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Arte e Cultura

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giovedì 14 gennaio 2016

Al via ITALIAN FINE ART a BERGAMO dal 16 al 24 gennaio 2016 | PRIMA EDIZIONE con 127 espositori provenienti da tutta Italia



IFA ITALIAN FINE ART


Un grande evento internazionale!
La nuova mostra di arte antica e moderna a Bergamo

16 - 24 gennaio 2016
Padiglioni A e B
Nuova Fiera di Bergamo


Dal 16 al 24 gennaio 2016, si terrà la prima edizione di ITALIAN FINE ART, che ospiterà nei padiglioni della Fiera Nuova di Bergamo 127 espositori provenienti da tutta Italia.
ITALIAN FINE ART è, dunque, una mostra consolidata che si rinnova per promuovere non tanto l'arte italiana, patrimonio indiscusso del nostro Paese, ma le potenzialità e la professionalità del mercato dell'arte in Italia

Per questo con le Gallerie antiquarie saranno presenti delle Gallerie specializzate nel Novecento storicizzato, altre in Arte Orientale e alcune di Tribal Art. 
La mostra di Bergamo si rinnova per attrarre l'attenzione del mondo internazionale - che guarda all'arte per passione, collezionismo o bene d'investimento - sulla potenzialità del nostro mercato antiquario, sulla professionalità di Galleristi e Antiquari e l'eccellenza delle loro proposte e delle loro competenze.

Oggetti d'arte, sculture, maioliche, porcellane finissime, arredi e dipinti europei dal XIII secolo fino alla prima metà del Novecento, con incursioni nell'alto artigianato cinese e giapponese, passando anche per manufatti preziosi e unici di Arte Tribale.  

Molte e ad ampio raggio sono le proposte degli espositori, a testimoniare l'eccellente selezione fatta dagli organizzatori e allo stesso tempo la vastità della ricerca storico-artistica intrapresa dai Galleristi e dagli addetti ai lavori in Italia, frutto di passione, viaggi e scoperte che a volte hanno dell'eccezionale.

Un esempio sono i bellissimi e inediti dipinti di Giacomo Francesco Cipper detto il Todeschini presentati in anteprima a IFA

I dipinti, che costituiscono una vera e propria "mostra nella mostra", sono il frutto di un'attenta selezione operata nel corso degli anni da un appassionato collezionista lombardo. 

Degli otto dipinti, che hanno avuto un ruolo chiave nella collezione privata lombarda, Il Baro, La Rissa e La lettura della mano hanno un'importanza particolare non solo per qualità, dimensioni e firma, ma perché insieme rappresentano un ciclo completo di uno degli argomenti più frequentemente trattati dal Todeschini: il gioco d'azzardo e le vicende di intrighi e imbrogli che inevitabilmente sfociano in rissa fra baro e la vittima.

ITALIAN FINE ART, grazie all'impegno e alle proposte degli espositori, s'inserisce tra le migliori realtà italiane nel raggiungimento degli standard d'eccellenza, oggi più che mai indispensabili, che hanno fatto delle grandi mostre tedesche, inglesi e francesi l'indiscusso punto di riferimento di mercato dell'arte globalizzato. 
In questo senso va sottolineata la presenza della Commissione Vetting, costituita da indiscussi professionisti e studiosi dei differenti settori merceologici, che vaglia e certifica tutte le opere esposte in mostra.
Il breve excursus tra le opere esposte fa intuire un progetto ambizioso, ma che parte da ottimi presupposti, ai quali non si può non unire la posizione geograficamente vincente della città di Bergamo, per altro città d'arte a pieno titolo, che sarà coinvolta a 360° con iniziative e partnership importanti, su tutte  quelle con gli Istituti di Credito bergamaschi – Credito Bergamasco e Banca Popolare di Bergamo che oltre ad essere sponsor dell'evento saranno presenti a ITALIAN FINE ART con una selezione di notevoli opere delle loro importanti Collezioni d'arte.
Si segnala inoltre che il 18 gennaio avrà luogo un workshop a tema "Scienza per l'arte. La diagnostica come supporto per la conoscenza dei beni culturali".

A tutto ciò sono da aggiungere l'efficienza e modernità della struttura fieristica e l'interazione con l'Ufficio del Turismo per predisporre un Info Point in aeroporto e la creazione di un "carnet dell'ospite IFA". 

