Arte e Cultura
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venerdì 15 febbraio 2013
“LA VERTIGINE DEL COLORE” mostra di pittura di Tiziano Moalli
Con il Patrocino del Comune di Varese e della Provincia di Varese
"LA VERTIGINE DEL COLORE" mostra di pittura di Tiziano Moalli
inaugurazione Sabato 16 Febbraio dalle ore 18.00
la mostra rimarrà aperta fino al 24 Febbraio, da lunedì a venerdì dalle 16.00 alle 19.00 Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Per tutte le informazioni:
ASSOCIAZIONE CULTURALE SPAZIOVERGANIUNO
Via Vergani,1 Varese Telefono 349 4950304
L'AUTORE:
La ricerca pittorica di Tiziano Moalli nasce come sperimentazione autodidatta e costante
di un biennio di apertura alle più istintive forme di espressione artistica del colore.
L'artista esce coraggiosamente alla scoperta con questa prima mostra che diventa, oltre che fruizione delle sue opere, verifica di un lavoro di interiorizzazione in continua evoluzione.
L'Associazione Spazioverganiuno è lieta di ospitare questa mostra in cui propone un artista autodidatta alla sua prima esposizione, mettendo ancora una volta in primo piano l'apertura verso il nuovo.
venerdì 1 febbraio 2013
IO KLIMT, bellezza / splendore / oro
mercoledì 23 gennaio 2013
LATO presenta EDOARDO NARDIN - Scommetti che se salto quel fosso. Indagine estetica su una famiglia - 26.01.2013
LATO presenta EDOARDO NARDIN
Scommetti che se salto quel fosso… Indagine estetica su una famiglia
26/01/2013 – 23/02/2013
a cura di Fabrizia Bettazzi
sabato 26 gennaio
dalle ore 18:30 / inaugurazione mostra
H lunedì/venerdì 9-13:00 - 15-19:00
LATO di Luca Gambacorti e co
Piazza San Marco, 13 , 59100 Prato - Prato
Telefono: 0574071696 | Fax: 0574070041
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SCOMMETTI CHE SE SALTO QUEL FOSSO… INDAGINE ESTETICA SU UNA FAMIGLIA
A volte ci vengono schiusi alcuni orizzonti. Possibilità privilegiate di visioni, intime, intimiste. Luci su un calore familiare gelosamente custodito.
Edoardo Nardin è il tramite, l'accesso ad una dimensione che da particolare diventa sentire condiviso per chiunque vi si accosti: i legami familiari, affettivi propri della famiglia dell'artista diventanto universali. L'operazione è Pop, popolare certo, per la scelta stilistica: l'autore predilige cromatismi e grafica dotati di un impatto molto comunicativo, scegliendo come punto di partenza la fotografia. A tutto è sottesa (ancora popolarmente) una dimensione nella quale ognuno potrà identificare sé stesso ed il proprio nucleo parentale.
Un Qui domestico, dove chiunque sa che potrà fermarsi.
L'allestimento negli spazi di Lato tiene conto di questi legami familiari che sorreggono e guidano tutta la lettura. All'ingresso l'origine di tutto, l'unione di due figure carica di un significato profondo le parole che danno il titolo alla mostra. Quest'ultime sono l'alchimia che ha reso possibile il dipanarsi stesso del filo di questo racconto: un racconto fatto di sguardi, gesti, posture che come in un gioco di rimandi è abilmente descritto dall'abilità del suo narratore.
Nardin sviluppa il suo percorso verso la costituzione/costruzione della sua famiglia, dai nonni attraverso uno sguardo su tutte le famiglie dei quattro zii, con prospettive diversificate che accompagnano le espressioni dei personaggi assecondandone di volta in volta l'espressione caratteriale.
Ogni scelta compositiva riflette l'indole, il gusto del ricordo nella mente dell'artista, l'eco di confidenza che ognuna di quelle figure riveste nel suo mondo.
In una posizione di rilievo, come un secondo punto di partenza nell'immaginario di Edoardo, il quadro della sua famiglia, accanto i fratelli, e lui stesso, insieme alla compagna Chiara, preludio al futuro più prossimo.
La regia di Nardin è efficace nell'accompagnarci attraverso un racconto per immagini.
La presenza dell'autore nel legame ai suoi valori è percettibile, se non fisicamente, attraverso un segno: sull'altalena immaginiamo un bambino, che, diventato adulto, ha trovato gli strumenti per poter costruire un affresco moderno di così grande efficacia.
