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venerdì 30 aprile 2010

Venezia. VOGLIADARTE: “SERENISSIMA”



VOGLIADARTE.IT PRESENTA "SERENISSIMA"

Visioni inconsuete di Wilmer Herrison a Venezia
 
Si inaugurerà il 01 maggio 2010 alle ore 18.00 presso lo Spazio Eventi Mondadori di Venezia, "Serenissima", la personale Wilmer Herrison organizzata da Vogliadarte.it in collaborazione con Galleria d'arte ADmore.it e Spazio Eventi Mondadori.
Protagonista sarà il colore, gestito con maestria dall'artista venezuelano per creare singolari effetti prospettici illusori.
Il percorso artistico e culturale del pittore verrà introdotto dalla curatrice della mostra Raffaella Zanus.  Sarà presente lo stesso autore che incontrerà collezionisti, cultori e semplici curiosi per suggerire loro nuove forme di lettura delle sue creazioni.
 
L'esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 27 maggio 2010, costituisce un omaggio e una testimonianza d'amore verso la città di Venezia, particolarmente cara a Wilmer Herrison. "Serenissima" può infatti essere definita come l'incontro tra due mondi: quello venezuelano caratterizzato da colori accesi e quello della laguna veneziana dai toni più cupi e malinconici capaci comunque di rievocare nell'artista la serenità della sua terra natale. La laguna viene in questo contesto interpretata in modo astratto offrendo visioni inconsuete, aperte alla soggettiva interpretazione dell'osservatore.
 
Mai frutto di un atto istintivo, ogni opera di Wilmer Herrison viene ideata e progettata in base a un attento studio e controllo del colore utilizzato in abbondanza e con destrezza.
"Si tratta di una tecnica illusoria" spiega "fondata sul tratto e sul colore che produce false apparenze". Non soltanto pennelli quindi, ma anche coltelli e spatole vengono utilizzati con delicata leggerezza per produrre effetti cromatici sempre diversi.
 
Wilmer Herrison nasce a Maracaibo, città del Venezuela. Segue un percorso di formazione atipico che lo porta a sperimentare diverse forme d'arte per approdare poi definitivamente alla pittura.
Giovanissimo si trasferisce in Francia inizialmente a Marsiglia poi a Parigi dove apre un proprio Atelier, luogo di realizzazione delle sue tele migliori. Le opere dell'autore sono state raccolte all'interno del sito www.wilmerherrison.com che si propone anche come occasione di incontro e di scambio tra artisti. "Penso che l'espressione artistica debba essere libera e condivisa" afferma "mi demoralizza scoprire tanti artisti che non hanno la possibilità di far conoscere il loro lavoro, la loro opera".
Porte aperte quindi a chiunque voglia entrare in contatto con una dimensione nuova e ricca di stimoli.


Da: Ufficio Stampa AD3 <sara.tarantola@email.it>

Notte dei musei. Codex purpureus rossanensis

PRESENTAZIONE

  La notte dei musei fra suoni e visioni

Codex purpureus rossanensis: conservazione, tutela e restauro e nuovo allestimento museale

Cosenza- Palazzo Arnone

Lunedì  3 maggio 2010 - ore 11.30 

Lunedì  3 maggio prossimo, alle ore 11.30, a Cosenza, Palazzo Arnone,  saranno presentate due iniziative: La notte dei musei fra suoni e visioni e Codex purpureus rossanensis: conservazione, tutela e restauro e nuovo allestimento museale.

Per la Notte dei Musei di sabato 15 maggio, la Galleria Nazionale di Cosenza rinnova l'appuntamento con una nuova ammaliante edizione di Suoni e Visioni.

Sulle note del Conservatorio di Musica "Stanislao Giacomantonio" di Cosenza, sarà possibile visitare, dalle 20,00 alle 2,00 di notte, i magnifici spazi espositivi di Palazzo Arnone, ammirare la ricca collezione permanente, immergersi in una stimolante rassegna di giovani artisti con opere che spazieranno dalla fotografia alla video-arte, dal disegno alla poesia.

E non solo. Quest'anno Suoni e Visioni contagerà l'intera città di Cosenza: un'esplosione di arte e musica con cui le Istituzioni culturali cittadine, le Gallerie d'arte, le Associazioni e gli Artisti di strada accenderanno una lunghissima, insonne serata.

Sarà  data, inoltre, comunicazione sul  
progetto di finanziamento ministeriale per il Codex purpureus rossanensis, straordinario manufatto custodito  
a Rossano Calabro

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Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria

Soprintendente: Fabio De Chirico 

PRESENTAZIONE

La notte dei musei fra suoni e visioni

Codex purpureus rossanensis: conservazione, tutela e restauro e nuovo allestimento museale

Cosenza- Palazzo Arnone

Lunedì  3 maggio 2010 - ore 11.30 

Ufficio stampa: Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria

Silvio Rubens Vivone  - Patrizia Carravetta

Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246

E-mail: sbasae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

mercoledì 28 aprile 2010

Emozioni tra cielo e mare



Emozioni tra cielo e mare

Esposizione d'Arte Contemporanea
dal 1 al 30 maggio 2010


Vernissage 1.05.2010 ore 18,00


Il primo maggio inaugura "Emozioni tra cielo e mare",  rassegna di arte contemporanea dedicata ad artisti italiani e stranieri che offre una libera panoramica sul tema del mare e sui miti correlati all'immaginario collettivo marino. Notevole risalto è conferito agli aspetti empatico-emozionali della creatività.

Per l'occasione espongono gli artisti:

Donatella Bertino, G. Angelo Billia, Bruno Billia, Diana Cepleanu, Mirko Cervini, Regina Di Attanasio, Enrico Duratorre, Mario Liberace, Antonella Magliozzi, Anna Laura Millacci, Maria Enrica Nardi, Barbara Romano, Rovirò e Vazart.
Sarà presente il critico e storico dell'arte Sabrina Falzone e i direttori dei principali musei del Lazio Meridionale.


Spazio espositivo Il Gazebo
Via Flacca km 20,600
04024 Gaeta (LT)
Chiuso martedì

sabrinafalzone.info ufficio stampa <ufficiostampa@sabrinafalzone.info>

MOSTRA Affiliati Peducci-Savini "Il marmo vuole lavorato" dal 21 maggio al 25 giugno 2010

Titolo mostra :  "Il marmo vuole lavorato"  

Artisti: Affiliati Peducci / Savini

Periodo espositivo:   21 maggio - 25 giugno 2010

Inaugurazione: giovedì 20 maggio 2010, ore 19.00

Luogo:   Milano, Galleria Rubin, via Bonvesin de la Riva 5

Orario di apertura: martedì - sabato 14.30 - 19.30 e su appuntamento

Ingresso: libero

Per informazioni:  tel. 0236561080     email: inforubin@galleriarubin.com

Sono disponibili immagini in alta e bassa definizione

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Galleria Rubin presenta la prima personale degli scultori Affiliati Peducci / Savini, dietro questo pseudonimo si cela una coppia, di virtuosi del marmo. Due giovani artisti dalla solida formazione che ripropongono le sculture della tradizione italiana attraverso uno sguardo spregiudicato e arguto. In ogni loro opera c'è l'appropriazione di un pezzo della storia rinascimentale italiana o della tradizione classica, come il Laocoonte. Ogni creazione è caratterizzata dalla scelta di essere riprodotta con  una texture insolita: il marmo diventa così leggero polistirolo, plastica nera, carbone bruciato e morbida gomma. Una illusione tattile e visiva che oltre a spiazzare è segnata da un caustico sberleffo che non si ferma alla sola citazione. In mostra sculture di varie dimensioni come i piedi di personaggi mitici sgonfi e molli, ripiegati su se stessi, fino alla testa di un David di Michelangelo o di un Ercole Farnese che diventa di candido polistirolo.

