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Arte e Cultura

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lunedì 7 novembre 2011

LA COLLEZIONE SURPRISE DI D&M

LA COLLEZIONE SURPRISE DI D&M  

Cosa rende questa collezione di vasi in plastica riciclata così unica e diversa? I suoi materiali intelligenti ed ecosostenibili o il suo attraente design? In realtà entrambi. Surprise è una collezione realizzata con il legno, la pietra e la polvere di plastica riciclata. E' sorprendentemente forte e solida perché offre fino a 20 anni di piacere decorativo! Gli oggetti Surprise sono anche molto leggeri e quindi facilmente spostabili. Inoltre, sono ecosostenibili anche in fase di produzione perché viene utilizzata l'elettricità in vece del carbone. Sono adatti sia per gli ambienti interni che per l'esterno e sono disponibili nei colori grigio e marrone.

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PL280 Vaso per orchidee 14 x H13 7,14 €
PL281 Vaso per orchidee 19 x H17 13,02 €
PL282 Vaso ∅31 x H29 46,20 €
PL283 Vaso 40 x H38 77,00 €
PL284 Vaso quadrato #30 x H28 46,20 €
PL285 Piatto quadrato #30 x H15 32,20 €
PL286 Piatto quadrato #40 x H18 46,20 €
 

D&M in breve

D&M depot è cresciuta fino a diventare il punto di riferimento internazionale nel trend degli accessori per l'arredo di interni. Circa l'80% dei prodotti viene progettato internamente all'azienda e oltre a una sede ad Aartselaar, in Belgio, D&M depot ha una filiale e un magazzino in Cina.

Il portafoglio clienti, per l'80% fioristi, conta a oggi circa 2.000 contatti attivi. D&M depot distribuisce i propri prodotti a livello nazionale (e il Belgio è il mercato principale per fatturato) e poi anche in Francia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania e Italia, oltre a Svizzera, Australia, Giappone, Taiwan e Stati Uniti. Alla base del successo di D&M depot non c'è solamente l'idea imprenditoriale dei proprietari Suzie Verbinnen & Steve Vercammen e di un gruppo molto unito, ma anche una collezione unica, dal design sobrio e lineare, che influenza la visione creativa del trend di questo settore e che ha la semplicità come caratteristica fondamentale.

Il tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine. Tutte le collezioni sono frutto del lavoro di un intero gruppo che, giorno dopo giorno, si impegna per offrire ai clienti il migliore servizio e per progettare e realizzare sempre nuovi elementi di design.

giovedì 3 novembre 2011

Mostra D’ Arte Contemporanea “QUADRI- PERSONALE”


Egregio Artista,

per chiudere il 2011  all'insegna dell'arte e della creatività, lo Storico dell'Arte Caterina Randazzo e la galleria IMMAGINE COLORE   http://www.immaginecolore.com/   hanno il piacere di organizzare la Mostra D'Arte Contemporanea "QUADRI- PERSONALE" che sarà organizzata dal 9 al 23 Dicembre 2011.

4 Mini personali all'interno di un'esclusiva esposizione.
 
Sede espositiva: galleria IMMAGINE COLORE - Vico del Fieno 21 rosso, Genova.

Il tema della mostra è il quadro, in tutte le sue varianti e possibilità, indagate da quattro differenti artisti. Alle selezioni possono partecipare artisti dei seguenti settori delle arti figurative: pittura, pitto-scultura, fotografia, disegno, arte digitale.

Con la selezione perentoria di 4 artisti.

 

L'avvenuta selezione include:

 

  • Esposizione di 15 giorni,
  • Ricco vernissage,
  • Presentazione critica,
  • Rassegna stampa e pubblicità (stampa e web),
  • Inviti e locandine digitali,
  • Articolo personale sulla rivista Boè,
  • 2 copie della rivista,
  • 100 estratti della pagina.

 

L'evento, sarà curato dalla dott.ssa Caterina Randazzo e dalla gallerista Loredana Trestin.

Le richieste di partecipazione, unitamente alle immagini fotografiche e al materiale documentario/biografico dovranno pervenire, entro il 15 Novembre 2011, all'attenzione della dott.ssa Caterina Randazzo al seguente indirizzo e-mail: eventi@immaginecolore.eu

Resto a sua disposizione per ulteriori ragguagli.

 

Cordialmente,

Ufficio Stampa

Dott.ssa Caterina Randazzo



mercoledì 2 novembre 2011

MOSTRA PERSONALE DANIELA CACIAGLI OSTERIA NUOVA

 

E' stata prorogata fino al 30 novembre 2011 presso Blu Monde Atelier d'Arte, in Via A.Vespucci 25, a Osteria Nuova (Ri), Racconto breve, la mostra personale di Daniela Caciagli, a cura di Barbara Pavan, promossa da Studio7.it. 

Racconto breve è la narrazione per frames di una giornata al mare. Esattamente come nella genesi di un ipotetico racconto, l'artista procede osservando e appuntandosi una serie di immagini che non hanno apparentemente all'origine alcun filo conduttore se non nella condivisione di un luogo e di un tempo specifici. Attraverso la successiva trasposizione artistica sulle tele, ciascuno di quei frames assume una nuova ed esclusiva unicità. L'effetto finale dell'allestimento è dunque di un racconto nuovo e che il singolo fruitore può immaginare e plasmare secondo la propria libera lettura ed interpretazione. Un racconto che, all'opposto di quello letterario, ci fornisce le immagini e non le parole, e che, dunque, invita il visitatore a tesserne egli stesso la trama.    