L'artista recupera nell'ecletticità della sua scelta stilistica e compositiva una dimensione di ingenuità volutamente fanciullesca, imprescindibile punto di partenza per chiunque voglia nella vita arrivare ad una personale realizzazione adulta.
Fabrizia Bettazzi
EDOARDO NARDIN nasce a Pordenone nel 1983. Frequenta il Liceo Artistico Enrico Galvani di Cordenons dove ha modo di sperimentare diversi linguaggi artistici e si diploma con la specializzazione in grafica pubblicitaria.
Nel 2003 si trasferisce a Prato, dove si laurea con lode in "Produzione di Musica, Spettacolo e Arte", facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze, con tesi sui finanziamenti alla cultura. Personalità eclettica, porta avanti una ricerca artistica personale sul mondo dell'acrobatica e della giocoleria, organizza eventi culturali con un'associazione da lui fondata e lavora come freelance graphic designer per diverse realtà nazionali.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
giovedì 17 gennaio 2013
Oman in Gubbio, selection Rome
mercoledì 16 gennaio 2013
:ETTORE FRANI 'Gravida' polittico | da sabato 19 gennaio 2013 | L'ARIETE artecontemporanea
opening sabato 19 gennaio 2013 ore 18 via d'azeglio 42 bologna
La mostra e' inserita nel programma di ART CITY Bologna 2013
ART CITY WHITE NIGHT | sabato 26 gennaio 2013 | ore 16>24
domenica 27 gennaio 2013 ore 16>20 19 gennaio|2 marzo 2013
Orario > feriali 15.30–19.30 | info 348 9870574
Il 19 gennaio 2013 L'ARIETE artecontemporanea inaugura nella sede di via D'Azeglio 42 a Bologna 'Gravida', un progetto in forma di polittico di Ettore Frani, artista fra i piu' apprezzati delle giovani generazioni, presente in importanti premi nazionali e sedi istituzionali. I dipinti ad olio su tavola di Ettore Frani rivelano, attraverso immagini dal forte valore simbolico, il tentativo di far trasparire cio' che non e' rappresentabile e affrontano temi che riguardano la spiritualita' dell'uomo e la sacralita' della natura. L'artista sceglie il polittico come modalita' d'elezione per la sua rappresentazione. Come in antico, le immagini entrano in corrispondenza tra loro per analogia: il senso di cio' che si vede non e' dato dalle singole immagini che si hanno davanti ma dalla relazione che si crea tra esse e che apre a sua volta ad un significato altro. Importante e' inoltre, nella struttura compositiva delle opere di Frani, la divisione dei livelli lungo l'asse verticale dell'opera. La tripartizione sui tre piani verticali permette all'artista di enunciare tre realta' distinte, il cui senso si intensifica quando esse sono colte in una visione globale. Come nelle parole di Simon Weil 'nulla e' piu' importante della nozione dei piani verticalmente sovrapposti nella vita dell'anima, il piu' alto dei quali e' al di sopra della coscienza e dello psicologico'.