 

Il duo Affiliati Peducci / Savini è composto da Matteo Peducci, nato a Castiglione del Lago, (Pg) nel 1980 e da Mattia Savini (nato a Siena nel 1982). Vivono e lavorano a Carrara.

 

 

Mostre personali (selezione)

2010 "Il marmo vuole lavorato", Galleria Rubin, Milano

2010 "Plastic Medici", a cura di L. Atie, VV8artecontemporanea, Reggio Emilia

2007-08 realizzazione di due opere monumentali in onore del re di Thailandia Rama IX (THA)

2004 "Mutazioni batteriche", a cura di G. Pasi, Aloe & Wolf Gallery, Siena

2004 "Acqua Borra", a cura di G. Pasi, Castelnuovo Berardenga, Si

2004 Convinum, Perugia

 

 

Mostre collettive (selezione) 

2010 Arte Fiera Art First, Bologna, Galleria Il Segno

2009 Art Verona, Verona, Galleria Rubin

2009 Scope Basel Art Show, Basilea, Galleria Rubin (CH)

2009 "Rolli Days - Rolli Contemporanei", Palazzo Francesco Grimaldi, Galleria Nazionale Palazzo Spinola, Genova

2009 MiArt, Milano, Galleria Rubin

2008 Scope New York, New York, Galleria Rubin (USA)

2008 Scope Miami, Miami, Galleria Rubin (USA)

2008 Kunst Zürich, Zurigo, Galleria Rubin (CH)

2008 "Small forms, great attitudes", a cura di M. Tonelli, Galleria Rubin, Milano

2008 Summer Group Show, Galleria Rubin, Milano

2008 KunstArt, Bolzano, Galleria Rubin

2008 "Nient'altro che Scultura / Nothing but sculpture", XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, Carrara

2007 Mulhouse 07, Parc des expositions, Mulhouse (F)

2007 Studio S, Roma

2007 "Senza titolo", a cura di L. Giusti, ELExpo, Prato

2007 "Private Flat #3", Private Flat, Firenze

2006 "Marmo d'arte a Firenze", Parco d'arte Pazzagli, Firenze

2006 XI Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, Carrara

2006 XXIV Biennale di Scultura di Gubbio, Palazzo Ducale, Gubbio, Pg

2006 "Art in project", ESC group, Perugia

2005 Scuderie Aldobrandini, Frascati, Roma

2003 "Infieri", Biennale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara

2002 Collettiva dell'accademia Microcosmo Macrocosmo, Museo dei Bozzetti, Pietrasanta, Lu

2001 "Premio Bancarella", Pontremoli, Ms

2001 Esposizione annuale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara

 

Matteo Peducci, formazione

2007 diploma in Scultura all'Accademia di Belle Arti di Carrara

2001 diploma in studi classici all'istituto Annibale Mariotti di Perugia

 

Mattia Savini, formazione

2007 laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara

2000 diploma presso l'istituto d'Arte di Siena

 

  

 

Galleria Rubin  via Bonvesin de La Riva 5  20129 Milano tel. 02 36561080  fax. 02 36561075

inforubin@galleriarubin.com 


Fondazione Plart 30 anni di Memphis




Fondazione Plart presenta:

 

30 anni di Memphis

 

a cura di: Alberta Saladino

grafica: Nathalie Du Pasquier

 

inaugurazione  giovedì 6 maggio '10 h. 18,00

 

con la presenza di George Sowden e Nathalie Du Pasquier

 

 

Dal 6 maggio al 29 maggio 2010, la Fondazione Plart presenta "30 anni di Memphis" , un'ampia rassegna della produzione dello storico gruppo di creativi nato da un'intuizione di Ettore Sottsass.  Curata da Alberta Saladino in esclusiva per gli spazi della Fondazione, la mostra testimonia il valore di radicale innovazione formale e concettuale introdotto nel mondo del design internazionale da Memphis, gruppo nato nel 1980 a casa di Sottsass ascoltando una canzone di Bob Dylan "Stuck inside of Mobile with Memphis blues again". Elementi d'arredo come la libreria Carlton, autentica icona del design, vetri e ceramiche compongono uno stravagante e multicolore viaggio nella rivoluzionaria storia del gruppo. La produzione di Memphis è pensata come un universo scoordinato a destinazione libera seguendo con meraviglia e ironia la convinzione di voler cambiare gli scenari abitativi. "Uno crede di disegnare un oggetto e invece finisce per condizionare nell' uomo rapporti molto piu' larghi e penetranti con tutto l' atto del lavorare". Ettore Sottsass

Dai protagonisti di questa straordinaria storia, il design è vissuto come disciplina progettuale radicale che si sviluppa sotto forma di laboratorio sperimentale di portata internazionale, una specie di territorio operativo dove si prendono decisioni che paiono del tutto italiane, ma che toccano la teoria e le grandi questioni del sistema industriale e culturale. Le opere di Aldo Cibic, Nathalie Du Pasquier, George Sowden, Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Michele De Lucchi, Matteo Thun ci restituiscono un incredibile mosaico di funzioni e forme dall'intatto e limpido valore creativo e progettuale.

