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Arte e Cultura

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giovedì 18 marzo 2010

Mostra Ugo NESPOLO a Lugano

UGO NESPOLO HIGH AND LOW 

26 marzo - 30 aprile 2010 

giovedì-sabato ore 10.30-12.30 / 15.30-18.30

e su appuntamento telefonico: +41(0)919225142 
 
 

Presso la Galleria American Design and Art di Lugano, situata nel centro della città, alle spalle del Museo Cantonale d'Arte e nei pressi del Casinò, si inaugura giovedì 25 marzo 2010, a partire dalle ore 17, una mostra dedicata ad Ugo Nespolo dal titolo "High and Low".

La rassegna accoglie una serie di opere che ben rappresentano la molteplicità di interessi dell'artista piemontese: si va dai suoi tipici dipinti su legno, alle tempere, alle serigrafie, agli intriganti lavori plastici eseguiti in vetro.

Il titolo della mostra è ben illustrato dallo stesso artista che scrive: "Che l'arte abbia bisogno di uscire allo scoperto, travalicare i limiti territoriali imposti dal dannoso purismo imperante (ora in via di estinzione) è un fatto assodato e conclamato.

Le tradizionali distinzioni tra cultura high e cultura low sembrano davvero e non soltanto barriere di comodo di un pensiero romantico d'accatto che vede l'artista sacerdote di un rito destinato ai pochi.

In altre epoche - che attraversano l'intera storia dell'arte - la presunta distinzione dell'arte "pura" da quella "applicata" era tanto esigua da far assurgere a livello di veri capolavori oggetti d'uso ed elementi decorativi. Persino il grande futurista Fortunato Depero con i compagni di viaggio Balla e Prampolini con l'invenzione delle "Case d'Arte" nobilitano ed uniscono opere d'arte applicata a pittura e scultura al punto di alimentare il bel sogno dell'arte che sposa la vita.

L'idea di questa mostra è allora quella di proporre un'idea di arte espansa e senza complessi, una mostra in cui si propongono oggetti ed immagini realizzati con tecniche diverse e tutti facenti parte dell'ideale collezione d'oggetti che intendono popolare il mondo di leggerezza e di serenità raggiungibile." 

Le opere di Nespolo ben si integrano nello spazio espositivo tra gli arredi art deco americani che costituiscono per il nord Italia e per la Svizzera una piacevole e inattesa scoperta. 

La mostra, alla cui inaugurazione sarà presente l'artista, potrà essere visitata fino al 30 aprile nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato (ore 10.30-12.30 / 15.30-18.30) e su appuntamento. 
 

Ufficio stampa:  uessearte Via Natta 22 Como - Tel  +39.031 269393  Fax +39.031 267265 

LATO: PATRICIA GLAUSER - insight outside - 20 03 2010


LATO presenta PATRICIA GLAUSER - insight outside

 

Dal 20 marzo al 10 aprile 2010

Inaugurazione 20 marzo, dalle ore 18:30


 

 "Mi sono messa le scarpe per volare nel treno di un viaggio intimo, emotivo, sensitivo e intellettuale, dove le idee e le sensazioni, si trasformano, in espressione visiva".

 

Il mio lavoro parte dal bisogno di esprimere visivamente la sensazione di vivere nel "tra", che è diventata ricorrente nel mio quotidiano e nella storia della mia vita. Il mio punto di partenza è stato il pensiero e la sensazione dell'intervallo: "Tra" interno ed esterno, "tra" materia ed energia "tra" presenza e assenza.

"Tra" la figura e la non figura, "tra" maschile e femminile, "tra" passato e futuro. Il "tra" diventa intervallo fra mondano e divino, fra corpo e anima. Questo "tra" che cos'è? E' l'ermafrodito, il tiepido, lo spettrale, il discontinuo? E' il presente o il simultaneo? E' la sensazione di purgatorio, "tra" l'inferno e il paradiso, di vivere nel mezzo, di vivere "fra il tra"?

Sensazione di "tra" che diventa anche tensione sublime, irraggiungibile verso uno spazio-tempo utopico, ermafrodito, tiepido, simultaneo, e, allo stesso tempo il giusto intervallo che rende l'equilibrio.

Un'immagine può aiutare a fare chiarezza e a stabilire un rapporto con il mondo esterno, in una posizione d'intervallo fra interno (intimo, intuitivo) ed esterno, lasciando a riposo quel io abituato a rapportarsi con il mondo esterno. In altre parole, un'immagine che si trasforma nel "tra" del mondo interiore ed esteriore.

Da un'altra parte, considero che la pittura non ha bisogno di descrivere narrare o rappresentare qualcosa. Esiste grazie ai suoi componenti essenziali: la tela, il colore e il legno, che sono manipolati a partire da una sensazione che nasce in un "momento/tempo".

Questo momento comincia quando si è di fronte alla tela bianca e si scopre che in realtà non è bianca, ma è una superficie carica e contaminata d'idee e immagini reali e virtuali. In questo modo, sì da inizio al gran gioco tra l'intuizione, l'emozione e l'intelletto incaricati di selezionare e manipolare i dati che partecipano al lavoro e diventano espressioni visive.

Sin dai miei primi lavori, gli elementi essenziali del quadro, sono un motivo di riflessione. Considero che la tela non ha solo la funzione di supporto sul quale sono estesi disegni e colori, ma può anche giocare un ruolo definitivo nella composizione del quadro stesso.

