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Arte e Cultura

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giovedì 16 ottobre 2014

PAPER REINCARNATIONS. Se i libri diventano tele e sculture


PAPER REINCARNATIONS
20 ottobre - 7 novembre 2014
Istituto Italiano di Cultura a La Valletta, Malta

Vernissage lunedì 20 ottobre ore 19
PAPER REINCARNATIONS
October 20th -November 7th 2014
Italian Culture Institute in La Valletta, Malta
Inauguration, Monday, October 20th at 7 p.m.

PAPER REINCARNATIONS

5 ARTISTI TRASFORMANO
I LIBRI IN TELE E SCULTURE

 

Florence Biennale partecipa alla XIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo con una mostra
a Malta, dal 20 ottobre al 7 novembre 2014

Cinque artisti fiorentini trasformano i libri in tele e sculture: si intitola PAPER REINCARNATIONS, la collettiva a cura di Lilia Lamas realizzata da Florence Biennale presso l'Istituto Italiano di Cultura a La Valletta, Malta, in occasione della XIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dal 20 ottobre al 7 novembre 2014. 
 
Il progetto, nato dalla collaborazione tra l'Associazione per il Commercio Italo Maltese con sede a Firenze, nella persona del Segretario Antonio Pangallo, e la Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Firenze e in particolare del Direttore Jacopo Celona, esplora l'universo della carta e del libro, in linea con il tema della XIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo.
 
Circa trenta le opere esposte all'Istituto Italiano di Cultura, tra libri d'artista, lettere antiche trasformate in sculture, vecchi testi rivisitati in chiave contemporanea e opere ispirate alla carta e alle pagine stampate. Almeno sei per ognuno dei cinque autori, un parterre in grado di mettere a confronto il lavoro concettuale di tre diverse generazioni di artisti contemporanei, tutti attivi nel capoluogo toscano.
 
Andrea Granchi e Gianna Scoino, in passato professori dell'Accademia di Belle Arti di Firenze e artisti affermati con un biografia ricca di mostre nazionali ed internazionali. Paolo Carandini, artista fiorentino che da anni opera nel restauro e conservazione di libri antichi utilizzando l'esperienza acquisita per realizzare "Le Scatole delle Meraviglie", sorta di time capsule che racchiudono al loro interno memorie di una vita vissuta o racconti di libri a noi tutti cari. Infine, Nilo Australi e Diego Gabriele, due giovani artisti emergenti che sperimentano nuove tecniche con l'utilizzo della carta e del libro alla ricerca di nuovi modi di interpretare questo antico ma sempre attuale materiale.
 
La collettiva PAPER REINCARNATIONS troverà spazio in futuro proprio a Firenze, presso LINEA Spazio Arte Contemporanea, base stabile della Florence Biennale in via delle Porte Nuove 10 (zona Porta a Prato). 

 
MOSTRA SU PROGETTO DI/A PROJECT BY
Jacopo Celona
Antonio Pangallo

CURATORE/CURATOR
Lilia Lamas

ARTISTI/ARTISTS
Nilo Australi
Paolo Carandini
Diego Gabriele
Andrea Granchi
Gianna Scoino



Press Office
Francesca Puliti
(+39) 392 9475467
press@florencebiennale.org 

 

    
   

PAPER REINCARNATIONS
EXPLORATION
OF WORKS ON PAPER
BY FIVE FLORENTINE ARTISTS
 
 
Five Florentine artists explore books in various forms of works on paper: from October 20th to November 7th 2014 the Italian Culture Institute in La Valletta will hold PAPER REINCARNATIONS, collective exhibition curated by Lilia Lamas and organized by the Florence Biennale, in occasion of the XIV Week of Italian Language in the World. 
 
The project was born from the cooperation between Associazione per il Commercio Italo Maltese (Italian-Maltese Chamber of Commerce Association) based in Florence, Antonio Pangallo, Secretary and Jacopo Celona, Director of the Florence Biennale of Contemporary Art. PAPER REINCARNATIONS explores the universe of paper and books, consistent with the theme of the XIV Week of Italian Language in the World.
 