Per concludere  è da sottolineare le sforzo di offrire ai visitatori una mostra dal layout nuovo suddiviso in tre ambienti, studiati in collaborazione con l'Ordine degli Architetti di Bergamo, che prevedono anche una zona relax e incontro che ospiterà, durante la settimana, un concerto con aperitivo e una zona che sarà palcoscenico di alcune opere antiche ambientate o rilette con occhio contemporaneo. 
La città di Bergamo e l'Ente Fiera Promoberg hanno la forza, l'ambizione, le risorse e capacità organizzative per diventare un nuovo polo di riferimento del mercato antiquario promuovendo un evento che sa valicare ambiti e competenze territoriali per aprirsi a un pubblico più vasto e a nuovi mercati.

FIERAE | Le Artigiane ospitano la MINIGALLERY di Assisi

Sonia Agosti, Stefano Frascarelli, Sergej Glinkov, Giancarlo Savino e Angelo Zanella
Sabato 23 gennaio ore 18.30 | via di Torre Argentina 72, Roma

Dal 23 al 30 gennaio riprendono gli appuntamenti con l'arte contemporanea presso Le Artigiane a Roma: dopo Radiate Diffraction è la volta della MINIGALLERY di Assisi, che presenta le opere di Sonia Agosti, Stefano Frascarelli, Sergej Glinkov, Giancarlo Savino e Angelo Zanella.

La mostra, dal titolo Fierae, rientra nel progetto, voluto dalle padrone di casa Livia Carchella e Bruna Pietropaoli assieme alla Takeawaygallery, di ospitare con cadenza mensile, sotto il famoso lucernario, gallerie e non profit, ciascuno con un progetto ad hoc, per attivare un dialogo e uno scambio tra i due distinti settori di competenza: l’arte contemporanea e l’artigianato.

La MINIGALLERY nasce alla fine del 2009: partita originariamente con un nucleo di artisti umbri e da un forte radicamento sul territorio, vanta oggi interventi sempre più estesi, sia coinvolgendo artisti nazionali - che espone nella sede di Assisi - sia muovendosi all'esterno del proprio spazio, organizzando mostre e installazioni in luoghi pubblici della regione, in Umbria, o fuori. Alla base dello spirito della MINIGALLERY vi sono le frequenti collaborazioni con altre gallerie o Istituzioni, che le hanno permesso di diventare una delle realtà più attive della zona, e di cui questa presso le Artigiane rappresenta la prima occasione di sortita “ufficiale” a Roma.
Fierae - il cui titolo gioca anche con l’idea di fiera, intesa come momento di visibilità, considerando il passo dalla provincia alla capitale – racconta non tanto una tematica comune “affidata” ai singoli artisti, quanto un’attitudine complessiva nell’approccio all’arte degli autori seguiti dalla galleria: un'idea "animalesca (fiera)" della pittura, che si riscontra nei soggetti, nei colori dissonanti, nelle superfici infiammate.

Ciascuno espone pezzi significativi della propria produzione, riproponendo in piccolo la filosofia della MINIGALLERY: l’eterogeneità come gesto che vada incontro al visitatore; creare un panorama diversificato in grado di includere, con una sua coerenza, espressioni diverse tra loro come dialogo con l’osservatore.

Sonia Agosti (Fiorenzuola d'Arda, 1973) ha frequentato l'Accademia di belle Arti di Firenze. Allieva di Gianfranco Asveri e di Giancarlo Bargoni, vive e lavora a Villanova sull'Arda, in provincia di Piacenza.
Di lei scrive Pietro Bellasi, antropologo, sociologo e critico d’arte: «La tua pittura è tutta espressionista, tu in fondo sei un'espressionista e questo tuo espressionismo unito al dubbio ti dà la possibilità di cogliere la realtà facendoti camminare su questo scrìmolo […]. La tua pittura è sofferente, non ci sono dubbi. Questo orlo tra l'informale, che è la liberazione totale delle forme  e un figurativo appena abbozzato, dove appaiono volti, mi suggerisce l’idea dell’incontro tra l'organico e l'inorganico, il minerale e il biologico e non è mai deciso, perché è talmente doloroso che è impossibile deciderlo […]».

Stefano Frascarelli (Assisi, 1981) ha fatto dell’astrazione dal dato reale – quasi sempre il paesaggio – e dello studio dei limiti del linguaggio pittorico – intesi come barriera entro la quale organizzare una composizione in grado di annullare i suoi stessi confini – il centro della propria ricerca, sviluppata attraverso una coerente sperimentazione sul colore, puro, primario; sui materiali, principalmente gli smalti e il plexiglass; e sulla sua loro libera possibilità di rivelare qualità e proprietà, avanzando tra caso e autorialità.
«Dipingo paesaggi astratti. Una costante di molti lavori è la linea che descrive l’orizzonte, a volte netta ed evidente, altre meno marcata e più sfuggente. Un confine tra i colori, un luogo dove si concentra l'occhio. Con gli smalti ed il plexiglass la linea e la sintesi ordinata si rompono e lasciano spazio all'invadenza dei colori netti e vitali».