 

La realizzazione della mostra è stata possibile grazie al contributo di Esprit Nouveau, Alberto Bianchi Albrici, Memphis, Nathalie Du Pasquier, George Sowden

 

 

Dal 7 al 29 maggio '10

 

Fondazione Plart – via Martucci, 48 – Napoli

 

T. +39 08119565703

F. +39 08119565726

W. www.plart.it

E. info@plart.it

 

Aperto dal martedì al sabato

h. 10/13 – 15/19

sab. 10/13

 

Comunicazione:

Marco Petroni

petronimarco@gmail.com

 

Galleria GARD esposizione Africa - in favore di EMERGENCY e di AMREF

Guardando L'Africa - Interpretazioni artistiche 

ARTISTI : Eleonora Lorenzini  - Laura Perreca - Clara Ferreri - Stefania Digioia - Sonia Mazzoli - Marisa Muzi - Rossana Bartolozzi - Gloria Baldazzi - Angela Esposito 

 DOVE :GARD Galleria Arte Roma Design

                Via Dei Conciatori 3/i (giardino interno)  - Roma (Metro Piramide) 

SERATA INAUGURALE : Mercoledì  28 Aprile ore 19,00 a sostegno di EMERGENCY 

SERATA CONCLUSIVA : Venerdì 7 Maggio ore 19,00 a sostegno di AMREF

DURATA : Dal 28 Aprile al 7 Maggio 2010 

ORARI:  dalle 16.00 alle 19.00 -  dal lunedì - al venerdì ( in altri giorni e orari su appuntamento) 

INGRESSO: Sottoscrizione libera

                  

A CURA DI: Sonia Mazzoli  

ESPOSIZIONE IN FAVORE DI: EMERGENCY - AMREF 

Infotel:  06.5759475 - 340.3884778 

Infomail: - soniagard@gmail.com 
 

La GARD, Galleria Arte Design Roma,  nasce nel 1995 come attività di promozione e diffusione di opere di arte e design di artisti e designer emergenti.

Nel tempo le sono stati riconosciuti contenuti di particolare creatività e fantasia sia dalle Istituzioni Pubbliche sia dai media che hanno seguito sempre con grande interesse l'evoluzione della Galleria che oggi è diventata un importante punto nevralgico per gli artisti emergenti, diventando un punto di raccordo e sperimentazione. Negli anni, numerosi personaggi già consacrati del mondo della pittura, della poesia, del teatro e del cinema, si sono avvicinati alla Galleria collaborando con il suo staff in numerose iniziative.

Dal 1997, la Galleria sceglie come ubicazione uno spazio di 600 mq. tra il Gazometro e la Piramide Cestia, ex zona industriale del vecchio porto fluviale di Roma. 

L'originalità di questa Galleria riguarda anche la qualità dei propri spazi espositivi dislocati su due piani, uno in open space con grandi vetrate e il secondo, differente rispetto al primo, dall'atmosfera newyorchese di Soho e Chelsea.

Oggi GARD è uno spazio multifunzionale che si presta periodicamente per esposizioni ed eventi di arte, design e cultura, affiancando attività di promozione e divulgazione a laboratori creativi dedicati alla manualità, dedicando una specifica attenzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi artistici e  all'utilizzo di materiali di recupero e riciclo per un eco-design ed un'eco-arte che rispetti l'ambiente-mondo e l'ambiente-uomo. 

GARD, Galleria Arte Design Roma, mercoledì 28 aprile inaugura l'esposizione "Guardando l'AFRICA - Interpretazioni artistiche".

La seconda, di una lunga serie di eventi che la Galleria  ha intenzione di Organizzare, per sostenere progetti solidali.

Questa volta l'attenzione si rivolge all'Africa continente vastissimo con notevoli problematiche.

Tutti gli artisti selezionati rappresentano con il proprio linguaggio artistico questo splendido e fragile luogo e sostengono con l'evento l'operato di due, tra le più inmoprtanti realtà che lavorano da anni sul campo:  EMERGENCY  E AMREF. 

- Parte del ricavato della serata di apertura Mercoledì 28 Aprile ( sottoscrizioni d'ingresso e 20% su tutto il venduto), verrà donato a sostegno di: EMERGENCY: è un'associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. Nei conflitti contemporanei il 90% delle vittime sono civili. 
Ogni anno la guerra distrugge la vita di milioni di persone nel mondo. Emergency promuove una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani. L'impegno umanitario di Emergency è possibile grazie al contribuito di migliaia di volontari e di sostenitori.
 

- Parte del ricavato della serata di chiusura venerdì 7 Maggio ( sottoscrizioni d'ingresso e 20% su tutto il venduto),  verrà donato a sostegno di :

AMREF è la principale organizzazione sanitaria africana senza fini di lucro. Dalla sua fondazione, nel 1957 a Nairobi,  promuove e gestisce ogni anno centinaia di progetti di sviluppo sanitario in 14 paesi dell'Africa orientale: dal Kenya all'Uganda, dal Sudan al Sudafrica. L'unicità di AMREF risiede nel suo essere un'organizzazione pienamente "africana", che si impegna cioè per uno sviluppo autonomo del continente: il 95% del personale impiegato Ë africano, quasi tutti i progetti fanno capo ad esperti locali, medici, ingegneri idrici, assistenti sociali in gran parte provenienti dalle stesse comunità disagiate che oggi si impegnano a sostenere. L'obiettivo di AMREF è  aiutare lo sviluppo sanitario e sociale delle popolazioni più povere attraverso la partecipazione attiva delle comunità locali.

Il coinvolgimento delle comunità promosso dagli esperti locali, la costituzione tra la popolazione di comitati che autonomamente promuovano la gestione dell'acqua, la prevenzione delle principali malattie, la formazione socio-sanitaria, la gestione delle risorse, è la strategia di AMREF. Il nostro impegno mira sempre a lasciare benefici permanenti. Ogni problema sanitario in Africa è espressione di un degrado economico, sociale e ambientale: dalla lotta all'epidemia di Hiv/Aids, che AMREF combatte dai primi anni'80, allo sforzo di portare fonti d'acqua a tante popolazioni rurali e urbane ormai " a secco", dalla difesa di civiltà nomadi a rischio di estinzione all'impegno con i ragazzi di strada delle grandi baraccopoli, il messaggio di AMREF è che salute per l'Africa significa sviluppo in piena autonomia. "Aiutare l'Africa a non aver più bisogno di aiuto" è il metodo di lavoro dell'organizzazione. 

Gli artisti partecipanti Sono: 

Eleonora Lorenzini: Nasce a Roma il 06 giugno 1978. Conseguito il diploma superiore in Ragioneria, decide di frequentare per pura curiosità, un corso base di fotografia. Proprio tale corso la farà entrare in un mondo che presto diventerà il suo stile di vita. Quasi per gioco inizia a collaborare con delle Associazioni culturali che le permetteranno di pubblicare le sue prime foto su cataloghi, libri di poesie, ma soprattutto le consentiranno di affacciarsi in alcune Gallerie d'Arte presso le quali, nel 2002, presenterà i suo primi scatti in  mostre collettive.

Nel contempo decide di frequentare l' Istituto Superiore di Cinematografia e Televisione di Roma che, durante l'arco dei 5 anni scolastici, le permetterà di crescere sia dal punto di vista umano che professionale. Sarà infatti proprio in questo contesto che l'artista stringerà importanti amicizie con alcuni professori da lei definiti MAESTRI d'ARTE e di VITA.  L'artista rivolge la sua maggiore attenzione a tutto ciò che riguarda problemi sociali ed ambientali. Per questo che gli elementi ricorrenti nei suoi scatti sono materiali di scarto quali: plastiche  ferro corde e quant' altro abbia subito una trasformazione chimica e strutturale.