Daniela Caciagli è nata a Bibbona (Li) nel 1962. Tra le principali mostre recenti segnaliamo: RIETI, Studio7 Spazio Arte Contemporanea, 12_Twelve, a cura di Barbara Pavan, collettiva; TERNI, Met, Downtown, a cura di Barbara Pavan, collettiva in collaborazione con Galleria Il Canovaccio; LOCARNO (Svizzera), 36Mazal Contemporary, Downtown, a cura di Barbara Pavan, collettiva, catalogo; RIVODUTRI (Ri), Tenuta Due Laghi, Rassegna Ex Arte#1, Madamadoré, a cura di Barbara Pavan e Luca Arnaudo, collettiva, catalogo; ROMA, Galleria Minima Arte Contemporanea, Assenze, a cura di Barbara Pavan, personale, catalogo; CAVALESE (Tn), Centro Arte Contemporanea di Cavalese, Isolina e le altre, a cura di Barbara Pavan, con il Patrocinio di Provincia Autonoma di Trento e Comune di Cavalese, collettiva, catalogo; FIRENZE, Saci Gallery, Passages, a cura di Gianni Costa, collettiva; SERAVEZZA, Scuderie Granducali, Dieci, a cura di Gianni Costa, collettiva; MILANO, Spazio Tadini, Après le solstice, a cura di Gianni Costa, collettiva; MILANO, Galleria Emmediarte, Figure in viaggio, collettiva; RIETI, Palazzo Marcotulli, One Planet, a cura di Simone Fappanni, con il Patrocinio di Regione Lazio, Provincia, Comune e CCIAA di Rieti, catalogo, collettiva; ROMA, Galleria Montoro Arte Contemporanea, Frames, a cura di Barbara Pavan, personale, catalogo; NIZZA, Francia, Espace Art Foire de Nice, Palais des Expo, a cura di Barbara Pavan e Beatrice Bregoli Orts, con il Patrocinio di Camera di Commercio Italiana a Nizza e CCIAA di Rieti, catalogo  

 

Scheda tecnica: 

Titolo:     Racconto breve

            Artista: Daniela Caciagli

A cura di Barbara Pavan

Date:     1 ottobre – 30 novembre 2011

Sede espositiva:   Blu Monde _ Atelier d'Arte Contemporanea

               Via A.Vespucci 25

               Osteria Nuova di Poggio Moiano (Ri),

                              tel.0765.841528 mob.345.3136017

orari:     9-13 e 16.00-19.30

Info:      cell.320.4571689  e-mail studio7artecont@gmail.com

Ufficio stampa:   studio7  barbarart@tiscali.it 
 

FAUSTO FREZZA "PEOPLE". RIETI 12 NOVEMBRE 2011

 

Si apre sabato 12 novembre 2011, la mostra fotografica personale di Fausto Frezza, People, a cura di Barbara Pavan, nell'ambito della 2° Rassegna Fotografica Annuale del Lungovelinocafé di Rieti (Via Salaria 26), coordinata da Studio7.it.  

L'occhio del fotografo stimolato dalla curiosità di incontrare nuovi sguardi e provare quelle intense emozioni che solo il contatto ed il calore con l'umanità più varia riesce ad esprimere è all'origine di questa mostra che presenta una serie di ritratti scattati in diversi luoghi del pianeta. Una rassegna di volti che sanno raccontare non solo le storie individuali, ma capaci di esplorare e narrare tradizioni e culture differenti. Un viaggio nella diversità del mondo attraverso l'unicità dell'individuo fino all'universalità che accomuna tutti gli esseri umani.  

Fausto Frezza è nato in Umbria nel 1954. Vive e lavora a Napoli pur mantenendo costante la sua presenza nei territori delle proprie radici. È stato tra i co-fondatori della AFN, Associazione Fotografica Napoletana, molto presente negli anni 70/80, partecipando attivamente a rassegne fotografiche in varie parti di Italia. La curiosità per il mondo che lo circonda lo spinge a viaggiare, scoprire i più remoti angoli della terra ed osservare la gente, catturare gli sguardi e cogliere con la fotocamera i momenti magici che solo i raggi luminosi nelle differenti latitudini sanno esprimere e disegnare. 

La mostra sarà  visitabile fino al 14 gennaio 2012. Ingresso libero. Catalogo in mostra.

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Scheda tecnica: 

Titolo     People

Artista     Fausto Frezza

A cura di    Barbara Pavan

Sede espositiva   Lungovelinocafe' e Galleria Fotografica

                              Via Salaria 26   Rieti

                              www.lungovelino.it

Date     12 novembre 2011 – 14 gennaio 2012

Orari     lunedì-sabato ore 9-21

Ingresso libero

Catalogo in mostra

Ufficio stampa e coordinamento: Studio7.it

Info     tel.320.4571689

LA COLLEZIONE CIRKANT DI D&M

LA COLLEZIONE CIRKANT DI D&M  
 

Questa collezione eccezionale di vasi mostra perfettamente la bellezza e la forza del latex.  Quattro vasi e un piatto, disponibili nei colori decorativi del bordeaux e del grigio, mostrano come questi oggetti d'artigianato han portato in vita dei veri capolavori, creati utilizzando questo materiale estremamente malleabile e forte allo stesso tempo.

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PL310 Mini Vaso 7 x H7 5,88 €
PL311 Vaso 10 x H10 12,60 €
PL312 Vaso per orchidee 12 x H12 15,68 €
PL313 Vaso 17 x H17 25,20 €
PL314 Piatto 14 x H6 12,60 €
 
 

D&M in breve

D&M depot è cresciuta fino a diventare il punto di riferimento internazionale nel trend degli accessori per l'arredo di interni. Circa l'80% dei prodotti viene progettato internamente all'azienda e oltre a una sede ad Aartselaar, in Belgio, D&M depot ha una filiale e un magazzino in Cina.

