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Arte e Cultura

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mercoledì 4 marzo 2015

Cefalù, Seminario sulla Sicilia Islamica. Si parla dei testi arabi di Sicilia: geografi, filosofi e poeti.

SICILIANTICA SEDE DI CEFALÙ


Si terrà Giovedì 5 Marzo 2015 con inizio alle ore 17,00 il Seminario su Arte e Cultura Islamica in Sicilia organizzato dall'Associazione SiciliAntica. Dopo la presentazione di Melina Greco, presidente della sede SiciliAntica di Cefalù e di Alfonso Lo Cascio, della Presidenza Regionale di SiciliAntica, si terrà la conferenza dal titolo: "Testi arabi di Sicilia: geografi, filosofi e poeti'". La relazione sarà tenuta da Patrizia Spallino, Ricercatrice di Lingua Araba presso Università di Palermo. L'incontro si terrà presso la Fondazione Culturale Mandralisca in Via Mandralisca a Cefalù.

Il periodo della dominazione cosiddetta "araba" in Sicilia è caratterizzato da un fermento culturale che segnerà la civiltà sicula per i secoli a venire. Gli scienziati islamici si definivano hukama' (sapienti) in quanto intellettuali che studiavano tutti i rami del sapere con la finalità di giungere alla conoscenza di Dio. Letteratura, filosofia, teologia, diritto, poesia, geografia rappresentano diverse denominazioni di un unico sapere. La Sicilia diventa terra fertile per lo sviluppo della conoscenza islamica grazie anche al substrato culturale bizantino sul quale gli elementi islamici verranno ad innestarsi.

Patrizia Spallino ricercatrice di lingua e letteratura araba del Dipartimento di Culture e Società, università di Palermo. Il suo ambito di ricerca verte sulla filosofia, teologia e mistica islamica.

Coordina il seminario Alfonso Lo Cascio, della Presidenza regionale di SiciliAntica. Ai corsisti sarà rilasciato attestato di partecipazione, utile ai fini del credito formativo per gli studenti degli istituti di istruzione secondaria superiore.
Per iscrizioni: Tel. 0921.423641 Cell. 347.3363088.


foto: un dipinto con Solone e i suoi discepoli.


"The Art of Attentiveness" arriva a MILANO - 17/3 h. 18,30 - MUSEONAZIONALE SCIENZA e TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI



Un grande progetto artistico dedicato all'attenzione tra le persone, 

un concorso aperto a tutti per diventare protagonisti di un'impressionante opera d'arte, una serie di spettacolari installazioni luminose sui monumenti e sulle facciate delle principali città europee: 

The Art of Attentiveness, ideato dall'artista della luce Gerry Hofstetter e supportato da SWISS, arriva finalmente a Milano!

Martedì 17 marzo, a partire dalle 18,30, la facciata del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, in via San Vittore, 21 (zona S.Ambrogio), si animerà di luci, immagini e colori in una strepitosa coreografia che lascerà senza fiato.

La prima tappa è stata Londra, dove gli sguardi degli assistenti di volo SWISS hanno contribuito a creare una grande opera d'arte sulla facciata dell'Osservatorio Reale di Greenwich.
A Londra è seguita Amburgo, dove l'installazione luminosa ha animato la celebre facciata del Fairmont Hotel Vier Jahreszeiten, invitando i passanti a rallentare il ritmo frenetico  per ricordare il valore dell'attenzione e soffermarsi ad ammirare l'eccezionale spettacolo.

E
' stata poi la volta di Vienna e del Teatro dell'Opera, per giungere poi a Parigi, Barcellona e, infine, Milano, prima della maestosa installazione conclusiva che avrà luogo in Svizzera e raccoglierà sguardi provenienti da tutta Europa, per dare un importante segno del bisogno di maggiore attenzione fra le persone.


Appuntamento a martedì 17, dalle 18,30 davanti al museo, per un evento unico da ammirare e da cui lasciarsi sorprendere.
L'evento è gratuito ed aperto a tutti.

Vi aspettiamo!

.Obj - Bruno Barillari Fotografo

Si terrà dal 21 marzo al 5 aprile 2015 la mostra fotografica personale di Bruno Barillari allestita nelle sale della galleria Scaramuzza Arte Contemporanea a Lecce, in via Libertini, 70. Vernissage, con le bollicine di champagne Bruno Paillard, sabato 21 marzo ore 19. La presentazione sarà a cura di Roberto Mutti direttore di Kairòs magazine, docente presso l’Istituto italiano di fotografia e l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e collaboratore del quotidiano “La Repubblica” e del critico d’arte Toti Carpentieri.
“.OBJ” il titolo emblematico rimanda alle iniziali del termine oggetto, (dal lat. mediev. obiectum, neutro sostantivato di obiectus, part. pass. di obicĕre) che, per definizione, significa «porre innanzi»; propr. «ciò che è posto innanzi (al pensiero o alla vista)».
È uno sguardo poetico quello di Bruno Barillari che, per questo progetto espositivo, ha scelto il fascino della pellicola in bianco e nero, quasi dimenticata nell’era digitale e la magia che avviene nella camera oscura.  Nelle inquadrature sono finiti gli oggetti, spesso disseminati negli angoli più nascosti delle nostre case e delle nostre vite, spiega lo stesso fotografo: “gli oggetti si ripongono davanti ai nostri occhi e ai nostri pensieri e quando li guardiamo con l’anima o li tocchiamo con la pelle ci trasmettono quantità sufficienti di emozioni da farci crescere in un istante o rimanere bambini per tutta la vita”. 

