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Arte e Cultura

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sabato 21 luglio 2018

RECANATI: restaurata la tomba monumentale di Beniamino Gigli, fondamentale il contributo dell'Art Bonus

A Recanati restaurata la tomba del celebre tenore Beniamino Gigli

Un lungo lavoro di restauro condotto dal maestro restauratore Simone Settembri ha consentito il completo recupero di uno dei monumenti più importanti di Recanati. La soddisfazione del Sindaco Francesco Fiordomo e dei parenti del cantante lirico, per aver ridonato alla città un prezioso manufatto storico nel suo splendore artistico. La tomba attrae visitatori da ogni parte del mondo e il restauro è stato reso possibile dall'Art bonus e dalla grande partecipazione sociale di aziende e cittadini.


Recanati

​(MC) ​
– 20 luglio 2018 - Completato a Recanati (MC) il restauro della tomba monumentale dove è sepolto il celebre tenore Beniamino Gigli. Un intervento atteso da tempo in quanti la tomba versava in pessime condizioni per le infiltrazioni di acqua che avevano danneggiato la struttura e gli affreschi all'interno. Il Comune di Recanati ha tentato con successo la strada dell'art bonus per recuperare i fondi necessari. Buona la risposta da parte di singoli cittadini, dell'associazionismo legato alla figura di Beniamino Gigli, della stessa famiglia e dello Sferisterio di Macerata che qualche anno fa organizzò una serata per promuovere il progetto. Decisivo anche l'intervento della Regione Marche. Affidato al maestro restauratore marchigiano Simone Settembri, noto per anche per il suo lavoro ai Musei Vaticani nelle stanze del Raffaello.


"Il recupero ha richiesto due anni di lavoro e l'uso di moderne tecnologie che consentiranno il mantenimento delle pitture – commenta il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo - La città doveva al grande Beniamino Gigli questo intervento, perché la sua tomba, oltre ad essere luogo della memoria, è anche il posto simbolico dove si recano tantissimi ammiratori che arrivano da ogni parte del mondo. Personalmente ho potuto vedere molti studenti coreani commuoversi davanti alla tomba del maestro. Conoscevano solo la sua voce e la sua tecnica e nel nome di Gigli la città ospita una Civica Scuola di Musica con 400 allievi, un corso di canto lirico, iniziative nelle scuole e una stagione operistica sia invernale che estiva con il Maestro Riccardo Serenelli, che continua ad essere un successo. Sono molto contento per il maestro Vincenzoni che da decenni, inascoltato, chiedeva di rendere decoroso il movimento. Oggi è una giornata particolarmente felice per Recanati".


L'art bonus come strumento di tutela e restauro del patrimonio culturale e artistico.


Con l'art bonus il comune di Recanati ha una grande dimestichezza. Il film di Mario Martone "Il giovane favoloso" si è avvalso dei 2 milioni di euro raccolti tra gli imprenditori marchigiani dall'avvocato recanatese Paolo Tanoni. Idem per il recupero della Torre del Borgo e del Portale di Sant'Agostino. Le proposte culturali dell'Amministrazione promosse e sostenute concretamente da cittadini e associazioni.


La tomba di Beniamino Gigli a Recanati


La tomba del grande tenore recanatese Beniamino Gigli (1890-1957), si trova nel Civico Cimitero del Comune di Recanati. Fu lo stesso artista intorno al 1930 a commissionare l'opera al fratello, Prof. Catervo Gigli, diplomato in Belle Arti e scultore, che progettò il mausoleo di famiglia ispirandosi ai più antichi monumenti funebri della storia, le piramidi egizie.

Il monumento ha infatti una forma piramidale a base quadrata ed è interamente realizzato in conci di travertino. Le spoglie dell'artista sono conservate nel sarcofago marmoreo posto dinanzi all'ingresso. La piramide poggia su un basamento decorato con una greca scolpita a bassorilievo con elementi fitomorfi ispirati alla pittura egizia. Le stesse decorazioni scolpite sono presenti sui 12 pilastrini in travertino che delimitano il perimetro esterno del marciapiede. L'ingresso al monumento funebre è sottolineato da un magnifico portale in marmo in stile egizio, a bassorilievo con simboli cristiani e pagani. All'esterno, ai lati del portale, due statue bronzee, realizzate dallo stesso Catervo, raffigurano le virtù teologali: Fede (donna che porta la croce) e Carità (donna con bambino).

L'interno del mausoleo è completamente dipinto a tempera a secco dal maestro recanatese Arturo Politi, su cartoni del maestro Biagio Biagetti (1877-1948).