Il portafoglio clienti, per l'80% fioristi, conta a oggi circa 2.000 contatti attivi. D&M depot distribuisce i propri prodotti a livello nazionale (e il Belgio è il mercato principale per fatturato) e poi anche in Francia, Paesi Bassi, Lussemburgo, Germania e Italia, oltre a Svizzera, Australia, Giappone, Taiwan e Stati Uniti. Alla base del successo di D&M depot non c'è solamente l'idea imprenditoriale dei proprietari Suzie Verbinnen & Steve Vercammen e di un gruppo molto unito, ma anche una collezione unica, dal design sobrio e lineare, che influenza la visione creativa del trend di questo settore e che ha la semplicità come caratteristica fondamentale.

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martedì 25 ottobre 2011

Personale di Emanuela Bartolotti

Personale di Emanuela Bartolotti

Presentazione di OR NOT - Rivista Monografica di Anomalie Contemporanee 
 

  • Personale di Emanuela Bartolotti e presentazione del numero 4 di OR NOT
  • fotofabbrica di Massimiliano Carraglia in collaborazione con arsprima Milano
  • Sabato 5 novembre 2011 dalle ore 18.00 in mostra sino al 4 dicembre 2011

    Spazio fotofabbrica, Piazza Barozzieri, n.7/A  - Piacenza 

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Dalla collaborazione tra Massimiliano Carraglia e Cristina Gilda Artese, vicini per sensibilità ed obiettivi con le rispettive realtà di fotofabbrica a Piacenza ed arsprima a Milano, accomunati dall'interesse per le edizioni d'arte e per la promozione dell'arte contemporanea ed in particolare della fotografia, nasce un progetto espositivo dedicato alla giovane e talentuosa fotografa Emanuela Bartolotti ed alla presentazione della Rivista Or not, rivista di anomalie contemporanee - edizioni arsprima , il cui numero 5 è proprio dedicato alla Bartolotti. 

Nello spazio espositivo di fotofabbrica in concomitanza con l'apertura di

Arte Piacenza 2011- fiera d'arte moderna e contemporanea che avrà luogo dal 5 al  7 novembre - verrà inaugurata la mostra Short Tales a cura di Cristina Gilda Artese e Massimiliano Carraglia; esposte una selezione delle opere delle serie Racconti Brevi , Gerda e I colori di Atlantide e della recentissima serie Mantica. 

L'artista Emanuela Bartolotti, nata a Lecce, scenografa e fotografa lavora tra la sua città natale, Bologna e Milano. E' difficile riportare all'interno di canoniche categorie la produzione artistica di Emanuela, le sue fotografie rappresentano un mondo che fluttua tra realtà e finzione.  

"Emanuela, più che rivolgersi alla tradizione fotografica, trova ispirazione nella pittura paesaggistica e le citazioni si sprecherebbero, ma vale la pena ricordare alcuni autori, opere e movimenti come I fortunati casi dell'altalena di Jean-Honoré Fragonard, il senso del sublime dell'uomo al cospetto della natura romantica, ma con la pacatezza impressionista e il gusto per l'indagine luminosa di un Monet preso a ritrarre la moglie Camille e il figlioletto in più pose. Cito una pittura storica che usa abilmente la luce come vero soggetto della rappresentazione, avvolgendo il paesaggio e il soggetto umano nella nostalgica verità del ricordo. Il lavoro di Emanuela trova il suo punto di forza nel continuo movimento tra sogno e realtà, tra luogo riconoscibile, esistente, tra luce e personaggi reali, privi di interventi aggressivi di post produzione e quel senso di fantastico che la natura stessa è in grado di generare."

Nila Shabnam Bonetti (Abstract del testo critico, Or Not n°4) 

Or Not è una rivista monografica edita da arsprima, associazione per la promozione delle arti contemporanee che promuove giovani artisti professionisti. Il carattere monografico di Or Not si manifesta non solo nel dedicare ciascun numero ad un singolo artista, ma soprattutto nel coinvolgere l'artista stesso nella progettazione del numero, tanto da trasformarlo in un vero e proprio "libro d'artista". Ogni numero è corredato da interventi e contributi multidisciplinari. 
 

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I colori di Atlantide_ Emanuela Bartolotti 
 
 

Per informazioni:  

Massimiliano Carraglia: info@fotofabbrica.com  +39 347 08 44 233 

arsprima : segreteria.arsprima@gmail.com   +39  02 58 30 83 60

Roy Arden, one of Canada's most respected artists, will open his first solo exhibition in London, The Homosexual Who Wrecked an Empire, with a Wunderkammer of new work including collages, drawings, paintings, sculpture and video.

Arden is perhaps most well known in the UK for his photographic work from the 1990s that depicted the changing urban landscape of Vancouver as the city was being transformed by re-development with the boom in real estate. Arden has described these photographs works "...as battle scenes, like war landscapes, but it's the economic war".

Over the last decade Arden has widened his artistic practice to include collages, videos, paintings, sculpture and web-based projects. However, even though his working practice is becoming more diverse, certain themes continue to run though his work. These are history, modernity and the archive.

Arden has created his own immense archive of images, that he has collected from newspapers, magazines and the internet that he continually uses in his different series of works. One work in particular, the web-based project made in 2004 entitled The World as Will and Representation, included over 28,000 jpegs, and is now recognised as a seminal work. Driven by a personal necessity, Arden delves into the trash heap of history for images that reveal something about how and why we arrived at our present predicament.

 Arden's paper collages are intimate in scale and seem to channel the history of collage while entertaining various subjects through their kaleidoscope of cut and torn fragments. His digital collages are generally more orderly and speak of the need to archive and its attendant folly. Arden's more recent paintings and drawings present singular images in a graphic style similar to early Pop Art but always with critical intent.

