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venerdì 26 ottobre 2012

Fabio Soto Ortiz - 30 ottobre ore 18.30


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La Galleria Allegretti Contemporanea presenta

I COLORI DELL'ANIMA

Fabio Soto Ortiz

 

Martedì 30 ottobre 2012 - ore 18.30

Dal 31 ottobre al 3 novembre 2012 

Nelle tele di Fabio Soto, d'impronta astratto-geometrica, non appaiono soggetti o significati: il colore crea semplicemente le forme.

 
L'artista procede nella stesura pittorica con ritmo regolare, metodico, quasi da "architetto".
Le campiture piatte di colore vengono attraversate da linee parallele o diagonali, semplici e dirette. Le tonalità, talvolta luminose, sature e acute, altre volte più velate, scarne e moderate, sono scelte per cercare accordi cromatici personali, intimi. I colori tendono a una segreta ma intensa vibrazione reciproca.
 
Nelle serie pittoriche degli ultimi anni, Collezionista di strade e Desiderio di cambiamento, Fabio Soto sembra alla ricerca dell'equilibrio perfetto, quasi classico nella sua geometria.
 
"Di solito mi esprimo attraverso strade o sentieri, quasi sempre colorati, perché sono nato in un Paese dai tanti contrasti. L'isola è molto colorata".
 
L'estrema semplificazione non si basa ovviamente soltanto su esigenze formali: il suo costante tentativo di far incontrare i colori in forma sempre più armonica o comunque poetica svela una semplicità e mitezza d'animo addirittura rivoluzionaria per la nostra contemporaneità.
 
Questa predisposizione umana e artistica inattuale manifesta  una forma di resistenza al presente più o meno consapevole, più o meno volontaria. E più consapevoli e involontarie più tali attitudini sono esteticamente interessanti. Nei casi più evidenti raggiungono la capacità estetica di commuovere.
 
Fabio Soto offre allo spettatore con ingenuità e candore il suo desiderio di precisione e incontaminatezza, svelando la personale aspirazione ad una sfera esistenziale superiore e spirituale: una necessità interiore.
 
Nelle sue tele più recenti dalla serie Dal bianco al nero i colori neutri, nero, bianco e grigio, nei diversi accostamenti, sono forse una meditazione sul chiaro e lo scuro e sulle zone d'ombra dell'animo umano. Se è vero che l'opera d'arte può rivelare qualcosa dell'anima del suo autore, ecco allora che quella di Fabio Soto appare colorata e solare come la sua Cuba ma al tempo stesso anche estranea e malinconica – distaccata. Colori dell'anima che risentono e si nutrono di sogni, illusioni, speranze, esclusioni e lontananze.
 
"il colore è un mezzo che consente di esercitare un influsso diretto sull'anima. Il colore è il tasto, l'occhio il martelletto, l'anima è il pianoforte dalle molte corde.
L'artista è la mano che , toccando questo o quel tasto, mette opportunamente in vibrazione l'anima umana."
 
Vassily Kandinsky
 
 
Andrea Guerzoni
 
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Orari di apertura
dal martedì al sabato ore 15.00 - 19.00

Via San Francesco d'Assisi, 14
I-10122 Torino

Tel. +39 011 506 9646
Fax. +39 011 19837834

info@allegretticontemporanea.it
www.allegretticontemporanea.it






giovedì 25 ottobre 2012

Bruno Domaine – One day event


 
Galleria Parrellarte, Via de Tillier, 9, Aosta
Enoteca La Cave, Via de Tillier, 3, Aosta
Progetto e cura: Alessandro Parrella

Associazione Culturale Parrellarte

 
Continuano con Bruno Domaine, fotografo della Parrellarte i One day event della Galleria Parrellarte ad Aosta.
Inaugurati lo scorso anno con Mauro Paillex, riproponiamo la stessa formula che ne ha decretato il successo: le oltre trenta opere saranno ripartite tra la Galleria Parrellarte e l'enoteca La Cave.


una delle fotografie esposte
Bruno si è avvicinato alla fotografia grazie a una macchina fotografica regalatagli a 13 anni e non se ne è più distaccato, sorretto da una forte passione e dalla curiosità verso tutto ciò che lo circonda. Filtrati dai suoi obiettivi, Bruno ci regala incantevoli paesaggi della sua Valle d'Aosta o catturati in giro per il mondo, ritratti e angoli nascosti che non avremmo saputo vedere: foto pregnanti di un'intensa carica emotiva.

Le fotografie presso la nostra galleria hanno come tema l'essere umano; dettagli di architetture che brillano di luce propria anche al di fuori del loro contesto costituiscono invece il fulcro delle opere presentate all'enoteca La Cave. “Se l'esposizione avesse avuto un sottotitolo l'avrei chiamata La comédie humaine - per parafrasare Balzac, perché vuole proporre dei contesti in cui l'uomo è la costante, tendenzialmente rappresentata in situazioni particolari. Un tipo di fotografia che mi ha sempre attirato...forse per l'unicità dei momenti fissati.
Mentre le immagini esposte nell'enoteca La Cave sono dei particolari estratti da architetture o altro che assumono vita a sé stante, o almeno in me hanno questa pretesa...come dei quadri astratti.” (Bruno Domaine)


Bruno Domaine ha esposto le sue foto nel 2008 insieme alle sculture di Carlo Gadin in Saint–Nicolas immagini e forme.
È sempre del 2008 il volume fotografico: Saint–Nicolas. Impressioni, edizioni Tipografia Duc, 2008, con testi a cura di Laurent Viérin, Bruno Domaine, Alessandro Parrella.
Con la foto "L’anima dei bastoni" si aggiudica nel 2010 il primo premio del concorso fotografico digitale promosso dall’Assessorato alle Attività produttive in occasione della 1010a Fiera di Sant’Orso.