 

Patricia Glauser

 






martedì 16 marzo 2010

RABARAMA PERSONALE. Galleria Luigi Proietti - Inaugurazione: Venerdì, 19 marzo 2010 - ore 17.00

Invito alla Stampa

RABARAMA PERSONALE 
Galleria Luigi Proietti
Via Fabio Massimo, 62 - Roma
Inaugurazione: Venerdì, 19 marzo 2010 - ore 17.00
Chiusura mostra - 19 maggio 2010


Figure umane con puzzle tatuati sul corpo. Una raccolta di oltre cento opere dell’artista Rabarama sono raccolte nella mostra “Rabarama Personale” presso la Galleria Luigi Proietti di Via Fabio Massimo, 62 nel cuore del quartiere romano di Prati.
Sculture opere pittoriche di varie dimensioni che rappresentano il percorso dell’artista per la quale: "Ognuno di noi nasce come il figlio della genetica, ragion per cui ogni piccola parte che ci compone ci rende simili a dei computer biologici: ogni singolo pezzo deve essere lì con precisione, il che ci garantisce un'identità. L'uomo in sostanza si trasforma in una macchina in grado di muoversi soltanto in base alla determinazione". 
La mostra pone l'attenzione sul complesso panorama creativo dell’artista, nata a Roma, ma trasferitasi a Padova dal 1990, già protagonista negli Stati Uniti, in Francia e in Cina in cui una sua scultura monumentale è stata acquistata dal Municipio di Shanghai e collocata nella piazza su cui affaccia il Palazzo del Governo Cittadino, prima opera italiana acquistata dal Governo Cinese.  
Rabarama è lo pseudonimo di Paola Epifani ed è, senza dubbio, tra gli artisti italiani che stanno riscuotendo maggiore successo nel panorama internazionale. Frequenta il liceo artistico a Treviso e successivamente l’Accademia di Belle Arti a Venezia. Numerosi i siti che espongo le sue opere: Galleria Dante Vecchiato (Padova),  Fondazione Mudima (Milano), Palazzo Orsini (Genova), Palazzo del Senato (Milano), Fundaciòn Sebastian (Città del Messico), Castello Franck Muller ( (Ginevra), Villa Genovese Zerbi (Reggio Calabria), Place du Pantheon (Parigi),  Boca Raton Museum (Miami).

Galleria Luigi Proietti
Via Fabio Massimo, 62 - Roma
Tel. +39 06 3202319 – www.galleriaproietti.com
Orario galleria: 11-19,30-  chiusura sabato e domenica

Ufficio Stampa - Emilio Sturla Furnò - +39 3404050400 - emyesse@yahoo.it

FRAGILE VERNISSAGE: DOMINIQUE VACCARO

Tra ricerca sonora e performance:

Dominique Vaccaro a Fragilecontinuo  

Dal 20 marzo al 7 aprile 2010, lo spazio espositivo ospita "#", personale che racchiude le inedite installazioni "Walking" e "Cancellature" 

Personalità  poliedrica in grado di spaziare dalle arti visive alla performance sonora, Dominique Vaccaro porta avanti la sua personale ricerca artistica muovendosi agevolmente tra linguaggi apparentemente distanti, ma ugualmente capaci di isolare e mettere a fuoco i dettagli dell'esistenza, attraverso un procedimento metonimico fondato sulla messa in mostra della parte per il tutto. 

Proprio a questo principio rispondono "Walking" e "Cancellature", inedite installazioni sonore che, proposte insieme nella personale "#", saranno visitabili a Fragilecontinuo dal 20 marzo al 7 aprile 2010. 

Vero e proprio diario in movimento, "Walking" è un insieme di appunti sonori registrati nel corso di due mesi tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010, una sorta di memoriale privato che restituisce stralci di vissuto attraverso la registrazione di suoni e rumori incontrati da Vaccaro in quel breve periodo. 

"Cancellature", invece, è la risultante di venticinque poesie sonore, composte a partire da testi preesistenti su cui l'artista ha lavorato cancellando porzioni di parole, ricreando in questo modo testi completamente diversi, ritmati da piccoli intermezzi di musica concreta che nascono come suggestioni acustiche ispirate dalle poesie stesse. 
 

Dominique Vaccaro è artista visivo e musicista. Vive e lavora a Bologna, dove ha studiato all'Accademia di Belle Arti. Si occupa di collage in un'accezione molto ampia della tecnica, estendendone il campo d'azione dal visivo al sonoro. Come artista visivo ha realizzato diverse serie di collages di vari formati e dimensioni (dal grande pannello alla forma diaristica del quaderno, fino ad arrivare al piccolo formato della diapositiva), con materiali eterogenei (oggetti, ritagli di fotografie di quotidiani e riviste, negativi fotografici, plastica e vari tipi di carta). È inoltre musicista elettroacustico, autore di musiche e sonorizzazioni per stop-motion video, cortometraggi, performance e spettacoli teatrali.    

INFORMAZIONI GENERALI 

Chi  Dominique Vaccaro

            http://www.myspace.com/dominiquevaccaro

Cosa  # - Personale

Dove  Fragilecontinuo

            Vicolo de' Facchini 2/a (angolo via Mentana), Bologna

            http://fragilecontinuo.blogspot.com

Quando Vernissage 20 marzo  ore 20,00

            Mostra 20 marzo – 7 aprile 2010

Contatti     press.fragile@gmail.com

                  Tel. + 39 327 9927746

Salone tecnologie per Patrimonio Culturale: DNA Italia, 1-3 ottobre a Torino





IL PATRIMONIO CHE PRODUCE RICCHEZZA 

Dal 1 al 3 ottobre 2010 a Torino è protagonista DNA Italia:

il primo salone italiano dedicato alle tecniche, tecnologie e metodologie per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale. 

L'Italia è uno straordinario museo a cielo aperto, un'esposizione permanente di capolavori d'arte e di architettura che attraversa e intreccia il territorio, da nord a sud. Un capitale inestimabile per notorietà, varietà e diffusione, ma anche e sempre di più un patrimonio capace di produrre ricchezza, creare sviluppo, crescita economica e nuova occupazione per i giovani.

Lo conferma il recente studio realizzato dall'Istituto Guglielmo Tagliacarne, su impulso di Unioncamere e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha dimostrato come in Italia le attività connesse alla valorizzazione e promozione del Patrimonio Culturale costituiscano una vera e propria filiera produttiva, con un impatto positivo non solo sul piano dell'immagine e del ruolo internazionale del Paese, ma anche sull'economia. A parlare sono i numeri: il settore produce un valore aggiunto di circa 167 miliardi di euro, assorbe 3,8 milioni di occupati e conta (oltre agli operatori pubblici) circa 900.000 imprese. E sempre più consistente è il peso che il settore esercita sull'economia italiana: il 12,7% in termini di valore aggiunto e il 15,4% in termini di occupazione. 