L'obbiettivo è sensibilizzare,  attraverso le immagini fotografiche, spingendo il pubblico ad osservare più attentamente oggetti che nella realtà possono risultare banali, ma che se GUARDATI da un punto di vista diverso assumono un significato totalmente nuovo.

Una delle mostre di maggior rilievo alle quali  ha partecipato, esponendo alcune delle sue stampe in b/w, si è svolta all'interno di Castel Sant'Angelo durante l'Estate Romana 2007/2008.

Si può dedurre che il suo maggior interesse come fotografa è quello di conoscere attraverso il viaggio, documentare e diffondere attraverso la fotografia verità e tematiche il più delle volte dimenticate, ma di indiscutibile importanza.

A novembre 2007 decide di trasferirsi in Irlanda per migliorare il suo inglese e proprio grazie a quel percorso arriverà ad organizza il suo primo viaggio fotografico in Africa….

Il risultato fotografico di questo viaggio consiste a più di 200 scatti, veri , meravigliosi, per questa esposizione ne sono stati selezionati 60, inediti, mai presentati in un contesto espositivo è stata inoltre scelta una stampa inusuale ma in linea con l'atmosfera, infatti tutti gli scatti sono stampati su carta paglia.

Laura Perreca: Nasce a Roma, laureata in Lettere, inizia la propria attività artistica come ritrattista. In seguito, ancora interessata a riprodurre persone, più che cercarne l'espressività nei lineamenti del viso, preferisce rappresentare quello che il corpo può comunicare riguardo alle emozioni, sensazioni e stati d'animo, senza necessariamente passare per il filtro del volto. Le sue opere si liberano così dai limiti imposti dalla ricerca del bello, aspirando a catturare il sé diverso da sé (l'artista come entità che si rispecchia nell'umanità).

Clara Ferreri: Nasce nel 1981. Consegue la maturità presso il Liceo Artistico Statale di Cagliari e nel 2001 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel corso di scenografia, laureandosi nel 2006 .

Collabora con lo studio scenografico MAGMA e lavora per 4 anni all'allestimento scenografico degli spettacoli nel teatro Bonci di Cesena. Allestisce locali per serate a tema. Nel 2007 frequenta il corso di Regia Cinematografica presso l'Accademia Nazionale di Arti Cinematografiche a Bologna, lavora come Assistente ai Casting per la casa di Produzione Cine-televisiva Castelnuovo Panpictures.   
A settembre 2007 lavora per la Produzione Kappafilm come Assistente ai Casting e Capogruppo comparse sul set del film di Stefano Salvati ".

Nel 2008 realizza un cortometraggio dal titolo "Neuro-Pills" occupandosi  della regia, della  scenografia e della sceneggiatura .

Collabora con una compagnia teatrale spagnola per la messa in scena di un'opera di Federico Garcia Lorca : "La casa de Bernarda Alba" nel 2009, presso il Piccolo Teatro di Milano, regia di Lluìs Pasqual.

Le sue opere sono espressione di una pittura istintiva ed emozionale che, a volte priva di accuratezze tecniche e dettagli pittorici,  mira a spogliare i suoi soggetti per mostrarli nella loro essenza.  Non ci sono riserve nel manifestare la tragicità di alcune situazioni, nel raccontare momenti difficili e importanti di ricerca e crescita interiore. Nell'intima indagine dei suoi personaggi, si percorrono spazi inesplorati dove il tempo è sospeso.

Stefania Digioia: Nasce ad Altamura nel 1981.Dopo aver ottenuto la maturità presso il Liceo 
Artistico di Matera ,si trasferisce a Roma per studiare pittura all'Accademia Delle Belle Arti, 
dove attualmente studia fotografia e lavora.Alla base di tutto il suo lavoro appunto c'è la 
fotografia perchè è vicina al concetto di memoria ,perdita assenza e morte.Rappresenta immagini  
forti,poco rassicuranti ma cariche di significato;altre volte immagini più poetiche,ma sempre accostate 
a colori accesi,linee e segni marcati dati dall'uso predominante di grafite e carboncini.Le date e i giornali  
sono elementi costanti nei suoi quadri ed indicano lo scorrere del tempo e...con 
esso l'incanto ed il mistero del passato.

Sonia Mazzoli: Nasce a Roma il , 30 - 12 - 67 inizia il suo percorso creativo giovanissima, manipolando argilla in un ambiente familiare  artistico e creativo che  assieme al gusto di creare dal nulla, le da la spinta iniziale. Diploma di Maestro d'Arte sezione Stampa all'Istituto Statale d'Arte " Silvio D'Amico " di Roma Accademia di Belle Arti di Roma " Scenografia".

Nel 1995 è socia fondatrice e direttore Artistico della GARD Galleria Arte Roma Design . Inizia creando collezione di monili, accessori, sculture e complementi d'arredo, realizzate con materiali tradizionali per poi proseguire con le sue sperimentazioni con disparati materiali, già dai primi lavori ha una spiccata predilezione per il riciclo. Le sue principali fonti di approvvigionamento sono le discariche, i negozi specializzati e la mania di conservare sempre tutto.

- Marisa Muzi : Nasce  a Roma dove vive e lavora alternando esposizioni tra Lucca - Sulmona e Pettorano sul Gizio (AQ).

Fino ai 30 anni vive  tra gli artisti di Villa Sthrol Fern, frequenta gli studi d'Arte dei suoi insegnanti Marina Haas Palloni e Kristen De Neve.

Per Marisa Muzi dipingere è l'essenza della vita, affronta dei temi che sono anche il suo percorso di vita , ed ecco tartarughe, bicchieri, volatili, elefanti ed orme, bambù, scimmie e cammelli non per altro donne, fiori e paesaggi, questi temi la portano ad usare diversi materiali, la carta smeriglio e il cemento negli elefanti, stoffe e carte per i bicchieri, garze scaiola per arrivare a materiali di estremo recupero, come avvolgere un quadro con del cellofan nelle " Donne scienziato" e usare cristalli di bicchieri rotti per i suoi " Bambù ".