Il progetto è a cura di Alessandro Parrella; ufficio stampa e comunicazione web: Paola Ugliano, fotografie: Bruno Domaine; grafica: Pier Francesco Grizi. Sarà replicato nei prossimi mesi con le foto di Pier Francesco Grizi.

Vi aspettiamo il 26 ottobre alla Galleria Parrellarte alle ore 18.00. Ingresso libero.

Paola Ugliano

Ufficio Stampa e comunicazione web
Associazione Culturale Parrellarte

 

Scheda tecnica

Bruno Domaine – One Day Event

Galleria Parrellarte, Aosta


Personale di fotografie di Bruno Domaine
Cura: Alessandro Parrella
Web e comunicazione: Paola Ugliano
Fotografie: Bruno Domaine
Grafica: Pier Francesco Grizi
26 ottobre 2012
Orario: dalle 18:00
Galleria Parrellarte
Via de Tillier, 9 - Aosta
Altre opere presso l’enoteca "La Cave", Via de Tillier, 3 – Aosta, saranno esposte fino a Natale.
Ingresso libero
Seguirà rinfresco presso il Ristorante "Le Pelerin Gourmand"
Informazioni: www.parrellarte.com

lunedì 22 ottobre 2012

Invito stampa - Anteprima mostra, domani, martedì 23 Ottobre, ore 12


Invito stampa

 

Martedì 23 Ottobre 2012, ore 12.00

Palazzo Morando, via Sant'Andrea 6, Milano

 

Il Comune di Milano e la Delegazione del Québec in Italia hanno il piacere di invitare la S.V. all'anteprima stampa di presentazione della mostra

 

Albert Leclerc Ginette Caron

Nicolas Bellavance-Lecompte

Tre generazioni, tre designer del Québec a Milano

 

Guideranno la visita:

Stefano Boeri, Assessore alla Cultura, Moda, Design, Comune di Milano

Amalia Daniela Renosto, Delegato del Québec in Italia

 

Saranno presenti i tre designer

 

Seguirà un rinfresco offerto dalla Delegazione del Québec in Italia

 

Gradita la conferma della Sua presenza:

 

Simona Venier

info@simonavenier.com

339 66 93 323

 

Palazzo Morando

Rita Menghini

+39 02 884 46057

 

 




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Scuola del Tempietto ARTE DELLA PAROLA NEL TEATRO, NELLA POESIA E NELLE PROFESSION



Espressione artistica della persona

nella Parola e nel Linguaggio

per una Professione esercitata in modo Solare

nei campi Scientifico, Artistico, Spirituale

o nei rapporti quotidiani.

Roma - Scuola del Tempietto

 

ARTE DELLA PAROLA NEL TEATRO, NELLA POESIA E NELLE PROFESSIONI

Dizione Fonetica Recitazione Declamazione Conversazione

Passo, gesto, sguardo

 

fino a Maggio 2013

ogni lunedì dalle ore 20 alle 22

+39 348 780 43 14 - +39 06 87 13 15 90

     

Un teatro nuovo, una nuova poesia, una nuova danza: riflesso della parola lo sguardo, l'espressione del volto, il gesto e il passo. Negli incontri d'Arte della Parola si impara ad esprimere il Mondo della Fantasia non per se stessi, ma per la gente.

 

Finalmente attori, lampade magiche dell'invisibile, gli allievi (piccoli e grandi) trovano la strada per esprimere e far esprimere i mondi fantastici della realtà in un eterno presente.

 

Costo: Iscrizione Euro 40 + Euro 100 mensili




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domenica 21 ottobre 2012

Interno4 - mostre









Fare quadrato
Franco Marabotto


dal 25 ottobre all'11 novembre 2012

VIA LATTEA
via Peyron 17/f Torino
Giovedì 15 Ottobre ore 18.30



L'associazione culturale torinese Interno4 presenta Fare quadrato, una mostra di opere scultoree e installazioni di Franco Marabotto che dal 25 ottobre all'11 novembre sarà ospitata nei locali della Via Lattea di via Peyron 17/f a Torino. Si legge nel catalogo che accompagna l'esposizione: "La semplicità di un tempo, quella che si ottiene sommando miti pretese, rigore e disciplina è la stessa che si concretizza nel lavoro di un pensatore non comune dei materiali e dei concetti: l'artista cuneese Franco Marabotto. La perfezione e la purezza della forma quadrata, declinata in svariate versioni, funge da porta tra struttura e visioni di mondi interiori dove il metallo è colore, è materia geometrizzata in campiture di luce.".

Studio di Geometrie Moderne (progetto all'origine di tutti i lavori in mostra) pone come obiettivo primario la ricerca di nuovi equilibri e nuove regolarità geometriche, considerate dall'artista come espressione di un'analisi approfondita su questioni inerenti la vita contemporanea e come strumento di sensibilizzazione su temi della tradizione culturale e ambientali. Al centro del piacere stilistico dell'artista-geometra si ritrovano il quadrato in tutte le sue varianti e il cemento e l'acciaio, uniti spesso a materiali naturali, derivanti dal territorio di appartenenza. Convinzione personale dell'artista cuneese è che compito dell'arte, sotto ogni sua forma, sia di stimolare e sensibilizzare la società, al fine di rendere viva e diffusa la pratica artistica, per preservare e tramandare al futuro l'idea del bello e della purezza.