Un vero e proprio universo, sempre più ampio e diversificato, in cui agiscono e interagiscono imprese private e istituzioni, comunicazione e tecnologia, tradizione e creatività, artigianalità e nuove professioni. Oltre al turismo e alle attività commerciali collegate, si stanno affermando le professioni connesse alla catalogazione, al recupero, alla tutela e valorizzazione dei Beni Culturali, dove si richiedono e sviluppano sempre più spesso figure specializzate e tecnologie dedicate.

Sempre secondo i dati pubblicati dallo studio Tagliacarne, dal 2001 allo 2006 il settore ha avuto una crescita superiore al totale dell'economia, sia in termini di valore aggiunto, +4,3% contro +3,5% in media annuale, sia di occupazione, +2,9% contro +1,3%. Il profilo che ne emerge è quello di un settore dove circa la metà dei suoi operatori (49,4%) è significativamente coinvolta nel processo culturale e dove le aziende interessate si affermano come eccellenze, future rappresentanti di un "nuovo" Made in Italy, che, rispetto alla media degli altri settori, manifesta un maggiore orientamento all'innovazione tecnologica.

La cultura, inoltre, e dunque tutto il suo indotto economico, non è solo il settore che - come confermano i dati presentati a dicembre 2009 da Federcultura -  ha retto più di altri alla crisi, ma che si candida a essere uno dei fattori trainanti della ripersa.  
 

Da qui nasce l'idea di DNA Italia, il primo salone italiano interamente dedicato alle tecniche, tecnologie e metodologie per la conoscenza, conservazione, fruizione e gestione del Patrimonio Culturale. Al Lingotto Fiere di Torino, dal 1 al 3 ottobre 2010, DNA Italia, grazie a un'innovativa formula espositiva tesa a valorizzare contenuti ed esperienze, ospita i progetti, i materiali, le tecnologie d'avanguardia di tutti quei soggetti già operanti nel settore, ma anche di quelle imprese che oggi producono innovazione applicabile al Patrimonio Culturale.

Le tecnologie per il suono e l'illuminazione utilizzate per creare modalità innovative di lettura delle opere d'arte o nuovi percorsi all'interno dei contesti urbani, la sensoristica applicata  alla messa in sicurezza degli edifici storici, la diagnostica e l'imaging per le indagini e il restauro delle opere d'arte, i nuovi sistemi di catalogazione per le biblioteche o per archivi storici, il multimediale e il digitale come nuova modalità di fruizione dei contenuti, fino alle tecnologie spaziali per verificare l'agibilità dei luoghi, sono solo alcuni degli esempi delle innovazioni presentate al Salone DNA Italia.  

Una grande opportunità per progettare insieme un futuro di progresso e di crescita economica per il mondo della cultura e dell'impresa, rileggendo il rapporto fra Beni Culturali e innovazione alla luce delle nuove prospettive che suggerisce la contemporaneità. Un'occasione unica per riunire in un sistema sinergico le tante realtà che operano nell'ambito del settore Beni Culturali, per raccontarle, farle incontrare, conoscersi e riconoscersi come appartenenti a un'unica filiera.

DNA Italia non è solo un momento espositivo. Un programma culturale IN e OFF completa il Salone con ulteriori contenuti e fornisce interessanti spunti di riflessione e confronto tra i suoi operatori, aprendosi allo stesso tempo ai non addetti ai lavori. Oltre al programma di incontri, laboratori, workshop sui temi di Cultura ed Economia, Comunicare il Territorio, Turismo Culturale e Urbano, Beni Culturali e Tecnologia, Nuove Professionalità e Case History, previsti all'interno del salone, DNA Italia coinvolge attivamente la città che lo ospita e gli attori culturali presenti sul territorio con un programma parallelo esterno.

A qualche mese dall'appuntamento DNA Italia è già una realtà sul web.

Il sito www.dnaitalia.eu, attivo dal mese di novembre, punta a diventare, parallelamente al Salone, un luogo di fertile scambio di informazioni e opinioni sul settore, un laboratorio multimediale di idee e contenuti cui attingere anche per integrare e ampliare con contributi esterni la programmazione culturale del Salone e del territorio. 

DNA Italia è un progetto di Biella Intraprendere spa, società che organizza il Salone Internazionale del Libro di Torino, e si avvale della collaborazione di Eventi 3, studio di progettazione del Salone Internazionale del Libro di Torino e del Salone Internazionale del Gusto di Torino e di Kanso di Andrea Granelli, società di consulenza focalizzata sui temi dell'innovazione e della customer experience. Il programma culturale di DNA Italia è realizzato in collaborazione con Il Circolo dei Lettori di Torino. 

Ufficio Stampa

Stilema – Via Cavour 19 Torino tel. +39 011 530066

Roberta Canevari +39 011 530066 int. 203 roberta.canevari@stilema-to.it

Laura Fusca  +39 011 530066 int. 221 -  laura.fusca@stilema-to.itIl tuo browser potrebbe non supportare la visualizzazione di questa immagine.



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lunedì 15 marzo 2010

Mostra JIRI KOLAR a Lecco

JIŘÍ KOLÁŘ  "Chiasmage"

20 marzo – 5 giugno 2010

Orario: da martedì  a sabato, ore 16-19

altri orari su appuntamento 

Presentazione del catalogo: sabato 17 aprile 2010, ore 18 
 

Sabato 20 marzo 2010 la Galleria Melesi di Lecco apre la mostra "Chiasmage" di Jiří Kolář. A cinque anni di distanza dall'ultima esposizione dedicata al grande poeta e artista ceco, incentrata sui collages di soggetto sacro, la galleria propone una mostra monotematica sul chiasmage, tipologia di collage prediletta e largamente utilizzata da Kolář. 

