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Arte e Cultura

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lunedì 7 luglio 2014

La decima musa: le arti che ispirano il cinema - Rassegna di film d'autore

LA DECIMA MUSA

Le arti che ispirano il cinema

Rassegna di film d'autore a cura di Mara Bi

Il Cinema racchiude in sè caratteristiche proprie della letteratura
e ugualmente ha connotati propri del teatro, 
ha un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica. 
"Akira Kurosawa" 


Il titolo scelto per questa prima rassegna di film d'autore, selezionati da Mara, prende il nome da un convegno sul cinema tenutosi diversi anni fa nel Friuli, che indagava il rapporto tra le varie arti con quella cinematografica. 

Su questa linea saranno orientati gli incontri per riflettere sulle relazioni che il cinema ha avuto sia con la vita di alcuni grandi artisti, ma anche su come pittori, fotografi, stilisti e illustratori abbiano saputo imprimere la loro impronta una volta passati dietro la macchina da presa.
Otto titoli per altrettanti appuntamenti nei quali verranno messe in risalto soprattutto le estetiche - dalla fotografia, alle inquadrature, all'uso delle tonalità cromatiche - e la profondità delle storie trattate, differenti per identità culturali, situazioni e contesti geografici.

Si parte il 10 luglio con Andy Garcia che fa rivivere le fragilità di Amedeo Modigliani combattuto tra le vicissitudini dell'impeto artistico e le tragedie amorose, passando per l'esordio alla regia dello stilista Tom Ford che con A single man porta in scena i dubbi e gli incontri di un professore universitario; si continua con l'opera dell'artista Julian Schnabel che racconta l'esperienza di un giornalista che svegliandosi immobilizzato inizia a comunicare con il mondo muovendo solo la palpebra. 

Il 31 luglio sarà la volta di Ed Harris che interpreta e dirige Pollock, uno dei più grandi artisti del '900 combattuto tra genio e nevrosi, tra successi e gesti autodistruttivi. Donne senza uomini è invece l'esordio alla regia della videoartista Shirin Neshat, capace di ritrarre attraverso quattro donne l'Iran degli anni '50 in modo surreale e poetico, tra integralismo religioso e soprusi maschili. 

Il talento di Wim Wenders rende un grande omaggio a Pina Bausch una della più importanti coreografe della storia recente, che ha saputo rivoluzionare la concezione di teatro-danza. Il film di Lech Majewski è ambientato nel 1500 e con uno straordinario impatto visivo mostra il pittore Pieter Bruegel il Vecchio mentre concepisce l'opera "La salita al Calvario" all'interno del quale colloca se stesso e i personaggi che lo circondano nella vita quotidiana. 

L'ultimo film in programma è di animazione e si ispira alle visioni infernali di Dante Alighieri che in questo caso non è più un poeta ma un eroico cavaliere che scende negli inferi per ritrovare l'amata Beatrice; sei sono i registi che si sono alternati in ciascun girone, interpretando ogni capitolo in maniera sperimentale per i continui cambi di design e fisionomia dei personaggi.
Questa serie di incontri nasce dunque con l'intenzione di mostrare "lo sguardo altro" di fare cinema, sia quando esso descrive il complesso mondo degli artisti che quando sono gli artisti in prima persona ad occuparsi della regia.



Programma:
tutti i giovedi, con inizio alle 21,15


10 Luglio
I colori dell'anima - Modigliani
di Mick Davis

17 Luglio
A single man
di Tom Ford

24 Luglio
Lo scafandro e la farfalla
di Julian Schnabel

31 Luglio
Pollock
di Ed Harris

7 Agosto
Donne senza uomini
di Shirin Neshat

14 Agosto
Pina
di Wim Wenders

21 Agosto
I colori della passione
di Lec Majewsky

28 Agosto
Dante's Inferno
di Mike Disa, Victor Cook, Sang-jin Kim, Shuko Murase e Jong-Sik Nam




Studio Mario Vespasiani - One Lab
Corso Vittorio Emanuele 34
Ripatransone AP


ingresso: gratuito
informazioni: info@mariovespasiani.com

Proiezioni su megaschermo, 
ogni giovedi di luglio e agosto alle ore 21,15







*Progetto Mara as Muse:




articoli del mese
:



venerdì 4 luglio 2014

Dal fashion all’arte neoclassica: tutto e’ food design


Il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana interpreta il food design a "Fashion at IUAV" e "Dripping Taste.. a tavola con Antonio Canova" alla Gipsoteca di Possagno

Arte, moda, design e cucina, quattro mondi diversi, trovano un linguaggio comune in due appuntamenti dove protagonista è il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana e il cibo diventa lo strumento per il più libero estro creativo.  Dopo "Fashion at IUAV" con la presentazione di ieri sera dei lavori degli studenti del workshop di Food Design, sarà la volta, domenica 6 luglio, di "A tavola con… Antonio Canova" alla Gipsoteca di Possagno, evento aperto al pubblico che anticipa il festival autunnale "Treviso: Dripping Taste - l'Arte nel Piatto".