Gli oggetti fotografati da Bruno Barillari si animano dietro il mirino della sua fotocamera per raccontare nuove storie, sfogliando tra le pagine di ricordi condivisibili perché è questo ciò che accade quando l’immagine diventa poesia: l’oggetto ritratto nella completezza della sua forma diventa, attingendo dalla terminologia linguistica, significante e significato. Idea, talvolta sogno. Il pensiero va oltre ciò che vede. E ci si ritrova dentro le emozioni, le forme e si comprende il valore della bellezza. E sentiamo che tutto questo appartiene anche un po’ a noi. Così l’accostamento di tre semplici chiavi rimanda al concetto di famiglia come gli ingranaggi di un meccanismo, rintracciato tra gli oggetti conservati “da un padre, figlio a sua volta di chi era cresciuto nell’officina del nonno”, diventano metafora della vita stessa che gira come su ruote dentate incastrando situazioni che si ripetono all’infinito. Gioie e dolori, attese e sogni… di generazione in generazione. Una rosa tra le pieghe di un foglio incartocciato rinvia ai petali di rosa che c’è capitato, almeno una volta, di racchiudere tra le pagine di un libro insieme al pensiero più intimo e segreto. Una biglia in bilico, l’ombra di una sedia ottenuta piegando la gabbietta ferma tappo di una bottiglia di spumante o ancora una lumaca con la sua conchiglia fatta di spago perché il filo dei ricordi serve a tessere i giorni della nostra vita. In fondo potremmo mai fare a meno dei ricordi? Come asseriva Italo Calvino “la vita è un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché inclusi in una vita gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico, ma risponde a un’architettura interna”.  Un’architettura costruita sulle immagini, magari di oggetti, che ci aiutano a non dimenticare.
Il punto prima delle lettere OBJ è quasi un rimando all’estensione jpg, che solitamente indica un file di immagine, ma non è il caso delle foto in mostra che sono state realizzate in analogico. E, novità assoluta, la stampa delle foto che è stata realizzata da Andrea Mosso (fotografo nonché fondatore dell’associazione CAMERAOSCURA e docente di tecniche antiche presso l’Isci di Roma) mediante la tecnica di stampa AMOS, da lui brevettata e presentata da poco in Italia. Una tecnica che consiste nel trasferimento chimico degli inchiostri da una matrice ottenuta digitalmente su di un nuovo supporto, in questo caso su un pannello di legno preparato con specifici intonaci. Un procedimento caratterizzato dall’artigianalità di una fase del suo processo e il posizionamento manuale della matrice rende la stampa unica e irripetibile. Il catalogo, pubblicato in tiratura limitata per i tipi de Il Raggio Verde edizioni, è impreziosito dai testi di Roberto Mutti e di Toti Carpentieri.


Bruno Barillari nasce a Galatina, Lecce il 3 aprile del 1973. Eredita la passione per la fotografia insieme ad una Rolleiflex biottica GX 2,8 nel 1987. A pochi esami dalla laurea in Economia e Commercio a Parma si diploma invece, nel 1997, all’Istituto Italiano di Fotografia di Milano “preferendo lavorare con la luce che vivere di riflesso…” Dedica il tempo libero alla ricerca, nell’accezione pura del termine. Odiando le etichette, soprattutto nel suo settore, ama considerarsi semplicemente un uomo che scatta fotografie. Tra le ultime esposizioni lo scorso novembre ha esposto a Parigi nell’ambito del fotofever al Carrousel du Louvre.   Le sue foto sono pubblicate dalle più prestigiose riviste tra le quali Vogue, AD, Sposabella, Dove, Times e quotidiani tra cui il Corriere della Sera, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Sole 24 Ore.

Press Office
Antonietta Fulvio 
(3394487602)

martedì 3 marzo 2015

Michelangelo sconosciuto. Gli affreschi nella Cappella Paolina

Per la prima volta una telecamera è entrata nella Cappella Paolina per raccontare l'ultimo Michelangelo, autore dei due affreschi straordinari che concluderanno la sua carriera di pittore.
Ne è nato "Michelangelo sconosciuto. Gli affreschi nella Cappella Paolina",
produzione Land Comunicazioni/MetaMorfosi, con il commento in video di Antonio Paolucci e la regia di Nino Criscenti, che Rai5 trasmetterà per la prima volta mercoledì 4 marzo 2015.