Il chiasmage è costituito da numerosi frammenti strappati o tagliati di testi o immagini, che Kolář trae dalle fonti più svariate: pagine del Larousse, della Bibbia, del Corano, tabelle di orari ferroviari, atlanti stellari, carte musicali… e ancora testi in caratteri latini, ebraici, gotici, arabi, ideogrammi cinesi, ecc. Tali brandelli sono poi ricomposti in fitti meandri di forme geometriche, cerchi concentrici, tracciati a spirale o configurazioni più irregolari. Lacerati in minuscoli pezzi, i testi perdono il loro valore semantico, intrecciandosi in una diversa orditura, puramente figurativa e non verbale.

Così Kolář a proposito dei chiasmage: "Mi hanno insegnato a osservare me e il mondo da mille e un angolo visuale; mi hanno costretto a fare i conti con mille e una esperienza, con mille e uno destini (…). Elevando a un livello assoluto il principio del labirinto, mi hanno presentato la storia dell'arte su un vassoio d'argento: potevo prenderne un po' quando volevo senza esserne sazio". 

Jiří Kolář  è stato dagli anni Quaranta uno dei protagonisti della poesia visiva, ma la sua arte è legata in particolare alle infinite possibilità del collage, al superamento della bidimensionalità come valore tradizionale della pittura. Geniale autodidatta, il suo discorso figurativo ha preso spunto dai principi da lui scoperti in poesia, tradotti in modo molto originale nei suoi collages. Kolář ne fece una vera e propria scienza, elencando metodologicamente le 108 diverse tecniche di collage utilizzate e inventate nel suo Dizionario dei Metodi. Il suo mezzo di comunicazione creativa era il collage, la sostanza della sua arte la carta stampata. 

La selezione di una cinquantina di chiasmage proposti in mostra illustra l'applicazione di questa tecnica lungo tutto il suo iter creativo e consente un approccio esaustivo a questa sua tecnica e alla sua poetica in generale. 

Accompagna la mostra un catalogo in cui sono proposti per la prima volta in italiano alcuni testi dell'artista e l'interessante riflessione di Claudio Parmiggiani sull'opera e lo spirito di Kolar pubblicata su "La Stampa" nel 2002 a pochi giorni dalla morte, che si sofferma soprattutto sul valore del silenzio nella sua opera: "…Da lui, ho continuato ad apprendere quanto avevo imparato da Giorgio Morandi; cosa sia il silenzio. Che cosa il silenzio sia in grado di trasmettere all'interno di un'opera. Il silenzio come forza sovversiva in quanto spazio meditativo. E così come Morandi, come Josef Sudek, Jiří Kolář ha vissuto dentro il suo silenzio per un'intera esistenza. In Jiří Kolář il silenzio era espressione di una forza interiore tale da arrivare a una efficacia comunicativa imparagonabile. Nel suo silenzio era scritta la consapevolezza del fare arte come pratica etica ancor prima che estetica. Dare ogni giorno con dignità della propria esistenza un contributo alla costruzione di un alfabeto morale…".

Il catalogo sarà  presentato in galleria il giorno sabato 17 aprile 2010 alle ore 18 alla presenza di Roman Kames, segretario di Jiří Kolář durante i vent'anni di permanenza a Parigi. 

Jiří Kolář nasce a Protivín (Boemia del Sud) nel 1914 e muore a Praga nel 2002. Fu tra i principali esponenti dell'associazione ceca d'avanguardia Gruppo 42, che più delle altre scuole dell'avanguardia boema si prefisse un'intensa mutualità tra poesia e pittura. Sostenitore di un'estetica del seriale quotidiano, realizzò i primi collages già alla fine degli anni Trenta; nel 1937 si tenne infatti la sua prima esposizione personale al Teatro D37, Mozarteum di Praga.                Negli anni Sessanta iniziò ad operare nell'ambito della poesia concreta, ibridando componimenti poetici con segni non verbali. A partire da questo archetipo testuale, ha esplorato in senso metalinguistico le innumerevoli varianti del collage. Nel 2000 Kolář, con atto notarile, ha delegato la Galleria Melesi di Lecco a costituire l'Archivio Jiří Kolář per l'Italia.

Una selezione delle esposizioni: Biennale di San Paolo del Brasile; Galleria Schwarz, Milano; Museum of Modern Art, Miami; Institut fur Moderne Kunst, Norimberga; Museum Haus Lange, Krefeld; Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, Parigi; Galerie Lelong, Paris; Centre George Pompidou, Parigi; Galerie Maeght, Barcellona; Art Gallery of Ontario, Toronto; The Solomon R. Guggenheim Museum, New York; Palazzo Madama, Torino; Padiglione Cecoslovacchia, Biennale di Venezia; PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano;  Museum of Modern Art, Oxford; ICA Institute of Contemporary Art, Londra; Konsthall, Malmo; Fundació Joan Miró, Barcellona; Nàrodnì Galerie, Praga; Stedelijk Museum, Schiedam; Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini, Roma; Musée des Beaux-Arts de Dijon, Digione; Ludwig Museum of Contemporary Art, Budapest; Amos Anderson Art Museum, Helsinki. 
 

Immagini delle opere in alta risoluzione sono scaricabili dal sito www.uessearte.it 
 
 
 
 
 

Informazioni e richiesta di materiale stampa:

uessearte Via Natta 22 Como - Tel 031 269393  Fax 031 267265   info@uessearte.it

Mostra: Luciano Civettini - Claudia Matta



Luciano Civettini
Claudia Matta



all'interno della quale verranno presentati i lavori di

Luigi Naldi
Giancarlo Rosetti
Marta Zaccarini


classe V D sez. Pittura e Decorazione Pittorica del
 Prof. Antonio Borzì
 ISART
Istituto Superiore Artistico


26 marzo - 26 maggio


a cura di
Caterina Morelli

Inaugurazione
venerdì 26 marzo ore 18.30





un progetto di
INA ASSITALIA PER I GIOVANI




INA Assitalia
– Agenzia Generale Bologna Centro

Via de' Pignattari, 3 – Bologna
Telefono: 051 6405282
E-mail: relazionipubblico@inabologna.it
Orari: lunedì-giovedì, 9.00-13.00 14.30-17.30, venerdì, 9.00-13.00
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Comunicato