Si è svolta dunque ieri sera, nella nuova sede dell'Archivio di Stato di Treviso, nei locali dell'ex convento di Santa Margherita, l'esibizione e la degustazione dei progetti degli studenti del corso di laurea in Design della Moda e Arti Multimediali dell'Università IUAV di Venezia che hanno partecipato al workshop in Food Design, evento svoltosi, grazie a Treviso Glocal, in collaborazione con il Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana. 

Il laboratorio, organizzato dal gruppo internazionale di food designer "Arabeschi di Latte", rientra tra le iniziative del festival Fashion at IUAV 2014, progetto dell'ateneo veneziano dedicato alla moda e al design, che dal 2 al 4 luglio ha portato nel centro di Treviso seminari, mostre, talk-show e performance. Il corso, suddiviso in tre incontri più l'Eating Event conclusivo, ha visto la partecipazione di una decina di universitari sotto la guida di tre chef del Gruppo, Giuseppe Agostini del Banqueting Teatro dei Sapori di Treviso, Mirco Migotto del Ristorante Al Migò di Treviso e Diana Bertuola del Ristorante Villa Castagna di Crocetta del Montello (TV), che, con la regia di Francesca Sarti di Arabeschi di Latte, hanno guidato gli studenti nell'ideazione e nella realizzazione di una serie di finger food e bevande assolutamente originali, ispirati al mondo della moda e del design, ma con una forte attenzione alla tipicità e alla stagionalità.

"Scampoli di ortiche" ossia modelli di tessuti ottenuti con foglie di ortiche, piuttosto che con i petali di rosa, di ibiscus e con le rape rosse, tali da poter essere tagliati con vere e proprie forbici da sarto, sono solo un esempio delle diverse installazioni che sono state presentate e degustate ieri sera.

Lo chef Giuseppe Agostini, team manager dell'evento gastronomico, commenta così l'esperienza:
"E' stato interessante e divertente confrontarci con una creatività pura, quella degli studenti, non mediata dalla tradizione della cucina.  Abbiamo imparato anche noi a vedere il nostro lavoro da un punto di vista diverso."

L'originale sequenza di finger food non avrebbe mai potuto vedere la luce senza l'esperienza di Giuseppe Agostini, Mirco Migotto e Diana Bertuola che si sono espressi guidando gli studenti nella realizzazione di un originalissimo menù dove forchetta e coltello sono stati rigorosamente banditi.
"La Barca di San Pietro e Paolo", "False acque", "Il vero Spritz", "Cumuli di cibo", "Ghiaccioli mela e rafano", "La notte in un tortino", "Lo Sciottino dell'amicizia": questi i fantasiosi titoli che hanno contrassegnato un evento artistico e gastronomico assolutamente particolare anche per gli elementi scenografici, sempre progettati dagli studenti, che hanno arricchito la "mise en place" della serata.


Domenica 6 luglio, nella cornice della Gipsoteca di Possagno, si terrà invece l'evento di food design, aperto al pubblico, "A Tavola con… Antonio Canova". Realizzato in collaborazione con la Fondazione Antonio Canova e Treviso Glocal, è l'anticipazione estiva di "Treviso: Dripping Taste, l'Arte nel Piatto", affermato progetto del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana che celebra il connubio fra cibo e cultura.

Il tema di quest'anno, a 100 anni dallo scoppio del primo conflitto mondiale, sarà la Grande Guerra e i sei ristoranti partecipanti, in rappresentanza di tutto il Gruppo, presenteranno al pubblico le loro creazioni ispirate alle parole chiave Bellezza, Distruzione, Emozione, che vanno a ricordare il bombardamento subito dal museo nel 1917 e la paziente opera di restauro operata da Stefano e Siro Serafin, padre e figlio, che permise, nel 1922, di riaprire il museo al suo splendore.