Sergej Glinkov nasce a Kiev nel 1963. Nel 1981 si trasferisce in Italia, dove compie gli studi di pittura presso l'Accademia di Belle Arti e di architettura presso lo IUAV di Venezia. Dal 1984 ad oggi ha allestito numerose mostre personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti. «Partendo dall'intima passione per le architetture e per le ambientazioni bucoliche, fino all'importante serie dei nudi e allo studio sui cavalli ed in particolare sui tori, Glinkov porta all'estremo la sua ricerca sulla materia pittorica soffermandosi sulla consistenza del colore degli elementi ancor prima che sulla sua tonalità, che di conseguenza si adegua. 
La pittura ad olio sulla tela convive in forma fluida, quasi liquida, ed in forma materica; l'accostamento di diverse densità dello stesso elemento determina la possibilità di percepire la terza dimensione, la profondità che è alla base dell'illusione della pittura» (S.F.).

Giancarlo Savino (Napoli, 1947), dopo aver passato molti anni tra Milano, Copenaghen e Monaco, si trasferisce a Roma nel 1997, dove attualmente vive e lavora. La sua ricerca si concentra sulla figura umana ed è dedicata al mistero dell’anima
Scrive Paolo Balmas nel catalogo Mal di terra a Palazzo dei Sette, Orvieto: «Le cancellazione e le distorsioni, appunto, saranno lo strumento chiave per quella nuova operatività di Savino, che attraverso questa modalità taglia i ponti con ogni tipo di immagine che allontani l'arte dall'ideale di uno scavo continuo all'interno dell'esistenza, alla ricerca di un tempo interiore del divenire, che non può più permettersi di confondere l'elaborazione del dolore con l'eliminazione dello stress, la tensione verso la felicità con l'acquisizione di merci e beni, la maturazione sociale con la condivisione di mitologie collettive […]».

Angelo Zanella (Lovere,BG, 1960) si diploma all’Accademia di Brera, e a inizio anni ’90 apre uno studio a Parigi, viaggiando tra Italia, Francia e Stati Uniti. Il suo Bestiario «è una raccolta di anime, diversamente dai bestiari medievali dove venivano suggeriti riguardo agli animali simboli teologici, filosofici e morali […]. L’animale è l’essere complesso che vive del vivente». «Gli occhi si dice siano lo specchio dell’anima e con Zanella tali occhi diventano l’espressione di qualcosa di profondo, di emozioni umanizzate. La sensibilità, nel tirar fuori parte di sé, affiora. È come se l’uomo si facesse bestia e la bestia si facesse uomo. La Bestia è stata la prima agghiacciante paura dell’uomo. Nei dipinti dell’artista questa paura è svanita perché non si coglie l’apparente distinzione fra le razze. L’anima li accomuna e li distingue dal regno vegetale» (Laura Bartoli).

Info:

FIERAE
Le Artigiane ospitano la MINIGALLERY di Assisi
mostra collettiva, arte contemporanea
in collaborazione con Takeawaygallery

Artisti: Sonia Agosti, Stefano Frascarelli, Sergej Glinkov, Giancarlo Savino e Angelo Zanella

Inaugurazione: sabato 23 gennaio ore 18.30
Dal 23 al 30 gennaio 2016
Orari mostra: lunedì–sabato 17.00-19.00 oppure su appuntamento 333.4878239

Le Artigiane
via di Torre Argentina 72, 00186 Roma
06.68309347 | info@leartigiane.it

http://www.minigallery.it/
http://www.leartigiane.it/

I chiodini Quercetti agli Uffizi di Firenze: PIXEL ART “EDIZIONE SPECIALE MUSEI”

Il famoso gioco dei chiodini in edizione speciale per la galleria d'Arte fiorentina e per il Museo Egizio di Torino


Vere e proprie opere d'arte. No, non parliamo dei meravigliosi ritratti del Botticelli ospitati alla Galleria degli Uffizi di Firenze e nemmeno degli affascinanti e misteriosi sarcofaghi del Museo Egizio di Torino. 

Parliamo di chiodini. Proprio così. Si chiama Pixel Art la linea di giochi di composizione da realizzare con i chiodini della storica fabbrica di giocattoli Quercetti & C. che è possibile acquistare nei Book Shop di alcune fra le più importanti realtà museali del mondo.

Un'"Edizione Speciale Musei" di questo originale gioco è stato realizzato per il Book Shop della principale Galleria d'Arte fiorentina. Il gioco, in questa particolare edizione, può essere acquistato esclusivamente nello shop degli Uffizi, e permette di riprodurre tre soggetti dedicati: la celebre Cupola del Brunelleschi, simbolo del capoluogo toscano, un primo piano del David di Donatello e un dettaglio della Venere del Botticelli.