Approximately thirty artworks will be exhibited in the Italian Cultural Institute, including artist's books, ancient letters turned into sculptures, old texts revisited in a contemporary way and works inspired by paper and literature. At least six artworks each author, a team of five who can depict the conceptual work of three different generations of contemporary artists based in Florence.
 
Andrea Granchi and Gianna Scoino, former professors of the Accademia di Belle Arti of Florence and renowned artists with a rich biography in national and international exhibitions. Paolo Carandini, Florentine artist who has worked in antique book conservation and binding, uses the gained knowledge to make "Boxes of the Wonders", sort of time capsules with memories of a lived lives and stories from well-known books inside them. Last but not least, Nilo Australi and Diego Gabriele, two emerging young artists who experiment new techniques using paper and books, looking for new ways to interpret this ancient but always present-day material.
 
Following Malta, PAPER REINCARNATIONS collective will be exhibited in Florence, at LINEA Spazio Arte Contemporanea, Florence Biennale headquarters in Via Delle Porte Nuove 10 (close to the city center of Florence). 
Andrea Granchi
Paolo Carandini
Nilo Australi
Gianna Scoino
Diego Gabriele
Istituto Italiano di Cultura a La Valletta
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www.florencebiennale.org - www.spaziolinea.org



Vincent van Gogh: l’uomo e l’artista al centro del nuovo Museo Van Gogh







Vincent van Gogh: l'uomo e l'artista al centro del nuovo Museo Van Gogh

 

Amsterdam, ottobre 2014 - La presentazione, completamente rinnovata, della collezione permanente del museo è incentrata sull'evoluzione di Vincent van Gogh. Il racconto della vita e dell'arte di Van Gogh, infatti, è il filo rosso che lega i diversi piani dell'edificio, dove sono esposti non solo i quadri, ma anche i disegni e le lettere dell'artista. Per la prima volta, alcuni dei miti che circondano Van Gogh – il suicidio, la malattia, l'orecchio mozzato – vengono narrati con dovizia di particolari e il pittore viene collocato nel contesto storico del suo tempo. Ben rappresentata è anche l'enorme influenza che l'artista ha esercitato sulle generazioni future, grazie ad un'esposizione temporanea che mostra Van Gogh come fonte di continua ispirazione. A partire dal 28 novembre.
Vincent van Gogh (1853-1890) è fra gli artisti più celebri di tutti i tempi, una vera e propria icona, una figura quasi mitica, davvero fuori dal comune. È questa l'idea centrale del percorso che attraversa le sale magnificamente ristrutturate del Museo Van Gogh. Già al piano terra il visitatore si ritrova letteralmente faccia a faccia con il maestro, grazie alla spettacolare presentazione dei suoi autoritratti e della palette cromatica che da sempre lo contraddistingue. Nella hall, un'istallazione testimonia come, dopo la sua morte, Van Gogh si sia trasformato nella principale icona (pop)culturale del nostro tempo e come sia proprio la cultura dell'immagine a determinare il modo in cui il grande pubblico vive la sua arte.



Una visione completa
Per la prima volta il museo racconta l'intera storia di Van Gogh e tutti quegli aspetti che hanno contribuito a consacrarne la fama: l'arte, il contesto storico, le ambizioni personali, le emozioni, il mito e la sua influenza sino ai giorni nostri. La collezione permanente, esposta ai vari piani dell'edificio ma presentata come un'unica realtà, spiega bene come l'artista abbia saputo conquistare un pubblico vasto ed eterogeneo.
 
Nel nuovo allestimento del museo, a fungere da filo rosso è la trasformazione di Van Gogh in uno dei maggiori artisti di sempre che qui viene evidenziata in diverse sezioni. In ogni fase Van Gogh ha vissuto con grande intensità l'esperienza di sé e del mondo, con l'obiettivo di rappresentare attraverso la propria arte i principali temi dell'esistenza umana: la paura, il dolore, l'amore e la speranza. I testi che accompagnano le varie opere spiegano come il suo caratteristico stile pittorico e le sue scelte cromatiche gli abbiano consentito di esprimere queste emozioni.



