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Arte e Cultura

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giovedì 6 luglio 2017

2017 L'ANNO DI MAGRITTE




Al via un ricco calendario culturale per omaggiare il padre del surrealismo belga a cinquant'anni dalla sua scomparsa.

Sulla costa, Knokke-Heist:
Magritte Experience - dal 30 giugno al 3 settembre 2017
In mostra Magritte e il mare, dal 20 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018

A Bruxelles:
L'Atomium incontra il Surrealismo, dal 21 settembre 2017 al 10 settembre 2018
In mostra al Musée Magritte Museum, dal 13 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018: Magritte e l'arte contemporanea Magritte e Marcel Lecomte.

VISITFLANDERS - Ente del Turismo delle Fiandre
Piazza Santa Maria Beltrade 2
20123 Milano
T +39 02 97 38 17 53

Chi siamo
VISITFLANDERS - Ente del turismo delle Fiandre, è l'Ente preposto alla promozione delle Fiandre e Bruxelles in Italia ed è parte integrante di Toerisme Vlaanderen, Agenzia per la promozione turistica del Governo delle Fiandre, regione del Belgio. L'Ente lavora per comunicare al pubblico, agli operatori turistici, a giornalisti e blogger, e a tutti i partner, il meglio della cultura, del patrimonio, ma anche dello stile di vita, della gastronomia e della creatività delle Fiandre di ieri e di oggi.






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mercoledì 5 luglio 2017

IED TALENT TEMPORARY EXHIBITION presso MAXXI Roma




MULTIPLIED
IED TALENT TEMPORARY EXHIBITION 
IED- Istituto Europeo di Design porta lo sguardo dei suoi studenti al MAXXI. Un'installazione temporanea che risponde alla domanda:
da dove guardi il tuo futuro?  
INAUGURAZIONE MOSTRA con APERITIVO
Venerdì 7 Luglio 2017 alle ore 19.00
MOSTRA: 7 – 8 – 9 Luglio 2017
presso il MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo - SPAZIO D 
Via Guido Reni, 4 – Roma