I piatti saranno esposti in un percorso di "Isole del Gusto" dislocate nel giardino della Gipsoteca con la possibilità per il pubblico di assaggiare queste creazioni che, per la scelta degli ingredienti, la tecnica di cottura, il cromatismo e l'esposizione plastica cercheranno di ricreare, appunto, il dramma della bellezza, sconvolta dall'evento bellico.

Una giuria di esperti del settore e giornalisti ha selezionato il progetto gastronomico più efficace, che è risultato essere quello di Diana Bertuola di Villa Castagna di Crocetta del Montello, che avrà l'onore di presentare il proprio piatto all'interno del museo, al centro di una speciale installazione. Davanti alle foto storiche della sala distrutta dal bombardamento, verranno esposte alcune opere portanti ancora gli evidenti segni di quel terribile giorno, che verranno affiancate, in un sottile gioco di specchi, alla loro versione restaurata: sicuramente un vero e proprio "evento nell'evento" per gli amanti della storia, dell'arte e del buon gusto.

La serata sarà arricchita dalla partecipazione del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e del Consorzio di Tutela del Montello e Colli Asolani Docg, alla presenza dei produttori e dei sommelier AIS Veneto, per una serie di degustazioni guidate del Prosecco DOCG ma anche delle più interessanti varietà autoctone delle colline trevigiane.

I ristoranti del Gruppo della Marca Trevigiana che daranno vita a questo originale "percorso del gusto canoviano" sono: "Villa Castagna" di Crocetta del Montello, "Villa Razzolini Loredan" di Asolo, "Da Domenico alle Grave" di Spresiano, "Da Dussin" di Piavon di Oderzo, "Al Migò" di Treviso e "Al Sile" di Casier.


Foto del finger food 2013 dello chef Diana Bertuola, che ha vinto la selezione per l'evento 2014 "A tavola con… Antonio Canova". Danzatrice con cembali - Foto di Gabrio Tomelleri

giovedì 3 luglio 2014

Fattori & Friends | Lugano 8-26 luglio 2014 | Butterfly Intitute Fine Art


Continuando il percorso di grandi rassegne e mostre monografiche Butterfly Institute Fine Art presenta una mostra che è l'una e l'altra: Giovanni Fattori & Friends, curata da Tiziano Panconi, premio Foedus alla carriera 2013, notissimo in ambito internazionale e considerato tra i più autorevoli esperti e critici della pittura italiana dell'Ottocento.

Dal
8 al 26 luglio 2014, difatti, la galleria luganese espone dieci importanti opere di Giovanni Fattori che possono essere considerate a tutti gli effetti una monografica d'eccellenza, cui fanno da corona altre opere di artisti toscani dell'epoca, quali i Macchiaioli Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca e Ludovico Tommasi, poi Ruggero Panerai e Luigi Bechi, che in aperto dialogo con le opere del maestro livornese diventano una rassegna tematica di uno dei massimi capitoli della pittura italiana dell'Ottocento: La Macchia.
In mostra anche opere di Mario Puccini - allievo di Fattori all'Accademia, del postmacchiaiolo Oscar Ghiglia e di Giovanni Boldini.

In prima battuta la mostra indaga l'opera del padre dei Macchiaioli il quale, nonostante temi e soggetti diversi, è rimasto sempre fedele alle sue più intime inclinazioni e alla remota formazione mentale, nondimeno andando oltre la macchia per abbracciare il respiro più ampio del Naturalismo europeo. In seconda istanza, inserire il corpus monografico in una visione più ampia da vita ad un percorso destinato ad soddisfare l'interesse del mondo collezionistico internazionale.
Interesse sicuramente accresciuto anche dall'ulteriore duplice valenza di questa mostra che coniuga il rigore e la documentazione storico-critica di una mostra culturale - della quale offre anche la godibilità - con il mercato, dando forma a un evento di assoluta rilevanza, perché mai negli ultimi cinquant'anni un nucleo così cospicuo e importante di opere di Fattori è stato posto in vendita in un'unica occasione.
Ne risulta una mostra dalla formula innovativa, unione delle diverse competenze di
Butterfly Institute Fine Art, che vanno dai servizi di consulenza e advisoring alla compravendita di opere di grandi maestri, dall'esposizione permanete dei medesimi, all'organizzazione di mostre ed eventi di rilevanza internazionale, anche per conto di Istituzioni e Musei pubblici e privati.