Appositamente realizzati per il Book Shop del Museo Egizio di Torino, considerato, per il valore dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo, sono invece i Pixel Art dedicati al famoso Faraone Bambino Tutankhamon e il celebre volto di Merit.

Tutti i quadri Pixel Art "Edizione Speciale Musei" sono composti da 4 tavolette traforate modulari da completare con 4,800 chiodini in 6 colori. 

Per il principio detto "miscela ottica" per cui l'immagine viene prima scomposta in piccoli punti, poi ricomposti e miscelati dall'occhio umano, i chiodini in 6 colori del Pixel Art si miscelano, dando vita a migliaia di nuovi colori e sfumature.

Il "matrimonio" con delle realtà museali così importanti è giustificato, oltre che dalla qualità e dall'originalità del gioco, anche dal principio stesso che sta alla base di questo prodotto. 

L'origine e l'idea del Pixel Art è infatti puramente artistica. L'ispirazione viene dal lavoro degli artisti puntinisti di fine Ottocento. 

E, più recentemente, dal lavoro delle Avanguardie Artistiche che si sono servite dei chiodini Quercetti per realizzare opere d'arte  e quadri che assumono un'estetica che si può definire "pixelata" dove l'immagine è divisa in puntini, come appunto fossero pixel.

L'opera "Figura n° 37" del 1966, realizzata dall'artista fiorentino Antonio Bueno, così realizzata, è ancora oggi visibile presso la Gam, la Galleria d'Arte Moderna di Torino.

mercoledì 13 gennaio 2016

Botticelli in Cile per festeggiare La Moneda



Dal 14 Gennaio al 15  Marzo 2016
Il Centro Cultural La Moneda di Santiago del Chile ospita 
Madonna con bambino e sei angeli
di Sandro Botticelli



La Madonna con bambino e sei angeli di Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi detto il Botticelli, tra i più famosi tondi realizzati dall’artista protagonista dell’umanesimo fiorentino, sarà esposta per la prima volta dal 14 gennaio al 15 marzo 2016, al Centro Cultural La Moneda. Dopo Russia e Giappone, l’opera lascia l’Italia in occasione dell’anno dell’Italia in America Latina.                                  

L’esposizione, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dall’Ambasciata d’Italia a Santiago, dall’Istituto italiano di cultura, la Galleria Corsini di Firenze e il Consejo Nacianal de la Cultura y las Artes, è un regalo per festeggiare i dieci anni di vita del Centro Cultural La Moneda ai cittadini cileni e la visione dell’opera sarà quindi gratuita.

Botticelli incarna nell’immaginario l’idea stessa del Rinascimento fiorentino e uno dei grandi Maestri dell’arte italiana. Allievo di Filippo Lippi e poi attivo nella bottega del Verrocchio la diffusione della sua fama è conferma dalla chiamata nel 1480 a Roma, insieme agli artisti più celebri, per affrescare le pareti della Cappella Sistina. Al ritorno diviene sempre più stretto il legame con i Medici, di cui è pittore di fiducia. Per la famiglia che detiene il potere a Firenze esegue, tra l’altro, famosissime favole mitologiche profane quali La Primavera, Pallade e il centauro, la Nascita di Venere. Opere di complessa simbologia, probabile sintesi – ricercata dal neoplatonismo fiorentino – tra nuovi ideali cristiani e mito antico, che creano un canone di bellezza ideale femminile: giovani donne dall’incarnato luminoso, lunghi capelli biondi, corpo elegante, volti di una dolcezza malinconica.

Dall’ultimo decennio del secolo si manifestano i sintomi della crisi personale di Botticelli che coincide con quella della società fiorentina: la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, la cacciata del figlio Piero de’ Medici nel novembre ‘94 e la conseguente perdita di protezione e di committenze importanti segnano la fine di un mondo. L’artista si avvicina allora al pensiero del domenicano Girolamo Savonarola, ispiratore della moralizzazione della vita pubblica fiorentina. L’adesione totale sarà tardiva, successiva all’esecuzione del frate, avvenuta il 23 maggio del 1498; Botticelli ne abbraccia l’austero rigore e adegua il proprio stile al suo estremizzato credo religioso.

La Madonna con bambino e sei angeli è stata realizzata proprio durante la fase tarda della sua produzione artistica in cui la conversione del pittore matura nel clima turbato della Firenze di fine secolo e determina una svolta nel suo stile. La composizione è pensata per un formato circolare, ma si distingue da esempi precedenti per la costruzione piramidale, l’allungamento delle figure e soprattutto per la presenza degli strumenti della Passione, che rappresentano il fulcro del dipinto e sembrano evocare le prediche infiammate di Savonarola.                                 