Le sue passioni sono la Pittura lo Yoga e la Poesia. Le sue opere sono in collezioni private in Italia e all'estero

Rossana Bartolozzi: Marchigiana di nascita ma romana di adozione, a Roma consegue il Diploma di Decorazione all'Accademia di Belle Arti, una specializzazione in scenografia e un master in incisione materica a Calella, Spagna. Ha sempre viaggiato moltissimo e da nomade quale è, ha vissuto a lungo ai Caraibi. Ha al suo attivo numerosi premi tra questi 2 premi alla carriera in Campidoglio e una medaglia della Camera dei Deputati in omaggio alla carriera e per la diffusione della cultura. Per lunghi anni ha insegnato finchè spinta dal desiderio di dedicarsi solo all'Arte, ha lasciato la scuola senza rimpianti. Ha al suo attivo varie collaborazioni come aiuto scenografa in lavori teatrali, come Nonna Sabella di Pasquale Festa Campanile. Come decoratrice ha eseguito numerosi lavori, sono suoi tutti i pannelli decorativi delle navi traghetto Tiziano, Antonello da Messina e Canaletto. Nel 1995 ha eseguito in gruppo,con la tecnica del mosaico un'opera visibile nel residence Villa Maraini in via Po a Roma. Ideatrice di molti progetti per installazioni e Land-Art in Olanda e nel Ghana. Ama molto la sperimentazione e non cessa di aggiornarsi.  Ha amato il rosso alla follia, ora tende all'azzurro dopo un breve periodo di permanenza nel porpora. Per costruirsi la struttura di base dei suoi quadri si rifa al barocco con consistenti agganci al classico, ma per la loro stesura e impaginazione finale ricorre alla fantasia e alle incursioni nell'inconscio, si considera una pittrice visionaria,. Si avvale della prospettiva per introdurre il discorso dell'anti-prospettiva. Ama molto riprodurre la figura umana drappeggiata in stoffe inconsistenti . Ama dipingere i grandi spazi, le forme quadrate che trattengono il caos e lo imprigionano.  Ama i cavalli, gli angeli donne, le conchiglie.

Gloria Baldazzi:Nasce a Roma e trascorre la sua vita tra la città eterna e la  Maremma  toscana.

I suoi quadri, informali e materici,  nascono come espressione di uno stato d'animo, di una visione della propria interiorità, ma anche come reazione al mondo esteriore che suscita comportamenti violenti e drammatici. I suoi dipinti, spesso monocromi, che tendono al marrone, al nero o all'azzurro, raramente al bianco nei suoi toni più vasti, le consentono di prendere il sopravvento rispetto a ciò che dipinge o al colore che utilizza, diventando così documento, arte di memoria, più che studio pittorico. Mette in gioco le specifiche proprietà dei materiali, per offrire a chi li osserva la sensaziome di trovarsi dentro ad una dimensione del tempo trascorso. Far rinascere le cose del passato, dando loro una nuova funzione, le permette di provare sempre nuove pulsioni emozionali ed espressive.

Ama per questo lavorare su tavole di seconda mano, facendo largo uso di oggetti già utilizzati, cortecce d'albero, stoffe, corde, sassi e quant'altro. Il piacere del recupero nasce in lei fin da bambina, seguendo l'insegnamento della madre, che aveva vissuto le due guerre mondiali e che, avendo provato in prima persona il significato del  possedere poco,  era abituata al riuso delle cose . Le è rimasta impressa una delle cose che la madre era solita fare: realizzare con vecchi guanti di gomma, ormai inservibili, degli utilissimi elastici, molto resistenti nel tempo. Una operazione che l'autrice tutt'oggi  seguita a  compiere

 

Angela Esposito:Nasce a Napoli nel 47, ancora studentessa del ginnasio, durante  una visita alla Pinacoteca di Capodimonte rimane affascinata dai capolavori esposti.  La capacità di sentire e pensare  emozioni costituirà un elemento fondante della sua persona e l'accompagnerà nel suo tragitto artistico. Nei suoi numerosi viaggi, non mancano mai  visite a musei ed esposizioni d'Arte. Il suo costante interesse per la pittura comincerà a concretizzarsi a Como negli anni 80, le prime opere sono prevalentemente  acquerelli con impostazioni steineriane . Nel 95 si trasferisce a Roma dove attualmente vive ed opera. Frequenta  lo studio-laboratorio di   Kristien  De  Neve, dove  sperimenta diversi  linguaggi  artistici, che vanno da un  figurativo  nel primo periodo, per arrivare ad un informale in seguito.

Le ultime opere si possono definire elaborati materici e nascono dall'esigenza di spaziare e creare un connubio di materiali,  spesso recuperati dal quotidiano, con una ricerca continua in cui materia e colore siano presenti e dialoghino in armonia.

 
 
 

Ufficio Stampa

Sonia Mazzoli
GARD Galleria Arte Roma Design
Via Dei Conciatori, 3/i
00154 Roma
www.galleriagard.com

domenica 25 aprile 2010

Fiorella Fontana Terra di Pan_ arsprima


 

Terra di Pan di Fiorella Fontana 

Personale a cura di Carolina Lio

Nur Gallery di arsprima

Presso Studio Artese

Corso Italia, 9 - Milano

 

Inaugurazione giovedì  29 aprile dalle ore 18.30 alle ore 21.30

Fine mostra 13 maggio 2010

 

Orari: da lunedì a venerdì su appuntamento  02 58308360 

Per informazioni: arsprima, Corso Italia n. 9,Milano, cell. 331 8773108;

                               www.arsprima.it         arsprima.press@gmail.com

 

"Il grande Pan è morto" è la frase che secondo Plutarco avrebbe urlato un oracolo al tempo dell'Imperatore Tiberio per annunciare la fine dell'Olimpo e di tutto il mondo che vi era costruito attorno. Un mondo fatto di filosofia, di miti, di credenze e di sublimazioni che svaniva e lasciava il posto alla Cristianità. Il bigottismo dei nuovi secoli, il bisogno spasmodico di identificare il maligno e la severità crescente del giudizio umano sull'uomo stesso ha ucciso non solo la filosofia epicurea, fondata sul senso del piacere come valore positivo e non peccaminoso, ma anche quelle filosofie più esistenzialiste e immateriali, che proclamavano un'unione armoniosa e coerente tra uomo e divinità, tra corpo e natura, tra spirito e materia. 

Fiorella Fontana rintraccia questa teoria e la spolvera.

Le tele di Fiorella Fontana tendono sempre a una dimensione più grande, all'espansione, come l'opera presentata in questa personale, un lavoro unico di 210x250 cm accompagnato da due studi preparatori. L'opera si presenta come un grande disegno su tela, lasciato in sola grafite. Il paesaggio, la struttura globale lascia così un gusto effettivamente di antico, sbiadito, diafano, come se nell'opera fosse presente più un'ombra che un vero e proprio elemento. E' la riscoperta e il ripristino volontario della terra di Pan, un villaggio di uomini caprini e dei satiri loro compagni, che si mischiano con i contorni del luogo in un reticolato poroso di segni, una grande unica pangea raffigurata come organo vitale.