IED Roma sceglie di rappresentare il valore del fare design attraverso Multiplied. A partire dalla coesistenza di approcci creativi differenti e complementari nasce un'installazione temporanea all'interno dello SPAZIO D del MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma dal 7 al 9 luglio 2017.
Multiplied inaugura venerdì 7 luglio 2017 alle ore 19.00 presso lo SPAZIO D del MAXXI.
Sempre nella stessa giornata è in programma la presentazione aperta al pubblico di Zaha Hadid in Italia, progetti realizzati dagli studenti alle ore 17.30 presso il MAXXI – Sala Graziella Lonardi Buontempo.
Prototipi, oggetti di design, stampe, pubblicazioni editoriali, accessori e gioielli, fotografie, video e paesaggi sonori: i progetti dei talenti dell'Istituto Europeo di Design si fondono in un racconto multidisciplinare, creativo e condiviso.
«IED è quello che vedrete in questo allestimento - dichiara Nerina Di Nunzio, Direttore IED Roma - creatività, fantasia, concretezza e impegno. IED è una pista di decollo per chi vuole giocare il proprio ruolo nel mondo del contemporaneo dove la velocità non può sacrificare bellezza, estetica e poesia che sono il vero cibo per l'anima».
Multiplied è una grande vasca capace di contenere progetti che appartengono al mondo del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione: visioni coraggiose e aperte sul futuro sviluppate durante il percorso formativo dagli studenti IED Roma.
La vasca contiene senza limiti grazie ai suoi bordi che riflettono ed estendono il mondo del progetto all'infinito, grazie ai lavori in esposizione, sovrapponendosi e contaminandosi. Sono progetti che acquistano valore sia per la loro specifica identità sia per la loro capacità di influenzarsi reciprocamente. Proprio come le professioni creative di oggi. Professioni senza contorni.
Contemporaneamente tre affacci sopraelevati consentono agli osservatori partecipanti di riconoscere un senso che da un punto di vista ravvicinato non sarebbe possibile cogliere. Attraverso le tre scale rosse è possibile guardare i progetti nel loro insieme, scorgere un dettaglio o riconoscere un senso che da un punto di vista ravvicinato non sarebbe possibile cogliere. L'obiettivo è allontanare il punto di vista per comprendere la realtà e immaginare il futuro rimanendo immersi in una condizione articolata, mutevole e straordinariamente caleidoscopica.
«Il metodo IED – afferma Laura Negrini, Direttore della Scuola di Design presso IED Roma - aiuta a sviluppare proprio questo: la capacità di immergersi nel progetto perdendosi nella materia, nella tecnologia, negli approcci di diverse discipline creative che si sovrappongono. Soprattutto spinge ad elevare lo sguardo rispetto a questa complessità, a salire un po' più in alto, ad ampliare i propri orizzonti e a guardare il progetto da quella  distanza necessaria per riconoscere con chiarezza dove si vuole andare». 
MULTIPLIED  - da dove guardi il tuo futuro?
IED ARTI VISIVE
VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA
In esposizione: Pubblicazione
Partner: Armando Curcio Editore
Viaggio al centro della terra - Prototipo del volume progettato dagli studenti IED. La casa editrice Armando Curcio Editore inserisce l'opera Viaggio al centro della terra, rivisitandola in chiave moderna, nella Linea Aurea, sezione di pregio all'interno delle proprie pubblicazioni.
Un omaggio all'autore Jules Verne considerato il padre della fantascienza che con i suoi racconti ambientati nell'aria, nello spazio, nel sottosuolo e nel fondo dei mari, ha ispirato scienziati e applicazioni tecnologiche delle epoche successive.
IED ARTI VISIVE
Civita di Bagnoregio
In esposizione: Brand Book
Civita di Bagnoregio è un antico borgo medioevale del Lazio dove una manciata di case - ammucchiate intorno a uno svettante campanile - poggia su un colle che si sgretola giorno dopo giorno: la roccia argillosa, residuo di sedimenti marini, rende la zona famosa come La Valle dei Calanchi.
Oggi i collegamenti sono garantiti da un unico ponte pedonale, stretto e lungo, che nelle giornate di pioggia sbuca dalle nuvole.
Gli studenti hanno progettato per Civita di Bagnoregio logo, immagine coordinata, segnaletica, mappa, format di advertising, installazioni di sensibilizzazione del territorio.
IED arti visive - area CINEMA E NEW MEDIA
Puppet e Stop Motion
In esposizione: Puppet e Video
Le creature del puppeteer sono pupazzi da animare un millimetro dopo l'altro, di frame in frame. Tra le tecniche più antiche dell'animazione ma utile anche per la Computer Generated Imagery (CGI o CG) e il 3D, la stop motion è una forma artigianale di espressione che sta trovando una nuova vita sugli schermi cinematografici e televisivi. Multiplied mette in mostra i puppet e il video in stop motion realizzati dagli studenti del corso Triennale di CG Animation.
IED arti visive - area CINEMA E NEW MEDIA
FABBRICA
In esposizione: Video
Partner: Teatro dell'Opera di Roma
Fabbrica è una web series realizzata in collaborazione con il Teatro dell'Opera di Roma. Sette puntate dedicate al "dietro le quinte" degli spettacoli, visti con gli occhi di un gruppo di giovani artisti provenienti da tutto il mondo. Cantanti, scenografi, costumisti, registi, librettisti, maestri collaboratori sono protagonisti di brevi documentari sui temi quotidiani di ogni disciplina artistica: l'uso del talento, la paura di esibirsi, la precisione nel lavoro, la magia dell'ispirazione, la responsabilità di una vita irregolare, tutta da difendere, dei partecipanti di Fabbrica – Young Artist Program del Teatro dell'Opera di Roma.
ied DESIGN
EVA e RECUERDO
In esposizione: Lampade
Partner: Oluce
Oluce, la più antica azienda italiana di design ancora attiva nel campo dell'illuminazione, ha chiesto agli studenti del corso Triennale di Product Design di disegnare una serie di prodotti e di famiglie che rispecchiassero il suo mondo.
Da questo percorso di ricerca e di sviluppo sono emersi progetti innovativi come Eva e Recuerdo che, dato l'elevato livello dei prodotti, l'azienda ha deciso di inserire all'interno della nuova collezione presentata al pubblico durante Euroluce 2017, in occasione dell'ultima edizione del Salone del Mobile.
ied DESIGN
Zaha Hadid in Italia
In esposizione: Modello e Libro
Partner: MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma
Obiettivo del progetto di tesi è l'ideazione di proposte di allestimento della Galleria 5 del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma che, nei mesi estivi del 2017, omaggia l'architetto iracheno Zaha Hadid, progettista dello stesso museo scomparsa lo scorso anno, ospitando una grande mostra monografica. Per gli studenti si tratta di una straordinaria occasione per cimentarsi in un progetto di allestimento nei fluidi spazi del MAXXI.
ied DESIGN
Nuovi riti intorno alla tavola
In esposizione: Oggetti di design
Partner: Fratelli Guzzini
Relazioni e ritualità intorno al tavolo da pranzo sono profondamente cambiati. Gli studenti IED sono invitati a indagare questo ambito per progettare oggetti che accolgano il cambiamento, partendo da una ricerca e un'analisi degli strumenti per la preparazione, il consumo e la conservazione di cibi e bevande. Lo studio del settore alimentare è utile per comprendere come i nuovi stili di vita e le modificazioni culturali influiscano sulla relazione tra cibo ed essere umano. Punto di ricerca importante sarà  il modo in cui la distribuzione del cibo, lo sviluppo di tecnologie e di nuovi materiali, influiscono direttamente su tale rapporto. 
ied COMUNICAZIONE
Benvenuti nell'era dell'esperanto creativo
In esposizione: Libro
Pensatori, sognatori, visionari, fondatori di nuovi universi valoriali, inventori di sogni e nuovi percorsi creativi, capaci di rispondere con la creatività ai bisogni fondamentali delle persone, attraverso pensiero strategico, versatilità creativa, mentalità digitale, immensa curiosità, forte intuizione, connessioni infinite, capacità di fare, e di cambiare il mondo. La Scuola di Comunicazione presenta un dizionario visuale dell'esperanto creativo dove si incrociano idee, appunti, percorsi e storie di brand. Con la mano e la testa di tutti gli studenti della Scuola che come in una macro agenzia interconnessa hanno lavorato su nuove piattaforme di brand e comunicazione.
IED MODA
M.U.G.
In esposizione: Borsa da fotografo
Modular Utility Gear è un accessorio plasmato sulle necessità di chi lo usa. La collezione è caratterizzata da zaini e borse con allestimenti interni intercambiabili e una struttura costituita da elementi modulari componibili e combinabili. La modularità interna deriva dall'esigenza di avere tutto a portata di mano. All'esterno è invece pensata per assecondare e adattarsi allo stile e alla personalità di chi lo indossa. M.U.G. è una risposta essenziale al vivere caotico contemporaneo. L'agire dentro e fuori le metropoli porta a cambi continui di scelte ed attitudini, non sempre coerenti tra di loro. Il concetto di Utility si è un po' perso nel design contemporaneo, ma, in ottica di riportare la persona al centro del processo creativo e progettuale, l'utilità del prodotto non può essere più lasciata in secondo piano. Lo scopo di M.U.G. è quello di mediare tra valore estetico e funzionale. Un accessorio pensato con e per la persona. 
IED MODA
Rhapsody in Blue
In esposizione: Gioielli
La collezione Rhapsody in Blue è il risultato dello studio del cambiamento dello psicotipo dell'essere umano iniziato negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale, anni di evoluzione della tradizionale visione dei ruoli e della gerarchia sociale e familiare e dell'avvento di un nuovo mondo emancipato e rivoluzionario, attraverso un linguaggio poco considerato, quello della musica. Il nome deriva dal pezzo del grande compositore George Gershwin, tra i più significativi dell'epoca e dalla simbologia legata al colore blu. La chiave per comprendere l'uomo contemporaneo attraverso quello di un secolo fa. La collezione rispecchia con i tagli vintage il tema dell'unisex, la solitudine e confusione, la follia e la profondità degli anni '20 in una specie di riassunto dello spirito di quel tempo. Il bianco e nero, come negli abiti dei musicisti di un'orchestra sinfonica o di una jazz band, come le note sulla carta di musica, si arricchiscono di un semplice e discreto tocco di blu.
IED - Istituto Europeo di Design - nasce nel 1966 dall'intuizione di Francesco Morelli. IED è oggi un'eccellenza internazionale di matrice completamente italiana, che opera nel campo della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive, della Comunicazione e del Restauro. Si posiziona come scuola internazionale di Alta Formazione orientata alle professioni della creatività, con particolare attenzione al design nelle sue diverse e più aggiornate declinazioni. L'offerta formativa IED è basata su crediti formativi (CF) strutturati in conformità ai parametri adottati dalle più avanzate istituzioni europee del settore. Il percorso di formazione ideale mira a condurre lo studente verso una preparazione a tutto tondo nella disciplina del Design prescelta, abbinando un programma Undergraduate a uno Postgraduate. IED conta su uno staff di più di 400 professionisti che collaborano con gli oltre 1.900 docenti, attivi nei rispettivi settori di riferimento, per assicurare il perfetto funzionamento delle 11 sedi: Milano, Torino, Roma, Firenze, Venezia, Cagliari, Como, Madrid, Barcellona, San Paolo, Rio de Janeiro.