Nella parete di fronte all'ingresso, sopra il sepolcro marmoreo del Tenore, all'interno di una mandorla di luce colorata con particolari a foglia d'oro, risalta la figura del Cristo risorto nel giorno del giudizio fiancheggiato da due angeli inginocchiati che reggono una lucerna ciascuno. Agli angoli delle due pareti laterali sono dipinte altre quattro figure di angeli con lanterne e altri oggetti simbolici, collegate in basso da un'iscrizione.

Perché era necessario restaurare il monumento

La pavimentazione del marciapiede in lastroni di travertino che circonda il perimetro, presentava sollevamenti e cedimenti del piano di calpestio dovuti all'assenza di un'efficace sistema di regimazione delle acque meteoriche e all'interferenza delle radici degli alberi.

Le superfici in travertino erano "impolverate" e con evidenti e diffusi annerimenti prodotti da depositi di varia natura. Il basamento lapideo presentava incrostazioni di tipo carbonioso e macchie di ossido di rame causate da percolazione dell'acqua piovana dalle sculture bronzee.

Sulle pareti e sulla cornice del portale d'ingresso si evidenziava l'erosione superficiale dell'acqua piovana che l'azione meccanica (dilavamento), chimica (solfatazione) e biologica (muschi, licheni e alghe) con la disgregazione e caduta progressiva dei giunti stilolitici e relativa formazione di microlesioni superficiali, e successiva infiltrazioni d'acqua verso l'interno.

L'umidità da infiltrazione e da risalita capillare sulle pareti era favorita dalla pendenza della strada che fronteggia il monumento facendo convogliare l'acqua a ridosso del marciapiede lapideo.

Sia il cancello che la griglia a pavimento, in ferro e lega di rame con decoro a rami di ulivo, sono stati nel tempo impropriamente, approssimativamente e ripetutamente ridipinti con smalto, facendo perdere le peculiari caratteristiche della finitura originaria del metallo dal colore naturale unito alla doratura dei dettagli ornati e la delicatezza e armonia dei disegni e delle forme.

Le statue bronzee poste ai lati del portale di ingresso erano infine ricoperte da una coltre di polvere mista a sedimenti organici. Sull'impianto decorativo interno si potevano osservare evidenti e numerose lesioni, rigonfiamenti e distacchi degli strati pittorici dovuti alla presenza diffusa di umidità da risalita capillare.

Anche l'intonaco risultava rigonfiato e distaccato in più punti soprattutto al di sopra della zoccolatura perimetrale interna in marmo grigio.

INFORMAZIONI SULLA FRUIZIONE E ORARI DI APERTURA

L'orario di apertura del cimitero civico è:

dalle ore 07.00 alle ore 19.00 (da Maggio a Settembre)

dalle ore 08.00 alle ore 17.30 (da Ottobre ad Aprile)



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giovedì 5 luglio 2018

Il Pesce di Łódź: come fare arte con i materiali di recupero

Una lisca di pesce lunga 15 metri realizzata con plastica riciclata per riflettere sul tema dell'ecosostenibilità: ecco il Pesce di Łódź, opera dell'artista italiano Daniele Serantoni che dimostra quante vite possono avere i materiali di scarto.

Milano, 5 luglio 2018 -  Una lisca di pesce lunga 15 e alta 5 creata utilizzando delle "tessere" di plastica, rame ed alluminio create appositamente per l'opera: ecco il Pesce di Łódź, l'installazione dell'artista italiano Daniele Serantoni - in arte Mondoscara - che ha l'obiettivo di sensibilizzare sul tema dell'ecosostenibilità e degli sprechi. 

Il progetto, protagonista di una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Produzioni dal Basso, vuole infatti puntare i riflettori sul tema del continuo consumo eccessivo di plastica dei nostri tempi ed il conseguente inquinamento massivo dei fiumi e dei mari. 

L'installazione verrà realizzata il prossimo agosto a Łódź, in Polonia, e tutta la plastica che verrà utilizzata per la creazione del Pesce proviene da materiale di scarto, come flaconi dei detersivi, shampoo e simili. 

Anche la maggior parte del tubo di rame e di alluminio proviene da materiale di recupero. Ogni singola tessera verrà fissata alla parete tramite tasselli e viti, fino a formare una sorta di mosaico che raffigurerà la lisca colorata di un pesce. 

La campagna di crowdfunding aiuterà Mondoscara a completare il progetto e a veicolare un messaggio forte e importante: la necessità di ridurre gli sprechi per salvaguardare l'ambiente, il nostro presente e il futuro delle nuove generazioni. 

Mondoscara dal 2004 dà forma alle proprie idee con materiali di recupero quali rame (tubi, lastre, fili), alluminio, acciaio e plastica. Utilizzando in prevalenza questi materiali, l'artista cerca di dar loro una seconda vita, un rinnovamento, uno spazio diverso da quello in cui vengono utilizzati normalmente. Anche ciò che viene buttato via quotidianamente può diventare arte. E quando c'è arte, c'è vita, cultura, espressione. 