Il dipinto del Botticelli fa parte della Galleria Corsini dalla metà del 1600. L’opera venne acquistata dal Marchese Bartolomeo Corsini per seguire le disposizioni testamentarie del fratello, il Marchese Filippo Corsini, che si raccomandava di investire in opere d’arte, le quali “aprono la mente ed il cuore”. Bartolomeo iniziò così a studiare e ad informarsi per scegliere opere d’arte che potessero essere facilmente riconoscibili e di grande valore artistico. La sua scelta ricadde sul Botticelli.      

L’iniziativa di esporre al Centro Cultural La Moneda di Santiago del Chile  un’opera di tale rilievo riflette appieno l’impegno profuso da Italia e America Latina nell’organizzazione dell’Anno di celebrazioni ed è indicativa dell’assoluta eccellenza delle relazioni anche in campo culturale.

Premio "Eccellenti Pittori - Brazzale": IL PONTE DEI SOSPIRI NEL QUADRO PIÙ BELLO DEL 2015

 
Venezia Stabat Mater, di Tommaso Ottieri vince la seconda edizione del premio “Eccellenti Pittori – Brazzale”, sostenuto dal Gruppo Brazzale.

Un’allegoria della condizione umana contemporanea, sospesa tra la minaccia della condanna all’oscurità e la tensione verso la libertà. La contrapposizione tra dolore e speranza, luce e tenebre. Il Ponte dei Sospiri con il suo carico di drammaticità e sofferenza, affidatogli dalla storia, è il protagonista del quadro italiano più bello dipinto nel 2015. Si intitola “Venezia Stabat Mater”, è stato realizzato dall’artista partenopeo Tommaso Ottieri e ha vinto la seconda edizione del concorso Eccellenti Pittori – Brazzale, l’unico fra i grandi premi d’arte dedicato esclusivamente alla pittura.

Ideato da Camillo Langone con lo scopo di promuovere i pittori italiani contemporanei, e sostenuto dall’azienda casearia Brazzale, il concorso ha visto la partecipazione, in qualità di giurati, di 24 importanti esponenti della cultura e dell’imprenditoria, del mecenatismo e dell’economia, da Camilla Baresani a Nicola Porro, da Guido Martinetti a Stefano Bonaga e Roger Scruton a Franco Maria Ricci.

“Lontano dai codici estetici del concettualismo e iperrealismo, spiega Il pittore, “Venezia Stabat Mater” è un’opera contemporanea che utilizza un luogo riconoscibile e un linguaggio comune a tutti, quello della pittura figurativa, per trasmettere l’intensità di un’emozione come quella del dolore e della sofferenza, rappresentata dall’oscurità e dalla penombra soffusa tipica di una città come Venezia. La stessa oscurità che viene interrotta da un bagliore luminoso, quasi accecante, che fa svanire le tenebre e va a definire uno stato di speranza, simile alla condizione di candore rappresentato dalla Vergine ai piedi del crocefisso nell’opera di Jacopone da Todi, nel momento di più tragico. Lo scenario drammatico è forse una allegoria al mondo in cui viviamo? Forse. Sta poi allo spettatore far suo il messaggio”.

Al via la selezione 2016 di Marche Centro d'Arte



AL VIA LA SELEZIONE 2016

La Selezione Marche Centro d'Arte, giunta al 4° anno, intende promuovere e far crescere le nuove tendenze espressive e i nuovi talenti a livello nazionale e internazionale. È organizzata nell'ambito della 6ª Edizione dell'Expo di Marche Centro d'Arte, ed è curata da Valentina Falcioni.
La Selezione dota l'Expo di uno strumento per rendere le Marche sempre più un centro di produzione e propulsione culturale, offrendo la possibilità ad artisti, critici e pubblico di dare e ricevere input e idee.
La Selezione prevede l'allestimento di un'esposizione collettiva di arte contemporanea e la pubblicazione del relativo catalogo, all'interno dell'Expo di arte contemporanea organizzata dall'Associazione Marche Centro d'Arte.

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Per qualsiasi informazione vi invitiamo a contattarci allo 348 3369040
 
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Tel. 348 3369040 | info@marchecentrodarte.it

ART&CO LAB WORKSHOP | LABORATORI | CORSI Gennaio – Maggio 2016




ART&CO LAB
WORKSHOP | LABORATORI | CORSI
Gennaio – Maggio 2016

Art&Co Gallerie di Lecce avvia, a partire dal 16 gennaio 2016, un programma di attività didattiche, rivolto a bambini ed adulti al fine di fornire gli strumenti per una lettura semplificata ma soprattutto attiva dell'arte contemporanea. Una pluralità di iniziative che si pongono come obiettivo principale la diffusione dell'arte contemporanea attraverso la creazione di laboratori che parlano di arte in modo competente e innovativo.
A condividere le proprie esperienze ci saranno professionisti che metteranno le proprie capacità tecniche e le loro approfondite conoscenze, a disposizione dei partecipanti.