Associazione culturale Interno4  

Via Valerio 1 – 10122 Torino

www.internoquattro.org

cf  97747650014




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Cav. Andrea Pietrarota
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sociologo della comunicazione, giornalista e consulente di comunicazione integrata
direttore responsabile di AlternativaSostenibile e fondatore del CorrieredelWeb.it
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email: apietrarota@gmail.com e direttore@alternativasostenibile.it
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venerdì 19 ottobre 2012

Mario Corrieri in mostra a Milano dall'8 al 20 novembre 2012

Il respiro della natura

Mostra personale di Mario Corrieri

Comunicato stampa


Se c'è una scommessa nella pittura di Mario Corrieri, essa è questa consapevole presa di distanza dal tempo moderno, alla ricerca di un valore non effimero dell'immagine dipinta. C'è un pregio morale in questa riscoperta del paesaggio, in mezzo al crescere del deserto visivo della "civiltà delle immagini".  Duccio Trombadori


L'8 novembre 2012 alle 19,00 all'Enterprise Hotel di Milano inaugura la mostra personale di Mario Corrieri "Il respiro della natura" ed è possibile visitare l'esposizione fino al 20 novembre 2012. Protagonisti i paesaggi di campagna ispirati a spazi reali nel territorio Lombardo, che il pittore ha osservato e filtrato attraverso la propria poetica, attribuendo loro quella luce e quel particolare taglio che contraddistinguono le sue produzioni.
Sono ritratti nei quali, come per i soggetti umani si cerca di indagare l'inconscio, allo stesso modo, in una trasposizione nel paesaggio, il pittore ha voluto far emergere il respiro celato negli elementi della natura.
Chi osserva i paesaggi di campagna di Mario Corrieri capisce che non guarderà più gli ambienti naturali come prima, poichè avrà acquisito una sensibilità nuova.

Biografia
Mario Corrieri nasce a Messina nel 1949. Dopo gli studi superiori al Conservatorio di Milano si dedica per molti anni all'attività musicale. Scopre nella sua giovinezza la passione per la pittura e approda quindi definitivamente alla professione di pittore. Vive e lavora a Milano ma si afferma su tutto il territorio nazionale con la realizzazione di paesaggi di campagna e paesaggi urbani. La campagna ritratta da Mario Corrieri è quella lombarda, sia nell'esplosione di vita primaverile (papaveri, girasoli, distese di lavanda) sia focalizzata nei luoghi dove le risaie, i ruscelli e la vegetazione rigogliosa sono protagonisti. Con il trasferimento in città prendono vita anche i paesaggi urbani, che risentono della passione di Mario Corrieri per la fotografia. Questo ulteriore talento spinge il il pittore a soffermarsi sulle vedute periferiche, sugli scorci illuminati da lampioni o colorati dalla luce crepuscolare della Milano più interessante che Mario Corrieri riporta poi nei suoi quadri. La tecnica di entrambi i paesaggi è olio su tela, così come l'utilizzo di tinte forti e il realismo delle vedute, esaltati in tutta la produzione artistica dell'autore.

Hanno scritto di lui: Duccio Trombadori, Giorgio Seveso, Vittore Castiglioni, Mario Micozzi, Gianfranco Ravasi, Giuliana Scimè.

Ad Arte Sella mostra dedicata al design e...agli spaventapasseri_opening 21 ottobre 2012_ore 14.00


 
Dal 21 ottobre design e natura si incontrano nella mostra Spaventapasseri/Scarecrow. Opening ore 14.00
Un progetto di Enrico Leonardo Fagone
 
Hanno anime delicate di paglia, stoffa, di metallo, plastica o legno. Sono colorati ed eleganti, o frutto di processi di riciclo e recupero, hanno un'aria rassicurante e sognante, o ricordano l'aspetto di vecchi pirati pronti a sferrare l'attacco finale. Sono gli spaventapasseri: questi artefatti, simbolo arcaico della fatica e del lavoro contadino, sono la materia prima di un progetto che dal 2008 ha mobilitato la curiosità e l'ingegno di matite prestigiose come quelle di Aldo Cibic, Francesco Garbelli, Ugo La Pietra, Francesco Mariotti, Marco Porta, Clara Rota, Agatha Ruiz De la Prada, Enrico Baleri, Chris Bangle, Valerio Cometti, Ruggero Giuliani, Elio Fiorucci e Tobia Scarpa.

Grazie alla loro creatività e al lavoro curatoriale di Enrico Leonardo Fagone, l'associazione Arte Sella ha potuto realizzare un piccolo mondo di figure fantastiche ed uniche nel loro genere, che quest'anno si arricchirà di altri quattro preziosi nuovi personaggi.

Il pubblico avrà la possibilità di vederli in anteprima domenica 21 ottobre alle ore 14.00 gli spazi di Malga Costa in occasione della mostra

Spaventapasseri/Scarecrow. Lo spazio espositivo si trasformerà in un luogo in leggero equilibrio fra realtà e immaginazione abitato dalle creazioni dagli artisti e designer Ugo Nespolo (Italia), Perry King e Santiago Miranda (Italia), Maria Mazza (Svizzera), Danilo Premoli (Italia) e Stone Wen (Cina)...

 

IMMAGINI: foto Giacomo Bianchi
 
ificato o falsificato.