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martedì 4 luglio 2017

flux-cambiamento-continuo

La Storia dell’uomo ha sempre girato intorno a due sentimenti: la paura del nuovo ed il coraggio di esplorarlo, cioè l’idea terribile del precipizio dopo le colonne d’Ercole e l’eroe che le varcò alla ricerca di nuovi mondi. 

Ognuno di noi è chiamato a reggere il timone della propria vita, in un oceano di cambiamenti e di trasformazioni dove l'energia e la materia   mutano, si fondono, crescono e muoiono.

Da sempre in noi umani prevale la paura e lottiamo con questa forza che ci sembra ostile, costringendoci a vivere nel passato. 
La complessità del contemporaneo ci richiede con urgenza l’adattamento alla “mutazione continua”. Oggi è doveroso sentire la metamorfosi in atto e ciò che potremmo diventare, ogni momento va vissuto come un’altra occasione di vita, come se potessimo nascere ancora una volta.

I segni di questi mutamenti sono sempre più evidenti, bisogna cercare la forza e le idee per affrontarli, studiando il nostro passato, alle origini della civiltà.

Senza radici non si vola (cit. Bert Hellinger), impariamo a cambiare, guardando al passato, custode delle chiavi necessarie per interpretare i nuovi linguaggi.
L’opera FLUX ci indica l’urgenza dei cambiamenti visualizzando in modo sintetico la possibilità di invertire un processo vitale.