È la cappella privata del Papa, nei palazzi Vaticani, a pochi passi dalla Sistina. Uno spazio escluso dal percorso che ogni giorno accompagna migliaia di visitatori fra i tesori dei Musei Vaticani. La Cappella Paolina infatti non è aperta ai visitatori, se non in rarissime ed eccezionali occasioni. È un luogo di culto privato, riservato al Pontefice, ai suoi ospiti, alla sua corte.

Per la prima volta una telecamera ha filmato i suoi 25 metri di lunghezza per un'altezza di otto: un tripudio di stucchi, affreschi e ori voluto da Paolo III che ne affidò il progetto, tra il 1537 e il 1540, ad Antonio da Sangallo il Giovane. Per la prima volta, una telecamera ha potuto indugiare fra quegli spazi esclusi alla vista di tutti se non di pochissimi. E soprattutto ha potuto indugiare sugli sguardi di San Paolo e di San Pietro, protagonisti degli ultimi due straordinari affreschi che Michelangelo Buonarroti realizzò, tra il 1542 e il 1550, ormai ultrasessantenne; gli ultimi capolavori del maestro toscano prima della morte.

Da queste riprese è nato "Michelangelo sconosciuto. Gli affreschi nella Cappella Paolina", una produzione Land Comunicazioni e MetaMorfosi, con la regia di Nino Criscenti e il commento in video di Antonio Paolucci, che Rai5 trasmetterà per la prima volta mercoledì 4 marzo 2015, alle ore 21,15.

Dopo "La Cappella Sistina in 3D", realizzata in collaborazione con Sky Arte in occasione del cinquecentenario della volta della Sistina e dopo il docu-film "Michelangelo. Il cuore e la pietra", in coproduzione con Sky Arte, Metamorfosi realizza quindi un nuovo progetto video di approfondimento culturale che, ancora una volta, ha come protagonista Michelangelo Buonarroti. «Si tratta di un'esclusiva assoluta – spiega il presidente di MetaMorfosi Pietro Folena – per la prima volta i segreti della Paolina, meno conosciuta della grande "sorella" Sistina, vengono svelati al pubblico in tutta la loro straordinaria bellezza».

Michelangelo dipinse per prima la Conversione di San Paolo tra la fine del 1542 e il luglio del 1545. I lavori per la Crocifissione di San Pietro iniziarono subito dopo ed ebbero termine nel marzo del 1550. Recentemente i due affreschi sono stati oggetto di un lungo e delicato restauro durato sette anni (2002-2009), curato dai tecnici dei Musei Vaticani sotto la guida di Maurizio De Luca e di Maria Pustka, e presentati da Papa Benedetto XVI il 4 luglio 2009.

«Sei metri e sessanta per sei e venticinque misura ciascuno dei due 'quadroni' dipinti ad affresco da Michelangelo nella Cappella Paolina», spiega il regista Nino Criscenti, giornalista televisivo che ha progettato e realizzato programmi, inchieste e documentari, dall'incontro con gli "Angeli del fango" dell'alluvione di Firenze nell'autunno del '66 a un ritratto di Pollini nel 2001, alla storia del David di Michelangelo, "Il Gigante", nel 2004. «Un'impresa sofferta: si mette all'opera che ha 67 anni e finisce che ne ha 75. Comincia dalla Conversione di Paolo che conclude in tre anni. Ma ce ne metterà cinque per dipingere la Crocifissione di Pietro. In quegli otto anni lavora anche al completamento di Palazzo Farnese, alla sistemazione del Campidoglio, alla fabbrica di San Pietro, alla tomba di Giulio II e a varie sculture. Otto anni di profondo travaglio spirituale che si riflette sulle pareti della Cappella Paolina: è come se in quegli affreschi Michelangelo avesse trasferito le sue meditazioni sull'uomo e su Dio, sulla morte, la grazia, la salvezza».

Plastic Food, tra i protagonisti di Artour-o il Must a Firenze -


PLASTIC FOOD ABBRACCIA L'ARTE FORENTINA

due elementi di PLASTIC FOOD in mostra a Firenze con la rassegna artistica ARTOUR-O


Prestigiose Location fiorentine per Due elementi dell'installazione di Land Art, PLASTIC FOOD, ideata nel 2010 dall'artista umbro Pierluigi Monsignori Potsy. Saranno esposte dal 9 al 20 marzo 2015 a Palazzo Medici Riccardi e a Villa Le Rondini, in occasione dell'evento di arte contemporanea e design ARTOUR-O organizzato dall'architetto Tiziana Leopizzi.

L'arte è uno dei mezzi di comunicazione privilegiati per trasmettere messaggi e suscitare emozioni, e Plastic Food riesce a smuovere le coscienze, dato il forte impatto visivo: Eco-Presse di materiali plastici di rifiuto dai forti messaggi sociali che si intersecano e si esplicano a vicenda nel corso dell'esposizione di ARTOUR-O.

Infatti se una ha implicito, ed esplicito, il messaggio di ridurre la produzione dei rifiuti e pone un'attenzione forte all'ecosostenibilità e all'ecologia mondiale;

la seconda eco-pressa ha legato in se un manichino che rappresenta la donna e in modo più ampio l'estetica. Anche qui il messaggio sociale è forte e va a toccare tematiche attuali, con una sensibilità estrema, caratteristica dell'autore.