Forse più che parlare di un mondo delle fiabe catapultato nella realtà, sarebbe più corretto dire il contrario: sono le inquietudini, infatti, le vere e proprie angosce che attanagliano il presente, anzi a offrirsi  allo sguardo in una veste idilliaca e idealizzata, qualcosa di simile ai fantasy-horror di Burton.
È un orrore acquerellato, sfumato e dai toni pastello quello che vivono i personaggi della saga di Civettini. E mentre Alice, di spalle, guarda un pioggia di bombe blu, la luna assume le sembianze di un teschio-pupazzo di neve con tanto di cilindro. Sono molti i legami con espressioni dell'arte contemporanea che si possono rintracciare nelle opere dell'artista trentino: se da una parte egli definisce la sua pittura New Pop, non mancano suggestioni ben più lontane, rintracciabili nella pittura legata al mito dell'Arcadia, quel mondo artificiosamente panteistico idilliaco e idealizzato al quale hanno dato immagini artisti come Nicolas Poussin, Claude Lorrain e molti altri. Il riferimento a questi due generi che potrebbe apparire antitetico, in questa commistione di denuncia e idillio, diventa la cifra stilistica di Luciano Civettini. È uno sguardo suggestivo, che getta luce con curiosità mista a meraviglia, sull'orrore del quotidiano...
Nadia Marconi
 
 
Carpe diem: momenti che parlano! Quotidianità racchiusa nei perimetri della vita: momenti! Sguardi lanciati sul reale, nei pensieri della mente suggellati da emozioni. L'aura degli 'scarti' trasposti sulla tela, specchio e riflesso. Gli oggetti sopravvivono al tempo, portano con sé memorie, Claudia Matta le restituisce al mondo, poiché del mondo, e quegli oggetti più parlano da vicino, più parlano da lontano. 'Cose' appartenute e non più appartenenti, spettro del quotidiano, oggetti, ritratto di una giornata, di genuflessioni, di metafisici voli ed eteree immersioni: ricordi di ieri, pezzi di oggi, stralci di domani. Lo spazio sottrae al tempo!
Nobili trame intessute di memoria, assemblaggio di materiali, collage di emozioni; lo sguardo è l'attimo impresso sulla tela.
Alfabeti frugati, giochi di scrittura, frasi di un libro, squarci di pellicole, suggerite sensazioni: ritagli d'immagini consacrate dal mattino e santificate la sera.  Claudia Matta ama vivere a colori, ama seguire le curve di una linea, inalare il profumo dell'aria, annotare appunti, nomenclare impressioni nel cassetto della mente. Nel suo fare coesistono eventi irripetibili, scia di immortalati fermo immagine, reminescenza pop, aroma di succulenti sapori che invocano luoghi intimi, fatti ormai di assenze, segnate dal passaggio di presenze. Claudia matta ama contemplare pensieri fugaci ed inventariare idee raccolte lungo la parentesi della vita….e si sente!
Lucas De Laurentiis

IMMAGINECOLORE: SUL FILO DEI RIPENSAMENTI




 MOSTRA "SUL FILO DEI RIPENSAMENTI"  

    * a cura di Loredana Trestin
    * da venerdì 19 marzo al 2 Aprile
    * presso lo spazio espositivo di Immaginecolore.com Gallery vico del Fieno 21r 16123 Genova
    * Inaugurazione venerdì 19 marzo 2010 ore 17.30
    * Espongono gli artisti: Simona Dzurkova, Elisa Macaluso, Roberta Moresco, Stefano Olivari, Carlo Zanella


I ripensamenti sono stati definiti "consiglieri della memoria", noi viaggiamo sul filo di essi, un sottile percorso che ci riporta a scelte e pensieri e ci obbliga a confronti e cambiamenti.
"SUL FILO DEI RIPENSAMENTI" è il titolo di questa mostra dove fotografia, pittura, grafica e scultura si contrappongono provocando un inevitabile ripensamento artistico.
Le foto di Stefano Olivari ci introducano alla visione d'immagini che rappresentano l'Italia; paesaggi urbani con la tecnica della fotografia sferica ci accompagnano in un tour in cui la perfezione di una sfera, sazia di vita e rassicurante, in un mondo senza sicurezze ci da' motivi di ripensamenti.
Simona Dzurkova, altra fotografa ci propone scatti di vita quotidiana dove le gioie,le emozioni dell'esistenza istituiscono dei nessi fra sensazioni e ritmi narrativi riportandoci inevitabilmente a riflessioni e ripensamenti.
Nelle opere di Elisa Macaluso il cromatismo elegante sottolinea l'attimo dell'evento, al quale subentra la riflessione e l'estemporaneità lasciando il posto alla contemplazione scossa dal movimento.
Carlo Zanella, sensibile grafico, ci presenta l'amore per le antiche tradizioni fermando lo svolgersi frettoloso del tempo con attimi di estasiata dolcezza. L'autore si affida alla sua bravura tecnica per celebrare con la penna visioni passate.
Roberta Moresco, scultrice, da lei traspare un'arte che nasce dal cuore, interpretazioni espressive cariche di significati profondi.
L'esistenza umana viene tradotta in ironia e passione con linee e forme essenziali,supportate da valore stilistico e conoscenza tecnica.
 
Loredana Trestin

sabato 13 marzo 2010

Mostra di Adriano Fida




ada egidio e gian marco volpi

saranno felici di accogliervi all'inaugurazione della mostra

"formato A 4"

di adriano fida

alla presenza dell'artista

sabato 20 marzo 2010 dalle ore 18:00

la mostra si terrà fino al 10 maggio 2010

collezionando gallery
via monti di creta 55
00167 roma

Tel. 06-6624970

cell 338-7375137 o 334-2111434
email collezionandogallery@hotmail.it

 Orario della galleria   dal lunedì al sabato: 10:00 – 13:00     /   16:30 – 20:00


3 amici ed un progetto…così nasce "formato A 4"

mostra dell'artista contemporaneo Adriano Fida ideata e diretta da Ada Egidio e Gian Marco Volpi.

Tutto nasce dall'idea di creare una serie di ritratti rivisitati in chiave moderna.