His recent sculptures, constructed from discarded, often rusty objects, appear as though they are the idiosyncratic creations of a bricoleur or rag & bone man with spare time and imagination.

This exhibition will also premiere a new video projection entitled Jalopy (2011) which features an antique wind-up Model A Ford toy performing a seemingly demonic routine.

Roy Arden was born in Vancouver in 1957. He completed a Masters of Fine Arts degree under Jeff Wall at the University of British Columbia in 1990. His work can be found in numerous public collections in North America and Europe, including The National Gallery of Canada, the Los Angeles County Museum of Art, The Museum of Modern Art, New York, The Stedelijk Museum, Amsterdam, and the Staatsgalerie in Stuttgart. He has exhibited in dozens of international exhibitions from New York to Sharjah and Berlin to Sydney. In 2007 the Vancouver Art Gallery mounted a survey show of his work covering the period 1981-2007. His last exhibition in the UK was a survey of works from 1985-2000 at the Ikon Gallery, Birmingham in 2006.

lunedì 24 ottobre 2011

Mostra Punk. L' Ultima Rivoluzione



PUNK, L'ULTIMA RIVOLUZIONE

27 ottobre – 4 dicembre 2011

 

ONO Arte Contemporanea

 Bologna – Via Santa Margherita, 10

 

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA

Giovedì 27 Ottobre 2011 ore 18.00

 

 



 

Giovedì 27 Ottobre 2011 alle ore 18 verrà inaugurata a Bologna la mostra "Punk, l'Ultima Rivoluzione" ideata, realizzata e promossa da ONO Arte Contemporanea.

La mostra bolognese presenterà un centinaio di opere, tra cui lavori di noti fotografi che espongono tutt'oggi nei musei di tutto il mondo, grafica, poster ed editoria d'epoca e contemporanea. Un percorso espositivo studiato appositamente per un pubblico preparato e non, che guiderà il visitatore facendogli rivivere il contesto storico.

 

I protagonisti dell'esposizione sono quattro: un negozio in 430 King's Road, Margaret Thatcher, il Giubileo datato 1977 della Regina Elisabetta e i Sex Pistols. Essi illustrano non solo la scena musicale Punk ma anche tutta la rivoluzione socio-culturale nata da ed intorno ad essa in soli tre anni, dal '77 al '80.  Saranno infatti i protagonisti dell'epoca il fulcro centrale della mostra, il vero tema portante, condividendo con noi i loro racconti e le loro testimonianze.

 

La prima sezione partirà dal negozio di Malcom McLaren e Vivienne Westwood al 430 di King's Road, che dopo vari cambiamenti di nomi divenne SEX. Dal 1977 si trasforma nella culla del movimento Punk, coinvolgendo creativi, grafici, artisti e musicisti. Ed è sempre qui che si formano i Sex Pistols, il gruppo creato da McLaren e Steve Jones (chitarrista) con a capo Johnny Rotten (alias John Lydon), Paul Cook (batterista) e Glen Matlock (bassista), sostituito nel 1977 da Sid Vicious, nonostante le sue limitate capacità di musicista. I Sex Pistols non durarono molto, i veri motivi dello scioglimento sono ancora oggi ignoti, a parte la morte di Sid Vicious per overdose, è ancora molta la confusione anche su chi manipolasse chi e su quali fossero le dinamiche che hanno spinto il movimento al di là della propria reale portata e dimensione, facendone un fenomeno mondiale che nasce e muore schiantandosi su se stesso in pochi mesi.

La mostra prosegue con una sezione dedicata alla Regina Elisabetta II e al Giubileo d'Argento del 1977, in quella settimana i Sex Pistols fecero uscire la canzone "God save the Queen", che venne immediatamente percepita come un attacco alla regina e per questo cancellata dai programmi televisivi, e fecero il famoso concerto sul Tamigi in seguito al quale vennero arrestati. Una terza sezione è dedicata a Margaret Thatcher. Queste due donne non solo sono state protagoniste e scrittrici della difficile storia di quel periodo ma anche oggetto della rabbia dei vari artisti sia in campo musicale che in quello delle arti visive, settori in fondo difficilmente separabili all'interno del Punk.

 

Quando si entra nel nucleo più significativo e consistente della mostra, quello dedicato alla scena musicale, si possono ammirare splendide foto originali di professionisti di fama internazionale come John Tiberi, David Corio, Bob Gruen, William English, Berry Plummer, Michael Putland, Eileen Polk, Paul Zone, Phil Grey,. Alcuni di loro erano già famosi, altri lo sono diventati in seguito a questi scatti.

Per l'occasione la maggior parte dei protagonisti dell'epoca sono stati contenti di poter contribuire con testimonianze, commenti inediti e fotografie firmate.

Una magnifica selezione di scatti ai gruppi inglesi come i Sex Pistols, Clash, Siouxsie and the Banshees, Adam and the Ants e ai protagonisti americani come i Ramones, New York Dolls, Blondie, Lou Reed, da testimonianza di una approfondita preparazione dell'argomento e oltre alle immagini delle varie performance sul palco, si da anche uno sguardo più intimista ai diversi artisti, scegliendo di esporre fotografi che li hanno immortalati prima e dopo essere andati in scena.

 

Il titolo della mostra non è casuale. Si riferisce infatti ad una lettura storica che individua nel movimento Punk, l'ultima cultura giovanile ad aver avuto la possibilità di un autentico spazio creativo non preconfezionato dai mass media.

Il movimento punk che fonda la sua identità sulle immagini di massa utilizzate come strumenti contro la società, era una rivoluzione breve ma intensa che ha innovato non tanto la musica ma soprattutto il tessuto sociale, la moda, la letteratura, la cultura giovanile e la grafica che ha creato una forte memoria fino ai giorni nostri.