Vesna Pavan. Tra gli incanti dell' Eden

VESNA PAVAN
Tra gli Incanti dell'Eden
Mostra Personale
a Palazzo Borghese
"IL MUSEO DEI MUSEI"
Progetto artistico internazionale ideato e diretto dal Prof. Carlo Franza
Inaugurazione: sabato 24 aprile ore 18
In mostra fino al 24 settembre 2010
Ingresso libero
Orario di visita:
da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 17
Domenica chiuso


Dal 24 aprile il Palazzo Borghese di Firenze presenta "Tra gli Incanti dell'Eden" mostra personale di Vesna Pavan, che  può essere considerata un'artista eclettica e completa sotto tutti i punti di vista, in quanto ha attestato la propria attenzione alle tendenze del Life Style contemporaneo, senza escludere tuttavia le influenze della tradizione storico-artistica, influenze che, anzi,  sembrano convergere verso un nodo cruciale di trasformazione odierna, sottolineando, peraltro, magnificamente il concetto di evoluzione dell'arte nel tempo. Dai traguardi raggiunti dall'autrice si desume un'inesorabile decorso della sperimentazione pittorica, che prosegue senza sosta il proprio percorso evolutivo mediante un processo di maturazione artistica radicato nel compimento dell'espressione creativa, quale punto di partenza per future diramazioni del complesso linguaggio artistico.
La completezza della ricerca artistica di Vesna Pavan si evince anche nello sguardo che essa volge all'Europa, ricca di pregnanze novecentiste, fino ad arrivare ai grafismi orientali tipici del Giappone, così eleganti nell'interpretazione segnica, e alle  inflessioni Pop americane, che si sviluppano nell'assetto di una nuova personalissima teoria del colore.
La fisionomia del cromatismo pavaniano si erige sull'impiego prevalente dei colori complementari e sul concetto del contrasto tonale. Fin dai tempi antichi, i colori hanno avuto una funzione fondamentale nell'arte e nella vita quotidiana, spesso portatori di messaggi significativi, così anche nelle opere d'arte il colore vanta un ruolo essenziale, concorrendo al completamento della comunicazione visiva e gestuale agevolando l'osservatore nella lettura dell'imago. E' per queste ragioni che in tutte le epoche storiche e in particolare dopo l'affermazione della corrente impressionista il colore diviene protagonista indiscusso nella comprensione dell'indagine artistica.
Determinante in tal senso è risultata la "Teoria dei contrasti simultanei" introdotta da Michel Eugène Chevreul (Angers, 31 agosto 1786 – Parigi, 9 aprile 1889), celebre chimico dell'Ottocento che ha condotto rilevanti studi sul colore nell'ambito della chimica e la sua applicazione all'arte e alla scienza. La cultura artistica deve ancora molto allo studioso francese, che affermò l'inesistenza dei colori puri, in quanto ognuno viene influenzato dai colori limitrofi, piuttosto distinse due tipologie cromatiche in colori primari (rosso, giallo e blu) e colori secondari (viola, verde e arancione).
I colori utilizzati da Vesna Pavan appaiono saturi e non vengono mai sfumati. Nel ciclo "Fusion" si deve constatare che l'effetto ottico del contrasto simultaneo, di cui Chevreul fu il primo teorico, le tinte opposte affiancate le une alle altre si rafforzano, risultando cromaticamente pure. L'occhio registra così la verginità dei colori, la classe del movimento e la sensualità ancestrale dei personaggi pavaniani.
Nell'arte di Vesna Pavan l'impiego del colore possiede persino una funzione terapeutica, di antidoto ai mali dell'esistenza umana, una forma d'arte antidepressiva che ci dona una profonda carica energetica.
Testo tratto dalla monografia di Vesna Pavan,
scritta da Sabrina Falzone
Critico e storico dell'Arte.





Presso: Palazzo Borghese
Via Ghibellina 110, Firenze
Info: 0552396293
http://vesnapavan.net/  - www.palazzoborghese.it


Ufficio Stampa:
Sabrina Falzone
info@sabrinafalzone.info




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venerdì 23 aprile 2010

Paolo Radi Ossidiana

PAOLO RADI                                                 OSSIDIANA

a cura di Silvia Pegoraro

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Giovedì  29 aprile alle ore 18.30 inaugurerà presso la Galleria d'arte Marchetti di Roma la mostra PAOLO RADI. OSSIDIANA, a cura di Silvia Pegoraro, una personale dedicata all'artista romano, classe 1966, tra i più interessanti artisti italiani contemporanei in ambito aniconico, e tra i migliori "eredi" di Lucio Fontana. Noto per le sue raffinate ricerche spaziali, "oggettuali" e "metafisiche" sulle infinite varianti del bianco, per la prima volta Radi espone una serie di opere - intitolata appunto Ossidiana - dedicata all'esplorazione del nero, nei suoi risvolti affascinanti e misteriosi. L'esposizione sarà documentata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, con testi, oltre che della curatrice, di Vittoria Biasi, Lorenzo Canova e Flavio Ermini.

"Non voglio fare un quadro: apro uno spazio, una dimensione nuova nell'orientamento delle arti contemporanee..." . Così scriveva Lucio Fontana nel Manifesto del Movimento Spaziale per la Televisione (1952). Questo solco tracciato da Fontana, Paolo Radi ha voluto seguirlo, nello sforzo di dominare lo spazio, misurarsi con l'infinito, dare un volto all'invisibile: ecco l'eredità di Fontana raccolta da Radi. In Radi come in Fontana l'opera si offre all'attraversamento, diventa la soglia che dà sull'abisso, su uno spazio non codificato né esperibile. Radi, come Fontana, propone una sostanziale monocromia e la trasforma in poesia; esprime lo spazio attraverso la luce, grazie anche all'intuizione sintetica e musicale della superficie curva, che rende elastico lo spazio stesso. E' forse proprio la luce modulata e plastica dello spazio bianco, conquista estrema di Fontana, a costituire il punto di partenza di Paolo Radi , l'intonazione prima dei suoi ormai celebri bianchi: i suoi lavori  in legno, carta, cera, in perspex e pvc, così ricchi di straordinari effetti pittorici - pur in assenza di pittura - di affascinanti effetti plastici -  pur in assenza di tradizionali tecniche e materiali scultorei . Superfici ondulate e modulate, estroflesse e introflesse, bagnate di luce tonale, dalle cui trasparenze affiorano forme primarie, lamine sottili e soffuse d'oro e d'argento, velate di mistero come simboli arcaici, come antiche architetture.                                Al nero, l'artista romano giunge solo di recente, tra il 2008 e il 2009. Ossessione è il titolo della sua prima opera nera, qui presente e realizzata per la mostra Cromofobie. Percorsi del bianco e del nero nell'arte italiana contemporanea, all'Ex Aurum di Pescara nel 2009 (a cura di S. Pegoraro, catalogo Mazzotta) : come se quella del nero fosse appunto un'ossessione nascosta, criptica, inconscia, venuta improvvisamente alla luce. "Colore per eccellenza o assolutamente non colore, ora divino, ora diabolico, sempre sinonimo di eleganza..." . Così scrive del nero lo storico e antropologo Michel Pastoureau, in un suo splendido libro dedicato a questo colore-non colore. Sotto il segno del nero troviamo la Genesi biblica e il buio delle caverne preistoriche; il mito delle tenebre, del nulla, preesistenti alla creazione divina, e i miti dell'oltretomba; i vasi greci a figure nere del IV secolo a.C., e i bestiari delle demonologie medievali; la storia dell'araldica e della stampa, e quella della riforma protestante, che nel XVI secolo avvia una battaglia "cromoclastica", imponendo "codici quasi interamente costruiti intorno a un asse nero-grigio-bianco". Il lavoro di Radi sul nero sembra contenere tutto ciò, e con tutto ciò fa dialogare il nostro immaginario. Non "supera" il bianco, ma sembra contenerlo, condividere con esso il mistero della luce, che pare usare proprio il bianco e il nero come strumenti principi nella costruzione dello spazio fisico, e soprattutto nell'evocazione di quello metafisico : il sogno umano dello spazio come l'"oltre", quel sogno che portava lo stesso Fontana - ma anche, ad esempio, un altro grande artista di sublime eccentricità, Giulio Turcato - a identificare questo spazio come lo spazio siderale, lo spazio delle conquiste astronautiche, lo spazio delle comete e delle nebulose. Lo spazio del nero più profondo e assoluto, eppure improvvisamente acceso di bagliori.                                                                                 Paolo Radi sembra condividere  con un grande del Novecento, Mark Rothko – che per gli ultimi cinque anni della sua vita tentò di illuminare il colore nero, sino a infiammarlo di una presenza sacra – la convinzione che "astrazione e figurazione sono un falso problema": il vero problema è quello della luce – fisica? metafisica? –  che è tanto più potente quando si sprigiona dalle tenebre del nero. Come la luce nera di cui scintilla la pietra ossidiana, mitica pietra vulcanica a cui sembrano rinviarci queste Opere al nero di Paolo Radi  .                                                                                                        