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martedì 3 luglio 2018

Nota Design: Anubi and friends


 

Anubi and friends

 
 
 
 
 
 

È comune, anzi, più o meno la regola, non usare le forme plurali delle parole straniere in italiano. C'è una curiosa eccezione al rovescio: murales, spesso "il murales", un plurale spagnolo usato come se fosse singolare, chissà per quale strana manipolazione cultural/linguistica. Ad ogni modo, le sfumature attorno alla parola sono positive, "progressiste". Si legge in una corrente definizione che: "nascono da movimenti di protesta come libere espressioni creative della popolazione contro il potere, nel tempo hanno sempre più assunto valore estetico, conservando talvolta anche un valore sociale".

Estetico è un conto, "espressioni creative del popolo contro il potere" è un altro. L'immagine sopra riproduce un "murales" che illustra come i militanti dell'Isis ammazzavano i loro prigionieri. Si trova a Mosul, in Iraq. Occorre perdere un attimo di tempo per osservare come l'opera tratta il divieto islamico alla raffigurazione delle persone, un divieto inizialmente inteso per evitare che "l'iconismo" del cristianesimo ortodosso inquinasse la allora nuova fede.

La "vittima" qui evidentemente non merita la definizione di "persona". È raffigurata in maniera convenzionale. Il boia però non è una persona, è un cane. È Anubi, la divinità egiziana - non islamica - della morte, o piuttosto, delle cose associate alla morte. Una delle sue mansioni principali era quella di accompagnare le anime dei defunti nell'oltretomba, per poi compiere la pesatura del cuore - decisiva per l'ammissione delle anime nel regno dei morti. Era colui che presidiava l'imbalsamazione delle mummie.

Anche lo stile del design, pur semplificato, richiama quello dei geroglifici dell'Egitto dei Faraoni. Cosa ci fanno Anubi e gli antichi geroglifici egiziani in Iraq? A volte, quando la lingua corrente non serve per dire una cosa che deve essere detta lo stesso, si ricade su un'altra che è in qualche modo sull'orizzonte culturale. Oltre allo scritto in arabo, non c'è nulla d'islamico nell'opera riprodotta.

La suggestione che ne emerge ha un'interessante applicazione anche in italiano: la regola dei giornalisti - almeno tra i corrispondenti stranieri, che non sono poi tanto male informati e perlopiù non "appartengono" a nessuno - è che quando la politica dà un nome in inglese a una cosa che in teoria si potrebbe benissimo dire nell'idioma nazionale - "baby bonus", "jobs act", ma anche "antitrust", "bipartisan", "devolution", "welfare" e "leadership" - allora c'è qualcosa che si preferisce non dire nella lingua materna del Paese.

Non è sempre così ovviamente, ma una certa spia s'accende…

(errata corrige - la settimana scorsa abbiamo raccontato come le truppe di Napoleone avrebbero "snasato" la sfinge a cannonate. È un falso storico che ha retto per 200 anni. La versione è ancora comune, ma è stato dimostrato che il naso già mancava prima dell'invasione napoleonica. Ci scusiamo con l'Imperatore e i suoi.)

 
 
  
 
  
 
 

 



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Arte e Cultura: alla Quadriennale di Roma Partono le attività del progetto Q-Rated

Al via il primo workshop della Fondazione Quadriennale di Roma del progetto Q-Rated: parte da Roma il ciclo di incontri tra professionisti internazionali del contemporaneo e giovani artisti e curatori italiani con l'obiettivo di indagare tematiche diverse nelle arti visive su tutto il territorio nazionale.

 

Roma, 3 luglio 2018 - Dal 3 al 5 luglio, nella storica sede di Villa Carpegna, la Fondazione Quadriennale di Roma ospita il primo appuntamento del programma Q-Rated, ideato nell'ambito delle attività culturali per il triennio 2018-2020 al fine di approfondire tematiche rilevanti nel campo delle arti visive mettendo in contatto esperti internazionali e giovani professionisti italiani.

"Attraverso Q-Rated la Quadriennale intende svolgere un ruolo di ricerca attivo e contribuire in modo costruttivo al dibattito sull'arte contemporanea. Il progetto rappresenta un importante momento di confronto tra professionisti di generazioni e contesti geografici diversi e costituisce una preziosa fonte di informazioni per sviluppare nel tempo una dettagliata mappatura dello stato dell'arte contemporanea nel nostro Paese" ha dichiarato il direttore artistico Sarah Cosulich.

Il progetto si articola in tre workshop annuali di tre giornate in diverse città italiane, in cui figure di spicco del mondo dell'arte internazionale incontrano un selezionato gruppo di giovani, sia artisti che curatori, per offrir loro stimoli, esperienze e nuove connessioni.