 

Per fare un omaggio alla città la Ono è riuscita a reperire fotografie uniche che riprendono il concerto dei Clash che si tenne in Piazza Maggiore nel 1980 il 1° Giugno, organizzato dal Comune di Bologna.

 

Si ringrazia per la gentile collaborazione Baggins Book Bazaar e Andrew Wade che gestisce il sito www.only-anarchists.co.uk

 

Informazioni utili:

 

·      Titolo : "Punk, l'Ultima Rivoluzione"

·      Date: Dal 27 ottobre al 4 dicembre 2011

·      Orari di apertura: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21:30

·      Luogo: Ono Arte Contemporanea

·      Indirizzo: Bologna - Via Santa Margherita 10

·      Informazioni per il pubblico: 051 262465

·      Sito internet: www.onoarte.com

·      E-mail:vittoria@onoarte.com  maurizio@onoarte.com  elena@onoarte.com               




 

Sul sito www.culturaliart.com si trovano le immagini ad alta risoluzione e la cartella stampa completa



giovedì 20 ottobre 2011

Mostra: Enrico Benaglia, Paradiso terrestre



Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea

la Galleria Edarcom Europa ha il piacere di invitarLa all'inaugurazione della mostra

ENRICO BENAGLIA
Paradiso terrestre
INAUGURAZIONE VENERDI' 28 OTTOBRE 2011 ORE 18,00
FINO AL 20 NOVEMBRE  2011

CATALOGO IN GALLERIA
Edarcom Europa
Galleria d'Arte Contemporanea
Roma - Via Macedonia, 12/16
Info: 06.7802620 - www.edarcom.it


Orario: 10,30-13,00 / 15,30-19,30 - dal 28 ottobre al 18 dicembre aperto tutti i giorni domenica compresa
INGRESSO LIBERO
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URBINO. mostra ALFONSO LEONI, Casa natale di Raffaello | 31 ottobre - 27 novembre 2011

Urbino torna a rendere omaggio all'arte ceramica con una importante mostra retrospettiva dedicata ad Alfonso Leoni (Faenza 1941-1980), geniale ceramista e scultore faentino, che negli anni sessanta e settanta contribuì al rinnovamento della tradizione con opere avanzatissime per suo il tempo.

Ospitata dall'Accademia Raffaello di Urbino e voluta da Gian Carlo Bojani e Marta Leoni, la mostra "Alfonso Leoni. Sentimenti del gioco" è allestita alla Casa natale di Raffaello – Bottega Giovanni Santi, dal 31 ottobre al 27 novembre 2011.

A cura di Gian Carlo Bojani, già direttore del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e conoscitore diretto dell'arte di Leoni, l'esposizione riunisce novanta opere straordinarie, provenienti dalla collezione della moglie dell'artista e da collezioni private. Sono ceramiche, maioliche, sculture in bronzo e opere in carta, di cui venticinque del tutto inedite e presentate al pubblico per la prima volta, che esemplificano al meglio l'audace e intensa, ma anche ludica, sfida alla materia di Alfonso Leoni.

Scomparso a soli 39 anni nel 1980, Leoni ha vissuto sempre intensamente la sua arte e non ha mai smesso di sperimentare e rinnovarsi, a partire dalle prime esperienze all'Istituto d'Arte per la Ceramica G. Ballardini di Faenza, dove viene subito riconosciuto come talento dallo scultore Angelo Biancini che ne coglie l'abilità eppure la vena trasgressiva e personale. Leoni diventa a sua volta insegnante di "Plastica" presso l'istituto faentino, dal 1961.

LA MOSTRA

La bella mostra di Urbino presenta un'antologia di capolavori, divisi per soggetti: i lavori "ceramico-meccanici" degli anni sessanta ovvero i misteriosi "ciotoloni" (1968-1980) che il giornalista Renzo Biason definiva "orologi privi di coperchio, dentro alla cui cassa si vedono rotelle muoversi e pulsare come un cuore segreto …", i "carrarmati" (1964-1980) miniaturizzati, in sintonia con le coeve armi-giocattolo di Pino Pascali, i "geometrici" (1968) e i "traforati" (1967-70) in maiolica, le composizioni optical (1965) realizzate con carta e le sperimentazioni con carta ripiegata, che già fanno presagire la svolta concettuale degli anni settanta.

Il periodo concettuale vede Leoni abbandonare l'opera-oggetto per arrivare ad un contenuto mentale del suo lavoro. Attratto dalle molteplici possibilità dei materiali, sperimenta altresì i procedimenti industriali come lo stampo, da cui ottiene le note "torsioni" (dal 1974)
in maiolica vivacemente colorata, e la trafila o boudineuse con cui crea i "flussi" (1972-1980) e i "piegati" (1975-80), più noti come il "Pugno di Leoni", da ammirare in mostra in vari esemplari inediti, tra i quali una maiolica trafilata, smaltata in bruno d'orato del 1972 circa, assemblata postuma sul suo piedistallo e mai esposta prima.
"Esibizioni materiche in termini di plasticità pura", così le definiva Enrico Crispolti che vedeva in Leoni "… una sorta di volontà di azzerare l'immagine sul portato dello strumento impiegato, evidenziandolo poi con un colore monocromo squizzante e assoluto". Serie a cui appartengono anche i Pugni del 1973 per il nuovo stabilimento delle Maioliche Faentine di Ercole Baldini, eseguiti con 5 tonalità di nero in mille esemplari, plasmati uno per uno.

Completano l'esposizione un gruppo di quadri (1964-1970), collegabili in buona parte ai "ciotoloni", i "bronzetti" (1970-1971), le "porcellane" (1977-80), assemblaggi di frammenti e scarti di lavorazione delle stoviglie del periodo di progettazione alla Villeroy  e Boch in Germania, veri e propri ready-made sulla memoria di oggetti funzionali, e le ultime "terrecotte" del 1980 accanto alla Pietà del marzo 1980.

