile, e forse appena percepibile, irreale, ed assume anzi, a maggior diritto la connotazione di verità assoluta.

In questi tempi l'arte deve svelare e nascondere, appena mostrarsi, come Iside, a chi sa percepirla con gli occhi dell'anima, deve essere insieme esoterica ed essoterica, lasciando ai suoi sacerdoti ed alle sue sacerdotesse l'incarico di creare, attraverso la bellezza, doni e offerte al mistero cosmico nel quale siamo immersi, e che si rende appena visibile, talvolta attraverso la scienza talvolta attraverso l'arte.

di Alessandro D'Ercole

Oggetto mostra arte contemporanea - 
Autori Monica Pennazzi 
Luogo via del Commercio 12   - Roma 
Mezzi pubblici metro B: fermata Piramide + bus 23 o 271 o 769 (su via Ostiense) 
Orari Lun –  sab    17-20

ingresso libero 

Durata 22|09|11         01|10|11 

MOSTRA ADRIANO ANNINO APPUNTI DI VIAGGIO LIBRERIA MODERNA, 8 OTTOBRE


Sabato 8 ottobre 2011, alle ore 11.30, la Libreria Moderna, Via Garibaldi 272, a Rieti, inaugura APPUNTI DI VIAGGIO, la mostra personale di Adriano Annino, a cura di Barbara Pavan, promossa da Studio7.it. La mostra è inserita nell'ambito delle manifestazioni per la 7ma Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI sul territorio nazionale. 

Immaginata come un antico taccuino del viaggiatore, questa mostra racconta il percorso dell'artista alla ricerca del centro: un centro esistenziale, individuale e universale, al quale ricondurre fluidamente l'origine, la ragione ed il fine di tutto. La narrazione di questa ricerca si snoda attraverso una serie di opere realizzate nell'arco di un quinquennio, partendo dal tentativo di individuare dapprima il proprio centro interiore, passando attraverso l'osservazione dei punti focali dell'ambiente domestico, fino ad arrivare al paesaggio, naturale o urbano, inseguendo sempre, costantemente, quasi ossessivamente, il centro.   

'Tutti i centri sono in frantumi; non esiste più un centro' (Majacowski). Da qui - scrive l'artista - parte il mio lavoro: sono alla ricerca di questi frantumi. Nella serie di opere in mostra, osservo i vari e nuovi centri: punti di raccolta dell'identità collettiva. Il rapporto dell'uomo contemporaneo con il mistero e con l'atto creativo è segnato, nella mia visione, dal rapporto con il suo corpo, con la sua casa, con la sua abitazione e, a livello collettivo, l'immagine si allarga al paesaggio, alle vedute urbane. Ma chi è il proprietario del paesaggio urbano o naturale? Che ruolo hanno le coscienze individuali nelle nostre (in)consapevoli credenze o scelte di fede visto che "non esiste e non è mai esistito un uomo che non faccia sacrifici al suo dio o al suo idolo" (Franz von Baader)? L'aspetto ludico, caricaturale e illustrativo delle opere, dove i paesaggi sono umanizzati (fra le linee e i cerchi si intuiscono dei volti), suggerisce l'esistenza di una, più o meno, specifica identità personale degli spazi. Ma chi ha prodotto questa identità?' 

Adriano Annino è nato a Napoli nel 1983, laureato Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo e in Tromba presso il Conservatorio G.Puccini di La Spezia. Ha all'attivo numerose mostre personali e collettive, in Italia ed all'estero. Vive e lavora ad Arezzo.  

La mostra sarà  visitabile fino al 10 novembre 2011. 