Colore sulle pareti
Ogni sezione è incentrata su un'opera particolarmente significativa che riflette al meglio le ambizioni artistiche di Van Gogh in un determinato periodo. Per esempio, la sezione 'Pittore di contadini', dedicata agli inizi della sua produzione, ha come protagonista I mangiatori di patate (1885). 'La fioritura', invece, racconta la vita di Van Gogh nelle campagne della Francia meridionale dove, ispirato dalla nitidezza della luce e dalla vivacità dei colori, dipinse frutteti in fiore, scene di mietitura e altri soggetti agresti; opera chiave qui è I girasoli (1889). In virtù della loro importanza e per sottolinearne ulteriormente la centralità, queste opere occupano da sole un'intera parete. Infine, i muri di ogni sezione hanno un colore diverso che ben si addice all'atmosfera del tema affrontato e alle opere esposte. Addio quindi al bianco tipico dei musei: le pareti sono tutte dipinte con colori accesi.
 
Lettere e disegni
Van Gogh era uno scrittore di talento e la sua corrispondenza è importantissima per capirne al meglio sia la personalità che l'arte. Il nuovo allestimento riserva ampio spazio alle lettere che ha scritto: ce ne sono alcune originali e, indossando le apposite cuffie, i visitatori possono ascoltarne dei frammenti. Inoltre, i testi esplicativi delle varie sale sono spesso tratti da suoi scritti. In pratica, è come leggergli nel pensiero!
Infine, per la prima volta il museo espone in forma permanente i disegni di Van Gogh. L'artista ne ha realizzati moltissimi, circa 1100, di cui la metà è conservata nel Museo Van Gogh. Essendo particolarmente sensibili alla luce, la loro esposizione deve essere limitata. Per questo vengono selezionati e mostrati solo otto esemplari alla volta, fra ambiziosi progetti, schizzi e studi preparatori di particolare interesse.

Mito
Tutti conoscono le vicende della malattia di Van Gogh, dell'orecchio mozzato, della sua morte. Se prima si trattava di temi appena accennati in corrispondenza di determinate opere, oggi il museo vi dedica un'attenzione specifica: passo dopo passo, infatti, questi avvenimenti vengono presentati sulla base di lettere, documenti e ricerche approfondite. Il museo risponde così a un'esigenza ripetutamente manifestata dal pubblico.


Con gli occhi di Van Gogh
Si pensa spesso a lui come a un artista isolato, ma la verità è che, fino alla fine della sua carriera, Van Gogh si è lasciato ispirare dai colleghi. Attento agli sviluppi artistici del tempo, insieme ad artisti del calibro di Paul Gauguin ed Henri de Toulouse-Lautrec ha sempre cercato di creare uno stile moderno. In precedenza, il museo preferiva esporre le opere di altri artisti in sale separate. Il nuovo allestimento, invece, prevede che i quadri dei predecessori e dei contemporanei del maestro vengano inseriti nel racconto della sua produzione artistica, in modo da chiarirne il legame e consentire ai visitatori di guardarli con gli stessi occhi di Van Gogh.
 
Francis Bacon
Il sogno di Van Gogh di continuare ad ispirare il mondo anche dopo la morte si è avverato: oggi, infatti, il suo pubblico è composto da milioni di persone. Di tanto in tanto il museo espone un'opera (contemporanea) che mostra chiaramente l'influenza esercitata da Van Gogh. A partire dal novembre del 2014, per esempio, sarà la volta di Study for a Portrait of Van Gogh IV di Francis Bacon, in prestito dal Southbank Centre di Londra. Inoltre, l'enorme impatto di Van Gogh sulla generazione di artisti cresciuti subito dopo la sua morte è testimoniato dalle opere espressive di Maurice de Vlaminck e Kees van Dongen appartenenti alla collezione del museo.
 
Touch Van Gogh
Le più recenti tecniche di informazione danno la possibilità di scoprire particolari sempre nuovi su Van Gogh e sulle sue opere. Fiore all'occhiello del museo è l'app Touch Van Gogh: in corrispondenza di alcune tele, infatti, i visitatori hanno a disposizione un touch screen che svela tutti i misteri del quadro in questione.
Inoltre, alcune installazioni interattive, fra cui una cornice prospettica e un microscopio, gettano nuova luce sulle attività quotidiane del pittore. Per esempio, al microscopio si possono vedere i granelli di sabbia che, dalla spiaggia, si sono posati sulle sue tele bagnate. Per non parlare dei quaderni di appunti da sfogliare in versione digitale e dell'inedita prospettiva fornita dal nuovissimo tour multimediale.
 