L'installazione 'Gravida' in galleria fa da contraltare ad un altro grande polittico, 'Audi filia', che sara' presentato in Arte Fiera 2013. Opera in cui i toni tendono al nero, nel quale per converso la grazia delle figure che vi compaiono acquista una luce intima e universale. Entrambi i polittici, 'Gravida' e 'Audi filia', hanno come radice comune una tensione interiore in forma di ascolto, che si esprime in due modalita' opposte e complementari, in 'Gravida' il bianco indica un'assenza al limite dell'astrazione, in 'Audi filia' il nero illumina il ritorno della figura umana. [Paola Feraiorni]
ETTORE FRANI, nato nel 1978 a Termoli (CB), vive e lavora a Isola Sacra Fiumicino (RM). Si diploma in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino e successivamente presso l'Accademia di Bologna. Dal 1998 espone in mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati. Nel 2010 vince il Premio Artivisive San Fedele 2009-2010, 'Il segreto dello sguardo', ed e' finalista al LXI Premio Michetti. Nel 2011 esce la monografia 'Limen' con testi di Stefano Castelli e Massimo Recalcati. E' selezionato da Vittorio Sgarbi e dalle Accademie di Belle Arti Italiane per l'Evento Speciale del Padiglione Italia 'Lo Stato dell'Arte / Padiglione Accademie' alla 54^ Biennale d'Arte di Venezia ed e' invitato a Giorni Felici a Casa Testori 2011. Nello stesso anno vince la 55^ edizione del Premio Marina di Ravenna 2011 e la I edizione del Premio Ciaccio Broker per la Giovane Pittura Italiana. Nel 2012 vince il Premio Opera CGIL, partecipa alla collettiva 'Con gli occhi alle stelle. Giovani artisti si confrontano col Sacro' presso la Galleria d'Arte Moderna Raccolta Lercaro a Bologna ed e' invitato al MAR di Ravenna per una personale, a cura di Matteo Galbiati, nell'ambito del ciclo Critica in Arte. Nel 2012 2013 e' invitato alla mostra 'E bianca' in diverse sedi istituzionali e tiene due personali dal titolo 'Attrazione celeste', a Casa Raffaello in Urbino e presso L'Arca laboratorio per le arti contemporanee a Teramo.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
martedì 1 gennaio 2013
NADIA PRESOTTO - PERSONALE
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Redazione del CorrieredelWeb.it
lunedì 17 dicembre 2012
LEGOLI: GRANDE SUCCESSO PER L’INAUGURAZIONE DELLA NATIVITÁ DI BENOZZO GOZZOLI E BRONZINO
LEGOLI: GRANDE SUCCESSO PER L'INAUGURAZIONE DELLA NATIVITÁ DI BENOZZO GOZZOLI E BRONZINO
Sabato 15 dicembre, presso la chiesa dei SS. Bartolomeo e Giusto di Legoli, la vernice della Natività ideata da Alberto Bartalini ha riscosso un enorme successo grazie agli interventi degli ospiti e la grande partecipazione del pubblico.
Peccioli, 17 dicembre 2012. Grande successo, nonostante l'incessante pioggia, per l'inaugurazione dell'installazione artistica "Natività, Benozzo Gozzoli e Bronzino per una Liturgia Barocca" con la regia di Alberto Bartalini e la curatela di Ilario Luperini, avvenuta nel pomeriggio di sabato 15 dicembre.
La commistione delle opere di Benozzo Gozzoli e di Bronzino sono splendidamente riuscite attraverso riproduzioni e stralci delle opere dei due grandi Maestri toscani.
La Natività, che si estende nel presbiterio, offre allo sguardo dello spettatore gli alberelli stilizzati e il fastoso corteggio dei Magi di Benozzo Gozzoli dall'affresco di Palazzo Medici Riccardi di Firenze, per proseguire con due opere di Bronzino, gli angioletti tratti dalla Deposizione di Cristo di Palazzo Vecchio e la Natività di Cristo della Chiesa di S. Stefano dei Cavalieri di Pisa.
Il Rettore della Chiesa di S. Stefano dei Cavalieri, Monsignor Aldo Armani, ha inaugurato l'installazione dicendo: «sono contento perché con questa bellissima iniziativa abbiamo valorizzato un'opera di cui sono custode nella chiesa di S. Stefano. Invito tutti a vederla», riferendosi alla splendida opera di Bronzino.
La Fondazione Peccioli per l'Arte, congiuntamente al Comune di Peccioli e alla Belvedere Spa, sono ancora promotrici di una suggestiva iniziativa nel piccolo borgo di Legoli. Dopo Caravaggio, Caravaggini & Co, l'esposizione di "il sacrificio di Isacco (a lume di notte)" e l'evento della "Natività, Benozzo Gozzoli e Bronzino per una Liturgia Barocca" il territorio pecciolese continua il percorso di attenzione al turismo culturale che lo caratterizza ormai da anni.