Oggi la donna, come l'uomo, stanno toccando le rive dell'apparire esteticamente ad ogni costo. Si rischia, di diventare involucri esteticamente "perfetti", ma privi di quella sostanza che è alla base dell'essere.

l'installazione, va a rappresentare questa ideologia di bellezza forzata, anche se finta e a volte veramente estrema, di chirurgie plastiche fino all'impossibile. Sembra infatti che oggi "l'apparire" a tutti i costi, rappresenta anche il contenuto del SE. Il messaggio di Plastic Food, in questo ambito è chiaro: è inutile cercare di cambiare con la chirurgia estetica ciò che la natura ha creato in modo già perfetto. Questo non serve a dare contenuti veri alla nostra personalità, ma anzi, mette in evidenza la nostra fragilità esistenziale che insegue falsi stereotipi dell'apparire, per poter essere.

Non è nell'apparire la sostanza, ma nell'essere di ognuno di noi.

Un invito a riappropriarsi di se stessi, del proprio essere spirituale: cerchiamo di tornare ad essere contenuto, sostanza, famiglia, Arte

Dopo tutto, cosa ci resta del nostro vissuto, se cancelliamo i segno del tempo dal nostro corpo. I posteri nelle nostre bare troveranno ammassi informi di polimeri non decomposti.

Insomma, l'usa e getta di oggetti usati nel quotidiano, si è insinuato ai valori sociali e morali, fino all'usa e getta dei sentimenti stessi.


L'eco-pressa Plastic Food è stata esposta anche al chiostro di San Domenico a Perugia, erano presenti il giornalista Massimo Cirri di Caterpillar (nella foto Massimo Cirri con Pierluigi Monsignori Potsy e un elemento della sua installazione Plastic Food) e Alessio Ciacci, premio ambiente 2012.


Quest'anno Pierluigi Monsignori Potsy, Partecipa ad ARTOUR-O non solo come artista, ma fa anche parte dei protagonisti sostenitori dell'evento, assieme a biblioteche, poli museali, alcuni comuni italiani, fondazioni, istituti politecnici...

Pierluigi Monsignori Partecipa all'evento ormai da diversi anni, esponendo sia in Italia che all'estero, a Londra ad esempio, dove ha anche avuto spazio in una conferenza tematica.

Pierluigi Monsignori, non si stanca mai di portare ovunque la sua installazione Plastic Food, chiamato ad esporre a mostre, a comunicare in convegni, eventi green, fino alle lezioni nelle scuole, grazie all'alto valore morale e simbolico che trasmette Plastic Food.


PLASTIC FOOD PROJECT, oggi è diventato, e riconosciuto, un progetto europeo che opera anche in paesi extraeuropei.

Dal suo inizio ha sempre avuto il sostegno e la collaborazione della Regione Umbria in tutti i suoi eventi e in qualsiasi luogo è stato portato. L'immagine della Regione come cuore verde d'Italia, si rispecchia nella riduzione dei rifiuti e, nel mantenere un paesaggio quanto più pulito e incontaminato.

Pierluigi Monsignori Potsy ha presentato Plastic Food Project al presidente della camera e al ministro dell'ambiente, per i quali ha tenuto conferenze; è relatore in conferenze ogni anno in tutta Italia, anche per associazioni Green di importanza nazionale, come Legambiente.

Ha uno scopo educativo, con Lezioni nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, riscuotendo apprezzamenti importanti.

Plastic Food Proget collabora a numerosi progetti internazionali rivolti alla riduzione dei rifiuti. Partecipa ogni anno al SERR (Settimana Europea Riduzione Rifiuti), european week waste reduction, coinvolgendo scuole ed enti. Quest'anno Plastic Food Project aveva il Patrocinio Autorevole del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, insieme a quello della Regione Umbria, dell'Anci. Con il Franchetti Salvini di Città di castello sono stati coinvolti gli 800 alunni, gli insegnanti e collaboratori, le rispettive famiglie, nonché la piazza intera con i sui frequentatori e passanti.

Ha ottenuto riconoscimenti e premi anche internazionali. L'installazione ogni anno viene richiesta in diverse mostre nazionali e internazionali: è stato portata a Bruxelles, Londra, al Centro per l'arte Contemporanea Pecci di Prato, al Museo internazionale Luzzati di Genova, in molte altre città nel mondo, una parte dell'installazione fa parte della collezione permanente del MAC di Bahia in Brasile.

Nell'agosto 2014, ha aperto il I festival in Marocco dedicato alla riduzione dei rifiuti, alla presenza del ministro dell'ambiente e delle autorità marocchine e locali.


ARTOUR-O IL MUST vede l'arte contemporanea inserita tra abitato e natura, nel quotidiano delle città d'arte: l'arte contemporanea, nell'arte quotidiana.

Rassegna artistica e di design che da 11 anni fa parlare di se. L'arte si fonde con il paesaggio e ne diviene parte caratterizzante ed essenziale.