Il tema al centro del primo appuntamento di Roma è "L'artista come curatore, il curatore come artista", affrontato con il contributo di tre tutor d'eccezione: Pierre Bal-Blanc, curatore dell'ultima edizione di Documenta 14 a Kassel; Elena Filipovic, direttrice della Kunsthalle di Basilea e James Richards, artista tra i finalisti del prestigioso Turner Prize.

Tra le numerose candidature pervenute, sono stati selezionati a partecipare ai lavori 11 artisti e 3 curatori (di cui due collettivi) tra i 21 e i 32 anni, provenienti da tutta Italia e specializzati in molteplici discipline: dalla pittura alla video-arte fino alla sperimentazione di nuove pratiche curatoriali.

Dopo Roma, sarà Lecce la prossima meta di Q-Rated: il prossimo workshop dal titolo "Ricerche sensibili" si terrà nel Salento dal 25 al 27 settembre 2018. In quell'occasione si rifletterà su quali contributi le arti visive offrono allo sviluppo di ricerche solitamente compiute in altri settori e in che modo l'utilizzo delle nuove tecnologie fornisce una risposta alle tensioni del mondo contemporaneo. Il dibattito sarà animato dai tutor Zach Blas, artista, regista, scrittore e docente di visual cultures presso Goldsmiths, University of London; Rana Hamadeh, artista e performer e Robert Leckie, Curatore e Head of Programmes presso Gasworks.

Il bando per il workshop di Lecce è in corso ed è possibile presentare le candidature fino al 9 luglio. 



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venerdì 29 giugno 2018

SagomArte di Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi al Museo Archeologico di Bitonto

SAGOMARTE

installazione e performance interattiva di Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi
a cura di Lucia Anelli

Museo Archeologico "Fondazione De Palo-Ungaro"- Bitonto
5-15 luglio 2018

 

Si inaugura il 5 luglio 2018 , alle ore 19, presso il Museo Archeologico "Fondazione De Palo-Ungaro" a Bitonto la performance interattiva di Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi.

SagomArte è esperimento sociale, scommessa, manifesto artistico che raccoglie, destabilizza, deliberatamente proteso all' ascolto. Una poetica dell'altro dentro l'altro, in cui diversità e alterità attivano un processo plurisensoriale di affrancamento culturale e linguistico. Un'arte che si riconosce nella caducità preziosa, nella riflessione partecipata, come osmotico respiro che sopravvive oltre la simulazione… (estratto del saggio critico di Lucia Anelli).

 

Ingresso libero

5-15 luglio 2018

Museo Archeologico "Fondazione De Palo-Ungaro" di Bitonto (Bari)



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mercoledì 27 giugno 2018

Cultura. Il mistero della ragazza nascosta nel dipinto 'The Paston Treasure'

IL MISTERO DELLA RAGAZZA NASCOSTA NEL DIPINTO "THE PASTON TREASURE"


Nascosta in un quadro per quasi quattro secoli e visibile per la prima volta anche grazie a un'immagine ottenuta con uno scanner a raggi X speciale chiamato Landis-X realizzato dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Si tratta di una figura femminile dipinta e poi coperta, probabilmente un membro della famiglia raffigurato nel quadro "The Paston Treasure", importante opera pittorica della storia dell'arte inglese realizzata su commissione di Sir William Paston da un pittore itinerante fiammingo nel XVII secolo. Al dipinto è dedicata una mostra che si inaugurerà il prossimo 23 giugno al Norwich Castle Museum, in Inghilterra, a cui l'opera appartiene e dove si sono svolte le analisi. La scoperta si deve a un team di ricercatori dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN e dell'Istituto per i beni archeologici e monumentali (IBAM) del CNR che, proprio per le grandi dimensioni della tela e la conseguente difficoltà di spostamento, sono volati a Norwich per studiare l'opera in vista del suo restauro.

"Nonostante le dimensioni importanti del dipinto, la tecnica di imaging real-time dello scanner mobile LANDIS-X ha permesso di documentare compiutamente l'opera" commenta Claudia Caliri dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN. "Attraverso le immagini delle distribuzioni elementali ottenute durante le misure è stato possibile conoscere la natura dei pigmenti impiegati dall'artista e studiarne il suo processo creativo."

Le analisi

I ricercatori hanno fotografato il "The Paston Treasure" con l'innovativo scanner LANDIS-X progettato e sviluppato nel laboratorio di analisi non distruttive (Landis) dei Laboratori Nazionali del Sud dell'INFN di cui porta il nome, in sinergia con il CNR; il laboratorio LANDIS fa parte della rete dell'INFN dedicata alle applicazioni per i beni culturali CHNET (Cultural Heritage Network). "LANDIS-X è l'unico sistema mobile di fluorescenza X a scansione ultra-rapida basato su tecnologia real-time, in grado di fornire dal vivo a conservatori e storici dell'arte, le immagini della distribuzione dei pigmenti sulla superficie pittorica ad elevatissima risoluzione (fino a 30 micron)", afferma Paolo Romano del CNR-IBAM, ideatore dello scanner e responsabile delle misure MA-XRF sul Paston Treasure. "I risultati ottenuti hanno consentito di studiare il processo pittorico dell'artista itinerante olandese e di verificare lo stato di conservazione dell'opera".