La grafica mostra l’allegoria dell’albero che ruota: dove le sue parti profonde, si trasformano in germogli e la chioma torna al terreno invertendo la sua funzione. Le radici, che prima penetravano il terreno, prendono il posto delle fronde, irrorandosi di luce e calore, mentre i rami, precedentemente protesi verso l’alto vanno a nutrirsi di acqua e minerali.
Attingere dunque acqua, sali, luce da tutte le parti della pianta indistintamente.
Un simbolo essenziale e sintetico che ci indica un futuro difficile e impegnativo dove la nostra resilienza sarà messa a dura prova.

Una metafora degli opposti o teoria dei contrari (Polemos, Eraclito) secondo la quale le parti grezze e scure velano la luce, mentre quelle aeree custodiscono sostanze rivolte all’abisso ctonio. La simbologia cinese riassume tale concetto nell’antica rappresentazione del tau.
L’artista pertanto ci spinge ad indagare soluzioni con logiche opposte anche traumatiche ma rivelatrici di un possibile rinnovamento fisico-spirituale.

La scienza non basta, qualcosa richiede il superamento di essa per il nostro benessere. Mentre siamo abituati a cambiamenti fisici si fa ancora fatica a credere che riequilibrando il piano eterico si possa incidere anche su quello fisico.

Se è vero che ignorando le proprie radici non si vola, disconoscere quelle psico-spirituali ci impedisce di, modellare la nostra materia. Ci muoviamo con una certa sicurezza nella sostanza fisica, perlomeno in ciò che di essa conosciamo; le cose si complicano quando si valica il confine verso quanto non è così facilmente misurabile, soprattutto con riferimento a ciò che le culture hanno cercato di identificare come ‘spirito’.

Questa straordinaria opera d’arte ipotizza la necessità di rinascita secondo un percorso ben preciso, l’immagine in formato Instagram verrà visualizzata da una pluralità di fruitori ciascuno dei quali porterà nell'atto di fruizione le proprie caratteristiche psicologiche e fisiologiche, la propria formazione ambientale e culturale. Questa opera simbolo sarà taggata, condivisa, bannata, posseduta, copiata e commentata nel mare della rete che la custodirà per l’eternità.

Aldo Pe

Sperare significa credere che qualcuno ci ama significa mettersi in cammino verso un altrove significa anche osare di vivere in altro modo.
(Enzo Bianchi)


lunedì 3 luglio 2017

Biennale di Curitiba 2017 - Brasile, Marco Bolognesi tra gli artisti che rappresentano l'Italia al Museu Oscar Niemeyer con “Sendai city: the Truth”, dal 30 settembre 2017 al 25 febbraio 2018


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BIENNALE INTERNAZIONALE D'ARTE CONTEMPORANEA DI CURITIBA 2017

 

presenta

 

SENDAI CITY: THE TRUTH

con opere di MARCO BOLOGNESI

a cura di MASSIMO SCARINGELLA

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Dal 30 settembre 2017 al 25 febbraio 2018

MON - Museu Oscar Niemeyer

Curitiba - BRASILE

Il 30 settembre 2017 l'artista Marco Bolognesi arriva con la mostra "Sendai city: the Truth" in Brasile alla Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Curitiba 2017, una tra le più importanti manifestazioni artistiche dell'America Latina che dal 1993 promuove l'arte contemporanea, il cinema e la letteratura, con il sostegno del Ministero della Cultura (MinC) e del Governo dello Stato del Paranà.

Selezionato dal curatore Massimo Scaringella, l'artista presenterà un progetto dedicato al rapporto tra verità e conflitto presso la prestigiosa sede del MON - Museu Oscar Niemeyer, visitabile fino al 25 febbraio 2018.

 

 

·       La Biennale

 

Il progetto s'inserisce nell'ambito della nuova edizione della Biennale di Curitiba, che vedrà la Cina come paese d'onore e artisti provenienti da tutto il mondo nel segno della "Diversità" o degli "Antipodi", tema centrale di questa edizione. Dove si intende che la diversità, e/o gli antipodi, "non è solo un limite tra i mezzi di espressione artistica ma anche si un limite tra le culture. Limiti che mai sono definitivi e rappresentano incroci di andata e ritorno, incontri plurali e sinergie create da confronti di punti di vista distinti, lontani, anche contro gli altri. Secondo Deleuze: la transversalità attua unendo le differenze" (cit. Ticio Escobar).

 

Su questo tema, Massimo Scaringella ha selezionato un ventaglio diversificato di artisti da inserire nel il suo spazio, che oltre a Marco Bolognesi, prevede un omaggio a Davide Boriani (fondadore dello storico gruppo T), i finlandesi Tuomo Rosenlund&Johanna Pohjanviria e Hannu Palosuo, lo statunitense Stevens Waughn, l'israeliano Shay Frish e l'ivoriano Joachim K. Silue, tra gli altri.

 

 

·       "Sendai city: the Truth"

 

Marco Bolognesi, artista contemporaneo d'ispirazione fantascientifica che opera muovendosi a livello internazionale, ha ideato per Curitiba una stanza installativa, che vedrà esposta per la prima volta la serie fotografica "Techno Mutant" (2017), realizzata dall'artista per parlare dello scenario conflittuale del mondo contemporaneo.