"Natività, Benozzo Gozzoli e Bronzino per una Liturgia Barocca"
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Redazione del CorrieredelWeb.it
venerdì 14 dicembre 2012
LATO presenta LISA MARA BATACCHI - a day will come in which we will all be poets - 15.12.2012
a day will come in which we will all be poets
15/12/2012 – 12/01/2013
a cura di Spela Zidar
sabato 15 dicembre
dalle ore 18:30 / inaugurazione mostra
H lunedì/venerdì 9-13:00 - 15-19:00
The sublime is right in front which way to go? - 2011
A DAY WILL COME IN WHICH WE WILL ALL BE POETS
Presso la Galleria Lato l'artista Lisa Batacchi inaugura una mostra personale dal titolo A DAY WILL COME IN WHICH WE WILL ALL BE POETS che ci da una prima chiave di lettura profetica ed intimista al lavoro complessivo. Nella sua ricerca, una certa dose di ironia destrutturante il pensiero antropocentrico di origine occidentale pone l'individuo come piccola parte del tutto; una volontà di riscoprire la realtà la porta a dare attenzione all'ascolto del mondo circostante nelle sue più piccole sfumature, alla "sincronicità", "casualità" della vita e ad i cicli naturali. Il fil rouge che lega insieme i vari lavori è il suo interrogarsi sul ruolo dell'artista e sull'autorialità dell'opera d'arte. Ponendosi in relazione ai soggetti trattati sia in maniera autonoma sia coinvolgendo persone a lei vicine, Lisa Batacchi apre così il processo della creazione artistica alla vita stessa. Per un attimo perde il controllo e si affida al caso e il fare artistico diventa un prodotto della sua connessione con l'alterità che a sua volta si unisce come parte essenziale della creazione. Un suo lavoro piu' recente, in quanto impegnata nella direzione artistica di uno spazio (SomethingLikeThis), esplora il dialogo e l'interazione con altri artisti. Come da sue parole - L'opera d'arte è stata da me sentita, a un certo punto, come una possibilità d'incontro, come un invito a partecipare rivolto agli artisti con l'intento di ripensare insieme al concetto di "comunità" e di condivisione di intenti-. Lisa Batacchi, mettendo in primo piano le relazioni, tende ad espandere il concetto di opera e a portare la sua posizione più vicina a quella di "mediatrice" in grado di trasformare un semplice processo di realizzazione in un prodotto corale.
I lavori in mostra passano da video, installazioni, disegni, fotografia, mixed media. Fra questi ci sono sia i progetti realizzati a "quattro mani" con persone a lei più vicine come S/S-A/W… and spring (the intermidion lines) in cui l'artista, in seguito ad un anno di affiancamento a suo padre, un designer di scarpe da donna, ha colto ed estratto alcune analogie fra le "Intermidion Lines" che si riferiscono al pronto moda per cui le stagioni effettive di uscita vendita sono otto piuttosto che quattro e i cicli stagionali della filosofia cinese antica. Seduta all'interno di una stanza, a disegnare con i colori in voga per l'anno avvenire, l'artista avverte lo scorrere del tempo e percepisce le tracce dei segni dei pantoni che rimanevano del disegno delle scarpe sul foglio sottostante come paesaggi astratti delle interstagioni legate ai vari "movimenti": la primavera all'elemento Legno, l'estate all'elemento Fuoco, l'autunno all'elemento Metallo, l'inverno all'elemento Acqua e le quattro interstagioni all'elemento Terra. Altra opera, Till the end of the world realizzata in questo caso con sua madre, chiedendole di ripetere più volte lo stesso dolce e di conservare le carte da forno. Cinque di queste poste una di seguito all'altra daranno l'idea di varie fasi di un'eclisse. Un'azione quindi che mette un'altra persona in una condizione creativa offrendo così un incontro fra uomo/mondo ed una condivisione di un sentire al di là delle ordinarie attribuzioni alle cose. Altri lavori presenti in mostra sono stati creati entrando in relazione con il mondo circostante indagando da vicino sia l'uomo che alcuni elementi in natura. Nel primo caso, in Isabella color la ricerca è partita dalla scoperta che con il tempo ogni persona lascia un colore specifico sulla propria federa. Il passo successivo è stato di creare una mazzetta colori fatta con le federe donate dalle persone che mettesse in evidenza l'infinita scala cromatica del cosiddetto "color isabella"(colore variamente definito come grigio chiaro-giallo, pallido fulvo, crema chiaro-marrone o pergamena); nel secondo caso di A place where illusion keeps safe a reality, l'artista unisce due elementi trovati in momenti diversi: una scala e un nodo. Questi pur avendo la stessa origine sembrano di conferirsi le specificità perse o ancoro mai avute. Il nodo restituisce alla scala l'elemento di organicità perduto mentre la scala offre al nodo l'elemento strutturale mancante, formando così un corpo unico, vivo, razionale e mistico allo stesso tempo. Invece altre opere, come Il Cammino di Lisa e Il bastone del profeta, lasciano l'incognita allo spettatore su chi sia il vero artefice e alludono quasi alla possibilità di materializzazione di un'opera spontaneamente dall'unione tra la sensibilità di un artista, altre persone e la natura, senza un piano premeditato.