La figura nascosta

In particolare è stato possibile, per la prima volta, evidenziare i dettagli pittorici (volto, pettinatura e abbigliamento) di una figura femminile, probabilmente un altro membro della famiglia Paston precedentemente dipinta, ma non visibile nella composizione pittorica finale. La figura si trova in alto a destra in corrispondenza dell'orologio a parete (ricostruzione in allegato).   Le immagini fornite dai ricercatori hanno permesso una ricostruzione completa di tutti gli strati pittorici e restituire l'opera alla sua originale composizione.  "Queste straordinarie immagini realizzate dai ricercatori italiani ci hanno consentito di ricostruire completamente tutti gli strati pittorici e riportare alla luce la composizione originale. Le immagini evidenziavano i dettagli pittorici di una donna, come il viso, il fatto che portasse un vestito rosso e un'acconciatura dei capelli ornata da foglie decorative" sottolinea Francesca Vanke, Conservatrice e curatrice delle arti decorative al Norwich Castle Museum. Ci sono diverse ipotesi sulla donna nascosta nel dipinto, potrebbe ritrarre una persona reale o una figura allegorica o entrambe. Se si trattasse di una persona realmente esistita la candidata più probabile è Lady Margaret Paston, seconda moglie di Sir William Paston il committente del dipinto.

La tavolozza dei pigmenti

Ma il volto di donna nascosto non è l'unico dettaglio importante emerso dallo studio del dipinto. Le immagini ai raggi X (corrispondenti a 6 milioni di misure effettuate sul dipinto in 16 ore) hanno permesso di identificare la tavolozza dei pigmenti tipica del periodo fiammingo, basata sull'uso di smalto a base di cobalto, resinato di rame, rosso vermiglio, giallo di stagno, orpimento e ocre.

L'opera

Il dipinto, commissionato da Sir William Paston a un pittore fiammingo itinerante, è uno dei primi esempi nella storia dell'arte inglese a rappresentare l'opulenza e le ricchezze accumulate dalle nobili famiglie terriere del tempo, descrivendone allegoricamente la loro stessa caducità e fugacità. L'opera, una tela a olio di grandi dimensioni (240x 165 cm), è un vero affresco narrativo socio-culturale del diciassettesimo secolo e appartiene alla collezione permanete del britannico Norwich Castle Museum.  

Il documentario

Grazie proprio all'acquisizione di queste immagini è stato realizzato un breve documentario intitolato "The Paston Treasure: Un dipinto come nessun altro" che attraverso un'analisi tecnica e alle immagini fornite dai nostri ricercatori, spiega al pubblico come è stata realizzata l'opera aiutando a risolvere gli affascinanti enigmi e ripensamenti che la mano dell'artista ha disseminato nel quadro.

                                            



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mercoledì 20 giugno 2018

CULTURA, LO MONACO E TUSA (M5S PALERMO): "BIBLIOTECHE APERTE ANCHE IL POMERIGGIO. CULTURA SIA ACCESSIBILE A TUTTI"

CULTURA, LO MONACO E TUSA (M5S PALERMO): "BIBLIOTECHE APERTE ANCHE IL POMERIGGIO. CULTURA SIA ACCESSIBILE A TUTTI"
 

PALERMO, 20 giugno 2018 - "Non è ragionevole che le biblioteche comunali restino chiuse il pomeriggio per carenza di personale dedicato". Lo hanno dichiarato il consigliere comunale Viviana Lo Monaco e il consigliere della seconda circoscrizione di Palermo, Pasquale Tusa, a margine della cerimonia pubblica svolta nell'atrio della Biblioteca Comunale in Casa Professa, alla presenza del Sindaco di Palermo.

"Ciò che ci auguriamo - hanno affermato i portavoce Cinquestelle - è che l'Amministrazione si attivi affinché l'accesso alla cultura diventi davvero un diritto per tutti e che non resti invece una semplice dichiarazione d'intenti. Il Movimento 5 Stelle lo ha scritto nel programma elettorale, lo ha detto anche in Commissione e in Consiglio comunale, avanzando proposte agli uffici competenti. Ci sono, inoltre, circoscrizioni, come la terza, la quarta e la sesta, totalmente prive di strutture comunali dedicate alla lettura, cosa che di fatto nega un'opportunità di crescita e di riscatto sociale, disincentivando la condivisione dei saperi e disconoscendo la forza aggregativa e la portata sociale di questi luoghi".