Immagine simbolo della mostra è
Pattuglia di cavalleria, un olio su tela datato a cavallo tra gli anni '80 e '90, da annoverare tra i capisaldi del catalogo pittorico di Fattori.
E' una tela di piccole dimensioni in cui la profondità prospettica suggerita dallo sterrato e dall'esercito che s'allontana è messa in risalto dalle due possenti figure dei militari in primo piano a definire un cono visuale che porta all'orizzonte e restituisce il senso della vastità degli spazi maremmani.
All'interno di questo paesaggio l'esercito assume il significato simbolico della supremazia dell'uomo sulla natura e, in contrasto, come gli stessi soldati ne siano parte integrante.
Nel catalogo pittorico di Fattori il tema militare occupa una parte importante, al suo interno il soggetto rappresentato in uno degli altri dipinti esposti,
L'incontro, è con certezza uno dei più frequenti.
Come in tutte le tele realizzate negli anni della maturità, Fattori rende attraverso una forte caratterizzazione l'onere d'esser soldato che in quest'opera si evidenzia nell'incontro tra i due militi in diversa divisa, dietro ai quali si apre la vastità di una terra aspra e dura.
Come nelle opere coeve si percepisce una visione della vita nostalgica, sopraffatta da un sentimento di inquietudine mosso da una realtà diversa da quella immaginata negli anni giovanili dei fervori patriottici, ma anche disillusa dallo scorrere del quotidiano e dalla coscienza delle tristi condizioni dei diseredati siano essi uomini o animali come in Cavallo morto o Mandriana…

Una rassegna, dunque, che a buon titolo s'inserisce come un evento importante nell'articolato e ricco programma espositivo della città di Lugano dove il Maestro della Macchia ritorna a molti anni dall'ultima presenza al Museo Cantonale d'Arte, per altro allora dedicata alla sua opera d'incisore.




Collezione Umberto Boccioni. Cosenza – Palazzo Arnone


Collezione Umberto Boccioni
Cosenza – Palazzo Arnone
Giovedì 10 luglio 2014
ore 18.00
Inaugurazione



Giovedì 10 luglio 2014, ore 18.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria inaugura la Collezione Umberto Boccioni, a cura di Fabio De Chirico.

La presentazione al pubblico della nuova ala espositiva della Galleria Nazionale di Cosenza dedicata all'opera grafica del maestro futurista vedrà la partecipazione di Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell'Umbria; Luciano Garella, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone; Nella Mari, storico dell'arte Soprintendenza BSAE della Calabria; Mario Caligiuri, assessore regionale alla Cultura e Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza. Modera Gemma-Anais Principe.

Nell'occasione sarà presentata la scultura Forme uniche della continuità nello spazio, donazione di Roberto Bilotti alla Galleria Nazionale di Cosenza.

La collezione grafica di Umberto Boccioni (Reggio Calabria 1882 – Sorte 1916) si compone di un nutrito gruppo di disegni e di incisioni e documenta l'intera evoluzione artistica di Boccioni, dalla fase prefuturista alla maturità.

Del maestro calabrese, esponente di rilievo del futurismo e dell'arte italiana del primo Novecento, si possono ammirare disegni eseguiti a matita, penna, china, pastelli colorati, acquerelli, nonchè incisioni ad acquaforte e a punta secca. 

Le opere sono state acquisite al patrimonio dello Stato e destinate alla Galleria Nazionale di Cosenza nel 1996 e provengono dalla galleria privata di Lydia Winston Malbin, importante collezionista americana. 

Il nucleo più rappresentativo è costituito da studi anatomici e di figure, di paesaggi ed architetture. 

Tra i pezzi più interessanti Gisella, puntasecca del 1907; l'acquaforte La madre con l'uncinetto; gli studi per Contadini al lavoro e Campagna lombarda; i disegni preparatori per il dipinto La risata nonchè il pastello su cartoncino raffigurante Gisella della collezione d'arte di Banca Carime e in comodato d'uso presso la Galleria Nazionale di Cosenza.