Tocca la sensibilità umana e artistica, si fonde con l'arte classica, con l'architettura, anche con la tavola, il cibo, i giardini. ARTOUR-O nasce da ELLEQUADRO, che attualmente ha in catalogo altre 155.000 artisti, con le loro opere d'arte, catalogati dal 1 gennaio 1900 ad oggi. Un'ambizione che lascia a tutti noi e ai nostri figli, materiale artistico e di comunicazione di rilevante importanza. Per qualche giorno selezionati luoghi di diffusione dell'arte sparsi in Italia e all'Estero (Fondazioni, Associazioni Istituzioni, Studi, ma anche Aziende) convergono temporaneamente in una Città, dando vita a un vero e proprio museo vivace e vivo, per un pubblico particolarmente attento e curioso. 'Project Leader' si danno appuntamento per promuovere l'arte e il design. Ricreando, così, quello che storicamente è stato nel nostro paese la committenza tra artista e privato. Un privato che oggi può servirsi dell'arte per arricchire, imprese che vedono nell'arte un punto di forza polifunzionale. L'industria, il territorio il paesaggio urbano e imprenditoriale, si aprono all'arte. Viene evidenziato in modo semplice il dialogo tra arte, impresa e territorio. Un territorio, in cui l'arte è un naturale sistema di vita, entrato ormai nel DNA da secoli di storia e di bellezza quotidiana.



Italian Soul Contemporary Art, II Edition

IL PROGETTO


L'esposizione Italian Soul (II Edizione) nasce dall'intento di far convogliare l'Arte Visiva Italiana negli Emirati Arabi, terra dalle grandi potenzialità espositive (inaugurato nel dicembre 2014 il Louvre Museum e nei prossimi mesi del 2015 saranno inaugurati il Guggenheim Museum e lo Sheikh Zayed Museum).

 

Ciò rende questa terra un polo attrattivo di sicuro interesse per collezionisti, facoltosi

appassionati d'arte e turismo dagli alti standard.

 

Era necessario e doveroso da parte del Centro Culturale Arianna nella persona dell'Art Curator Gina Affinito, prendere in considerazione l'idea di una esposizione di Artisti Italiani in UAE (Emirati Arabi Uniti).

 

Con grande disponibilità il progetto è stato accolto e supportato dalle Istituzioni italiane estere, Rete Consolare e Ambasciata, Camera di Commercio Esteri ed Ente Italiano per il Turismo. Per la seconda edizione della rassegna il progetto prevede due esposizioni, una in Dubai, l'altra in Abu Dhabi, pur avendo un unico leitmotiv ed un unico format.

 

LE DATE

 

L'inaugurazione in Dubai è prevista per il 20 Marzo 2015 alle ore 18.00

L'inaugurazione in Abu Dhabi è prevista per il 28 Marzo 2015 alle ore 18.00

Entrambe le inaugurazioni prevedono presenza e l'intervento augurale delle Istituzioni estere: Consolato Italiano e Camera di Commercio in Dubai, Ambasciata in Abu Dhabi.

 

L'ALLESTIMENTO E LE LOCATION

 

La mostra in Dubai sarà ubicata nella prestigiosa sala del

Don Alfonso 1890 Restaurant nostro sponsor e partner (www.donalfonso.ae)

 

La mostra in Abu Dhabi sarà ubicata nella Galleria Art Hub, polo culturale e galleristico di Abu Dhabi (www.adah.ae)

Gli allestimenti saranno curati da Gina Affinito.

 

La mostra in Art Hub è nata in collaborazione con la Repubblica della Lettonia che presenta il "Latvia Art Month" nella medesima giornata di inaugurazione. Questo per permettere alle due Nazioni, Italia e Lettonia un confronto ed uno scambio artistico proficuo. Le opere resteranno in mostra per due settimane in Dubai e per una settimana in Abu Dhabi.

 

Artista Ospite dell'evento in Abu Dhabi sarà Todd Williamson, artista contemporaneo di Los Angeles (USA), che ha esposto in Giappone, Cina, Italia, Germania, Francia, Corea, Spagna, e Stati Uniti. Todd è stato nominato come uno dei migliori artisti contemporanei da Art & Living Magazine, ed è stato nel 2010 destinatario del prestigioso premio Pollock Krasner Foundation. Ha ricevuto due Premi astratti da Artslant Online, un Merito Artistico da 1307 Art-Napoli Italia, ed un Premio dai curatori del Micro Museum di Brooklyn NY.