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martedì 19 giugno 2018

Food, Sostenibilità, Innovazione: Regione Lazio e Unilever premiano la Start up Spazio42 per 'Discover the new taste'

A Roma la finale di 
Discover the New Taste
la challenge di Regione Lazio e Unilever Italia

A vincere il primo premio la startup Spazio 42, con Seebilla una piattaforma per la distribuzione dei prodotti su siti di e-commerce

Si è svolta a Roma presso la sede di Wegil , la finale di Discover the new taste, la Open Innovation Challenge destinata alle startup e realizzata in partnership da Regione Lazio e Unilever.

All'evento hanno partecipato Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo Economico, Fulvio Guarneri, presidente di Unilever Italia, Andrea Ciampalini, Direttore Generale di Lazio Innova.

La competizione rientra nell'ambito del programma di Open Innovation della Regione Lazio, gestito dalla sua agenzia per lo sviluppo Lazio Innova, che trasferisce alle startup le necessità delle grandi imprese per generare innovazione e valorizzare il merito, consentendo l'incontro tra bisogni e competenze.

In gara in questa finale sei giovani imprese laziali, che si sono sfidate per trovare soluzioni per canali di comunicazione alternativi e modelli di distribuzione innovativi con l'assistenza di mentor di Unilever. con l'obiettivo di creare "concept disruptive", ossia innovazioni concettuali altamente innovative per le linee "Lipton" e "Hellmann's" di Unilever. Premio per il primo classificato: diecimila euro, messi a disposizione da Lazio Innova, e la possibilità di avviare rapporti commerciali con grandi aziende per le altre startup partecipanti.

Queste le startup in gara:

1.     Oniride, che dal 2014 sviluppa contenuti di realtà virtuale, il cui progetto è portare la realtà aumentata all'interno della catena di distribuzione del cliente;

2.     Spazio 42, che ha sviluppato una innovativa piattaforma destinata alla distribuzione dei prodotti su siti di e-commerce per raggiungere in maniera capillare i mercati;

3.     Santa Design, uno studio di progettazione attivo da 4 anni specializzato nella realizzazione di progetti che abbinano comunicazione, promozione e produzione;

4.     Direttoo, una piattaforma nata nel 2016 e costruita attorno alle esigenze di approvvigionamento dei prodotti da parte dei ristoratori;

5.     Pagita, la cui mission è connettere e rendere digitali i distributori automatici per ampliarne la gamma di servizi a favore della clientela;

6.     Appxò, un team di 5 studenti che ha lanciato un innovativo servizio online per assistere il cliente nell'elaborazione di ricette solo con gli ingredienti presenti sul momento in dispensa e nel frigo.

 

 A vincere la Challenge Spazio 42 con il progetto Seebilla, una piattaforma all'ingrosso che permette ai venditori che non vogliono investire in un magazzino, di accedere all' e-commerce. Il funzionamento e' semplice: i prodotti sono disponibili su di un catalogo, basta 1 click e vengono trasferiti in un negozio on line. Una volta venduto, il prodotto viene spedito in forma anonima al cliente finale.


Redazione del CorrieredelWeb.it

sabato 16 giugno 2018

Arte e Cultura: "Cells", il video dell'installazione di Filippo Taidelli alla Statale di Milano


Tra suggestioni formali e ispirazioni astratte,

"Cells" ha messo in scena i temi e le sfide del futuro della sanità

nell'antico ospedale milanese, la Ca' Granda

Un video racconta l'installazione realizzata da Filippo Taidelli alla Statale di Milano

durante la Design Week 2018

 

Ospitata proprio là dove un tempo sorgeva il più antico ospedale milanese, Cells - l'installazione progettata dall'architetto Filippo Taidelli dello studio FTA -  ha sintetizzato metaforicamente gli effetti dell'evoluzione del mondo sanitario con un'opera capace di coinvolgere lo spettatore attraverso un'esperienza sensoriale. L'installazione si compone di due cellule di vetro, dalle uguali dimensioni ma caratteristiche formali antitetiche, che instaurano un dialogo visivo collocandosi agli angoli opposti dello scenografico Cortile dei Bagni.

 

Nel video si coglie il divenire costante dei volumi in una relazione continua con il contesto storico, con la mutevolezza della luce e dei colori: alla ricerca di un equilibrio sempre nuovo dentro cui ragionare sulle molte possibili strade che la tecnologia ci offre.


Le due cellule rappresentano le due anime complementari ed apparentemente antitetiche della sanità del futuro: da un lato l'attenzione dell'interior design a rendere "domestico" lo spazio ospedaliero, dall'altro "la sanità virtuale" e la ridefinizione dell'interfaccia uomo-macchina.