"INTERIORA - Mostra ciò che hai dentro" - 30 e 31 Ottobre 2012 - Forte Prenestino, Roma

INTERIORA
Mostra ciò che hai dentro

30 e 31 Ottobre 2012

Forte Prenestino, Roma


In occasione della 3° edizione del Festival "Interiora - Mostra ciò che hai dentro" promosso da IMPULSI onlus il C.A.R.M.A. - Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate è stato invitato a rinnovare il suo sostegno all'iniziativa.
All'interno del Festival, che si terrà il 30 e 31 ottobre presso il suggestivo spazio del Forte Prenestino e vedrà susseguirsi nel corso delle due giornate proiezioni di cortometraggi, performance, concerti, reading letterari, nello Spazio Uno verrà allestita una mostra di arte contemporanea a cura di Veronica D'Auria, coordinatrice del gruppo curatoriale del C.A.R.M.A.
La mostra è il frutto della selezione avvenuta tra le opere che hanno risposto al bando di concorso appositamente pubblicato e dell'invito rivolto ad artisti che nel loro lavoro hanno trattato il "perturbante".
Emergenti al fianco di artisti affermati offrono immaginari suggestivi proponendo un ventaglio di possibilità di interpretare "l'horror" nel tentativo di andare oltre il mero "genere".
Esplorando i possibili sensi insiti nella paura, emozione primordiale, e ciò che dietro a essa si cela, queste opere sviluppano diverse modalità espressive attraverso linguaggi contemporanei.
Cuore della mostra sarà la monografica dedicata al noto videoartista Alessandro Amaducci. L'artista e ricercatore, presso il DAMS di Torino, nei suoi lavori tratta la relazione tra la vita e la morte, l'immagine e il suo decadimento, l'ancestrale e il contemporaneo utilizzando l'audiovisione digitale per creare metafore accattivanti e al tempo stesso inquietanti di come l'uomo si percepisce oggi nel "mondo".
A far da cornice ai video di Amaducci le opere fotografiche, pittoriche, scultoree e video degli otto artisti selezionati.

 

Artisti invitati:
Alessandro Amaducci, Alessandro Bavari, Pasquale De Sensi, Salvatore Insana, Elisabetta Marangon
Artisti selezionati dalle risposte al bando di concorso:
Lisa Boselli, Francesco Portone, Miranda Saccaro, Alessandro Saura, Matteo Venturi



Forte Prenestino - via Federico Delpino
Spazio Uno - dalle ore 18:00

C.A.R.M.A. - Centro d'Arti e Ricerche Multimediali Applicate
Veronica D'Auria 349 2304021 veronica.dauria@gmail.com

giovedì 18 ottobre 2012

Luz Y Hombres - Francesco Di Lernia



Marco Cappello


LUZ Y HOMBRES

Francesco Di Lernia


Inaugurazione martedì 23 ottobre 2012 ore 18.30

dal 24 ottobre al 30 novembre 2012


Immagine

Lo showroom Marco Cappello Vintage & Design è lieto di presentare le opere dell'artista torinese Francesco Di Lernia.

…Francesco Di Lernia è uno dei pochi giovani artisti italiani che ancora concepisce la pittura come magia e il quadro come oggetto da decifrare lentamente, perdendosi nei suoi particolari e nei suoi misteri. Nato a Torino nel 1966, Di Lernia ha intrise le vene della sua pittura di ottimo sangue locale. Torino è molto presente soprattutto nei primi quadri, la stessa, metafisica e grigia,  come la pensava de Chirico.
Di Lernia è innanzitutto uno studioso della pittura, un artista che si interroga sulle tecniche, sul colore, sulle proporzioni, evitando il facile ricorso ad immagini troppo dirette o contingenti. La pittura, per Di Lernia, è storia dello stile: guardare come un artista dipinge, quale metodo ha utilizzato per risolvere un problema. E' un fatto conoscitivo, aumento delle proprie capacità intellettuali attraverso l'acquisizione di una disciplina in accordo con il piacere, la seduzione del gesto. Col tempo le sue motivazioni si sono spostate sulla linea dell'eccentrico, un viaggio nelle culture lontane con la ragione dell'autoanalisi…".

Luca Beatrice "Koan" 2000


",,,A Francesco Di Lernia interessa mettere alla berlina la realtà. Vuole evidenziare l'assurdità, le incongruenze, il lato illogico e paradossale. Ama svelarne le piccole nefandezze quotidiane, tutti quei peccatucci mai gravi e mai mortali che però costellano con regolarità asfissiante il suo cammino. I quadri di Di Lernia sono come le messe in scena teatrali di Eugene Ionesco: fino a un certo punto tutto è logico, coerente, forse anche noioso tanto appare scontato, poi entra in gioco quell'elemento irrazionale e surreale che scombina ogni piano e dimostra l'infondatezza delle regole, dei costumi, della convivenza sociale…".

Maurizio Sciaccaluga, "Home sweet home"  2004
Nei lavori presentati negli spazi dello show room domina il contrasto fra la luce e l'ombra, fra il visibile e l'invisibile, intesi non come realtà separate, ma come due aspetti della medesima realtà che si compenetrano. Per l'artista le spiagge divengono il luogo ideale, le vetrine naturali nelle quali i due aspetti si affacciano e prendono forma. La nudità dei corpi esposti al sole ed alla luna, gli animali che vagano fuori dal loro habitat, e lo spirito verde che di tanto in tanto si affaccia ad osservare, compongono uno scenario ritagliato in un tempo-spazio apparentemente limitato ma in realtà rappresentativo, per l'artista, dell'inquietudine della quale è pervasa la realtà.

"…credo di non dovere svelare niente a parole, perchè il mistero è l'anima dell'opera".