Collezione Umberto Boccioni
Cosenza – Palazzo Arnone
Giovedì 10 luglio 2014 – ore 18.00
Inaugurazione


Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria: Francesco Prosperetti
Cura: Fabio De Chirico
Coordinamento scientifico e organizzativo: Nella Mari

Giampiero Poggiali Berlinghieri, lavori

"Per i Supersegni d'Arte e le straordinarie Metafore dell'Esistenza in una genialità creativa, fra"Pòiesis"e "Tekné", nei 45 anni d'attività di questo insigne Maestro fiorentino, celebrato in tutto il mondo già dagli esordi del 1968, grazie ai suoi peculiari ed inimitabili esiti creativi in pittura, grafica e scultura, costanti scaturigini di straordinaria, eclettica polivalenza e di lucida, ironica e drammatica Deuteroscopia dell'Estro". 

Questa la motivazione ufficiale con cui l'Accademia di Belle Arti "Michelangelo" di Agrigento, unica istituzione universitaria del territorio per l'alta formazione artistica, ha esplicitato la delibera del Senato Accademico, nel novembre scorso, di conferire all'Artista Giampiero Poggiali Berlinghieri la laurea "honoris causa" in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. 

La pergamena del Titolo Accademico verrà ufficialmente consegnata al celebre Maestro nel corso di una speciale "Serata d'Onore" che prevederà il saluto istituzionale dell' Accademia e di varie Autorità del ns. territorio, un'approfondita presentazione critica, la "lectio magistralis" dell'Artista, l'assegnazione del riconoscimento e la lettura di tale motivazione.

L'evento citato si terrà venerdì 13 dicembre, alle ore 18, nell'Aula Magna dell'Ex Collegio dei Filippini di Agrigento, alla presenza del Direttore, del Senato Accademico, di docenti, laureati e laureandi dell'Accademia, più altri qualificati estimatori dal territorio e da tutta la Sicilia. 

                           
               

           
Alcuni lavori dal 1968 al 2013

mercoledì 2 luglio 2014

LIGHT FIELD Percezione e fenomenologie della luce. Primo Piano LivinGallery

LIGHT FIELD
Percezione e fenomenologie della luce
11 LUGLIO – 7 AGOSTO 2014
Inaugurazione VENERDI' 11  LUGLIO ORE 21:00
A cura di Dores Sacquegna
Artisti in mostra:
ARNAUD CANIZARÈS/Francia ; THOMAS DE BALASY / Francia; GIULIO DE MITRI/Italia; ORONZO DE STRADIS/Italia; KAMALKY LAUREANO/Mexico; STEVE LEWIS/Usa; PATRICK MITCH/Usa; ALESSANDRO PASSARO/Italia; STUART ROSS SNIDER/Usa; SHELLEY VOUGA/Svizzera;

Se le porte della percezione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini infinita.
William Blake

In fisica si definisce campo luminoso la funzione matematica che descrive la quantità di luce che si muove in ogni direzione in ciascun punto dello spazio. Il campo di Luce è una complessa combinazione di diversi modelli energetici formali sovrapposti, risonanti ognuno su una determinata frequenza/livello di coscienza. Le singole componenti del corpo di luce apportano una specifica componente alla coscienza multidimensionale umana e nel complesso definiscono la composizione spirituale, mentale, emozionale e fisica di ogni individuo. Questa mostra pone una riflessione sulla percezione e sul senso della luce come fenomenologia vissuta nella sua progressiva decantazione, vista in scenari naturali e non, capaci di ispirare sensazioni complesse, dinamiche, cogliendo particolari nella loro densità emozionale,  proponendo paradigmatiche narrazioni, spunti lirici, iconografie luminose.

Il dato di fondo è certamente  offerto dal contrasto tra luce ed ombra, tra chiarore e oscurità, tra apertura e chiusura. Si va dalla sospensione emozionale e inquietante (in attesa della luce, con la potenziale minaccia di un castigo divino) delle opere dell'americano PATRICK MITCH alla  veglia notturna proposta nella fotografia su carta Fine Art di  STEVE LEWIS, dove emergono animali della notte come visioni alienanti sul cammino di un potenziale viaggiatore.  Luce come emblema di rivelazione e valenza simbolica allegorizzante nell'opera dell'artista svizzera SHELLEY VOUGA, che punta sull'oscurità come assenza di orientamento e direzionalità. Nelle opere pittoriche del francese ARNAUD CANIZARES, l'indeterminatezza dei contorni delle figure nere sospese sul fondo bianco della tela, produce tensione lirica, in continua oscillazione tra l'assenza  e la presenza di luce, svelando a occhi nudi un illusione sensoriale con richiami metafisici.