LA RICERCA ARTISTICA

Una ricerca all'avanguardia quella di Leoni e in stretto contatto con gli esiti dell'arte contemporanea, a partire dagli stupefacenti lavori degli anni sessanta in carta, d'impronta optical, e dalle sculture metalliche di piccolo formato con sovrapposizione di piani e giochi di pieno e vuoto, in sintonia con i lavori dei Basaldella, di Franco Garelli e più in generale del 'nouveau réalisme' che da Milano iniziava a diffondersi tramite Pierre Restany .
"Ritengo tuttavia – spiega il curatore Gian Carlo Bojani - che la somma manipolazione dell'argilla, Leoni la trovasse con l'adozione della trafila, un mezzo meccanico ma straordinariamente duttile nell'offrire alla mano dell'artista l'elaborazioni migliori e mature come: i flussi, le torsioni, i traforati e i geometrici, i cosiddetti ciotoloni ripieni di 'ratatouilles', memorie dell'infanzia dove si esprimono al meglio i sentimenti del gioco, nel riporre e comporre e sfidare la fragilità di tanti giochi o parti di giochi della memoria, meccanismi smontati e rimontati, come sono soliti fare i bambini". Opere certamente in sintonia con gli assemblages di Jean Tinguely, César, Arman, Daniel Spoerri, Joseph Cornell.

Leoni era per altro polemico e irriverente nei confronti di ogni codificazione ideologica e artistica. Contestava le regole del celebre Premio Faenza e nel 1974, quando la commissione giudicatrice ammette all'esposizione del Concorso solo parte di un suo lavoro più complesso, decide di non mostrare al pubblico le opere nascondendole sotto un telo bianco. Due anni dopo, la performance al Museo di Faenza, in cui rompeva, con valenza fortemente metaforico/simbolica, i suoi pezzi per assemblarli in una palla di argilla informe, e la vincita del Premio Faenza 1976 con Composizione di due vetrine "archeologiche", contenenti frammenti di ceramica e medaglioni cimiteriali con immagini della storia dell'arte.

Nel filmato del 1976 "Terra Viva. Scultura ceramica italiana negli anni settanta", del regista Aldebrando De Vero e a cura di Enrico Crispolti, veniva documentata la performance al Museo di Faenza, accanto agli esiti di altri artisti del tempo: Federico Bonaldi, Nino Caruso, Candido Fior, Nedda Guidi, Pompeo Pianezzola, Alessio Tasca, Nanni Valentini e il faentino Carlo Zauli; ma l'unico a sovvertire, a mettere in discussione, l'opus ceramico era Alfonso Leoni che ardiva ad una azione molto ardua, quella concettuale appunto, non consona di per sé – per il carattere hard - alla ceramica.

Leoni voleva dimostrare che la ceramica può essere altro dall'oggetto smaltato e aveva maturato la grande ambizione di fare della terra un linguaggio. Alimentato dal clima di rottura di quegli anni, sperimentava materiali e tecniche compositive, per creare nuovi cortocircuiti di senso ma soprattutto anticipava l'aria di cambiamento che negli anni ottanta avrebbe generato un pubblico "indeciso a tutto", sostenendo che non possono esistere concetti di bellezza o bruttezza, ma semplicemente il "dubbioso" e che andare oltre il semplice "bello" voleva dire cogliere la vita nelle sue contraddizioni, nella sua crudezza, nella sua realtà.
"Ricerca. In questa parola – dichiarava Leoni - si può sintetizzare tutto il mio modo di far ceramiche. Una delle cause che mi ha spinto lontano dalla tradizione fatta di bei vasi panciuti, gocciolanti smalti preziosi e di statuine deliziose, è stata la presa di coscienza della preziosità del materiale … ". Ma non bisogna incantarsi alla piacevolezza che esso emana, bensì usarlo e tentarne nuove espressività, fino a saggiarne i limiti e a sviscerarne ogni possibilità.
Leoni cercava il senso dell'uomo negli oggetti quotidiani e nelle piccole cose al fine di migliorare le condizioni di vita e la condivisione con gli altri. Da qui il suo avvicinamento al disegno industriale.

Dal 1977, con la collaborazione alla Villeroy e Boch, inizia ad assaporare i vantaggi di una posizione di successo. Realizza tre collezioni di valore internazionale, garantite nella produzione per dieci anni e iniziano per lui le collaborazioni e le mostre all'estero, in Giappone, in Belgio, in Canada, in Inghilterra. Nel 1979 si ammala precocemente, ma non cessa, neppure per un istante, di pensare al proprio lavoro.

Dotato di una grande fertilità intellettuale e di una versatilità straordinaria, dallo stupore dell'infanzia, all'intelligenza della ricerca, alla curiosità dell'ignoto, in un ventennio Alfonso Leoni ha lasciato opere di eccezionale vitalità.

A distanza di un decennio dalla grande antologica del 1993 curata da Andrea Emiliani, in concomitanza con il 48° Concorso Internazionale della Ceramica d'Arte di Faenza, la mostra alla Casa Natale di Raffaello a Urbino è l'occasione per riscoprire il genio e la felice produzione di un artista che si annovera tra i più interessanti del XX secolo.

Alfonso Leoni è inoltre presente tra gli artisti documentati nella mostra ''Il Futuro nelle Mani Artieri Domani'', a cura di Enzo Biffi Gentili, in corso fino al 20 novembre 2011 alle Officine Grandi Riparazioni di Torino.