Partendo dal concetto di veritàthe truth, come si legge nel titolo della mostra – Bolognesi si fa carico dello stato chiaramente in crisi di questa parola: "la nostra cultura – osserva – mostra lo sguardo della verità come la risposta ai fatti contemporanei della guerra, del terrorismo, soprattutto dello scontro costante tra occidente e medio oriente, che non è solo uno scontro tra religioni, ma molto di più'". Secondo l'artista, infatti, la società attuale è legata al conflitto per mantenere il controllo della realtà, una realtà che non esiste, ma che comunque percepiamo. La verità, allora, che a questo punto dovrebbe giustificare lo scontro, diventa solo un punto di vista.

 

Il lavoro di Marco Bolognesi guarda a un futuro possibile attraverso Sendai City, un work in progress nato dalla sua sconfinata immaginazione, che vede il mondo contemporaneo traslato nell'universo di una megalopoli post-punk e concretizzato, in venti anni di attività, attraverso differenti linguaggi (fotografia, disegno, video e installazioni). Come riferisce l'artista, lo scontro/incontro ha sempre avuto un luogo, che a differenza dei campi di battaglia a cui si assisteva nell'antichità, oggi si consuma nello spazio che rappresenta a tout court il luogo contemporaneo: la città, quale "contenitore" per eccellenza di questo conflitto.

 

Con questa mostra, Bolognesi apre un nuovo capitolo negli scontri che imperversano a Sendai City e sceglie di raccontarlo con un progetto fotografico che incarna il conflitto corporeo: "Techno Mutant".

Il colore nero, protagonista delle fotografie (100x70 cm), annulla i confini tra lo spazio e il soggetto in un conflitto crescente, al punto che l'individuo, pur di sopravvivere, è costretto a mutare. Per farlo, l'artista riprende gli elementi della sua ricerca e sceglie ancora una volta di lavorare sulle modelle con oggetti ricliclati: "Ho cercato di lavorare con le pistole ad acqua, quali forme innocue e giocose che rimandando in maniera ludica alla guerra, e con elementi di uso comune come tubi o scatole da elettricisti, facili da trovare in tutte le case delle città del mondo", racconta Bolognesi.

Con questi ingredienti, il lavoro di decontestuallazione degli oggetti, e dunque del soggetto, ha permesso all'artista di creare una serie di esseri oscuri dal sapore fantascientifico e in piena mutazione, i cui cambiamenti risultano fondamentali per reggere il peso incessante del conflitto, fuori e dentro di loro. In questo senso, secondo Bolognesi la sopravvivenza, e dunque la vita, ci obbliga a mutare fino a perdere ciò che eravamo.

 

Non a caso, i nomi delle fotografie s'ispirano a quelli delle stelle, per rammentare le normali origini di questi esseri che, allo stesso tempo, divengono il paradigma di un corpo che sfugge, si fonde e si confonde con lo spazio attorno, ovvero la città. Lo sguardo delle foto mostrerà quindi allo spettatore di Curitiba il malessere della società contemporanea in conflitto, in un universo dove il luogo si annulla col corpo e scompare nel nero.

 

 

Marco Bolognesi

 

Marco Bolognesi, bolognese di origine ed europeo transculturale di fatto, ha vissuto tra Roma, Londra e Vienna, per poi stabilirsi recentemente a Bologna. Fin dall'inizio della sua carriera, ha incentrato lo sviluppo della sua ricerca artistica sulla creazione di un mondo parallelo futuribile e fantastico che prende vita grazie all'utilizzo di tecniche miste: dalla fotografia al disegno passando per video e installazioni.

Trasferitosi a Londra, nel 2002 vince The Artist in Residence Award all'Istituto Culturale Italiano, grazie al quale l'anno successivo realizza la mostra "Woodland", un progetto espositivo incentrato sulla tematica degli organismi geneticamente modificati, che vede la collaborazione di grandi stilisti come Giorgio Armani, Vivienne Westwood, Dolce&Gabbana e molti altri.

Nel 2006 fonda a Londra la sua factory, la Bomar Edition e inizia una collaborazione artistica con la gallerista americana Cynthia Corbett; in Italia invece lavora con la Galleria Carini e Donatini di San Giovanni Valdarno, con Paolo Nanni e con la Galleria Contemporanea di Pescara. Nel 2008 il suo cortometraggio "Black Hole", incentrato sul tema dell'ibridazione e dei cyborgs, vince l'Indie Short Film Competition in Florida e nello stesso anno il curatore Lorenzo Canova lo inserisce all'interno della Collezione Farnesina Experimenta.

Nel 2009, inizia una lunga collaborazione con la gallerista anglo cinese Olyvia Kwok presso la Olivia Fine Art Gallery di Londra e pubblica con Einaudi "Protocollo", una graphic novel cyberpunk nata a quattro mani con lo scrittore Carlo Lucarelli.