 

Italian Soul team:

 

Immacolata Maddaloni, Presidente Centro Culturale Arianna

Gina Affinito, Art Curator

Grazia Nuzzi, Storico e Critico dell'Arte

Artrooms, Web Gallery Partner

Majid Rais, traduzioni in lingua araba

Tania Sabatino, Ufficio Stampa

Mariano Cervone, impaginazione grafica

Aleksandra Mandic, fotografo ufficiale

Emanuele Antonio, supporter

Ruzanna Poghosyan, supporter and spedizioni internazionali

Karen Elizabeth Hart, art director Abu Dhabi Art Hub

 

Gli Artisti selezionati

 

Marialuisa Acciaioli

Anna Avossa

Diego Caicedo

Mina Cappussi

Federica Costantino

Pino De Carlo

Alessandra De Zan

Cristina Flaviano

Stefania Fragano

Antonio Franchi

Sandro Frinolli Puzzilli

Tommaso Infè

Egidio Iovanna

Tina Lattarulo

Livio Lopedote

Gabriella Lusignani

Maria G. Maddaluno

Silvia Magistro

Lia Maglione

Leonardo Martellucci

Chiara Mazza

Lara Messina

Carlo Moretti

Vincenzo Musardo

Enrico Pambianchi

Ivan Pili

Mario Pizzi

Ciro Pompeo

Simone Rosti

Giovanni Salvati

Elena Savokhina

Maria Antonietta Scala

Gianfranco Schifano

Marina Taroni

Orlando Tocco

Maria Zimari

 

 

Per richiedere ulteriori informazioni che non siano indicate nel presente comunicato contattare la

curatrice Gina Affinito ai numeri 327.3463882 (Italia) – 971.554732207 (Emirati Arabi) o scrivere a gina.affinito@gmail.com


lunedì 2 marzo 2015

Sabato 14 marzo 2015: le sculture di Armando Riva all'Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR)

 

La faccia di bronzo del Po…

 

Sabato 14 marzo 2015: le sculture di Armando Riva all’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR)


Ancora una volta, l’Antica Corte Pallavicina di Polesine Parmense (PR) - regno di Luciano e Massimo Spigaroli ma anche e soprattutto espressione di una tradizione e di una cultura che devono moltissimo, forse tutto, al Grande Fiume Po - smette gli abiti del relais – sempre che nel guardaroba ne abbia di così semplici – per indossare quelli della sala espositiva.
Non è la prima delle mostre che il vecchio castello ospita ma, certamente, quella dello scultore lombardo Armando Riva è una delle più pertinenti, legate al luogo e alla terra nello stesso rapporto dell’albero e delle radici. Per citare Philippe Daverio, grande estimatore di Riva, « Le sue opere hanno forme che portiamo dentro di noi. I suoi bronzi mi ricordano i vitigni solitari e i disordinati grovigli semisommersi, imprigionati ai detriti portati dalle piene del Po. Della fertile terra lombarda, confine ultimo con l’Emilia, ci sono i colori: il castano e il bruno del bronzo, il rosso dell’ossido di rame, gli sbalzi dell’oro, il verderame della patina che copre il metallo»
L’esposizione, che inaugura sabato 14 marzo alle 18.00, conta circa 25 sculture, delle quali una decina di grandi dimensioni, di un artista che lavora con un materiale tanto difficile quanto importante come il bronzo. Il legame tra il luogo e le opere è ben sintetizzato dalla copertina del catalogo, che riproduce un culatello in gesso.
La decisione di esporre in un luogo tanto appropriato, eppure inusuale, deriva dalla preferenza accordata dall’artista a luoghi deputati alla cultura enogastronomia e all’arte culinaria, come se il mestiere dello scultore e quello del cuoco avessero – a partire dall’amore e dalla strettissima relazione con la terra - moltissimo in comune. Non per niente, l’incontro tra Riva e Spigaroli avviene nell’ambito di un’esposizione presso il ristorante di Gualtiero Marchesi, il maestro degli chef.
«In quell’occasione, Spigaroli mi ha proposto di allestire una mia mostra all’Antica Corte Pallavicina, nella Sala dei Culatelli – spiega l’artista – Visto lo strettissimo legame delle mie opere con il territorio, l’idea è quella di estendere l’esposizione anche al cortile e all’argine del fiume».
Alla Corte sarà inoltre possibile consultare e acquistare, al prezzo di 15 euro, un catalogo di 110 opere. Il ricavato della vendita verrà devoluto in beneficienza a sostegno dei “Mille orti in Africa”  Slow food e Terra Madre.


Per informazioni: Relais Antica Corte Pallavicina
Strada del Palazzo Due Torri 3
43010 Polesine Parmense (PR)
Tel. 0524.936539

Twitter News - #MuseumWeek: oltre 50 i musei italiani che hanno già aderito, iscrizioni aperte fino al 21 marzo

Sono oltre 50 i musei italiani che hanno già aderito alla #MuseumWeek


I musei hanno ancora tempo fino al 21 marzo per registrarsi


Tra poche settimane prenderà il via #MuseumWeek, l'evento mondiale che riunisce su Twitter musei, gallerie d'arte e tutti coloro che amano la cultura e sono già oltre 50 i musei italiani che hanno aderito all'iniziativa. 

Dal 23 al 29 marzo 2015 i musei di tutto il mondo avranno l'opportunità di mettersi in luce e dialogare su Twitter nel corso di 7 giorni, attraverso 7 temi e utilizzando 7 hashtag. A oggi sono oltre 500 i musei e le gallerie d'arte registrate, in 31 Paesi e 324 città. 