LISA MARA BATACCHI nasce a Firenze nel 1980. Artista italo - americana cresciuta fra le campagne fiorentine e la frenesia Newyorkese.
Centrale nel suo lavoro è l'incontro con l'alterità, la riscoperta della natura, del quotidiano, degli scambi interpersonali. Mossa da una volontà di andare oltre le apparenze e le ordinarie attribuzioni alle cose, l'artista ricerca l'essenza, la spiritualità, prediligendo le pratiche processuali ed intervenendo in maniera minimale sui soggetti trattati, portando piu' spesso la sua posizione piu' vicina a quella di mediatrice, nel trasformare un semplice processo di realizzazione in un prodotto corale. La sua ricerca spazia dal disegno, installazione, video, interventi relazionali.
Con un passato nella moda e varie collaborazioni, fra cui la piu' significativa con Vivienne Westwood, ha intrapreso in seguito la ricerca artistica partecipando a mostre in Italia e all'estero ed a workshop fra cui Words… Action II with CHRISTIAN RAIMO edizione curata da 98WEEKS (Beirut) e commissionata da Artissima, Museo della Resistenza, Torino, Does the sculptor need a camera? Camera as a tool to study time-space con Grzegorz Kowalski per la XIV Biennale Internazionale di scultura, Carrara, Out Side project On Invisibility, Belgrado con Tania Ostojic. Nel 2010 vince un Grant award per partecipare a The materials of thought, the materials of the work of art, diretto da Liliana Moro presso Salzburg Inernational Academy of Fine Arts, Austria. Nel 2011 ha coordinato ed organizzato il progetto per l'esposizione Attimi Fondamentali Riccardo Benassi + Piero Frassinelli/ superstudio a cura di Alberto Salvadori presso il Museo Marino Marini, Firenze (I). Ha recentemente fondato nel settembre 2012 uno spazio indipendente per l'arte contemporanea a Firenze, SomethingLikeThis, di cui è ideatrice e responsabile della programmazione culturale con già all'attivo una mostra collettiva e vari interventi relazionali sia a Firenze che presso Indipendents Art Verona. short statement.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
lunedì 10 dicembre 2012
Alberto Biasi...prismi e ombre...| Molfetta, Torrione Passari e Chiesetta della Morte, 19 dicembre 2012 - 3 febbraio 2013
… prismi e ombre …
Molfetta, Torrione Passari e Chiesetta della Morte
19 dicembre 2012 – 3 febbraio 2013
Inaugurazione: mercoledì 19 dicembre 2012, ore 18.30A cura di Gaetano Centrone e Marco Meneguzzo
Due installazioni, "Luce di prismi" nel Torrione Passari e "Ombre" nella Chiesetta della Morte, alternate a quattro grandi opere, quali testimonianza della complessa personalità artistica di Alberto Biasi, animeranno la mostra "Prismi e ombre" che inaugura a Molfetta mercoledì 19 dicembre 2012 e sarà visitabile fino al 3 febbraio 2013.
La mostra, a cura di Gaetano Centrone, in collaborazione con Marco Meneguzzo e la galleria Allegra Ravizza di Milano, si configura come un itinerario urbano attraverso luoghi storicamente emblematici per la città di Molfetta , "illuminati di arcobaleno o di luce nera" delle opere di Alberto Biasi, uno tra i più noti artisti dell'arte cinetica e programmata.
La fascinazione dell'installazione "Eco" (1974), riferita alla leggendaria Ninfa morta di consunzione per amore verso Narciso, assume un nuovo significato in rapporto alla Chiesa dei Morti. L'artista padovano la ripropone alla luce della leggenda secondo cui i morti in battaglia trovavano onore e degna sepoltura nella grande cripta sottostante l'attuale edificio. Successivamente, per dare spazio ai nuovi caduti, i resti venivano spostati nelle cripte più piccole fino alla totale decomposizione. Solo allora le loro reliquie venivano depositate in una fossa comune dell'ultima cripta, ubicata a stretto contatto con il mare, al quale spettava il compito di disperderle e trasformarle in polvere e sabbia. "Eco" si plasma della suggestione del luogo e assume inediti contenuti: il magnetismo del passato è riletto da Biasi come una dissoluzione visiva degli antichi eroi caduti in guerra, attraverso il movimento delle onde che li inghiotte, da cui deriva l'associazione creativa con la grande tempera fosforescente, ove le ombre contemporanee appaiono, rimangono fissate per qualche istante sul supporto per poi lentamente svanire. L'opera si compone di bianche tele fosforescenti, illuminate da luce di Wood che interagiscono con i visitatori trattenendone le ombre come un'eco, in analogia con il ricordo dei defunti e l'antica leggenda.