Per famiglie
Altra novità: tre diversi punti del museo invitano grandi e piccini ad ammirare insieme un quadro o un oggetto, il tutto sotto forma di gioco. Le opere sono appese ad altezza di bambino, riproducono oggetti autentici e vengono spiegate in modo particolarmente accattivante. Ciascuna ha una storia a sé, rappresentativa dell'amore di Van Gogh per la natura, delle sue eccezionali doti di scrittore di lettere e del suo laboratorio di pittura nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence. Il tema delle presentazioni viene cambiato ogni anno.
 
Esperimenti cromatici
Il nuovo allestimento riflette la prestigiosa storia del museo e il ruolo della famiglia Van Gogh. Vincent Willem van Gogh, figlio di Theo van Gogh ed erede di tutti i quadri, era stato direttamente coinvolto nella realizzazione del Museo Van Gogh già nel 1973. Oggetti personali, documenti e racconti vari ripropongono questa straordinaria collaborazione. Per esempio, sono esposti alcuni oggetti di proprietà dalla famiglia, tra cui un martin pescatore imbalsamato e i gomitoli di lana usati da Van Gogh per i suoi esperimenti cromatici.
 

Il Museo Van Gogh conserva e gestisce la più grande collezione al mondo di opere e lettere di Vincent van Gogh, rendendo la sua vita, le sue opere, l'arte del suo tempo e dei suoi contemporanei accessibili a sempre più persone.

Marche Centro d'Arte 2015: partecipa alla Selezione

La Selezione Marche Centro d'Arte, giunta al 3° anno, intende promuovere e far crescere le nuove tendenze espressive e i nuovi talenti a livello nazionale e internazionale. È organizzata nell'ambito della 5ª Edizione dell'Expo di Marche Centro d'Arte, ed è curata da Nikla Cingolani.

La Selezione dota l'Expo di uno strumento per rendere le Marche sempre più un centro di produzione e propulsione culturale, offrendo la possibilità ad artisti, critici e pubblico di dare e ricevere input e idee.

La Selezione prevede l'allestimento di un'esposizione collettiva di arte contemporanea e la pubblicazione del relativo catalogo, all'interno dell'Expo di arte contemporanea organizzata dall'Associazione Marche Centro d'Arte.

martedì 14 ottobre 2014

SetUp ArtFair 2015 e Premio No Boundaries, un Social Responsability Project


 

 

Social Responsability Project:

 

 

Premio 

 

No Boundaries

"Arte senza barriere per una città senza barriere"

 

scadenza il 15 novembre 2014

 

 

 

 

La terza edizione di SetUp, fiera d'arte contemporanea indipendente, che aprirà gli spazi dell'Autostazione di Bologna dal 23 al 25 gennaio 2015, conferma la propria presenza come progetto culturale di ampio respiro con attenzione a temi di natura etica. Consapevole della potenza dell'arte e con l'intenzione di voler agire sulla collettività, l'edizione 2015 di SetUp sostiene un importante progetto di responsabilità sociale incontrando La Skarrozzata, movimento per la sensibilizzazione al tema delle diverse abilità e con il preciso impegno di abbattere le barriere, architettoniche e mentali, attraverso la cultura.

 

Durante i giorni della manifestazione SetUp accoglierà al suo interno gli artisti finalisti del Premio Nazionale d'Arte Contemporanea "No Boundaries - Arte senza barriere per una città senza barriere", promosso proprio da La Skarrozzata che lancia una sfida al mondo dell'arte interrogandolo su soluzioni concrete e innovative attraverso la creatività.