Per chiedere informazioni sullo svolgimento settimanale ed orari dei corsi, laboratori e workshop contattare l'indirizzo mail: mirellacoricciati@artevitagallerie.com | cell.:320 9654542
  • Corso di Calligrafia – docente Marta Lagna
Marta Lagna, artista dei segni e calligrafa di fama nazionale, presidente del CIAC, Centro Internazionale di Arti Calligrafiche e del Libro di Roma, realizza creazioni nate dall'amore per la scrittura. Collabora con i grandi marchi della moda, Valentino, Fendi, Dior, Gucci, Louis Vuitton e molti altri, e ha prestato la mano per cinema e televisione. ll corso prevede lo studio della scrittura italica o cancelleresca ai fini dell'uso quotidiano, sia in sostituzione della propria, sia in alternativa.
  • Laboratorio di Disegno e Pittura per bambini – docente Monica Taveri
Momenti di creatività e divertimento dove saranno protagonisti la fantasia e i colori. I bambini impareranno ad approcciarsi al disegno e alla pittura in un ambiente stimolante, circondati da opere di artisti autorevoli nel campo dell'arte contemporanea.
  • Corso base di Fumetto per bambini e ragazzi– docente Sarha Spalluto
Vignette, strisce, storie a una o più tavole: oltre ad essere un'Arte, il fumetto è uno strumento di comunicazione dalle grandi potenzialità che può facilitare e intensificare l'espressione personale.
  • Workshop Libro d'Artista – a cura di Roberto Bergamo
Il laboratorio è rivolto agli artisti, agli appassionati d'arte e a tutti coloro che vorranno sperimentare la realizzazione di un personale ed esclusivo oggetto d'arte. I partecipanti realizzeranno un proprio Libro di Artista partendo dal proprio modo di esprimersi e dalla personale cifra stilistica in base ai materiali che si vorranno utilizzare. E' aperto sia agli adulti che ai ragazzi.
  • Workshop Tecniche Pittoriche – a cura di Daniela Cecere
Un viaggio alla scoperta delle diverse tecniche pittoriche: dall'acquerello, alla china al carboncino e puntasecca, per trasferire sulla carta i propri pensieri ed emozioni in forma artistica e in modo professionale. Il workshop è aperto agli adulti e ai ragazzi a partire dai 14 anni.
  • Corso di Fotografia per adulti e ragazzi– docente Dario Melissano
E' rivolto agli appassionati di fotografia che vogliono imparare le tecniche ed i principi che gli permetteranno poi di produrre immagini migliori con la propria fotocamera, sfruttandone appieno le funzioni e selezionando le corrette impostazioni per ciascuna situazione. Un percorso che, attraverso lezioni pratiche e teoriche, porterà l'appassionato ad una piena consapevolezza del mezzo fotografico.
ART&CO Gallerie | Via S. Nahi 27/29 – Lecce | mirellacoricciati@artevitagallerie.com | cell.:320 9654542


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lunedì 11 gennaio 2016

Canzoni dell'eroe quotidiano - 23 gennaio - Lombroso 16 - Torino

Giovanni Battaglino
CANZONI DELL'EROE QUOTIDIANO
 


sabato 23 gennaio 2016 - ore 21.00
Polo Culturale Lombroso 16 - via Cesare Lombroso, 16 - Torino
 


Gli eroi esistono ancora?
Il termine eroe riporta alla mente personaggi mitici e storici, avventurieri, uomini di coraggio per i quali il rischio è una sfida da vincere ad occhi aperti, oppure i protagonisti dei film e dei racconti frutto della fantasia di autori e sceneggiatori, eppure questa figura è più reale di quanto non si possa immaginare.

L'eroe esiste ancora nel vivere quotidiano, nascosto tra le pieghe dei giorni senza nome, spesso inconsapevole del suo potere. La voce di Giovanni Battaglino, e la sua chitarra, ci raccontano la sua storia in un recital insolito, ricco di suggestioni letterarie, musicali e cinematografiche che lega con un filo una canzone all'altra e, con lo stesso filo, l'artista a chi ascolta. Un modo diverso di intendere un evento musicale che rende protagonista ogni persona presente.

Un viaggio colorato di immagini oniriche e scorci di realtà che tutti, almeno una volta, abbiamo vissuto in prima persona o attraverso le parole di altri: l'amore, il cammino verso una meta importante, la guerra, l'amicizia, le tentazioni, il destino, il coraggio, la speranza.