Seguire la #MuseumWeek su Twitter è facile attraverso l'account Twitter @MuseumWeek e il sito: www.museumweek2015.org  

Musei, fondazioni gallerie d'arte e istituzioni culturali italiane che non si fossero ancora registrate e che desiderassero partecipare possono registrarsi sul sito ufficiale dell'evento a questo indirizzo  www.museumweek2015.org. La 7 giorni sarà ricca di iniziative e ciascun giorno sarà contrassegnato da un hashtag che corrisponderà a uno specifico tema.


Nata nel 2014, in occasione della prima edizione la #MuseumWeek ha riunito 630 fra musei e istituzioni europee, registrando oltre 260.000 Tweet. I musei italiani che avevano aderito all'iniziativa erano stati 74.

Di seguito una selezione di Tweet di musei e istituzioni italiane che hanno già aderito

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (@Mi_BACT):


Il Programma della #MuseumWeek 2015

Lunedì 23 marzo #secretsMW
Lunedì fate scoprire al pubblico la vita quotidiana delle vostre istituzioni, il "dietro le quinte" e magari anche qualche segreto ben custodito.

Martedì 24 marzo #souvenirsMW
Martedì invitate il vostro pubblico a condividere i ricordi che hanno di una loro visita al museo, ad esempio attraverso un oggetto (foto, magnete, mug, libro, cartolina) o un incontro o un momento che ha lasciato il segno. Per i bookshop interni sarà l'occasione ideale per presentare i propri prodotti di punta.

Mercoledì 25 marzo #architectureMW
Mercoledì raccontate la storia del vostro edificio, dei suoi giardini, del suo quartiere e dei suoi luoghi emblematici. Un modo per presentare la vostra istituzione da un'altra prospettiva.

Giovedì 26 marzo #inspirationMW
Giovedì invitate il pubblico a catturare, intorno a sé, dei contenuti correlati alle specializzazioni delle vostre istituzioni! L'arte, la scienza, la storia, l'etnografia... sono dappertutto intorno a noi. E con gli smartphone ormai tutti noi possiamo inventare e creare.

Venerdì 27 marzo #familyMW
Venerdì presentate al pubblico tutto ciò che offre la vostra istituzione per rendere una visita in famiglia o con la scuola un'esperienza indimenticabile: in loco (contenuti online, aree dedicate, audioguide, laboratori, visite guidate...) oppure online (materiale didattico, opuscoli, giochi). E incoraggiate il pubblico a condividere la sua esperienza.

Sabato 28 marzo #favMW
Sabato sarà il giorno dei colpi di fulmine! Incoraggiate i visitatori a condividere - con una foto, un video o un Vine - ciò che hanno amato di più del museo. Approfittatene per mettere in evidenza i fiori all'occhiello delle vostre istituzioni (opere, dispositivi, spazi...) e utilizzate Twitter come strumento per orientare la visita!

Domenica 29 marzo #poseMW
Domenica invitate i vostri visitatori a considerare il museo come un set e a mettersi al centro della scena. Pose, memi, selfie, ... lasciate che il pubblico occupi lo spazio a modo suo. Stimolate la partecipazione con l'aiuto del personale dell'istituzione!

domenica 1 marzo 2015

ItaliArts Stoccarda

ITALIARTS STOCCARDA

Continuano le iniziative dell'Istituto Italiano di Cultura volte a promuovere e divulgare il meglio dell'arte contemporanea italiana all'estero.
 
Il prossimo appuntamento sarà il 03 marzo a Stoccarda dove le eccellenze del made in Italy artistico saranno esposte fino al 19 marzo.
Apporta il suo contributo, a questa mostra internazionale, l'artista Moreno Panozzo proponendo delle opere che esprimono il connubio tra antico, moderno e futuro.

Light Amplification nasce da uno studio approfondito delle tecniche e si mescola con l'emotività e la sensibilità dell'artista. Queste opere frutto di anni di ricerca e progettualità, hanno portato  Panozzo nel corso del tempo a sperimentare varie tecniche e a sviluppare i propri segni distintivi che esprimono il suo pensiero sulla vita e sulla visione dell'animo umano.

Questo tipo di opere sono un  mix  tra il passato e il futuro: pagine di libri ottocenteschi vengono arricchite dal simbolo primordiale tipico dell'artista. Le sue Impronte vengono incise con il laser, un lavoro molto complesso e sofisticato, di altissima "chirurgia espressiva".

L'arte in una veste terapeutica, una ricerca che l'artista sta sviluppando dal lontano 2004, non solo come forma di energia espletata più a livello esoterico, bensì come strumento per migliorare la nostra vita, le relazioni personali, la quotidianità, il valore della nostra esistenza.

Arte che va ben oltre l'aspetto estetico e di concetto.
A tal proposito possono tornare utili i consigli di alcuni ricercatori in materia, come Alain De Botton e John  Armstrong con il loro libro "l'arte come terapia" e molti altri che da decenni studiano il fenomeno.

Le opere Light Amplification, raccolgono le simbologie, il graffitismo di un passato che risale alla notte dei tempi: una forma di scrittura, la più primordiale e allo stesso tempo, per molti aspetti, la più futuristica.  