Note biografiche

 

 Paolo Radi nasce a Roma nel 1966 e qui si diploma nel 1988 presso l'Accademia di Belle Arti. Si orienta subito verso  il lirismo aniconico e verso lo studio delle qualità formali dell'immagine, influenzato anche dallo studio di personalità come Kazimir Malevič e Ben Nicholson . Fin dalle opere dei primi anni '90 – alcune delle quali costituiranno l'esordio espositivo dell'artista alla IV Edizione della Rassegna Giovani Artisti (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1992) Radi sostituisce al medium grasso e corposo dell'olio la trasparenza degli acquerelli ed oppone a telai e iuta una materia duttile e al contempo fragile come la carta. Questo percorso tessuto tra sensibilità lirica e euritmie formali si sviluppa verso una progressiva strutturazione più razionale della superficie. Infatti nelle opere realizzate ed esposte nella mostra personale Forme Perenni nel 1996 presso la Galleria A.A.M. di Roma- le cromie precedenti si integrano ad un'articolazione più asciutta della superficie e la carta viene lavorata con foglia d'argento e rame.  Nelle opere della seconda metà degli anni '90  avviene  una ridefinizione del piano, in cui i rilievi delle opere precedenti  divengono veri e propri aggetti, acquistando così una spazialità nuova. In questi stessi anni l'artista sperimenta la dimensione dello spazio scenico. L'apertura verso l'ambiente, la ridefinizione delle relazioni spaziali, si riversa parzialmente nei lavori degli ultimi anni del nuovo decennio e dei primi del nuovo millennio – ad esempio nelle opere esposte ad Anteprima – Napoli - XIV Quadriennale (Napoli, 2003). Sempre nei primi anni del nuovo millennio l'artista viene invitato a realizzare il proprio lavoro presso la Fondazione Sculpture Space di Utica, New York (2002), moltiplica la propria attività espositiva  e riceve alcuni premi (tra cui il Premio San Luca nel 2002). L'artista introduce nel proprio percorso la sperimentazione di nuovi materiali, prodotti plastici come il perspex, il p.v.c. e la gomma siliconica, che usa ad esempio nelle opere esposte nella mostra Partenogenesi- poetiche del progetto con Agostino Bonalumi e Getulio Alviani (Galleria Civica d'Arte Contemporanea, San Martino Valle Caudina , Avellino, 2004)  e nella personale alla Galleria Marchetti di Roma nel 2005. Dello stesso anno è la partecipazione alla mostra Lucio Fontana e la sua eredità a Castelbasso (Teramo), a cura di Silvia Pegoraro. Nel 2006 è invitato alla X Mostra Internazionale di Architettura-Biennale di Venezia, Nuovo Padiglione Italiano per VEMA, la città del futuro. Da ricordare, nel 2008,  la partecipazione al  ciclo di mostre promosse dal Ministero degli Affari Esteri Experimenta  e Springs in White a  New Delhi, Kolkata e Bangkok, che puntano alla promozione all'estero degli artisti italiani delle ultime generazioni. Del 2008 anche una nuova personale alla galleria Marchetti e l'invito al LIX Premio Michetti - I labirinti della bellezza. Nel 2009 partecipa alla mostra Cromofobie. Percorsi del bianco e del nero nell'arte contemporanea italiana, curata da Silvia Pegoraro all' Ex Aurum di Pescara. Proprio in occasione di questa mostra realizza la sua prima nera, dal titolo Ossessione, e inizia la ricerca sul nero da cui ha origine la serie Ossidiana, presentata in questa personale (aprile-maggio 2010) alla Galleria Marchetti di Roma.

SCHEDA TECNICA

 

Mostra: Paolo Radi. Ossidiana 

A cura di: Silvia Pegoraro 

Sede: Galleria d'arte Marchetti 

Periodo espositivo: 29 aprile - 29 maggio 2010 

Inaugurazione: giovedì 29 aprile  2010, ore 18

Indirizzo: Via Margutta 18/ A -  00187 Roma 

Orari:  

Informazioni: tel/fax 06 3204863 - info@artemarchetti.it 
 
 

giovedì 22 aprile 2010

5. Concorso Pittura Estemporanea 2010

5°  concorso di Pittura Estemporanea

"L'Arte a Sant'Eligio e Piazza Mercato" 

Il Consorzio "Antiche Botteghe Tessili" e l'Associazione "Storico Borgo Sant'Eligio"  con il patrocinio del Club UNESCO di Napoli e del Comune di Napoli, in occasione del "Maggio dei Monumenti" organizzano il 5° Concorso di Pittura Estemporanea, che fa seguito alle altre edizioni che hanno visto tanti partecipanti affollare le strade dei luoghi storici della zona di Sant'Eligio e del Mercato. L'intento dell'Associazione e del Consorzio è di catalizzare interesse e proporre scorci e luoghi per gli artisti di sicuro impatto storico e artistico, inseriti nel territorio cittadino spesso poco frequentato dalla città e che offre monumenti che hanno scritto la storia di Napoli.

La zona a forte indirizzo commerciale all'ingrosso, da sempre ha visto prolifici commerci con il mondo intero, basati sui tessuti ed è da sempre luogo popolare di fede per la Chiesa del Carmine e per le tante chiese inserite nel perimetro della zona, con evidenze come Sant'Eligio Maggiore del XIII secolo e di San Giovanni a Mare del XII secolo.