Francesco Di Lernia

Location
Orari di apertura
dal lunedì al sabato ore 16.30 - 19.30
mattino su appuntamento

info@marcocappello.com
www.marcocappello.com

Marco Cappello Vintage and Design
Via Palazzo di Città 21/B
10122 Torino - Italy

Tel. +39 011 4361245
Mob +39 347 4039948




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Redazione del CorrieredelWeb.it


NEOPOP.ART - Spazio San Giorgio Bologna e Willow 27 ottobre-10 novembre 2012

NEOPOP.ART

a cura di Spazio San Giorgio e Willow

 

Sede     Spazio San Giorgio, Bologna

Date    27ottobre – 10 novembre 2012

Inaugurazione              sabato 27 ottobre 2012, ore 18

 

Spazio San Giorgio, in collaborazione con Willow, artista di spicco del NeoPop italiano, presenta NEOPOP.ART, mostra collettiva dedicata ad una delle correnti artistiche più giovani e contemporanee, miscela di culture dalle diverse forme espressive.

Si tratta di un'arte ancora poco conosciuta, forse anche perchè difficilmente riconoscibile.

 

In mostra opere di 19 giovani autori, che ci presentano i loro personaggi e le loro storie, racconti e immagini che riescono a strappare un sorriso, a rendere originali e divertenti aspetti di vita comune e ordinaria. 

Piccoli "drammi" si trasformano così in buffe situazioni, "grigie" realtà in coloratissime ambientazioni esorcizzando ansie e angosce che qui non trovano posto.

Comune denominatore della mostra è infatti un'ironia di fondo, quasi una provocazione nei confronti di una società che aliena l'individuo in una logica di conformismo della moltitudine e perdita di identità. Ironia che si rivolge a tutti gli aspetti del vivere contemporaneo, dal sistema sociale a quello scolastico, dal mondo del lavoro al mondo della moda, dal tema religioso a quello dell'infanzia.

L'utilizzo di colori vivaci e la scelta dei personaggi, spesso umoristici e divertenti, rendono questa "provocazione" accattivante e coinvolgente.

Difficile restare indifferenti davanti alle opere di questi giovani artisti che, con grande capacità comunicativa, ci presentano i propri personaggi come stereotipi dell'individuo di oggi, dando vita e colore ad una visione "fantastica" di una quotidianità dai contenuti spesso amari.

Un'esposizione del tutto particolare, dove ironia e sagacia impongono una visione positiva, dove a prevalere sono colori e simpatia. Come ai tempi della scuola.....e forse questa è la chiave che apre la porta alla comprensione....opere nate dal cuore di artisti capaci di vedere il mondo con gli occhi dei bambini e soprattutto capaci di difenderlo e diffonderlo attraverso un'abile e sapiente lavoro, apparentemente infantile e ricco di sottile saggezza.

 

Artisti in mostra:

Luigi Accogli, Aeble, Art of Sool, Stefano Bergamo, Alberto De Bettin, Luca De March, Alberto Gagliardi, GGT, Fosco Grisendi, Francesco Guerini, Matteo Manera, Giandomenico Paglia, Rossella Ramanzini, Aleandro Roncarà, Giacomo Rossi, Margherita Ruggieri, Scrawlcraze, Alessandro Serafini, Willow.

 

Orari di apertura: Martedì-Venerdì 11.00-13.00 / 17.00-19.00 Sabato 17.00-19.00

Spazio San Giorgio – Via San Giorgio 12/A - Bologna

 

Informazioni al pubblico:      Per informazioni alla stampa:   

Spazio San Giorgio          Marta Menegon

Tel. 349-5509403            marta.menegon@spaziosangiorgio.it

www.spaziosangiorgio.it          cell.347 5810150

info@spaziosangiorgio.it       

Cosenza: Palazzo in festa

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria

 

SOPRINTENDENZA PER I BENI STORICI, ARTISTICI

ED ETNOANTROPOLOGICI DELLA CALABRIA

 

Palazzo in festa

Un palazzo per la città, una città per il palazzo

Cosenza – Palazzo Arnone

Venerdì 19 ottobre 2012 – ore 21.30/24.00

 

Venerdì 19 ottobre 2012, alle ore 21.30, si terrà a Cosenza, Palazzo ArnonePalazzo in festa - Un palazzo per la città, una città per il palazzo, iniziativa indetta dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e dal Lions Club Cosenza Host.

Ricco il programma che prevede una visita alla Galleria Nazionale di Cosenza allietata dalla voce del soprano Lucia Lattari, alla Collezione Banca Carime e alla mostra OPEN SPACE 2 – Incursioni figurative; musica con gli "Amanita Jazz"; "Semplicemente … Tango", mostra fotografica di Maria Carusi e esibizione dei maestri di tango Ciccio Aiello e Pamela Damia.

Nel corso della manifestazione sarà presentata la costituenda associazione "Amici della Galleria Nazionale – Palazzo Arnone" che ha la finalità di promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dello storico palazzo, rilanciare l'utilizzo degli spazi recuperati, fare "rete" con personalità del mondo della cultura, del lavoro e dell'associazionismo, con le istituzioni locali e museali della Regione, promuovendo iniziative di carattere culturale, mostre, conferenze, incontri, visite guidate, attività didattiche di conoscenza e di aggiornamento.  