Infine, la piccola ma preziosa mostra "Alfonso Leoni - Disegni", a cura di Antonella Ravagli, alla Bottega Bertaccini - Libri e Arte (Corso Garibaldi,  4 – Faenza) per la prima volta presenta al pubblico opere grafiche realizzate dall'artista nel corso degli anni sessanta (15 ottobre - 30 novembre 2011 | orari 10 – 13 / 15,30 - 19,30 chiuso domenica e lunedì mattina | info T 0546 681712).


Le opere di Alfonso Leoni si trovano:
al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Valle Giulia a Roma, al Museo d'Arte Moderna di Kyoto (Giappone), al Centro di Ricerche "Pio Manzù" a Verucchio (RN), nella Collezione Cidonio a Marina di Pietrasanta (LU), all'Università di Bologna presso la Facoltà di Matematica, all'Ospedale Civile di Faenza, al Santuario di Gesù Bambino di Praga ad Arenzano (GE), alle sedi provinciali INPS di Roma e di Verona, all'Ospedale Civile di Codigoro (FE), arredo urbano ad Alfonsine (RA), arredo urbano a Bagnacavallo (RA), nel Cimitero dell'Osservanza di Faenza, e in varie collezioni pubbliche e private in America, Inghilterra, Sud Africa, Francia, Germania, Polonia, Russia, Giappone, Belgio, Canada, Italia.


ALFONSO LEONI
Sentimenti del gioco

Casa natale di Raffaello - Bottega Giovanni Santi
Via Raffaello, 57 | 61029 Urbino (PU)

31 ottobre – 27 novembre 2011

Orari
lunedì 31 ottobre >  9,00 - 12,30 / 15,00 - 18,30
dal 1° novembre > lunedì – sabato 9,00 – 14,00 / domenica e festivi > 10,00 - 13,00

Ingresso gratuito

Informazioni > Casa natale di Raffaello - Museo T 0722 320105

Mostra e catalogo a cura di > Gian Carlo Bojani

Testi critici > Gian Carlo Bojani, Enrico Crispolti, Andrea Emiliani, Franco Bertoni, Enzo Biffi Gentili, Luisa Perlo, Antonella Ravagli, Nanni Valentini

Foto > Ezio Foschini - Faenza




UFFICIO STAMPA
Alessandra Zanchi M 328 2128748
press.zanchi@gmail.com



martedì 18 ottobre 2011

MOSTRA PERSONALE LUCA VANNOZZI RIETI, 19 NOVEMBRE

Si inaugura sabato 19 novembre 2011, ore 18.30, alla Libreria Moderna, Via Garibaldi 272, a Rieti, la mostra personale di Luca Vannozzi, IN DREAMS BEGIN RESPONSABILITIES, a cura di Barbara Pavan, promossa da Studio7.it. 

'Nei sogni cominciano le responsabilità (Yeats). C'è pure chi non sogna o, magari, non aggancia il sogno alla memoria: una vita psichica non documentabile. Una forma compensativa del sogno è il disegno, mai ricostruttiva. Per i Pellerossa, per esempio, il sogno entra da un orecchio ed esce dall'altro. La registrazione di un sogno finirebbe per essere documento psicoanalitico, referto medico, materia per diagnosi o per letteratura scadente. L'ideazione del sogno impegna capacità di costruzione, comporta responsabilità. Chi progetta e disegna dei sogni fa l'architetto e il chimico e non rappresenta il proprio vissuto, lavora per altri. Il sogno non è perciò replicazione in stato dormiente di vita reale o elaborazione disinibita di desideri, di vittimismi e di vendette. E' questione di progetti senza calcoli, di statica caracollante, di finiture mostruosamente sovrabbondanti che poggiano su un angolo, una riga, un punto, un segno qualunque che avvii il discorso. L'argomento può essere un'anatomia emotiva che accumula dettagli. Non c'è visione d'insieme; questa, semmai, è apparente per via del fatto che i fogli hanno un margine e i quadri una cornice. Avrei voluto fare l'architetto. I corsi di statica e di geometria descrittiva mi hanno tarpato le ali. Ma nei miei disegni e nella mia architettura covano propositi vendicativi. La bonomia è solo apparente. Con i sogni cominciano le responsabilità…' (Luca Vannozzi)

Luca Vannozzi è nato a Rieti nel 1966. Vive e lavora a Rivodutri. Tra le mostre recenti segnaliamo: (2011) Rivodutri (Ri), Sala Consiliare del Comune, Centocinquanta, a cura di Barbara Pavan e Francesco Santaniello, collettiva nell'ambito delle celebrazioni per il 150mo dell'Unità d'Italia, con il Patrocinio di Provincia, CCIAA, Prefettura di Rieti e Comune di Rivodutri, catalogo; Rivodutri, Tenuta Due Laghi, Esserci, a cura di Barbara Pavan, collettiva con il Patrocinio di Comune di Rivodutri, catalogo; S.Anatolia di Narco (Pg), Ex Convento di Santa Croce, Forme del Divino, collettiva con il Patrocinio del Comune; Rieti, Libreria Moderna, Contemporanea11, a cura di Barbara Pavan, collettiva nell'ambito della Notte Tricolore, con il Patrocinio di Giovani Imprenditori di Confcommercio; Avellino, Nola (Na), Rivodutri (Ri), sedi diverse, In fabula, collettiva a cura di Barbara Pavan e Monna Lisa Salvati; (2010) Rieti, Studio7 Arte Contemporanea, Index, a cura di Barbara Pavan, collettiva; (2009) Rieti, Palazzo Marcotulli, Le stanze delle fiabe, a cura di Barbara Pavan, collettiva con il Patrocinio di Regione Lazio, catalogo

 

La mostra rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2011.  