 

Il Premio, a partecipazione gratuita e aperto ad artisti e gruppi di giovani creativi under 35, prevede la selezione di due finalisti per ognuna delle categorie in gara - Fotografia, Arti Grafiche, Video e Fumetto - che affronteranno rispettivamente le tematiche: WHO'S NEXT TO YOU - Chi ti è accanto, A TAILOR MADE SPACE – Uno spazio tagliato su misura, GO WITH THE FLOW - Questioni di pendenze, "IN" IS NOT "OUT" - Un disabile non è secondo a nessuno.

 

 

Il tema dell'accessibilità e dell'abbattimento delle barriere architettoniche, per quest'occasione in dialogo con l'arte contemporanea, sarà rappresentato da una prestigiosa ed eterogenea giuria composta da significativi rappresentanti: Luigi Bandini Buti esperto internazionale di ergonomia olistica e storico fondatore di Design for All, marchio che promuove una progettazione per l'individuo reale, inclusiva ed olistica al fine di valorizzare le specificità di ognuno, coinvolgendo la diversità umana nel processo progettuale; Andrea Stella, fondatore de Lo Spirito di Stella, Associazione Onlus nata attorno alla realizzazione del primo catamarano privo di barriere architettoniche, scommessa e sogno personale dello steso Andrea Stella che è tornato a navigare nonostante la sedia a rotelle e che ora ha attivato numerosi progetti velistici; Simona Gavioli e Alice Zannoni, ideatrici e organizzatrici di SetUp e Martina Cavallarin, critica d'arte e curatrice indipendente.

 

I quattro vincitori, uno per ogni categoria in gara, riceveranno un premio produzione monetario pari a 450 € e parteciperanno a una mostra prevista per maggio 2015.

 

La partecipazione al Premio è aperta fino al 15 novembre 2014

 

 

 

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Premio promosso da

 

 

 

Scadenza bando No Boundaries: 15 novembre

Bando e regolamento scaricabili su: www.skarrozzata.com/premio-boundaries

Responsabile Progetto: Fabiana Appicciafuoco - Tel. +39 347 5001779

Curatore: Costanza Quarenghi - Tel. +39 340 8261210

E-mail: noboundaries@skarrozzata.com

 

I finalisti daranno vita a un'esposizione corale durante SetUp 2015

 

Sede: Autostazione di Bologna; Piazzale XX Settembre, 6

 

Date e orari

22 gennaio: inaugurazione su invito 19.30-23.00

23-24 gennaio: 17.00-1.00

25 gennaio: 14.00-22.00

 

Ingresso: € 5.00 intero € 3.00 studenti

 

Comitato direttivo

info@setupcontemporaryart.com

 

Inaugurazione DOMUS MEMINI


DOMUS MEMINI  

Cultura | Eventi | Territorio


INAUGURAZIONE 2014/2015

ASSOCIAZIONE DOMUS MEMINI


COMPLESSO

MONUMENTALE

DI SAN GENNARO

ALL'OLMO

OTTOBRE
17
L'Associazione Domus Memini e la Fondazione Giambattista Vico sono liete di invitarVi ad un doppio evento nella giornata di venerdì 17 ottobre. Alle ore 18:00 presentazione del libro "Inchiostro
Rosso" di Giuseppe Petrarca - sarà presente l'autore - alle ore 19:00 l'Associazione inaugurerà la stagione degli eventi 2014/2015 con la Mostra Collettiva Verum Ipsum Factum - sulla funzione sociale dell'arte nel territorio; un progetto di Francesco Ciotola a cura di Raffaele Loffredo e Francesco Ciotola. Introdurrà l'evento Luigi Pepe  Direttore della Fondazione Giambattista Vico.
> VAI AL SITO
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COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN GENNARO ALL'OLMO
CHIESA DI SAN GENNARO ALL'OLMO
CHIESA DI SAN BIAGIO MAGGIORE
PALAZZO MARIGLIANO

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cel. +39 3271972799
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lunedì 13 ottobre 2014