Il progetto si sposa perfettamente con la tecnica pittorica e la sensibilità dell'artista.

L'intento è quello di associare un volto, ma soprattutto una persona, alle azioni compiute.

Si cerca di dare una continuità  visiva ad un nome e ad un gesto facendo una scomposizione emotiva del personaggio. Questo rende l'opera finita

viva di luce propria.

Stampando le foto dei personaggi sulla carta l'artista prende l'ispirazione e coglie l'essenza.

Semplici fogli A 4 formano il percorso che racconta la storia di un personaggio.

Come un libro che viene sfogliato per essere letto, le tele sono sfogliate per essere viste.




Entroterra: mostra collettiva "Viaggiatori sedentari", sabato 17 aprile 2010

Associazione Culturale per la promozione dell'arte figurativa contemporanea

Con il patrocinio della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia

Presenta la collettiva
    "Viaggiatori sedentari"   
Opere di


Cristina Iotti, Ernesto Achilli, Nicola Biondani,
    Vincenzo Calli, Marco Manzella, Elio De Gregorio, 
    Andrea Gnocchi, Elena Mutinelli, Dino Sambiasi,
    Giuseppe Tirelli, Salvatore Santoddì 
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Inaugurazione: 17 aprile 2010 h. 17:30.
Date Mostra: dal 17 aprile al 30 giugno 2010
Titolo mostra: VIAGGIATORI SEDENTARI
Spazio Espositivo: Viale Bornata- Borgo Pietro Wuhrer, 43 – ed. 13- Brescia
Orari di visita: dal giovedì al venerdì 15:00-19:00; Sabato 11:00 -19:00
Telefono: 030.5233558; cell. 340/7781096
Website: www.entroterra.it
Ingresso libero
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COMUNICATO STAMPA

Sabato 17 aprile 2010 alle ore 17:30 presso il nuovo spazio Entroterra si inaugura la collettiva dal titolo "Viaggiatori sedentari".
La mostra nasce dall'idea di alcune conversazioni e riflessioni fatte da Giuliana Mazzola con gli artisti, sul concetto di viaggio artistico, inteso come metafora del viaggio interiore, che porta poi l'artista a materializzare e realizzare  un'opera.  Un viaggio quindi che tenta di unire gli artisti di Entroterra in un unico filone poetico, in cui la differenza di itinerario, la scelta di mezzi di trasporto, le partenze e gli arrivi portano tutti ad un unico approdo: la contemporaneità figurativa e le sue mille sfaccettature.
Così il viaggiatore diventa "sedentario", un ossimoro, ma che ben identifica il compito dell'artista, quello di osservare il mondo attorno  a sé, di coglierne l'essenza e le sue peculiarità, per poi isolarsi nel suo mondo e realizzare col suo medium una interpretazione e una sintesi del vivere quotidiano. Da una parte il viaggio diventa un movimento interiormente, in cui il l'artista si mette in cammino su rotte meno  battute e comode, con la libertà di programmi e di percorsi per scoprire e capire la civiltà in cui ci troviamo. Dall'altra parte il viaggio è sedentario, la riflessione prende forma, e il l'artista - viandante si sofferma per riplasmare la realtà attraverso la sua immaginazione, attraverso la composizione o riplasmandola per noi spettatori che ci prendiamo il tempo di soffermarci a guardare una mostra e a confrontarci con i quadri e le sculture a noi contemporanei.
La mostra prevede la presenza sia di pittori (la coloratissima tempera di Manzella, l'interpretazione mistica e vitale di Santoddì, il ritorno all'ordine di De Gregorio contrapposto all'acrilico in continuo movimento di Sambiasi, le sovrapposizioni iconiche di Gnocchi, la natura riposante di Achilli e le potenti figure di Calli) che scultori (terrecotte ironiche quelle di Tirelli, più umanamente dolorose quelle di Biondani, mani forti e contratte per la Mutinelli) ed anche una bravissima disegnatrice (la Iotti, vincitrice del premio Faber Castel per l'uso straordinario delle matite colorate): tutti all'insegna della nuova figurazione contemporanea.
"C'è solo un viaggio possibile: quello che facciamo nel nostro mondo interiore. Non credo che si possa viaggiare di più nel nostro pianeta. Così come non credo
che si viaggi per tornare. L'uomo non può più tornare nello stesso punto da cui è partito,perché, nel frattempo, lui stesso è cambiato. Da se stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima,come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l'uomo deve poter viaggiare"
(Andreij Tarkovskij, Racconti cinematografici, Milano, Garzanti, 1994.)

Note Biografiche  


Ernesto Achilli, Dopo gli studi giovanili presso il Liceo artistico a Milano, ha continuato lavorando soprattutto come incisore e frequentando la Scuola degli Artefici presso l'Accademia di Brera. Da anni lavora nella tranquillità delle campagna lombarda alla ricerca di materiali ed oggetti dimenticati da ritrarre sulle sue tele.
Marco Manzella, nato a Livorno nel 1962, vive e lavora ora tra Brescia e Viareggio. Diplomatosi in restauro, ha lavorato molti anni in questo settore specializzandosi in antiche tecniche pittoriche. Dal 1993 si dedica solo alla pittura. Ha iniziato la sua attività espositiva nel 1985. Lavora con gallerie italiane e straniere. L' interesse per la pittura figurativa anglosassone lo ha portato ad alcuni soggiorni in Inghilterra e negli Stati Uniti, da dove nascono alcuni dei disegni e dei quadri più recenti. Alcuni suoi quadri sono stati scelti per l'ultimo live televisivo degli attori Ale & Franz.