Scheda tecnica: 

Titolo     IN DREAMS BEGIN RESPONSABILITIES

A cura di    Barbara Pavan

            Artisti Luca Vannozzi

Sede espositiva   Libreria Moderna

                              Via Garibaldi 272, 02100 Rieti

Date     19 novembre – 31 dicembre 2011

Orari     martedì-sabato 10-13 e 16.00-20; lunedì 16.00-20

Ufficio stampa mostra   Studio7.it www.associazionestudio7.it

sabato 8 ottobre 2011

Mostra collettiva Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza.


Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza.
a cura di Giordano Berti

Inaugurazione sabato 8 ottobre 2011
Castello dei Mango, Cuneo


Sabato 8 ottobre 2011, alle 17,00 nel Salone d'Onore del seicentesco Castello dei Busca di Mango (Cuneo), verrà inaugurata la mostra "Eros e tartufi. Verità nascoste, messe in evidenza". Un evento storico-artistico di grande spessore dedicato al cosiddetto "fungo di Afrodite", vale a dire il tartufo. L'esposizione resterà aperta fino al 18 novembre, in concomitanza con la Fiera Internazionale del Tartufo bianco d'Alba. La mostra in effetti, è un evento inserito nel programma ufficiale della manifestazione ed è stato ideato proprio per essere in sintonia con lo slogan del 2011: "l'amore va oltre la crisi". Il progetto scientifico è di Giordano Berti, storico dell'arte e noto scrittore, mentre l'allestimento è a cura dell'interior design Letizia Rivetti.

Gli artisti coinvolti sono nomi ben noti nel panorama artistico nazionale e, in qualche caso, internazionale: Dino Aloi, Atanas Atanassov, Massimo Berruti, Maria Cecilia Bossi, Giacomo Cascioli, Lido Contemori, Maurizio Di Feo, Michael Gage, Fiorenzo Isaia, Ugo Marantonio, Giancarlo Montuschi, Letizia Rivetti, Gabriella Rosso, Mauro Rosso, Luigi Scapini, Paolo Spinoglio, Elisabetta Trevisan, Giorgio Turolla, Mario Vespasiani, Mario Zanoni.

In alcuni casi, gli artisti hanno prodotto esplicitamente per questa occasione, in altri casi le opere esposte provengono da collezioni private, essendo i loro autori deceduti in tempi più o meno recenti o nel caso in cui le loro opere siano state reperite sul mercato. «Ciascun artista – sottolinea il curatore scientifico, Giordano Berti – ha interpretato in modo originale il tema del rapporto fra tartufi e seduzione dando vita ad opere di grande forza suggestiva che si caratterizzano per un contenuto sottilmente erotico, capace di evocare le mitiche proprietà afrodisiache del tartufo; le stesse proprietà sottolineate, lungo il percorso espositivo, da curiose ricette a base di tartufo tratte da antichi libri».

La mostra è introdotta da curiosi documenti storici che testimoniano le credenze sul potere afrodisiaco dei tartufi. Questa sezione contiene ritratti di famosi personaggi che hanno raccontato dei poteri afrodisiaci del tartufo (Teofrasto, Galeno, Platina, Pietro Aretino e così via), accompagnati da citazioni delle loro opere. Tra le numerose citazioni letterarie raccolte da Berti, vale la pena riportare quella dell'umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, che nel 1474 pubblicò a Roma il libro De honesta voluptate et valetudine. Sosteneva il Platina che il tartufo: «…è un eccitante della lussuria, perciò è servito frequentemente nei pruriginosi banchetti di uomini ricchi e raffinatissimi che desiderano essere meglio preparati ai piaceri di Venere. Se questo viene fatto al fine di procreare, è cosa lodevole. Se invece si fa a scopo di libidine (come sono soliti fare parecchi oziosi ed intemperanti) è cosa quanto mai detestabile». Molto più sinteticamente, il cuoco bolognese Baldassare Pisanelli, nel suo Trattato della natura de' cibi e del bere, edito per la prima volta a Roma nel 1583, scriveva dei giovamenti erotici portati dai tartufi: «Sono delicati al gusto, aumentano le sperma, e l'appetito del coito…». Anche se nel Rinascimento non esisteva la prova scientifica degli effetti afrodisiaci dei tartufi, queste idee, secondo Berti, sono rimaste sostanzialmente inalterate nei secoli successivi. Solo agl'inizi dell'Ottocento qualcuno deviò leggermente dalle credenze tradizionali. Tra costoro, il politico e gastronomo francese Jean Anthelme Brillat-Savarin, nel suo celebre Physiologie du goût (1825), dopo una lunga disquisizione sulle sue personali esperienze affermava: «Il tartufo non è per certo un vero afrodisiaco, ma esso può, in talune occasioni, rendere le donne più arrendevoli e gli uomini più desiderosi di piacere». La sezione storica propone anche due acqueforti settecentesche originai che attestano l'antichità delle credenze nelle qualità afrodisiache dei tartufi: La raccolta del tartufo (1731) di Martin Tyroff, e Il fulmine di Giove (1733) di Bernard Picart. Questa parte del percorso si conclude con alcune riviste d'inizio Novecento che utilizzano il mito del tartufo afrodisiaco per deridere i tombeur des femmes. Spicca fra tutte una litografia di Max Schwarzer, intitolata Das Trueffelschwain (il maiale da tartufi), apparsa nel 1920 su Simplizissimus, rivista satirica tedesca fatta poi chiudere dal Partito Nazionalsocialista.

L'allestimento, curato dall'ArtStudioLetizia, contiene varie sorprese scenografiche: installazioni video, scenografie d'epoca, strutture luminescenti, e così via. L'esposizione è organizzata dall'Accademia Aleramica di Alba, in collaborazione con l'Enoteca Regionale "Colline del Moscato" e dell'Ente Fiera del Tartufo bianco d'Alba, con i contributi del Comune di Mango e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

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