La prima cellula, trasparente ed estroversa, è così pensata per amplificare il rapporto con l'ambiente come elemento terapeutico; la seconda, introversa e riflettente, proietta invece il visitatore nel mondo "virtuale": l'atmosfera fantascientifica è evocata da una finestra artificiale, in grado di riprodurre l'effetto della luce naturale del sole anche di notte. Amplifica l'esperienza visiva un'installazione sonora ed olfattiva.


Video di Andrea Martiradonna

 

CELLS | INTERNI HOUSE IN MOTION 2018 – 20 YEARS

project by Filippo Taidelli

con Universal Selecta, Casalgrande Padana, Coelux, Platek, Rossi Bianchi lighting design, sound designer Nicola Ratti

special thanks to Humanitas University




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Cultura: Festival internazionale dei Beni Comuni: dal 29 giugno incontri, dibattiti e spettacoli sui temi della rigenerazione urbana - 29 giuno-1 luglio, Chieri, TO

Area - Festival Internazionale dei Beni Comuni

Seconda edizione del festival dedicato ai temi della rigenerazione urbana
e alla riflessione sui beni comuni

 Incontri e dibattiti aperti al pubblico per confrontarsi con esperti da tutta Italia e Europa

Spettacoli in fabbrica con il dj set di Enrico Piva, la performance Inpoetica di Alessandra Racca,
il concerto Conciorto con frutta e ortaggi in musica, la marching band 88 Folli per le strade di Chieri

Il
Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, l'installazione dello street artist Labadanzky

Da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018
Chieri (To)

Come dare nuova vita agli spazi dismessi delle città? Come riempire i vuoti urbani non solo attraverso una riqualificazione fisica ma anche culturale, sociale e ambientale? Quale futuro collettivo immaginare per le aree abbandonate? Come creare rete tra istituzioni e associazioni cittadine per intervenire in modo partecipato nei processi di riattivazione degli immobili inutilizzati, come fabbriche, scuole, mercati o impianti sportivi in disuso? Perché è necessario partire dalla condivisione con i cittadini per immaginare le trasformazioni di una città?

Ad affrontare i tanti aspetti che coinvolgono il tema della rigenerazione urbana e della partecipazione condivisa sul riutilizzo delle aree abbandonate, questioni sempre più urgenti per le amministrazioni cittadine di tutta Europa, sarà la seconda edizione del Festival Internazionale dei Beni Comuni - Area, in programma a Chieri (To) da venerdì 29 giugno a domenica 1 luglio 2018.

Tre giornate di incontri, dibattiti, workshop, convegni, ma anche di eventi dal vivo e performance musicali e artistiche, aperti a tutti e diffusi in diversi spazi cittadini. Attesi esperti da tutta Italia e dall'Europa per confrontarsi e riflettere sulle città e le loro trasformazioni, per portare esperienze, pensare insieme a innovativi processi e azioni di recupero del patrimonio edilizio preesistente, al fine di favorire il miglioramento della qualità della vita, nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale e di partecipazione. Un festival dalla doppia anima quindi, quella tecnica e seminariale (che si concentra al mattino e al pomeriggio) e quella divulgativa e di spettacolo con appuntamenti di richiamo in serata, che fa di Chieri una città laboratorio internazionale, punto di raccolta di progetti e di elaborazione di nuove idee in tema di trasformazione urbana sostenibile.

Area - Festival Internazionale dei Beni Comuni è promosso dal Comune di Chieri e organizzata da Avanzi – Sostenibilità per Azioni e Iur, con la direzione scientifica di Ilda Curti e Claudio Calvaresi e la direzione artistica di Fabrizio Vespa.

Il Festival è la tappa intermedia di un percorso condiviso che ha già visto e vedrà la comunità chierese partecipare a tavoli di lavoro dedicati agli studi per immaginare le destinazioni di utilizzo dell'area ex-Tabasso (il cotonificio attivo fino agli anni Ottanta, fonte di lavoro ed eccellenza del territorio) e i ruoli e gli ambiti di operatività delle Case di Città (le sedi delle associazioni cittadine). 

 

I contenuti e gli ospiti del festival

Attraverso seminari, dibattiti e incontri aperti alla cittadinanza, si riuniranno operatori, tecnici ed esperti in vari settori, per affrontare il tema della rigenerazione urbana sotto tutti i suoi aspetti. Saranno presenti imprese, cooperative sociali, fondazioni, associazioni, operatori culturali, community organizer, che sono gli attori che oggi, promuovendo iniziative di sviluppo e rigenerazione urbana, producono innovazione nella città.