Questa scrittura si mescola ad altra scrittura più recente, a periodi legati all'ottocento, molto cari all'artista. Il collante di questo tipo di opere è la luce. La luce più avanzata dal punto di vista tecnologico,  una fonte di luce talmente amplificata che incide, taglia, brucia.

La sovrapposizione di queste tecniche, forme di scrittura e di espressione, rendono ogni opera unica, a simboleggiare il moto e il tempo, in una "cohaerere".  Una coesione indissolubile.

"Ho la presunzione che le mie opere siano simili allo spazio siderale, lo spazio assoluto. 
Ho la presunzione che avvicinandosi alle mie opere ognuno possa vedere la propria anima riflessa.                                                                                                                                  
Ho la presunzione che ognuno di voi osservando le mie opere possa trovare ciò che va cercando."      
Moreno Panozzo

venerdì 27 febbraio 2015

Aperte le iscrizioni per il Premio Catel, Biennale di Scultura. In palio 10.000 Euro

Premio CATEL, Biennale di Scultura
L'essenza della forma

Il Premio della Fondazione Catel per i giovani artisti segnalati dalle Accademie di Belle Arti in Italia

Aperte le iscrizioni fino al 30 giugno
Primo Premio € 10.000

Dal 25 febbraio al 30 giugno sono aperte le iscrizioni al Premio Catel 2015, Biennale di Scultura (www.premiocatel.it), a cui sono invitati, tramite bando di concorso, giovani artisti di ogni nazionalità segnalati dalle Accademie di Belle Arti operanti in Italia. Il Premio, promosso dalla Fondazione Ludwig Catel (www.fondazionecatel.it), costituisce una realtà consolidata attraverso cui i giovani artisti provenienti dalle accademie di belle arti hanno la possibilità di farsi conoscere attraverso una mostra conclusiva (con catalogo) e partecipando ad un concorso con l'opportunità di aggiudicarsi un supporto concreto per la loro attività.

Fino al 2013 il premio si è svolto annualmente, alternando la pittura, la scultura e l'architettura. A partire dalla prossima edizione la Fondazione ha pensato di trasformarlo in un appuntamento biennale, sempre alterando le varie discipline, per dare una connotazione più identificativa al premio che, dunque, dal 2015 diventerà Biennale di Scultura: il titolo di questa edizione è "L'essenza della forma" e intende incoraggiare una riflessione sulla scultura e sulla tradizione plastica dal Novecento fino alla nascita dei linguaggi contemporanei. Il tema è aperto a tutte le tecniche, ad ogni tendenza espressiva e plastica. L'iniziativa sarà curata da Paola Di Giammaria e Vittorio Sgarbi.

Per la prima volta si è deciso di organizzare una sezione a inviti, fuori concorso, rivolta ad artisti invitati dalla Fondazione che affiancheranno i giovani scultori proposti dalle accademie.
La selezione delle opere finaliste e di quelle vincitrici sarà compiuta dai seguenti giurati: Elisabeth Wolken, Presidente della Fondazione Franz Ludwig Catel, il critico d'arte e scrittore Vittorio Sgarbi, gli storici dell'arte Alberto Dambruoso e Paola Di Giammaria, il gallerista e scrittore Fabio Sargentini, gli scultori e membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Catel Ernesto Lamagna e Alfio Mongelli.

La Fondazione pone in palio i seguenti premi:
primo premio di € 10.000,00
secondo premio di € 3.000,00
terzo premio di € 2.000,00

La Giuria si riserva di attribuire delle menzioni speciali qualora individui opere particolarmente significative sul piano qualitativo e della ricerca.
I finalisti verranno comunicati entro il 31 luglio sul sito web www.premiocatel.it ed esporranno le loro opere, insieme agli artisti della sezione inviti, nella mostra finale presso le Scuderie Aldobrandini di Frascati (RM) dal 24 ottobre al 22 novembre 2015, con la possibilità di estendere l'esposizione sul territorio della cittadini. La mostra è organizzata con il patrocinio del Comune di Frascati e del Delegato alla Cultura del Comune di Frascati.
I vincitori del Premio verranno annunciati il giorno 24 ottobre nel corso del vernissage della mostra.

Fondazione Franz Ludwig CATEL
La Fondazione Catel tiene fede alla volontà testamentaria del pittore e paesaggista tedesco Franz Ludwig Catel, che, morto a Roma nel 1856, a quasi 80 anni, senza figli, lasciò gran parte della sua eredità come fondo privato per artisti di varia nazionalità.  La proficua attività nella sfera didattica e formativa che la Fondazione esercita fin dal 1887, si attua attraverso l'attivazione di concorsi, l'assegnazione di borse di studio, pensioni e contributi per progetti nei diversi campi artistici. Inoltre la Fondazione collabora con diversi studiosi ed esperti per favorire lo studio della sua collezione permanente composta da opere della prima metà dell'Ottocento, tra cui molte del fondatore, e da una ricca sezione di arte contemporanea, soprattutto di giovani artisti.

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