Nel 2012 la manifestazione Fotografia Europea presenta "Humanescape", progetto artistico curato da Walter Guadagnini, e nel 2014 il curatore Sandro Parmiggiani lo seleziona per la mostra organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani di Reggio Emilia per la celebrazione dell'anniversario di nascita di Ludovico Ariosto, per la quale Bolognesi realizza una rivisitazione in chiave cyberpunk di alcuni personaggi dell'Orlando Furioso. Nello stesso anno, collaborando con il critico e curatore Valerio Dehò, inizia il multiarticolato progetto "Sendai City" – che si sviluppa in tre mostre personali tra la fine del 2014 e la prima metà del 2015 presso il Kunst Meran, Abc a Bologna e il PAN di Napoli – in cui è presentato l'universo visivo e narrativo creato da Bolognesi, un mondo in continuo work in progress che trae ispirazione dalla cultura post-punk e dalla fantascienza sociale.

Sempre nel 2015 il curatore Massimo Scaringella lo seleziona per il padiglione Perspectivas Italianas della Bienal del Fin del Mundo in Cile e in Argentina e l'anno successivo espone alla Plastik Factory di Pechino, in occasione della Biennale Italia-Cina. Alle soglie del 2017 approda a Bologna per dar vita a un nuovo spazio, la Bomar Studio Srl, votata alla produzione e distribuzione di videoarte, documentari e cinema sperimentale in genere, e partecipa alla collettiva Our Place in Space a Palazzo Cavalli Franchetti (Venezia), a cura di Antonella Nota e Anna Caterina Bellati, in collaborazione con ESA - European Space Agency e NASA, con l'opera opera Mock-up. Nel mese di maggio il cortometraggio "Blue Unnatural" viene ospitato al Future Film Festival di Bologna e all'Ibrida Festival di Forlì.

 

 

MASSIMO SCARINGELLA

 

Massimo Scaringella è curatore indipendente di arte contemporanea e organizzatore di eventi culturali. Durante oltre trenta anni di attività in Italia e all'estero ha presentato moltissimi artisti italiani e stranieri, curando e collaborando in oltre 250 mostre di arte contemporanea in 40 paesi. In continuo contatto con diverse realtà e culture locali, ha creato un ponte d'intercambio tra l'arte italiana e il resto del mondo, in particolare con l'America Latina, dove è stato Direttore Artistico della 4º edizione della Biennale del Fin del Mondo 2014/2015. Direttore e fondatore di ars maxjer contemporanea - progetti culturali d'avanguardia, nel 2017 è stato nominato curatore del Padiglione Nazionale della Costa d'Avorio nella 57° Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. 

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Nome: Sendai City: the Truth

con opere di: Marco Bolognesi

a cura di: Massimo Scaringella

Dove: Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Curitiba

Spazio espositivo presso il MON - Museu Oscar Niemeyer

Date: dal 30 SETTEMBRE 2017 AL 25 FEBBRAIO 2018

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Nominati i 10 finalisti del premio CRAMUM. A settembre saranno in mostra al Museo del Duomo di Milano con 12 big dell'arte contemporanea

 

Nominati i 10 finalisti del premio CRAMUM. Saranno in mostra dal 21 settembre al Grande Museo del Duomo di Milano al fianco di 12 artisti di fama internazionale


La 5° Edizione del Premio CRAMUM, diretta da Sabino Maria Frassà, è incentrata sul tema dei LIMITI e dei CONFINI.
Artisti fuori concorso e in mostra: Magdalena Abakanowicz, Zolt Asta, Ivan Barlafante, Carlo Benvenuto, Laura de Santillana, Matteo Fato, Daniele Fissore, Ivan Grubanov, H.H. Lim, Franco Mazzucchelli, Francesca Piovesan, Daniele Salvalai.
Artisti finalisti del 5° premio cramum: Alessio Barchitta, Alessandro Boezio, Francesco Casolari, Andrea Fiorino, Marco La Rocca, Giulia Manfredi, Dario Picariello, Pamela Pintus, Diego Randazzo, Sally Viganò.
                          
Mano (NOI) - Francesca Piovesan, vetro e argento, 2017.
Francesca Piovesan ha vinto il premio cramum nel 2015. A settembre sarà in due mostre a Milano: "Limiti - Confini", "NOI". 
CRAMUM, con il patrocinio e in collaborazione di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Fondazione Cure Onlus, Comune di Milano, Istituto Confucio dell'Università degli Studi di Milano, Accademia Polacca di Roma, Consolato di Polonia a Milano, Consolato di Ungheria a Milano, Consolato di Serbia a Milano, Ludwig Muzeum, Istituto Balassi di Roma, Studio Museo Francesco Messina, è lieta di annunciare i nomi dei 10 finalisti della quinta edizione del premio cramum (2017)Alessio Barchitta, Alessandro Boezio, Francesco Casolari, Andrea Fiorino, Marco La Rocca, Giulia Manfredi, Dario Picariello, Pamela Pintus, Diego Randazzo, Sally Viganò.
Le opere dei 10 finalisti  saranno incluse nella mostra internazionale "LIMITI-CONFINI" a cura di Sabino Maria Frassà (direttore della 5° edizione del Premio)La mostra sarà inaugurata il 21 settembre al Grande Museo del Duomo di Milano. In mostra al fianco dei finalisti, 12 artisti di fama internazionale: Magdalena Abakanowicz (Polonia), Zolt Asta (Ungheria), Ivan Barlafante, Carlo Benvenuto, Laura de Santillana, Matteo Fato, Daniele Fissore, Ivan Grubanov (Serbia), H.H. Lim (Cina), Franco Mazzucchelli, Francesca Piovesan, Daniele Salvalai. Il giorno dell'inaugurazione sarà nominato il vincitore del premio cramum da parte del comitato scientifico composto da giornalisti, curatori, critici, collezionisti, intellettuali: Matteo Bergamini, Ettore Buganza, Leonardo Capano, Giovanna Calvenzi, Julia Fabenyi, Maria Fratelli, Giuseppe Iannaccone, Rose Ghezzi, Angela Madesani, Michela Moro, Iolanda Ratti, Alba Solaro, Alberto Puricelli, Carlotta Gaia Tosoni, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti. 
Matteo FatoIl curatore e direttore del Premio, Sabino Maria Frassà, introduce così la 5° edizione del Premio: "Proposte coraggiose, coerenti e studiate. Siamo felici che tantissimi candidati avessero studiato accuratamente la location e il bando prima di inviare la propria candidatura: se è vero che parlare di limiti e confini oggi è quanto mai attuale, facile è scadere nel già visto o in sterili provocazioni. I 10 finalisti hanno invece tutti dimostrato la forte serietà e la maturità artistica necessarie per esser in mostra al fianco di grandi maestri dell'arte contemporanea internazionale".