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Palazzo in festa

Un palazzo per la città, una città per il palazzo

Cosenza – Palazzo Arnone

Venerdì 19 ottobre 2012 – ore 21.30/24.00

 

Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria

Soprintendente: Fabio De Chirico

Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta 

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

VIA GIAN VINCENZO GRAVINA (PALAZZO ARNONE) – 87100 COSENZA (CS) - TEL. 0984795639/5556 - FAX 098471246

www.articalabria.it -  sbsae-cal@beniculturali.it – facebook – Soprintendenza Bsae Della Calabria

mercoledì 17 ottobre 2012

Silvia Giambrone @ galleria doppelgaenger






DOPPELGAENGER 

Silvia Giambrone

L'impero libero degli schiavi

18 ottobre – 9 dicembre 2012 , Bari, via Verrone 8 – Inaugurazione ore 18.30

Dal 18 ottobre 2012 la galleria d'arte contemporanea Doppelgaenger di Bari presenta gli ultimi lavori di Silvia Giambrone, siciliana, classe 1981, in una mostra personale dal titolo L'impero libero degli schiavi.

Il suo approdo nella galleria Doppelgaenger è segnato da un lavoro sul ricamo, tecnica con la quale l'artista si confronta analizzando diverse percezioni sia storiche che sociologiche. Quella che appare come una delle pratiche più conosciute del made in Italy è il punto di partenza per rielaborare il senso di pratiche coercitive. L'artista guarda alla storia del colletto ricamato e di come abbia assunto, nel corso del tempo, poliedrici significati legati alle idee di pulizia e di innocenza. Il colletto, di moda tra gli adolescenti, era utilizzato dai sacerdoti per i quali il collo orlato indicava tradizionalmente l'impegno a preservare la castità. L'ambiguità del limite tra violenza subita e consenso - entrambi aspetti che riguardano tanto chi produceva i colletti ricamati quanto chi li indossava - assieme al contrasto stridente tra la delicatezza dell'oggetto prodotto e l'universo tradizionalista ad esso legato, costituiscono il fulcro della sperimentazione di Silvia Giambrone. Le fattezze degli antichi colletti ricamati associate a materiali di difficile lavorazione, come ferro e zinco, sono espressione dell'identità del lavoro dell'artista.  La mostra includerà la proiezione della performance tenutasi a luglio 2012 presso il Museo MACRO di Roma, punto di partenza di questa nuova serie di opere, offrendo allo spettatore un lavoro complesso e di grande attrattiva estetica. Il 19 ottobre alle ore 18 presso la galleria Doppelgaenger l'artista sarà ospite di Umano/Naturale, primo appuntamento di un percorso laboratoriale dal titolo Patria_Comunità Off Limit, che Reggimento Carri/ Teatro e Doppelgaenger inaugurano in dialogo tra Roberto Corradino e Silvia Giambrone. Tema principale del progetto è l'interazione tra le arti performative, il teatro e l'arte visiva.

 

Silvia Giambrone

Agrigento, 1981,  vive e lavora a Roma. 

Dal 2006 lavora con video, installazione, scultura, suono. La sua ricerca è incentrata prevalentemente sulla soggettività e sulla relazione tra corpo, linguaggio e potere. Laureata presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, è tra i fondatori di 26cc artist space di Roma. Nel 2008 viene invitata ad "Eurasia. Dissolvenze geografiche dell'arte" al MART di Rovereto dove realizza un'opera site.specific. Nel 2009 con il video "Eredità" viene selezionata da diversi e prestigiosi festival di video arte in tutta Europa tra i quali figurano il Festival Miden di Kalamata e il Cross Talk Video Art Festival di Budapest. Nello stesso anno viene selezionata dalla Fondazione Ratti per il Corso Superiore di arti visive tenuto dal visiting professor Walid Raad. Vince il Premio Epson nel 2009 con il video "Translation". Ancora nel 2009 partecipa al progetto "Pandora's Boxes" al Museo Centro de Cultura Contemporanea de Barcelona. Viene invitata a numerose residenze e nel 2010 viene selezionata dalla Biennale dei giovani artisti di Mosca. Nel 2011 ottiene una nuova residenza alla Fondazione Spazio13 di Varsavia e realizza una doppia personale con Liliana Moro alla Galleria Paolo Maria Deanesi di Rovereto. Nello stesso anno è invitata dall'NCCA di Mosca al V International art Symposym "Alanica2011" di Vladikavkaz. Nel 2012 viene invitata alla mostra Flyers, Oncena Bienal de la Habana.

 

Orari di apertura LUN – VEN  17.00 – 20.00  Tutti i giorni, su appuntamento. Tel. +39 3928203006 begin_of_the_skype_highlighting            +39 3928203006      end_of_the_skype_highlighting




martedì 16 ottobre 2012

“Incontrarsi per dirsi noi” / Terzo atto



"Incontrarsi per dirsi noi" / Terzo atto


PRESENTAZIONE DELL'OPERA 

"Sinergie di fragmenta 100+1"


ALL'ARTEFIERA DI PADOVA


 9-12 novembre 2012 




Un'opera abruzzese unica al Cats-Contemporary Art Talent Show dell'Artefiera di Padova. Si tratta di Sinergie di fragmenta 100+1, lavoro realizzato durante l'happening pittorico diretto dall'artista Anna Seccia, il 6 ottobre 2012, negli spazi del Museo Michetti, a Francavilla al Mare. Un'iniziativa con il patrocinio dall'Assessorato alla cultura del Comune, sviluppatasi durante l'ottava Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione Musei d'Arte Contemporanea Italiani).


La Queen Art Studio di Padova, venerdì 9 novembre 2012 alle ore 18,00 presenterà l'opera collaborativa all'interno della Sala conferenze del Padiglione 3 dell'Artefiera di Padova. L'evento sarà presenziato da Anna Seccia, che illustrerà il procedimento di realizzazione attraverso un video-documentario. L'opera sarà presente dal 9 al 12 novembre in Artefierapadova, Pad 1 Stand 106 della Queen Art Studio.