Memorie poetiche,  epifanie, simbolismi archetipici,  visionarie simmetrie tra ilmondo della natura e l'universo umano nella scultura dell'americano STUART ROSS SNIDER, che, nella sua "sensation of blu" stacca una porzione di cielo e terra (un pezzo di radice legnosa ricoperta di blu) e la incastona in un cerchio di luce dorata.  Campi di Luce  filtrano in un paesaggio esotico e che si stemperano tra le fronde che fanno intravedere bagliori rossastri e animali nella notte, nella visione di giungle e cascate nelle bellissime tele dipinte con l'aerografo dal francese THOMAS DE BALASY, una luce che apre un varco nel buio e che mette in evidenza masse oscure e fitte,  aree crepuscolari, che invitano l'osservatore ad una percezione variabile e avvolgente, intermittente e allo stesso tempo evanescente; una luce che coglie il quieto chiarore del paesaggio, che sospende tensioni e invita al ricordo.

Luce e oscurità in netta contrapposizione nelle figure femminili ritratte con una pennellata iperrealistica ad opera del messicano KAMALKY LAUREANO, dove le ombre svelano la luce e viceversa, alla ricerca di una perfezione assoluta e orientata verso l'esterno e che accentua emozionalità e turbamento.  Eros e thanatos divengono i contrari, magicamente riuniti nell'opera dell'artista pugliese ALESSANDRO PASSARO, che affida all'inconscio, la densità cromatica delle sue pennellate, elaborando un linguaggio simbolico che sfocia  in forme psicotiche e allucinanti e che annuncia una tragica incompatibilità tra essere umano e divino. Luce straniante e tridimensionalità nelle opere pittoriche di ORONZO DE STRADIS, che creano suggestive visioni di mondi metafisici, messi a fuoco da un clic. Porzioni di cielo e di vita quotidiana, sollecitati da un'energia non circoscrivibile; oggetti e soggetti guidati da simbolismi panici e in continua stratificazione. Conchiglie luminose emergono dal blu dei light box di GIULIO DE MITRI, e sembrano capaci di vivere fuori dall'acqua, in un abisso di luce che le alimenta e non le consuma; immortalate nella loro fulgida bellezza, nel tempo del "qui ed ora" che ferma l'istante.


Primo Piano LivinGallery
Viale G. Marconi 4
Lecce, Italy 73100
Tel/fax: 0832.30 40 14

GIORNI E ORARI
dal lunedì al mercoledì: 10,00 – 15,00
dal giovedì al venerdì:  17,00 – 21,00
e su appuntamento

Luce Gallery: inaugurazione di AMIR NIKRAVAN e WES NOBLE


Immagine

Amir Nikravan - Parallax 1.6, 2014 Acrylic on fabric over aluminum (cm 102 x 102)


LUCE GALLERY

AMIR NIKRAVAN / WES NOBLE

Opening giovedì 3 luglio ore 18.30

In mostra 3 luglio - 16 settembre 2014

 

Luce Gallery è lieta di ospitare la mostra di due giovani artisti statunitensi.

Amir Nikravan presenta una serie di "Parallax Paintings". Si tratta di dipinti ad acrilico creati in una serie ripetitiva, svolti attraverso una tecnica complessa che prevede l'uso della vacuum box, una scatola che trattiene l'opera sotto vuoto al fine di far aderire la tela dipinta ad una forma scultorea in cemento pre-lavorata dall'artista e successivamente distrutta. Col desiderio di percorrere la differenza tra immagine ed esperienza, il lavoro di Nikravan si presenta allo spettatore con oggetti che esaltano la disconnessione tra l'impressione immateriale che la tela concede ed il suo volto reale, tra presenza ed assenza, desiderio e possesso. I "Parallax Paintings" esplorano la condizione di apparente dislocazione di un oggetto attraverso il singolo punto di vista, espandendo l'interesse dell'artista nell'ambiguità della percezione visiva e tattile.

Wes Noble è un collective artist. Con la presentazione di dipinti di grandi dimensioni, spesso contenenti piccoli segni, l'attenzione viene riposta sul significato dei simboli che focalizzano lo spettatore sul dettaglio e l'eleganza della rappresentazione. Con un approccio apparentemente ermetico devoto alla libera interpretazione, il contenuto del lavoro si posiziona volutamente tra astratto e figurativo, lasciando il bianco dello sfondo del lavoro a rappresentare una sorta di infinito delle forme che fluttuano nell'aria senza confini.