Grandi soddisfazioni infine per CRAMUM arrivano dai vincitori delle ultime edizioni del Premio: Matteo Fato, che il 22 luglio inaugura la mostra personale "Somersault" alla Galleria Michela Rizzo di Venezia, e Francesca Piovesan, che inaugura il 7 settembre la mostra personale "NOI" al Museo Francesco Messina di Milano.





con il patrocinio di
CRAMUM è una parola latina che significa "crema", "la parte migliore". CRAMUM è un progetto non profit che sostiene iniziative artistiche e culturali in Italia e all'estero, con particolare attenzione ai giovani artisti. Progetto principale di cramum dal 2012 è il Premio cramum, nato per essere un talent-program per i migliori giovani artisti in Italia. Ogni anno il premio mette al fianco dei giovani artisti finalisti artisti di fama internazionale, intellettuali, curatori, collezionisti e giornalisti.
 

Immagini:
Francesca Piovesan, Mano (Noi), 2017
Matteo Fato, Somersault, 2015-2017, Courtesy Galleria Michela Rizzo, Venezia
Foto Grande Museo del Duomo: © Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano – Massimo Zingari

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sabato 24 giugno 2017

1' luglio GALLERIA L’OSANNA Nardò- Installazione di Enza Santoro


GALLERIA L'OSANNA 

presenta
1 luglio, ore 20


ENZA SANTORO
L'Arte come dono
Istallazione
Donare l'Arte
L'Arte offerta, non venduta
Ricevere l'Arte in dono
Offrire la propria arte è un gesto d'amore
Accettare un dono d'Arte è corrispondere amore
Amore per l'arte
AMARE L'ARTE


GALLERIA L'OSANNA 


Via XX Settembre, 34 - Nardò (Le)
info Tel. 0833/562906


"Ma quando niente sussiste d'un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, più tenui ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l'odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l'edificio immenso del ricordo". 

Marcel Proust 






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Installazione di Pierluigi Monsignori, Plastic Food Project


Installazione di Pierluigi Monsignori, Plastic Food Project
Imagine your life without polymers.

Photo by Fausto Trippolini

Presso ex Fattoria Tabacchi Umbertide Pg

Imagine your life without polymers

L'Installazione era pensata per il Tacheles di Berlino...in una stanza completamente bianca...con al centro una delle mie presse di polimeri, purtroppo il Tacheles ha chiuso i battenti...ed è la mia dedica ad una struttura che ha fatto la storia.

Ambienti nudi come corpi, privi di colore, privi di polimeri...
Immersi nella luce...
Provare ad immaginare il nostro presente senza i polimeri è in questo momento inimmaginabile, impercepibile... È come spogliarsi... Denudarsi...
Provate a chiudere gli occhi ed immaginate tutto cio che rappresenta per voi oggi il polimero e in quale ambito è utlizzato...
Provate ad immaginare la vostra abitazione... Cavi elettrici, tubazioni, cucina, bagno, camera soffitto... Tv, divano ecc ecc... A meno che voi non viviate in una costruzione di prima del novecento e priva di ogni comfort... Non credo riusciate minimamente ad avere in voi questa immagine...
Stessa cosa per il vestiario....provate a leggere le etichette di ciò che indossate quotidianamente... E scoprirete che senza la magia del polimero forse sareste nudi...
Quindi il polimero oltre che in altri tantissimi ambiti come la medicina, automotive, ecc ecc è importantissimo per noi oggi...
Abbiamo fatto un balzo in avanti memorabile con il suo utilizzo... Quindi va trattato con importanza, inutile dirvi che per avere tale materiale si utilizza il petrolio... Inutile aggiungere altro a riguardo...
Quindi va trattato con importanza estrema.... E non gettato nell'indifferenza della nostra indifferenziata...