Nel corso dell'esperimento pittorico, il pubblico è stato invitato a partecipare ad una creazione senza pianificazione, seguendo la propria spontaneità, abbandonando riferimenti a modelli da seguire. É stato un modo per vivere, attraverso il gioco, i propri talenti, ignorando per un attimo il risultato finale e valorizzando la gioia del proprio sentire, lasciandosi ispirare dalla sonorità musicale e dall'energia che essa emana.


Sinergie di fragmenta 100+1 (mt. 2 x 2, acrilico su tavola) è composto da 100 moduli di cm 20 x 20 cadauno. Questi moduli, artisticamente autonomi pur facenti parte dell'opera, sono pubblicati e certificati, secondo il progetto dell'artista saranno venduti separatamente a collezionisti e non ad un prezzo simbolico. La pittrice, infatti, intende creare una vera e propria "rete" di fruitori, dando la possibilità a cento persone di condividere l'opera ed entrare quindi a far parte di questo progetto artistico insolito, unico al mondo. L'acquisto sarà possibile oltre che in Artefierapadova presso lo Stand 106 Pad 1 della Queen Art Studio,anche online scrivendo alla e-mail: info@artekaleidos.it mobile: 3387518834


Il ricavato della vendita dei cento moduli, che compongono Sinergie di fragmenta 100+1, andrà a finanziare microprogetti di creatività nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna.


Massimo Pasqualone, che ha anche curato l'evento, spiega così il procedimento di creazione di un'opera collettiva: "E' un cammino legato alla pratica relazionale, a partire da una concezione dell'arte come "attivatore di processi", in costante dialogo tra materia e spirito. Questo concetto si può tradurre con la metafora del colore, in un linguaggio di incontro e di condivisione di esperienze sullo spazio pittorico della tela. Su di essa, infatti, si genera un interscambio, in modo che l'opera, piattaforma aperta, non veda più un solo performer, ma una collettività di performer" .


A cui si aggiunge Toti Carpentieri che ha curato la partecipazione dell'artista alla 54°  Biennale di Venezia Pad Italia/Abruzzo, "alla tangibilità di "Sinergie di fragmenta 100+1" ovvero alla costruzione di un'opera al tempo medesimo singolare e plurale, alla rivendicazione di un nuovo significato di proprietà intesa come rete e quindi, ancora una volta, come realtà relazionale. Quella stessa, alla fine, che, pur se con modalità affini ma mai eguali, ci aveva accompagnato a partire dall'operazione sgarbiana del diffuso Padiglione Italia della 54° Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia per poi passare attraverso "L'uovo della creatività collettiva" tra Roma, Gardone Riviera e ancora una volta Pescara, e completarsi (!) nella patavina Piazza del Santo sotto il bronzeo e donatelliano sguardo di Erasmo da Narni".



Anna Seccia è nata a Ortona e vive attualmente a Pescara. Nel 1994 ha creato un progetto di arte sociale denominato "La stanza del colore", legato alla pratica relazionale che parte da una concezione dell'arte come attivazione di processi, che ha caratterizzato tutto il suo modo più recente di fare arte. Ha svolto un'intensa attività espositiva fin dagli anni '60 e la sua pittura è stata menzionata nel secondo tomo di "Generazione anni Quaranta", ( il sesto volume di "Storia dell'Arte Italiana del '900" di Giorgio Di Genova). Recentemente le sue opere sono state ospitate alla 54° Biennale di Venezia, nel padiglione dedicato all'Abruzzo, curato da Vittorio Sgarbi.





Titolo: Incontrarsi per dirsi noi /Terzo atto

Artista: Anna Seccia                 http://www.annaseccia.it/   

Luogo: Padova Fiere/Cats-Contemporary Art Talent Show 

Indirizzo: via A. Costa 19

Queen Art Studio:  Pad 1 Stand 106 di Arte fiera Padova

Periodo: 9-12 novembre 2012

Conferenza:9 novembre ore 18,00 Pad 3

Orario: da venerdì 9 a domenica 11, ore10.00-20.00 lunedi 12 ore 10.00-13.00

Uff. stampa: Kaleidos: info@artekaleidos.it   3387518834








Adalberto Abbate L'altro e il medesimo Bad New Business Gallery Milano



Bad New Business Gallery Milano ________________________




Adalberto Abbate


l'altro e il medesimo

a cura di Francesco Pantaleone e Agata Polizzi

con un testo di Agata Polizzi





Opening 

Mercoledì  31 Ottobre 2012   -  h 18.00

Wednesday October 31st 2012 – h 6.00pm



Bad New Business Gallery

via Marco Formentini 4/6 

20121 Milano


Ottobre 2012/Gennaio 2013

October 2012/January 2013




Odore acre, come quando piove su qualcosa che sta bruciando. Odore di stanze chiuse e di polvere. Lamento stridulo che si fa largo, oscuro e lontano, come rumore metallico, storpio, persistente. 

Se fosse possibile per le immagini riprodurre suoni e odori, coinvolgendo altri sensi oltre alla vista, allora senza dubbio credo che le opere di Adalberto Abbate sarebbero colme di queste sensazioni. Perché sono state prodotte da intenso dolore e sfiducia verso l'uomo, sono macerie dense nella mente troppo pensanti che non è più possibile tacerle. 

Il senso di angoscia e disappunto le nutre e fa crescere dentro un'incessante ribellione, una frattura tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. 

S'insinua a ogni sguardo una rabbia, intima e lenta, che si manifesta nell'aggressione all'immagine.