Andrea Gnocchi, nato nel 1975 si è diplomato all'Accademia di Brera in decorazione. In concomitanza con la carriera artistica ha realizzato/allestito stand fieristici nelle manifestazioni "Milano moda" e "Moda in",ha collaborato come scenografo realizzatore nella creazione di spot pubblicitari con l'agenzia BRW&PARTNERS di Milano. Le sue opere sono state esposte in diverse gallerie italiane ed in occasione di importanti eventi fieristici.
Dino Sambiasi Dino Sambiasi nasce a Brindisi nel 1968 dove vive e lavora. Il suo percorso artistico comincia nei primi anni Novanta. Vincitore di numerosi premi viene subito invitato a partecipare a importati mostre, rassegne e fiere nazionali ed internazionali. Numerose sono le opere che fanno parte di collezione pubbliche e private. La sua particolare tecnica pittorica rientra nella ricerca del materiale di utilizzo quotidiano, quali carta, giornali, sacchetti di juta, etc. riutilizzati e miscelati con sapienza per creare un caleidoscopio di soggetti e contesti urbani, di sagome umane e di paesaggi metropolitani.
Cristina Iotti nasce a Sassuolo (MO) nel 1965. Si diploma nel 1987 in illustrazione allo IED di Milano e in seguito si dedica al design ceramico. Dal 2002 lavora esclusivamente come pittrice esponendo in Italia e all'estero. Realizza personalissimi disegni dal taglio fotografico e dalla tecnica raffinatissima. Usando le matite colorate con cura minuziosa e attenzione al dettaglio descrive la contemporaneità e la quotidianità. Nel 2007 è stata la vincitrice del Premio Arte per la grafica e del Premio speciale Faber-Castell e, per la prima volta nella storia del premio, si è aggiudicata la Targa oro anche nel 2008.
Elena Mutinelli  è nata a Milano nel 1967.Dopo aver conseguito il diploma di scultura all'Accademia di Belle Arti di Brera, nel '90 con i docenti Cavaliere, Cascella, Lidia Silvestri, si è trasferita a Pietrasanta per apprendere la tecnica della scultura del marmo.
A Milano le sue opere sono state esposte in diversi spazi tra cui la Compagnia del Disegno, la galleria Marieschi, Entroterra (dove ha presentato una serie di potenti disegni sull'erotismo) e a Miart, scelta da Marina Mojana nella sezione Con-Tatto.

Nicola Biondani nasce a Mantova il 14 novembre del 1976. Diplomatosi nel 1998 all'istituto d'Arte di Guidizzolo (MN), prosegue gli studi artistici iscrivendosi alla scuola di scultura dell'Accademia Cignaroli di Verona dove inizia a partecipare regolarmente a concorsi d'arte ed esposizioni; diplomatosi con una tesi su Adolfo Wildt e Francesco Messina entra come assistente nello studio dello scultore modenese Frabrizio Loschi e lo stesso anno entra nei laboratori dell'ente lirico di Verona come scultore scenografo. Nell'ottobre 2004 ha la sua prima personale alla galleria "Aregoladarte" nel centro storico di Mantova; contemporaneamente apre al pubblico il proprio atelier dove tuttora lavora realizzando opere personali e su commissione per pubblici e privati utilizzando i materiali padri della scultura: la creta, il bronzo e il marmo.

Giuseppe Tirelli è nato in Tanzania nel 1957. Dopo molti anni di lavoro in campo sindacale ha iniziato a dedicarsi alla scultura, a cui ora si dedica completamente. Ha frequentato l'Istituto d'arte "Gazzola" a Piacenza dove attualmente vive e lavora. Una sua scultura è stata acquistata dalla Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Tra le sue più recenti esposizioni, ricordiamo la mostra personale alla Temple University di Roma nel 2004 promossa dalla Galleria Il Polittico di Roma, le mostre collettive "Altre Figurazioni" alla Galleria Agorárte di Milano, "Chiaro e Scuro" alla Galleria Flowers di Londra nel 2005 e la recentissima "Nuova scultura figurativa italiana" a Roma presso Il polittico con la presentazione del famoso critico inglese E. Lucie-Smith.
Elio De Gregorio, nato a Milano nel 1950, si è trasferito in Belgio nel 1976 dove ha studiato presso l'Académie Royale des Beaux-Arts de Bruxelles, completando la sua formazione in incisione a Molembeek.  Attualmente  insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Bruxelles.
Vincenzo Calli nasce nel 1953. Dopo essersi diplomato all'Istituto d'Arte di Sansepolcro, frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Firenze. A soli 21 anni tiene la sua prima mostra. Nel 1984 inizia l'avventura "americana": è invitato infatti ad esporre nella World's Fair Exposition - New Orleans (Louisiana).Ottiene i riconoscimenti della critica nel 1986 con il premio "Arte 86". Inizia a collaborare con prestigiose gallerie in Italia e all'estero. La sua pittura riconoscibile per il richiamo all'arte rinascimentale dell'Italia centrale, come Piero dell Francesca e Beato Angelico.
Salvatore Santoddì nasce a Caltagirone nel 1978, città dove vive e opera. Allievo di Salvo Russo, si diploma in pittura nell'anno accademico 2003/2004 presso l'Accademia di Belle Arti di Catania. Ha partecipato a diversi eventi e a diverse collettive. La sua pittura riecheggia le antiche architetture religiose e private in rifacimento della sua terra natia, qui emergono figure umane sollevate, in contemplazione e assorte e cariche di religiosità spirituale, oppure elementi fitomorfi rigogliosi ed estremamente rari e delicati.



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ASSOCIAZIONE CULTURALE ENTROTERRA
Sede espositiva: Viale Bornata- Borgo Pietro Wuhrer, 43 (ed. 13)- 25123 Brescia tel. 030.5233558
Cell. 340-7781096/ 338-9649806
e-mail: press@entroterra.it

venerdì 12 marzo 2010

Il ritratto e' opera d' arte, o no?



L'Università Popolare Monzese organizza due conferenze per riflettere, insieme all'artista Francesca Guffanti, su alcune figure di riferimento per il ritratto pittorico contemporaneo.

Presso l'aula magna del Liceo Classico "B. Zucchi" di Monzamercoledì 17 e 24 marzo alle ore 15,30 due incontri sul tema: "Riflessioni sul ritratto pittorico"

 

 

Francesca Guffanti, docente e artista che in questi ultimi anni ha centrato la propria ricerca personale e pittorica sul tema del ritratto, propone un percorso per condividere riflessioni, approfondimenti e suggestioni sulle figure che hanno aperto orizzonti importanti per il ritratto contemporaneo. Non un corso di storia dell'arte dunque, ma un'interessante e particolare lettura dell'opera di alcuni pittori (www.francescaguffanti.it).