Pierluigi Monsignori Potsy
www.plasticfood.it

Plastic Food, ideato da Pierluigi Monsignori, nasce nel 2010 come installazione di Land Art. Pone un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale, grazie al suo forte impatto visivo: Eco-Presse di materiali plastici di rifiuto, installate nei luoghi più diversi del quotidiano e del vissuto: nelle campagne, come nelle città. È un progetto di INCLUSIONE AMBIENTALE.
Plastic Food intende divulgare un messaggio molto semplice: ridurre la produzione dei rifiuti, comunicando in maniera diretta con le persone, coinvolgendole soprattutto sotto il punto di vista emozionale. Questo permette di vedere le reazioni di coloro che vivono l'installazione e il "rifiuto verso il rifiuto". Le persone rimangono sconcertate nel ritrovarsi a contatto con ciò che fino al giorno prima era nella pattumiera e del quale si erano totalmente dimenticati. 
Il progetto vede animare i rifiuti, nel senso non tanto del riciclaggio, ma proprio del non produrli. Un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale. Uno smuovere coscienze verso l'uso consapevole e rispettoso delle risorse. 
La riduzione dei rifiuti si pone oggi come una delle priorità da affrontare. L'invasione degli imballaggi, la cultura dell'usa e getta e del monouso e i nuovi ritmi e stili di vita hanno portato ad un aumento esponenziale dei rifiuti prodotti. A questo problema si aggiunge la questione delle difficoltà e dei costi crescenti sia per la stessa produzione che per lo smaltimento. L'unica risposta è un'inversione di tendenza: ridurre all'origine la quantità di materiale di scarto, acquistando in maniera intelligente e mettendo in pratica alcuni semplici comportamenti nella nostra vita quotidiana. 
Plastic Food è divenuta una campagna di comunicazione sociale ed ambientale per un mondo con meno rifiuti. Ha lo scopo di diffondere il messaggio in tutto il mondo. 
Partendo dal concetto fondamentale che la terra è la nostra casa e tutti ne siamo responsabili, la visione di un futuribile non molto lontano riesce a creare un forte impatto sia visivo che emozionale, e per questo, portare delle riflessioni. La nostra casa dovrebbe essere un posto di bellezza ed arte; Plastic Food pone una riflessione su questo. La società odierna dovrebbe essere messa difronte a questa realtà espositiva, che esplica un futuribile molto vicino a noi. 
Infatti, siamo già arrivati a creare un'isola di plastica che galleggia nell'oceano, e sembra avere vita propria. 
Plastic Food Project è il progetto leader che vede esportare e comunicare l'installazione di Land Art, e i suoi valori di riferimento sociali ed ecologici, attraverso azioni e collaborazioni con diversi attori, fin dal suo esordio: Scuole di ogni ordine e grado, Università, Comuni, Aziende, Fondazioni, Musei. 

Il format si svolge attraverso attraverso iniziative e campagne informative, lezioni, incontri Work schop ed info section. Il progetto è molto flessibile, riuscendo in questo modo a raggiungere tutti; Plastic Food Proget interviene in numerosi progetti internazionali rivolti alla riduzione dei rifiuti, e giornate dedicate alla terra. 
Dal 2015, partecipa al Progetto Europeo UUD Erasmus+. 
Presentato al presidente della camera e al ministro dell'ambiente; ogni anno ha il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme a quello della Regione Umbria, dell'Anci e della Regione Umbria. 
Grazie anche al suo forte impatto visivo, il progetto di comunicazione, Plastic Food Project, è diventato un progetto europeo che opera anche in paesi extraeuropei. 
Il progetto, ha ampliato lo spettro visivo della coscienza, il messaggio che riguarda la riduzione della produzione dei rifiuti, riesce a sviluppare anche tematiche sociali che raggiungono un usa e getta nei sentimenti, nei valori, e nelle relazioni affettive. Uno spreco non solo di risorse, ma di sentimenti e valori umani. 
Attraverso Plastic Food Project, viene caratterizzato in maniera esaustiva il concetto odierno di consumismo. 
L'ecosostenibilità del nostro pianeta dipende solo da noi e da come riusciamo ad impostare in modo corretto la nostra quotidianità, soprattutto nei consumi, che sono il primo riflesso evidente del modo di vivere personale. Il comportamento assunto verso il consumismo stesso, nel corso del tempo, ha inequivocabilmente influito anche nella solidità e sui rapporti affettivi e sociali in generale. 
Plastic Food Project vuole essere, in sostanza, una denuncia evidente. 
Fin dalla sua nascita l'intento di Plastic Food è stato anche quello di riportare al centro del quotidiano i valori e le prospettive del made in Italy, quello vero, originario. Fatto dell'attaccamento alla terra, dei prodotti non solo di qualità, ma genuini sotto punti di vista indiscutibili; a tale scopo, una pressa è stata esposta all'interno di alcuni mercati della terra. 
Non ultimo il messaggio di Plastic Food Project guarda all'Europa: "dobbiamo tutti impegnarci affinché l'Europa non diventi ricca di rifiuti e povera di valori"

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