Dietro lo steccato, al di là di una porta chiusa, oltre l'angolo della strada: le canzoni di Giovanni Battaglino ci porteranno, un passo dopo l'altro, là dove ci aspetta l'eroe quotidiano.

A questo appuntamento sarà presente un ospite speciale: il chitarrista Alessandro Chiappetta.


Ingresso a biglietto responsabile.

"Canzoni dell'eroe quotidiano" è un evento promosso dall'Associazione culturale
YOWRAS Young Writers & Storytellers - www.yowras.it

www.facebook.com/canzonieroequotidiano



YOWRAS Young Writers & Storytellers

Associazione culturale
www.yowras.it



La cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.
Hans Georg Gadamer

mercoledì 6 gennaio 2016

Creature fantastiche ed altre meraviglie… Progetto curatoriale a cura di Simultanea Spazi d’Arte - Firenze Dal 13 al 25 gennaio 2016


Creature fantastiche ed altre meraviglie…
Progetto curatoriale a cura di Simultanea Spazi d’Arte - Firenze
Dal 13 al 25 gennaio 2016
Inaugurazione / Opening mercoledì 13 gennaio ore 17.30


              Cristina Bazolli / Rossella Benevento / Joanna Brzescinska-Riccio / Simonetta Fontani
                                                                    Monica Fossi Giannozzi / Jean - Louis Lassez / Mauro Martin / Jacopo Nocentini
                   Antonio Perrino / Silvia Ronsisvalle / Katia Russo / Duilio Tacchi    



   «La fantasia è libera di pensare qualunque cosa,
anche la più assurda, incredibile, impossibile».  
(Bruno Munari)

Simultanea Spazi d’Arte, realtà curatoriale fiorentina diretta da Roberta Fiorini e Daniela Pronestì, inizia il nuovo anno con una mostra che invita a scatenare la fantasia. Un evento espositivo realizzato traendo spunto da un libro di Jorge Luis Borges - Il libro degli esseri immaginari -, a partire dal quale i dodici artisti partecipanti - Cristina Bazolli, Rossella Benevento, Joanna Brzeschinska - Riccio, Simonetta Fontani, Monica Fossi Giannozzi, Jean - Louis Lassez, Mauro Martin, Jacopo Nocentini, Antonio Perrino, Silvia Ronsisvalle, Katia Russo, Duilio Tacchi - hanno ideato nuove incredibili creature immaginarie, forse più vicine alla nostra sensibilità, ai nuovi “miti” del nostro tempo, e in ogni caso espressione del potere illimitato della fantasia.

Il Pesce dei Terremoti, il Golem, la Fenice, l’Idra di Lerna, l’Anfibena, Chirone, Cerbero: queste ed altre figure nate dal mito o dalla fantasia popolano una delle opere più affascinanti di Jorge Luis Borges, ovvero “Il libro degli essere immaginari”. Un’opera tanto complessa nei riferimenti culturali che sottende - dal mito alla leggenda, dalla letteratura fantastica agli antichi bestiari - quanto appassionante per chi vuole immergersi in un mondo che indaga le tante sfaccettature del meraviglioso.  Un tema a cui lo scrittore argentino si è dedicato come saggista, scrivendo racconti gotici e novelle di un realismo del tutto improbabile. Il libro degli esseri immaginari si colloca nell’ambito della sua produzione come un ampliamento del precedente Manuale di zoologia fantastica, e si presenta come un catalogo ragionato sulle creature fantastiche appartenenti a culture differenti. Questo libro è il risultato di un attento studio comparato che mette in rapporto fonti diverse per arrivare a scoprire che, al di là del luogo, del tempo e quindi del contesto culturale in cui il fantastico si è manifestato, esistono sottili e seducenti affinità tra le figure che popolano o hanno popolato l’immaginario delle diverse civiltà. E’ il caso, ad esempio, del Pesce dei Terremoti, un’anguilla lunga settecento miglia che porta il Giappone sul dorso e che, secondo Borges, è analogo al Bahamut delle tradizioni arabe e al Midgardsorm dell’Edda. Il filo rosso che unisce queste “creature” è la comune radice mitica, che le colloca in una dimensione insieme temporale e atemporale, in un passato così lontano e primordiale che, non potendo essere “datato”, è sempre valido, tanto da riunire in sé anche presente e futuro. Ed è questa “eternità e universalità” dell’immaginario mitologico - fantastico a determinarne il fascino e la capacità di parlare all’essere umano di ogni latitudine ed epoca. Nel Libro degli esseri immaginari, Borges mette insieme favola, mito e religione, dando vita ad un racconto immaginifico, in cui non manca una buona dose di umorismo, come quando scrive che Cerbero ha tre teste “per maggiore comodità delle arti plastiche”.