Vincent van Gogh: l’uomo e l’artista al centro del nuovo Museo Van Gogh



 
Vincent van Gogh: l'uomo e l'artista al centro del nuovo Museo Van Gogh
 
Amsterdam, ottobre 2014 - La presentazione, completamente rinnovata, della collezione permanente del museo è incentrata sull'evoluzione di Vincent van Gogh. Il racconto della vita e dell'arte di Van Gogh, infatti, è il filo rosso che lega i diversi piani dell'edificio, dove sono esposti non solo i quadri, ma anche i disegni e le lettere dell'artista. Per la prima volta, alcuni dei miti che circondano Van Gogh – il suicidio, la malattia, l'orecchio mozzato – vengono narrati con dovizia di particolari e il pittore viene collocato nel contesto storico del suo tempo. Ben rappresentata è anche l'enorme influenza che l'artista ha esercitato sulle generazioni future, grazie ad un'esposizione temporanea che mostra Van Gogh come fonte di continua ispirazione. A partire dal 28 novembre.

Vincent van Gogh (1853-1890) è fra gli artisti più celebri di tutti i tempi, una vera e propria icona, una figura quasi mitica, davvero fuori dal comune. È questa l'idea centrale del percorso che attraversa le sale magnificamente ristrutturate del Museo Van Gogh. Già al piano terra il visitatore si ritrova letteralmente faccia a faccia con il maestro, grazie alla spettacolare presentazione dei suoi autoritratti e della palette cromatica che da sempre lo contraddistingue. Nella hall, un'istallazione testimonia come, dopo la sua morte, Van Gogh si sia trasformato nella principale icona (pop)culturale del nostro tempo e come sia proprio la cultura dell'immagine a determinare il modo in cui il grande pubblico vive la sua arte.
   
Una visione completa
Per la prima volta il museo racconta l'intera storia di Van Gogh e tutti quegli aspetti che hanno contribuito a consacrarne la fama: l'arte, il contesto storico, le ambizioni personali, le emozioni, il mito e la sua influenza sino ai giorni nostri. La collezione permanente, esposta ai vari piani dell'edificio ma presentata come un'unica realtà, spiega bene come l'artista abbia saputo conquistare un pubblico vasto ed eterogeneo.
 
Nel nuovo allestimento del museo, a fungere da filo rosso è la trasformazione di Van Gogh in uno dei maggiori artisti di sempre che qui viene evidenziata in diverse sezioni. In ogni fase Van Gogh ha vissuto con grande intensità l'esperienza di sé e del mondo, con l'obiettivo di rappresentare attraverso la propria arte i principali temi dell'esistenza umana: la paura, il dolore, l'amore e la speranza. I testi che accompagnano le varie opere spiegano come il suo caratteristico stile pittorico e le sue scelte cromatiche gli abbiano consentito di esprimere queste emozioni.

Colore sulle pareti
Ogni sezione è incentrata su un'opera particolarmente significativa che riflette al meglio le ambizioni artistiche di Van Gogh in un determinato periodo. Per esempio, la sezione 'Pittore di contadini', dedicata agli inizi della sua produzione, ha come protagonista I mangiatori di patate (1885). 'La fioritura', invece, racconta la vita di Van Gogh nelle campagne della Francia meridionale dove, ispirato dalla nitidezza della luce e dalla vivacità dei colori, dipinse frutteti in fiore, scene di mietitura e altri soggetti agresti; opera chiave qui è I girasoli (1889). In virtù della loro importanza e per sottolinearne ulteriormente la centralità, queste opere occupano da sole un'intera parete. Infine, i muri di ogni sezione hanno un colore diverso che ben si addice all'atmosfera del tema affrontato e alle opere esposte. Addio quindi al bianco tipico dei musei: le pareti sono tutte dipinte con colori accesi.
 
Lettere e disegni
Van Gogh era uno scrittore di talento e la sua corrispondenza è importantissima per capirne al meglio sia la personalità che l'arte. Il nuovo allestimento riserva ampio spazio alle lettere che ha scritto: ce ne sono alcune originali e, indossando le apposite cuffie, i visitatori possono ascoltarne dei frammenti. Inoltre, i testi esplicativi delle varie sale sono spesso tratti da suoi scritti. In pratica, è come leggergli nel pensiero!
Infine, per la prima volta il museo espone in forma permanente i disegni di Van Gogh. L'artista ne ha realizzati moltissimi, circa 1100, di cui la metà è conservata nel Museo Van Gogh. Essendo particolarmente sensibili alla luce, la loro esposizione deve essere limitata. Per questo vengono selezionati e mostrati solo otto esemplari alla volta, fra ambiziosi progetti, schizzi e studi preparatori di particolare interesse.