Scheda tecnica: 

Titolo     Appunti di viaggio

A cura di    Barbara Pavan

            Artisti Adriano Annino

Sede espositiva   Libreria Moderna

                              Via Garibaldi 272, 02100 Rieti

Date     8 ottobre 2011 – 10 novembre 2011

Inaugurazione    sabato 8 ottobre 2011 ore 11.30

Orari     martedì-sabato 10-13 e 16-20; lunedì 16-20

giovedì 15 settembre 2011

Mostra Ugo Attardi alla Galleria Edarcom Europa

UGO ATTARDI

Dipinti, scultura ed opera grafica

  

     Il 15 settembre 2011, presso la Galleria Edarcom Europa in via Macedonia n. 16 a Roma, si inaugura la mostra "Ugo Attardi | Dipinti, scultura ed opera grafica". Continua così, dopo la mostra tributo a Renzo Vespignani dello scorso mese di giugno, l'omaggio della Galleria Edarcom Europa a quelle personalità dell'arte italiana che hanno caratterizzato il panorama culturale della seconda metà del '900 percorrendo, e in qualche caso anticipando, le linee della pittura contemporanea.

     La mostra si compone di quattro grandi dipinti ad olio su tela dei primi anni '90, alcune sculture in bronzo e circa venti tra incisioni e litografie realizzate dall'artista a partire dagli inizi degli anni '80. 

     Nota biografica (da Wikipedia) 

     Ugo Attardi nasce a Sori (Ge) il 12 marzo 1923. Il padre, sindacalista e componente attivo nella 'Federazione dei Marittimi', originario di Santo Stefano Quisquina, piccolo borgo in provincia di Agrigento, è costretto dal regime fascista a lasciare la Liguria per tornare in Sicilia. Trasferitosi insieme alla famiglia a Palermo, incuriosito dalla pittura e dalle sue tecniche, fin da piccolo (nel tempo libero aiutava lo zio paterno, vecchio pittore di ritratti e paesaggi) inizia a frequentare l'Accademia di Belle Arti e successivamente la facoltà di Architettura. Nel 1945 si trasferisce a Roma, ospitato da Pietro Consagra, a sua volta ospite di Renato Guttuso, e frequenta la trattoria Fratelli Menghi, punto d'incontro per registi, sceneggiatori, poeti e pittori quali Emilio Vedova, Mario Mafai, Pericle Fazzini, Corrado Cagli, Antonello Trombadori, Antonio Corpora, Piero Dorazio. Il clima ricco di iniziative culturali e civili del dopoguerra gli consente di riprendere con slancio la propria ricerca. Con alcuni giovani artisti, nel 1948, costituisce il movimento Forma Uno, di orientamento astratto, maturando tuttavia visioni divergenti rispetto al resto del gruppo. I suoi compagni sono Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Guerrini, Maugeri, Achille Perilli e Giulio Turcato. Nei primi anni Cinquanta orienta la sua arte verso l'espressionismo, ispirandosi tra gli altri a Francis Bacon e George Grosz, affiancando alla propria attività di artista l'impegno politico all'interno del Partito Comunista Italiano. L'esigenza di sperimentare un rapporto nuovo e visionario con la realtà lo portò ad allontanarsi dall'astrattismo, per studiare una propria forma di espressionismo. Nel 1952 e nel 1954 è invitato alla XXVI ed alla XXVII Biennale di Venezia. Nel 1958 partecipa alla fondazione e inizia la collaborazione col giornale di cultura e politica "Città Aperta", insieme a Tommaso Chiaretti, Elio Petri, Renzo Vespignani, Mario Socrate. Nei primi anni sessanta partecipa a numerose esposizioni sia in Italia che all'estero. Nel 1961 fonda con altri artisti, tra i quali Renzo Vespignani, Ennio Calabria e Piero Guccione, il gruppo Il Pro e il Contro. Un viaggio in Spagna lo indirizza verso la riscoperta dei classici e all'approfondimento degli studi storici. Muore a Roma a 83 anni il 21 luglio 2006. 
 
SCHEDA INFORMATIVA 
 
ARTISTA: Ugo Attardi 
PERIODO MOSTRA: 15 settembre - 1° ottobre 2011 
INAUGURAZIONE: giovedì 15 settembre 2011 ore 18,00 
ORGANIZZAZIONE: Edarcom Europa

INDIRIZZO: Via Macedonia, 12/16 - Roma 
ORARIO: LUN-SAB 10,30/13,00 - 15,30/19,30 
INFO: 06.7802620 - www.edarcom.it

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