Simultanea Spazi d’Arte
Spazio curatoriale, Ass. artistico - culturale, via San Zanobi 45 rosso, Firenze
Fb: Simultanea Spazi d’Arte e Simultanea Spazi d’Arte (Official English and Spanish)
Sito web: simultaneaspazidarte.blogspot.com  Twitter: ArteSimultanea
Mail: simultaneaspazidarte@gmail.com    danielapronesti@hotmail.com    rob.fior5@yahoo.it

lunedì 4 gennaio 2016

Oltre il Sacro di Annamaria Gelmi selezionata per la XXV edizione di Kunstraum Kirche nel Duomo di Innsbruck - Quaresima 2016

La XXV Edizione di Kunstraum Kirche presenta

OLTRE IL SACRO
di Annamaria Gelmi
c-Annamaria-Gelmi-Oltre-il-sacro-installazione-pavimento-2015-Duomo-Innsbruck.jpg

10/2 – 27/3 2016
Da Mercoledì delle Ceneri fino a Pasqua

Duomo San Giacomo di Innsbruck
Austria


Ogni anno nel Duomo di San Giacomo di Innsbruck, durante la Quaresima, la rassegna Kunstraum Kirche promuove il dialogo tra tradizione e modernità negli spazi sacri, attraverso l'installazione di opere d'arte contemporanea nelle chiese.
Il comitato scientifico, da venticinque anni, seleziona un artista a livello internazionale per produrre un'opera site specific da collocare all’interno del Duomo durante il periodo che va dal Mercoledì delle Ceneri fino a Pasqua. 

L’edizione 2016 di Kunstraum Kirche vedrà come protagonista l’artista italiana Annamaria Gelmi con l’installazione "Oltre il Sacro".

La Gelmi con quest’opera riflette tutta la complessità del simbolo della croce.
Una forma che viene da lontano, alla quale l’artista si è sempre riferita col termine “PERIMETRI” in quanto memoria delle prime forme architettoniche, come la pianta delle prime costruzioni, quello che solitamente si vede visitando i siti archeologi. In questa forma si racchiudono infatti molti significati non solo religiosi. La croce, come simbolo e forma architettonica esisteva infatti anche prima del cristianesimo ad esempio era presente nelle piante delle città romane.

Annamaria Gelmi non è dunque estranea all’utilizzo di questo simbolo nelle sue opere, spesso protagoniste della sua attività dal 1989 ad oggi, forme geometriche che richiamano alla mente precise strutture architettoniche, espressioni di un’autentica “geometria poetica” e di una “bellezza estrema, cioè un’armonia assoluta e senza tempo”, come lei stessa le definisce.
L’artista imposta gran parte dello studio delle sue opere nel perseguimento di questa armonia assoluta, il simbolo della croce in questo caso però trova nella sua visione di segno primordiale di ordine cosmico non un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

È affascinante osservare che, come l’evoluzione che si registra nell’iconografia della croce nel corso dei secoli, anche nel percorso dell’artista questa viene solo in un secondo momento associata alla simbologia cristiana.
Si passa dunque dal significato di cosmico e di divino, non necessariamente religioso, a quello di vita e di morte associato, come vuole la fede, alla speranza e alla resurrezione.

È in questa nuova visione che “Oltre il Sacro” può essere letta. La grande croce alla base dell’altare, centrale rispetto al transetto, come uno specchio d’acqua, raddoppia la grandezza della cupola grazie a un effetto ottico, ma emana altresì un’intensa pulsione al trascendente.
Così come la seconda croce, uguale e parallela alla prima, con il suo solo perimetro luminoso di colore rosso aggiunge, ai puri riferimenti architettonici, elementi emozionali che intrecciano un rapporto più personale con chi guarda, quasi ad esprimere la tensione verso il mistero che è in ognuno di noi.

Kunstraum Kirche vuole rinnovare, in chiave moderna, la collaborazione tra chiesa e artisti che ai giorni nostri si stava perdendo. Attraverso l’installazione di opere d’arte contemporanea l’iniziativa propone una nuova visione di arte collegata alla chiesa, che non rimane più subordinata alla fede, ma che con essa crea un concreto dialogo e un libero confronto.

Informazioni utili

Rassegna: promosso da: Kunstraum Kirche e Diocesi di Innsbruck
Artista selezionata: Annamaria Gelmi
Titolo dell’istallazione: Oltre il Sacro
Sede espositiva: Duomo di San Giacomo, Innsbruck
Date di apertura: 10 febbraio 2016 – 27 marzo 2016
Informazione per il pubblico:
Sito: www.annamariagelmi.com

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