Mito
Tutti conoscono le vicende della malattia di Van Gogh, dell'orecchio mozzato, della sua morte. Se prima si trattava di temi appena accennati in corrispondenza di determinate opere, oggi il museo vi dedica un'attenzione specifica: passo dopo passo, infatti, questi avvenimenti vengono presentati sulla base di lettere, documenti e ricerche approfondite. Il museo risponde così a un'esigenza ripetutamente manifestata dal pubblico. 
 
Con gli occhi di Van Gogh
Si pensa spesso a lui come a un artista isolato, ma la verità è che, fino alla fine della sua carriera, Van Gogh si è lasciato ispirare dai colleghi. Attento agli sviluppi artistici del tempo, insieme ad artisti del calibro di Paul Gauguin ed Henri de Toulouse-Lautrec ha sempre cercato di creare uno stile moderno. In precedenza, il museo preferiva esporre le opere di altri artisti in sale separate. Il nuovo allestimento, invece, prevede che i quadri dei predecessori e dei contemporanei del maestro vengano inseriti nel racconto della sua produzione artistica, in modo da chiarirne il legame e consentire ai visitatori di guardarli con gli stessi occhi di Van Gogh.
 
Francis Bacon
Il sogno di Van Gogh di continuare ad ispirare il mondo anche dopo la morte si è avverato: oggi, infatti, il suo pubblico è composto da milioni di persone. Di tanto in tanto il museo espone un'opera (contemporanea) che mostra chiaramente l'influenza esercitata da Van Gogh. A partire dal novembre del 2014, per esempio, sarà la volta di Study for a Portrait of Van Gogh IV di Francis Bacon, in prestito dal Southbank Centre di Londra. Inoltre, l'enorme impatto di Van Gogh sulla generazione di artisti cresciuti subito dopo la sua morte è testimoniato dalle opere espressive di Maurice de Vlaminck e Kees van Dongen appartenenti alla collezione del museo.
 
Touch Van Gogh
Le più recenti tecniche di informazione danno la possibilità di scoprire particolari sempre nuovi su Van Gogh e sulle sue opere. Fiore all'occhiello del museo è l'app Touch Van Gogh: in corrispondenza di alcune tele, infatti, i visitatori hanno a disposizione un touch screen che svela tutti i misteri del quadro in questione.
Inoltre, alcune installazioni interattive, fra cui una cornice prospettica e un microscopio, gettano nuova luce sulle attività quotidiane del pittore. Per esempio, al microscopio si possono vedere i granelli di sabbia che, dalla spiaggia, si sono posati sulle sue tele bagnate. Per non parlare dei quaderni di appunti da sfogliare in versione digitale e dell'inedita prospettiva fornita dal nuovissimo tour multimediale. 
  
Per famiglie
Altra novità: tre diversi punti del museo invitano grandi e piccini ad ammirare insieme un quadro o un oggetto, il tutto sotto forma di gioco. Le opere sono appese ad altezza di bambino, riproducono oggetti autentici e vengono spiegate in modo particolarmente accattivante. Ciascuna ha una storia a sé, rappresentativa dell'amore di Van Gogh per la natura, delle sue eccezionali doti di scrittore di lettere e del suo laboratorio di pittura nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence. Il tema delle presentazioni viene cambiato ogni anno.
 
Esperimenti cromatici
Il nuovo allestimento riflette la prestigiosa storia del museo e il ruolo della famiglia Van Gogh. Vincent Willem van Gogh, figlio di Theo van Gogh ed erede di tutti i quadri, era stato direttamente coinvolto nella realizzazione del Museo Van Gogh già nel 1973. Oggetti personali, documenti e racconti vari ripropongono questa straordinaria collaborazione. Per esempio, sono esposti alcuni oggetti di proprietà dalla famiglia, tra cui un martin pescatore imbalsamato e i gomitoli di lana usati da Van Gogh per i suoi esperimenti cromatici.
 
 

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