L'itinerario della mostra coinvolge il Torrione Passari, l'antica torre di vedetta e difensiva di Molfetta. Questa città pugliese era storicamente un ricco centro di attività agricole e pertanto teatro di aggressioni predatorie fin quando, ancor prima del '200, diventò luogo di insediamenti dell'Ordine dei Templari. Scendendo all'interno del Torrione Passari il visitatore, di fronte ai cinetismi del grande "Light Prisms", potrà immaginare di "immergersi nell'arcobaleno" e averne una visione spettacolare a 360 gradi.
In "Light Prisms" la mutevole composizione di raggi, che appaiono, svaniscono e lentamente si saturano, cambiando colore attraverso l'intera scala cromatica (dal rosso al violetto) introduce il visitatore alla percezione degli "arcobaleni invisibili" presenti nella luce bianca, ma che sfuggono normalmente all'occhio, abituato a distinguerli solo se filtrati o riflessi dalla materia. Nel buio quest'opera si trasforma in metafora della conoscenza.
Biografia
Alberto Biasi, nato a Padova il 2 giugno 1937, inizia l'attività di pittore e scultore nel 1959. Nel 1960 forma il Gruppo N e nel 1961 è fra i promotori del movimento europeo Nuove Tendenze, nel '62 fra i fondatori di Arte Programmata. In quel periodo lavora collettivamente e firma Gruppo N opere come "trame", "rilievi ottico-dinamici" ottenuti per sovrapposizioni di strutture lamellari, "forme dinamiche" ottenute per torsioni, "fotoriflessioni" in movimento reale, "ambienti" a percezione instabile. Dopo lo scioglimento del Gruppo N "si riscopre solista" e inizia a lavorare sulle forme e spazialità cangianti e sui movimenti armonici realizzando un numero consistente di opere dal titolo "politipo". Negli anni settanta abbina elementi lamellari in torsione e parti in movimento reale, mentre intorno agli ottanta e novanta arricchisce ulteriormente i "politipi" con inserimenti di forme e cromatismi di forte suggestione figurale. In questi ultimi, per contrasto tra la plasticità cangiante del minirilievo e la bidimensionalità della pittura, le nuove immagini vivono con e per chi le guarda e appaiono evocative di un continuo divenire. Nel 1988 una sua antologica al Museo Civico agli Eremitani di Padova raggiunge un'affluenza di 42.000 visitatori. Importante l'ultima evoluzione del suo lavoro: nel passaggio del 2000 Biasi elabora una sintesi delle ricerche precedenti e crea gli "assemblaggi", soprattutto dittici e trittici prevalentemente monocromatici, d'impressionante effetto plastico e coloristico. Grande successo riscuote nel 2006 l'esposizione di trenta opere storiche nelle Sale dell'Hermitage di San Pietroburgo. Oltre a dodici esposizioni di Gruppo N, Biasi ha allestito più di novanta esposizioni personali, delle quali alcune recenti in sedi prestigiose quali il Palazzo Ducale di Urbino, la Casa del Mantegna a Mantova, Wigner Institute di Erice, il Museo della Cattedrale di Barcellona, Palazzo dei Priori a Perugia, Museo Nazionale di Villa Pisani e ultima, in ordine di tempo, Galleria Nazionale di Praga. Ha inoltre partecipato a oltre quattrocento collettive, fra cui ITALIAN ZERO & avantgarde 60s al Museo MAAM di Mosca, la XXXII e la XLII Biennale di Venezia, la XI Biennale di San Paolo, la X, XI e XIV Quadriennale di Roma e le più note Biennali della grafica, ottenendo numerosi e importanti riconoscimenti. Sue opere si trovano al Modern Art Museum di New York, alla Galleria Nazionale di Roma e nei Musei di Belgrado, Bolzano, Bratislava, Buenos Aires, Ciudad Bolivar, Epinal, Gallarate, Guayaquil, Livorno, Lodz, Ljubljana, Middletown, Padova, Praga, Rovereto, San Francisco, Saint Louis, Tokio, Torino, Ulm, Venezia, Wroclaw, Zagabria ed in numerose collezioni italiane e straniere.