Una rabbia che è contestazione del presente, stanchezza di assistere ogni giorno, dappertutto, allo sfacelo, alla corruzione, è impotenza sorda, e a volte vile, dell'individuo in balia della mostruosità. Al contempo corrotto e corruttore. A volte persino inconsapevolmente complice. 


L'altro e il medesimo racconta il disagio e la paura attraverso immagini divorate e distrutte. Un autoritratto della società in cui la distruzione coincide con quello che sembra essere "disprezzo sociale". 

Questo gesto significa per Abbate smascherare il mostro, chiarire a sé e agli altri che ci troviamo immersi fino al collo in una realtà esasperata e marcia, in cui non ci sono redentori, in cui non ci sono valori. In cui sembra che tutto sia irrimediabilmente perso. 

In un posto così può vivere solo un'umanità aliena, insensibile, insensata, incapace di riconoscere se stessa e di cogliere l'essenza del vivere comune. Priva di una morale.


Adalberto Abbate, che è un provocatore, in questo lavoro non compie un atto empio nei confronti dell'altro, sebbene la sua visione delle cose sia apocalittica e senza possibilità di redenzione. 

Crea al contrario un sacrario, dove mostrare i dubbi che lo stordiscono. 

Dubbi come eco di paure raccolte dal confronto con gli altri. 

Attraverso la sua voce dà voce al coro lamentoso e incessante di quanti cercano di aggrapparsi per sfuggire alla deriva, cercano di non essere travolti dal fango che soffoca e uccide ogni slancio e ogni fiducia. 

Nell'aria si avverte una minaccia, la sua ricerca vive un'istintiva ribellione.


La distruzione diventa così per Abbate un esercizio necessario, perché annienta il mostro, impedisce alla vista di trovarsi al cospetto di ciò che mai si vorrebbe vedere. La rabbia continua confluisce in una voglia irrisolta di capire cosa sta accadendo attorno a lui. 

Fino a che punto siamo disposti ad arrivare prima di soccombere.


Adalberto è un Edipo contemporaneo, che si strappa gli occhi per non vedere l'orrore, che cerca una verità alternativa, se c'è. Una strada buona e stabile. Sicura. 

È un uomo sfigurato da un pessimismo indotto ma oramai calcificato che affiora continuamente, partorendo ombre del passato, ripercorrendo fatti oscuri della nostra storia, creando oggetti ambiguamente destrutturati, individui resi irriconoscibili, simboli rivisitati con dissacrante lucidità. 

Abita suo malgrado un mondo capovolto, che però è reale. Quello che può sembrarci un incubo, per Abbate è invece la normalità, la quotidianità che avvelena l'individuo.


La sua visione della realtà è corrosiva, imminente è il suo dissenso. Inevitabile. 

Build. Destroy. Rebuild, Rivolta, Catholicism addiction disorder, Errata Corrige, Processo educativo evolutivo, sono questi i nomi con cui Abbate cataloga nel tempo le sue opere, e mentre lo fa si chiede: ma dove è finito tutto ciò che ho amato? 

Forse nella purezza dell'arte. Nella bellezza disperata che nasconde la follia. Ingenuamente tutti noi vorremmo che la "purezza dell'arte" affermasse, ora e ancora, il suo ruolo riformatore, finché anch'essa abbia ancora un senso, e non venga sfaldata in mille rivoli, a volte sterili e pieni di vuoto. 


L'altro e il medesimo è allora un'azione frontale, uno sfogo. Non dà risposte, anzi suscita delle domande. 

È una riflessione perentoria, trasversale a qualunque ideologia, che stempera la tensione con un'ironia amarissima giocata sull'ambiguità e sulla complessità del linguaggio dell'arte contemporanea. Nella speranza che abbia la capacità non solo di stupire, ma piuttosto di amplificare e sviscerare i sentimenti, abituando alla trasformazione, offrendo un nuovo punto di partenza. Anche quando tutto sembra andare verso una direzione sbagliata.


Adalberto Abbate ripensa a Michel Foucault, all'idea che la morale sia una pratica della creatività, sia la capacità di occupare il giusto posto tra forze dinamiche e avverse del vivere per modificare la propria esistenza, ricreando il nuovo. Qui l'arte non è solo strumento effimero ma salvifico per gli individui. Arte più vera del vero. L'unico codice che alla fine è davvero condivisibile e universale.


Credo che in fondo all'atteggiamento visionario e pessimista di Abbate sia ben saldo il senso del giusto, del bene.  

Subisce sì la deriva sociale che è in atto, ma si oppone. Si sente inequivocabilmente un "fastidio epidermico". La sua durezza disarma.

Dice lui di combattere una "battaglia persa".  Io invece penso che si sbagli.  E credo anche lui.  Soprattutto quando, stremato, mi confessa di volere ancora "difendere l'idea di giusto che ancora un po', forse, riusciamo ad avvertire".




info evento


artista: Adalberto Abbate

titolo: l'altro e il medesimo

a cura di: Francesco Pantaleone e Agata Polizzi

con un testo di:  Agata Polizzi

luogo: Bad New Business Gallery  via M. Formentini 4/6 20121 Milano

Opening: Mercoledì 31 Ottobre 2012 dalle 18:00

durata: dal 31 Ottobre 2012 al 6 Gennaio 2013

orari: dal lun al ven dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

conferenza stampa: No

catalogo: No

produzione: Francesco Pantaleone arte Contemporanea

ufficio stampa: New Business Milano




Bad New Business Gallery

via Marco Formentini 4/6 

20121 Milano

Tel +39 393 4356108

Tel +39 02 89011962

http://www.fpac.it/

Info@fpac.it

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