 

Francesca Guffanti, traccia così i principali temi dell'incontro:

 

Mercoledì 17 Marzo 2010 ore 15,30.

 

"Il primo incontro parte da Rembrandt e Velazquez in quanto precursori del ritratto moderno. In Rembrandt l'anima si svela attraverso la maschera: siamo tutti attori di questo palcoscenico, che è il mondo; Velazquez riforma il ritratto convenzionale di corte del '600, risolvendo la profonda tensione esistente all'epoca tra il ritratto e gli altri generi pittorici; Giacometti, emblema dell'inquietudine del suo tempo, giunge al ritratto dopo l'esperienza delle avanguardie. Fondamentale per lui la percezione dell'altro nel momento in cui lo vediamo, il cogliere l'attimo, bloccare l'inarrestabile."

 

Mercoledì 24 Marzo 2010 ore 15,30.

"Proseguiamo nel secondo incontro affrontando un tema a me molto caro: il rapporto tra ritratto e fotografia. Hockney che analizza il ritratto sotto molti punti di vista: dipingendo da fotografie, facendo posare modelli dal vero, indagando gli strumenti ottici degli antichi per cogliere la realtà. La sua è un'analisi estensiva.

Bacon, che rielabora tutti i ritratti a partire da foto e prende spunto anche dal cinema. Gerhard Richter, che fa un uso concettuale della pittura e della fotografia: per lui il ritratto è possibile solo per analogia. Diversamente, Lucian Freud sceglie di non usare la fotografia per svolgere un'analisi del ritratto che va sempre più in profondità."

 

 

Università Popolare Monzese

Aula Magna B. Zucchi di Monza

INGRESSO GRATUITO

Mercoledì 17 e 24 marzo alle ore 15,30

www.universitapopmonza.eu

 

 

giovedì 11 marzo 2010

SERGIO PREMOLI LE IDI DI MARZO

GALLERIA   LE MUSE

LE IDI DI MARZO
Sergio Premoli
pittura  e simbologia   dei giochi dl potere nel passato come nel presente

martedi 16 Marzo alle ore 19.00  nella Galleria Le Muse Valerio Silvani e Pietro Armando  presentano l'opera di Sergio Premoli LE IDI DI MARZO
testo di Giuseppe Ussani d'Escobar.
il Cavaliere ci appassiona e ci tiene col fiato sospeso ad ammirare le sue cavalleresche avventure, uomo d'azione, sognatore, amante della musica e dei menestrelli che arricchiscono la sua corte di poesia ed ironia. Alla fama del nostro Cavaliere, nel bene e nel male, contribuiscono i giornali e i media stranieri. Ma dopo il Cavaliere che cosa accadrà?........Caos e confusione, apocalisse, invidie ed ostracismi……Idi di marzo………………

Sergio Premoli nato a Roma il 10 maggio del 1942 cresciuto tra Roma e Firenze frequentando gli studi di diversi pittori, in modo particolare quello del maestro Alfio Rapisardi. All'età di vent'anni si trasferisce a Boston e New York dove realizza la sua prima mostra nella Galleria Boris Mirsky di Boston (1962) e dipinge un ritratto dell'allora presidente degli Stati Uniti John Kennedy, commissionato dalla moglie Jacqueline. Nel 1964 torna in Italia ed entra stabilmente a far parte dello storico gruppo romano di giovani artisti dell'epoca. Nello stesso anno espone alla Galleria Cairoli a Milano per poi spostarsi, ormai apprezzato artista internazionale, a Monaco di Baviera dove risiede per due anni nel corso dei quali vince il premio come migliore giovane pittore ed i suoi quadri vengono esposti alla Galleria Monti (1965). Si sposta a Los Angeles per alcuni mesi poi, tornato a Roma, propone alla Galleria Pictogramma le sue famosissime sculture in alluminio, presentate in quell'occasione dal grande critico Emilio Villa.
Nel 1967 si trasferisce a Boston dove sue importanti mostre vengono allestite presso l'Università di Harvard,Divinity School, l'Università di Salem e la Galleria Davis di Lynn, nell Massachussets.
Torna a Roma e realizza una serie di esposizioni: Alcione (1967-68), Galleria Silva (1971), Galleria Fontanella Borghese (1972), nel 1974 inaugura la Galleria d'arte Orione di Eugidio Eleuteri e l'anno successivo la Galleria Romano in via dei Prefetti.
Successivamente si stabilisce a Los Angeles, dove vive per 37 anni. Qui instaura un'amicizia e una collaborazione con uno dei più importanti registi americani, Oliver Stone. Espone nel 1981 all'Art Studio di Beverly Hills, alla Galleria Barbara de Verzon al Pacific Design Center, Larry Ross diviene suo mercante e ne consolida la sua presenza nelle più importanti collezioni americane. Crea il manifesto del film The Doors e partecipa come attore a numerosi film di registi come Paul Masurski, Mike Figgis e Oliver Stone, il suo più grande collezionista.
Nel 1992 presenta i suoi quadri alla galleria Sallander o Relly, mentre l'anno successivo inaugura a Beverly Hills Portofino iil Centro Sole più alla moda di Los Angeles, iniziando contestualmente un'intensa ricerca concettuale della sua arte. Nel 1998 realizza la copertina del libro di Oliver Stone The child night dream, espone nella galleria Berry and Hill di New York (primo artista ad essere ospitato in quello spazio), Barakat di Beverly Hills (2001) e, ultimamente, nella Galleria Heidy Khorsan (la sua attuale mercante) di West Hollywood.
Tra i molti critici e artisti che hanno scritto su Sergio Premoli ricordiamo Emilio Villa, Elio Mercuri negli anni sessanta e Oliver Stone, Henry Dees, Larry Ross negli anni ottanta e novanta.
Info:
Galleria Le Muse
Piazza dell'Orologio, 14
00186 Roma
Tel. 06 5800403

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