SCHEDA TECNICA
SediMolfetta (centro storico)
Torrione Passari e Chiesetta della Morte
Periodo
19 dicembre 2012 – 3 febbraio 2013
Ingresso
gratuito
Orari
tutti i giorni mattina 10/12.30; pomeriggio 17.30/20.30
Info e prenotazioni
Referente: Gaetano Centrone
Inaugurazione
mercoledì 19 dicembre 2012, ore 18.30
Mostra prodotta e promossa da
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù
ANCI
Comune di Molfetta
Provincia di Bari
Cura della mostra e del catalogo
Gaetano Centronecatalogo in italiano e inglese
Comitato scientifico
Marco Meneguzzo, Allegra Ravizza, Michael Biasi per Archivio Alberto Biasi
Organizzazione Generale
Associazione Culturale III Millennio
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Redazione del CorrieredelWeb.it
domenica 9 dicembre 2012
vernissage a cura di Beatrice Buscaroli - domenica 9 dicembre CATANIA ART GALLERY
ALTROVE – LUOGO O POESIA
a cura di Beatrice Buscaroli
VERNISSAGE
Domenica 9 dicembre ore 17,30
CATANIA ART GALLERY
VIA GALATIOTO, 21
Silvia Argiolas Paolo Collini
"La casa del piacere" 2012 "Il settimo sguardo" 2012
Olio e vernice su tela Olio su tela
Tutto pronto per l'inaugurazione della mostra contemporanea collettiva con madrina Beatrice Buscaroli, curatrice del padiglione Italia alla 53° Biennale di Venezia, "ALTROVE – LUOGO O POESIA". Un nucleo di 43 opere create ad hoc che affrontano il tema scelto dalla Buscaroli.
La mostra è allestita nella nuova galleria CATANIA ART GALLERY che aprirà al pubblico domenica 9 dicembre in uno dei quartieri storici della città etnea in via Galatioto 21, all'interno di un prestigioso palazzo liberty.
Tra gli artisti che espongono, quarantatre in tutto, anche il siciliano Salvatore Alessi, eccellente pittore raffigurativo che ha iniziato a collaborare con prestigiose gallerie tra le quali la Forni di Bologna.
Gli altri artisti , tutti italiani, che per l'occasione si sono dati appuntamento a Catania, sono: Daniela Gullotta, Antonella Cinelli, Pier Giovanni Bubani, Mario Vespasiani, Franco Politano, Ttozoi, Alessandro Cannistrà, Angelo Davoli, Fulvio Rinaldi, Daniela Alfarano, Rosario Leotta, Andrea Chiesi, Simone Pellegrini, Francesco Dossena, Alessandro Busci, Marco Verrelli, Adriano Nardi, Vanni Cuoghi, Marcello Jori, Gianluca Aiolo, Salvo Genovesi, Marta Sesana, Francesca Tulli, Antonello Viola, Cesare Galluzzo, Mario Consiglio, Enrico Lombardi, Giorgio Tonelli, Paolo Collini, Carlo Pasini, Domenico Grenci, Verdiana Patacchini, Enrico Manera, Silvia Argiolas, Giuliano Sale, Vincenzo Marsiglia, Tamara Ferioli, Roberto Floreani, Sergio Gioielli, Roberto Rampinelli, Giovanna Lentini, Daniela Montanari.
Per la città etnea un evento culturale di assoluta rilevanza, sia per la presenza degli ospiti che per la rivalutazione della location, una sorta di ponte immaginario tra Catania e le altre città d'arte italiane.
La mostra resterà aperta sino al 27 gennaio 2013 dal martedi al sabato dalle ore 16,30 alle ore 20.
Cordiali saluti
Agata Patrizia Saccone (393.3309644)
AGATA PATRIZIA SACCONE
COMUNICAZIONE- PRESS OFFICE - P.R.