Tra gli ospiti: Mario Calderini, direttore di Tiresia, il Centro di ricerca per la finanza di impatto e l'innovazione del Politecnico di Milano, per spiegare come l'innovazione sociale possa produrre cambiamento non solo in termini di welfare, ma anche di valorizzazione economica e sistemica dei territori; Joan Subirats, professore all'Università Autonoma di Barcellona, assessore alla Cultura del Comune di Barcellona, specializzato in politiche pubbliche e nel potenziale innovativo della società civile, ideologo del neo-municipalismo; Gabriele Littera, Ad di Sardex, start up sarda che ha ideato una moneta virtuale, sardex, per scambiare servizi tra le imprese che aderiscono, nell'ottica della cooperazione; Matteo Bartolomeo, Ad di Make a Cube, primo incubatore italiano dedicato a start up ad alto valore ambientale e sociale; Linda Di Pietro presidente di Rena, associazione che mette in rete e realizza progetti dedicati allo sviluppo delle comunità locali; Alessandro Balducci, architetto e docente al Politecnico di Milano, responsabile di progetti di pianificazione urbana in Europa; sul filo della tradizione tessile chierese, la giovane stilista Hind Lafram, originaria del Marocco e di casa a Torino, che realizza vestiti per giovani musulmane che vogliono seguire le tendenze senza rinunciare ai precetti della loro religione; Federico Zanfi, architetto urbanista, che ragionerà sui New urban bodies, gli spazi ibridi della città, luoghi multifunzionali che rispondono in modo flessibile all'esigenza di ognuno; Alessandro Coppola, docente di Sociologia Urbana, che ha coordinato l'iniziativa Roma Resiliente, facente parte del progetto 100 Resilient Cities che la Fondazione Rockefeller ha lanciato nel 2013 per aiutare le città di tutto il mondo ad affrontare le sfide della trasformazione urbana; Emilio Casalini, giornalista di inchieste legate soprattutto a problematiche ambientali, che terrà una lectio magistralis dedicata alla bellezza da fare emergere negli spazi e nell'ambiente urbano; Emmanuele Curti, archeologo, che ha portato avanti progetti di ricerca anche a Pompei e in Giordania; Giovanni Laino, professore di Tecnica e pianificazione urbanistica all'Università di Napoli, che ha ideato progetti per la lotta alla povertà e la riqualificazione dei Quartieri Spagnoli di Napoli; Giacomo Pettenati dell'Università di Torino.

Il mondo della finanza innovativa e di impatto (da Banca Etica, a Oltre Venture, a Sardex), e gli operatori della rigenerazione urbana (come Cassa Depositi e Prestiti) indagheranno gli strumenti di finanziamento in ambito urbano e sociale.

Le università (con docenti da otto atenei italiani, da Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli, Trieste) e i centri di consulenza e ricerca (da Nomisma a Nesta Italia a GSSI-Gran Sasso Science Institute) ragioneranno sulle competenze necessarie per lavorare sui progetti di riqualificazione, perché non sono necessari solamente ingegneri, architetti e urbanisti, ma anche antropologi, psicologi, sociologi, operatori culturali.

Le amministrazioni cittadine dialogheranno per confrontare idee e progetti, come quelli messi in atto da Torino, Milano e Barcellona.

I centri associativi e culturali cittadini, poli di aggregazione fondamentali, racconteranno le proprie esperienze di utilizzo delle aree dismesse. Partendo dai settori di maggior rilievo del Chierese, ovvero il tessile e l'agroalimentare, il Festival ha chiamato preziose realtà che operano con successo in fabbriche abbandonate. Da Prato, ad esempio, arriverà il gruppo di donne che, acquisendo una ex fabbrica di tessuti pratese, ha dato vita a LottoZero, spazio polifunzionale di ricerca e di networking sul tessile; da Bologna giungerà l'esperienza di Arvaia, azienda agricola cooperativa nata da agronomi, agricoltori, volontari, tecnologi, gastronomi decisi a produrre il proprio cibo.

Si ragionerà inoltre su tanti altri aspetti correlati ai beni comuni: come riconoscere e valorizzare i beni comuni i servizi pubblici nei centri e nelle periferie; cosa si intende per spazi ibridi cittadini; quali sono le tendenze del mercato immobiliare; il territorio e la produzione agroalimentare come beni comuni.

Le serate del festival sono all'insegna della musica e dello spettacolo tra arte e letteratura, per riflettere sui beni comuni da un'angolazione meno tecnica e più popolare. Sede principale degli spettacoli è la zona manifatturiera dell'ex area Tabasso.

Venerdì 29 giugno la marching band 88 folli coinvolge il pubblico in una marcia musicale alla scoperta del centro storico, per terminare con il concerto alla Cittadella del Volontariato insieme con la Filarmonica Chierese.

Sabato 30 giugno la scrittrice e poetessa Alessandra Racca propone nella performance Inpoetica sulla scia della memoria. In un'azione poetica che intende recuperare i tanti materiali ancora accatastati in alcuni spazi




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