Amir Nikravan vive e lavora a Los Angeles. Nel settembre di quest'anno terrà la sua prima mostra personale alla galleria Various Small Fires a Los Angeles. Tra i group shows ricordiamo Greene Exhibitions, Pepin Moore e Rosamund Felsen Gallery.

Wes Noble è un collective artist che vive e lavora a New York. Mostre recenti includono i seguenti group shows: "Show Time", Johannes Vogt, New York, "Doesn't Even Matter", V1 Gallery, Copenhagen, "Sad Plinth", Chelsea Mini Storage, New York, "Ce qui arretait, Ces dames", Galerie Jeanroch Dard, Parigi.

 

LUCE GALLERY

Corso San Maurizio 25

10124 Torino, Italy T. +390118141011

www.lucegallery.com // info@lucegallery.com

Orari galleria: dal martedì al sabato 15.30 – 19.30


martedì 1 luglio 2014

Michelangelo: I Prigioni di Francesco Guadagnuolo


Approda alla storica Libreria Leoniana nei pressi del Vaticano, in occasione dei 450 anni dalla morte dell'artista-genio Michelangelo Buonarroti (avvenuta a Roma nel 1564), la mostra personale Michelangelo: "I Prigioni" di Francesco Guadagnuolo. Com'è noto, proprio in Vaticano il Buonarroti ha realizzato i grandiosi affreschi della Cappella Sistina, massimo capolavoro pittorico di tutti i tempi.  


L'affermato artista siciliano, operante nella capitale da molti decenni, ha voluto celebrare l'evento con 10 tavole dedicate a "I Prigioni". La mostra sarà inaugurata sabato 5 luglio 2014 alle ore 17,30 presso la Libreria Leoniana, di Via dei Corridori, 28 adiacente al Vaticano, accanto al Braccio destro del colonnato berniniano e rimarrà aperta fino al 30 ottobre 2014 (tutti i giorni feriali dalle ore 8,00 alle ore 18,30, tranne il giovedì: dalle ore 8,00 alle ore 13,00 e dalle 15,00 alle ore 18,30).


Nelle opere scultoree di Michelangelo, il corpo umano diventa paradigma di un'arte sublimata. La con/figurazione, affermava il Buonarroti, è già tutta nel chiuso del marmo: era sufficiente renderla libera. E proprio con la sua riconoscibilissima poetica del "non finito", la scultura diventa lancinante conflitto tra l'inerzia della materia e l'insopprimibile slancio libertario dell'uomo.

 
"I Prigioni" di Michelangelo sono tra le più sublimi rivelazioni della catartica potenza dell'arte: la loro attualità, di fronte alle sofferenze in cui continua a versare la stragrande maggioranza dell'umanità intera, è impressionante. A tal proposito basta osservare, tra "I Prigioni", Atlante, con la sua "testa in potenza" ancora tutta racchiusa nel blocco informe marmoreo. Sono i segni-cicatrice lasciati dallo scalpello ad esaltare al massimo la tragica tensione corporale. 


Francesco Guadagnuolo con le sue 10 Tavole ispirate a "I Prigioni", ha interpretato al meglio la scultura michelangiolesca trasmutandola in una fertile, dialogante pittura.


Il ciclo michelangiolesco de "I Prigioni" è stato sintonizzato da Guadagnuolo con "l'attualità dell'oggi", come scrive il poeta Paolo Guzzi: «è quanto mai sentito da chiunque viva in questo nostro mondo di sofferenza senza uscita, e Guadagnuolo l'ha reso bene, aderendo alla tensione michelangiolesca con il suo segno e la sua tensione interiore». 

 
L'artista, con il serpentinato guizzo del suo segno germinato dall'immanenza dell'hic et nunc, incide, scarnifica la morfologia corporea rilevandone la più intima essenza, vale a dire quello stesso martirio vitale di chi è alla ricerca di una risposta ai valori fondanti e non mercificabili dell'essere. 


Si può sostenere come le opere realizzate da Guadagnuolo (non solo in quest'occasione) abbiano, in ultima analisi, un carattere prettamente simbolico con una valenza filosofica di natura esistenziale, scaturite come sono, direttamente, dai "tormenti" della vita.