VIA CORREGGIO, 48
20149 MILANO
PIAZZA TRENTO,2
95128 CATANIA
Essere e apparire: inaugurazione 14 dicembre 2012
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sabato 8 dicembre 2012
Visita guidata a Amalfi Ravello e Salerno.
SICILIANTICA
Comunicato stampa
SiciliAntica. Progetto "Le Repubbliche marinare: visita guidata a Amalfi, Ravello e Salerno
Nell'ambito del progetto "Le Repubbliche marinare", organizzato da SiciliAntica si terrà dal 14 al 17 dicembre la visita guidata a Amalfi, Ravello e Salerno. Il primo giorno è dedicato a Amalfi, la repubblica marinara che, a partire dal IX secolo, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo. Il programma prevede la visita guidata della Cattedrale. risalente al IX sec. e al Chiostro del Paradiso, un quadriportico con archi a sesto acuto intrecciati, tipici dell'arte arabo-normanna, edificato tra il 1266 e il 1268. Inoltre visita guidata all'antico Arsenale, monumento della potenza marinara di Amalfi, che ospita il Museo della Bussola e del Ducato marinaro di Amalfi che documentano ed illustrano la storia dell'antica Repubblica marinara. Infine Visita guidata al Museo della Carta, un'ex-cartiera trasformata in museo che ospita i macchinari e le attrezzature impiegati nell'antica cartiera per realizzare la carta a mano. La visita include anche la possibilità di assistere dal vivo alla realizzazione di un foglio di carta di Amalfi. Il giorno dopo visita a Ravello popolata intorno all'anno Mille raggiunse il suo massimo splendore dal IX secolo, sotto la Repubblica marinara di Amalfi e il Principato di Salerno. Distrutta nel 1137, iniziò il suo declino economico e demografico. Dal XIX secolo, riscoperta da intellettuali e artisti, riacquistò la sua importanza come luogo di turismo culturalmente elitario. Visita guidata del Duomo edificato alla fine dell'XI secolo e al Museo dell'Opera del Duomo che ha sede nella cripta della ex Cattedrale di Ravello. Inoltre visita guidata a Villa Cimbrone, definito il "luogo più bello al mondo". Il viale dell'immenso conduce all'incomparabile belvedere, la "Terrazza dell'infinito" da cui è possibile godere di un panorama unico al mondo. Villa Cimbrone ha ospitato sovrani e nomi illustri dell'arte, della scienza, della politica quali Keynes, Russel, Elliot, Virginia Woolf, D.H. Lawrence, i Duchi di Kent, Churchill, oltre ad aver protetto la celebre fuga d'amore di Greta Garbo con Leopold Stokowsky. Infine visita guidata al Palazzo Rufolo, sorto tra l'XI e il XII secolo. Un ombroso viale conduce al chiostro, elevato su archi ogivali sorretti da colonne in marmo bianco. E proprio in questo giardino d'incanto Wagner trovò l'ispirazione per l'ambientazione del Parsifal. Il terzo giorno è dedicato a Salerno. Si inizia con la visita guidata al Museo virtuale della Scuola Medica salernitana, la prima e più importante istituzione medica d'Europa nel Medioevo e al Giardino della Minerva uno spazio di grande valore culturale, dove venivano coltivate le piante da cui si ricavavano i princìpi attivi impiegati a scopo terapeutico. Inoltra visita guidata al Museo diocesano che conserva al suo interno importanti testimonianze storiche del XII secolo e alla Cattedrale fondata da Roberto il Guiscardo. Il Duomo è esemplato sul modello dell'Abbazia di Desiderio a Montecassino con una pianta di tipo basilicale composta da tre navate. Al livello inferiore vi è la suggestiva Cripta. Al centro la tomba di San Matteo, apostolo ed evangelista.
Il progetto "Le Repubbliche marinare" di SiciliAntica prevede lo studio, ogni anno, di una delle città-stato che dominarono per diversi secoli il Mediterraneo. Il programma sarà articolato in conferenze e visite guidate alle quattro città marinare. Si parte quest'anno con Amalfi, l'anno successivo sarà dedicato a Pisa, poi Genova ed infine Venezia.
Per informazioni ed iscrizioni Tel. 091.8112571 - 346.8241076. Email: palermo@siciliantica.it.
In allegato comunicato stampa e foto del Duomo di Amalfi dedicato a Sant'Andrea risalente al IX sec.
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Redazione del CorrieredelWeb.it
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