Leggende e tradizioni s'intrecciano come l'erma di "Marianna 'a capa 'e Napule" "le testine dell'Arco di Sant'Eligio" e le pagane celebrazioni del 24 giugno festa di San Giovanni Battista eliminate nel corso del vicereame spagnolo.

Oggi la zona sta vedendo una riconversione delle destnazioni commerciali con la nascita di scuole di formazione artigianale come quella orafa in via duca di San Donato e di alberghi per una ricezione turistica che non può prescindere anche da attività sul territorio che sappiano rilanciare in termini di immagine positiva la zona.

Questa la motivazione iniziale che da tanti anni muove il presidente dell'Assiciazione Storico Borgo Sant'Eligio, Enzo Falcone ad organizzare senza scopo di lucro mostre, concorsi ed eventi. 

L'Estemporanea si terrà  sabato 22 maggio 2010 dalle ore 9,00 alle 14,00. 

Le iscrizioni vanno effettuate allo 081.5544834 o via mail a enfalcone@fastwebnet.it entro e non oltre il giorno 15 maggio 2010.

Giovanni Manunta Pastorello

 
 
Pastorello
 
 
                             in
                             Giovanni Manunta Pastorello
                                 
                             testo e cura
                            Simonetta Angelini
 
L'inaugurazione si terrà domenica 2 maggio alle 18:00
La mostra termina il 30 maggio
La Galleria Marconi è aperta tutti giorni dalle 16.00 alle 20.00, esclusa la domenica
 
 
Domenica 2 maggio alle 18.00 la Galleria Marconi di Cupra Marittima presenta Gianni Manunta Pastorello mostra personale di Pastorello, a cura di Simonetta Angelini, che è anche autrice del testo critico.
Dopo il successo della personale di Rocco Dubbini che ha concluso il mini ciclo di Marche Centro d'Arte, la mostra di Pastorello conclude la rassegna Non lo so e non lo voglio sapere.
Pastorello è uno degli artisti più importanti del nuovo panorama dell'arte italiana, al centro della sua ricerca pone la pittura stessa e un'estetica limpida, ricca anche se inquieta.
 
"La Galleria Marconi dedica una personale a Giovanni Manunta Pastorello dal titolo omonimo.
Il nomen che diventa segnale di una deviazione, di uno spostamento identitario. Inatteso.
«Il nome proprio è la strana sintesi verbale di un'unicità che si espone alla sua domanda senza che venga a corrisponderle nessuna ulteriore conoscenza» scrive la filosofa Adriana Cavarero nel suo saggio «Tu che mi guardi tu che mi racconti».
L'io, declinato in terza persona, diventa un interrogativo, un sé dalla pelle metamorfica. Possibile al plurale, narrabile. A prescindere dal testo. L'identità è mobile, un work in progress.
I lavori pittorici di Pastorello hanno un impulso ad abstrahere che dice il processo di distillazione, di sintesi, di concentrazione potente.
La natura, inquieta e patologica, ha volumi tubolari da struttura. E' un daimon femmina. Imprevedibile, bugiardo. La variabile casuale.
Dentro una realtà in mutazione chimica, in dissoluzione acida e sintetica, dalla consistenza pulviscolare quasi lucreziana". (Simonetta Angelini)
 
Non lo so e non lo voglio sapere non è solo una risposta, è anche una provocazione, un atteggiamento e in fondo una forma di agnosticismo, che nel caso dell'arte potremmo definire culturale. È un modo per affrontare i grandi quesiti dell'umanità: da dove veniamo? Dove andiamo? Perché il dolore? Perché le patate al forno sono sempre troppo poche?
Una risposta spesso comoda, a volte sconvolgente, che esprime una volontà di ignoranza che è molto lontana dall'affermazione socratica che il vero saggio è colui che sa di non sapere. Non c'è nessuna tensione alla conoscenza, nessuna curiosità, solo distacco e indifferenza.
Spesso davanti a una proposta di tipo artistico questa frase arriva e fa un po' male. Chi la adotta può sembrare un po' fuori dal tempo, ma in verità spesso appartiene a una maggioranza, nemmeno troppo silenziosa.
Sarebbe legittimo adesso rispondere alla domanda: perché intitolare in questa maniera una rassegna di mostre?
La risposta in fondo è già nel titolo.
  
 
 
 
scheda tecnica/technical card
 
curatore/curator by Simonetta Angelini
testo critico/art critic by Simonetta Angelini
 
ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori
 
relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities Stefania Palanca
fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci
progetto grafico/graphic project maicol e mirco
 
 
dal  2 maggio al 30 maggio
from 2th may to 30th may
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 20
opening time: Mon-Sat 4 to 8 p.m.
 
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63012 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703
 
 
 

mercoledì 21 aprile 2010

Artigianato Artistico: mostra collettiva


Mostra collettiva degli artisti selezionati al concorso nazionale di artigianato artistico Materie

 

In un momento di forte crisi per il settore della media imprenditoria artigiana, il concorso e la conseguente mostra collettiva degli artisti selezionati, vuole essere occasione di incontro tra gli artisti, artigiani, critica, addetti del settore e pubblico.

 

 

 
6-7-8 maggio 2010 h. 17.00 -20. 00

 

- Inaugurazione 6 maggio h. 17.00 -

presso la sede della Associazione Massenzio Arte

Roma, Via del Commercio 12 (zona Ostiense – altezza Italgas)

 

 

52 adesioni – artisti artigiani provenienti da 14 regioni italiane – una adesione dalla Lettonia – un panorama artistico-artigianale variegato per creatività, forme e materiali - uno spaccato della produzione e della visione artigianale di oggi

 

 

ARTISTI SELEZIONATI CONCORSO MATERIE

Raffaella Bandera Lirio Bassetta Marcello Bianchi Maria Morena Cannistraro Susanna Cati Carlo Cingolani Irene Coscarella Nicoletta Dal Vera Luciana De Maria Franco Di Palma Marco Ferranti Consuelo Fornaini Vincenza Giannoccaro Giocampo Intendersi snc di Mary Molinari Marco Alexandro Ippoliti Diana Jelinevska Mauro Libutti Francesca Maggia Margherita Mariani Antonella Marta Andrea e Gianvito Martella Manlio Midio Passonia Jessica Polignano Luisa Raggi  Francesco Varesano

 

In contemporanea

Mostra collettiva delle artiste finaliste al concorso di Bijoux d'Autore ediz. 2009

Silvia Cerroni

Lucilla Giovanninetti

Beatrice Palazzetti

 

 

GIURIA SCIENTIFICA CONCORSO MATERIE

 

- Fabrizia Ranelletti            critico d'arte  - docente di storia dell'arte                    

- Giuseppe Giordano           docente restauratore mobili antichi 

                                      Presidente Associazione 'Artigianato e Arte'

- Patrizia Nemesio             Membro CdA Associazione 'Artigianato e Arte'

                                      Produttore cinematografico

- Marina Valli                    designer di gioielli ed oggettistica

 

Info: www.incontrieventi.itinfo@incontrieventi.it



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