Ha affermato in proposito l'artista: «Mentre disegnavo e dipingevo queste opere, pensavo all'essere nel suo sviluppo vitale e nello stesso tempo ad un'arte che rivitalizzasse le essiccate radici d'una morente spiritualità. Ho scelto quindi, in sincronia, il suono di un pensiero musicale a me congeniale, che tratta in particolare il tema del destino e la necessità del suo superamento. Siamo in presenza di un centrale interrogativo esistenziale tradotto in musica con le note (sofferte) della Sinfonia di Ciajkovskij, detta La Patetica, che pur schiacciando il destino di ogni uomo, appare, sparisce e ritorna incessantemente alla stregua di queste Tavole dalle forme indefinite e sfuggenti. Sta tutto qui l'inalienabile patrimonio dell'arte che colpisce in misura diversa l'emotività delle persone, consentendo attraverso immagine, parola e suono, l'accesso a ciò che dapprincipio non era esprimibile, rendendo così più sopportabile i tormenti interiori della vita».

 
Basti osservare la Tavola "Il prigione morente" in cui la "sfinitezza/finitezza" umana, viene ripercorsa con una fluente pennellata che, come vitale acqua sorgiva, tenta di percorrere taumaturgicamente il corpo abbandonato. Allo stesso modo, nelle altre opere "Prigione Ribelle" "Prigione Atlante", "Prigione Giovane", "Prigione Barbuto" o "Prigione che si ridesta", la linea fluida pervade il tutto, amalgamando i contrasti tra potenza ed energia raccordate e fuse da una gestualità iperveloce. 


Con questo ideale incontro artistico con il grande genio del Rinascimento, Francesco Guadagnuolo ha inteso sottolineare, in estrema sintesi, l'aspetto dialogante esistente tra forma compiuta e informe: nel loro continuo, quanto imprevedibile e caotico divenire.

Antonio Gasbarrini

Co.Co.Co. Concorso per giovani artisti

CO CO CO COMO CONTEMPORARY CONTEST 2014
Concorso per giovani artisti
VI edizione


L'Assessorato alla Cultura del Comune di Como, con il patrocinio del GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani, promuove la VI edizione del concorso Co.Co.Co.Como Contemporary Contest.

Il concorso ha lo scopo di favorire i giovani artisti, promuovere il loro lavoro sulla scena artistica contemporanea nazionale e internazionale e portare a Como una panoramica della migliore arte emergente italiana.

In cinque anni hanno partecipato al concorso oltre 2.000 artisti e ogni edizione ha visto la realizzazione di una mostra collettiva dei finalisti e una personale del vincitore a Como, oltre che la pubblicazione di un catalogo.

Co.Co.Co. è aperto ad artisti di qualunque nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che parteciperanno con un'opera che rientri nell'ambito delle arti visive, senza vincoli di genere o tecnica, spaziando dalla pittura alla scultura, dalla fotografia all'installazione e alla video arte.
La documentazione prevista dal bando (scaricabile dal sito http://cultura.comune.como.it/arte/cococo dovrà essere inviata, entro le ore 12.00 del giorno 10 settembre 2014 all'indirizzo di posta elettronica cococo@comune.como.it

La partecipazione al concorso è gratuita.

Un'apposita commissione di professionisti del mondo dell'arte contemporanea selezionerà 20 artisti finalisti e tra questi il vincitore, che riceverà un premio di 2.000 € e avrà l'opportunità di realizzare una mostra personale a Como, nel prestigioso spazio espositivo di S. Pietro in Atrio, tra novembre e dicembre 2014.

I lavori dei 20 finalisti costituiranno una rassegna collettiva che verrà realizzata ad ottobre a Como e che anticiperà la mostra personale del vincitore.

Ogni anno Co.Co.Co., per dare respiro internazionale al concorso, instaura partnership con importanti istituzioni. Dopo l'edizione 2013, in partenariato con la biennale europea JCE Jeune Création Européenne, anche quest'anno, all'interno del concorso è stata creata una sezione speciale per la selezione di 2 artisti che avranno la possibilità di partecipare ad uno scambio artistico con le città Nablus (Palestina) e Netanya (Israele), gemellate con Como. 

Questa sezione del concorso è riservata esclusivamente ad artisti residenti nella provincia di Como e che operano nel campo della fotografia e della video arte.

Tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 i due artisti scelti si recheranno a Nablus e Netanya per esporre il loro lavoro ed entrare in contatto con le istituzioni artistiche delle due città.

Informazioni:
Assessorato alla Cultura, Comune di Como
Via Vittorio Emanuele 97 - 22100 COMO
Tel. +39 031 252. 352 - 057

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