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Arte e Cultura

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lunedì 2 aprile 2012

De Chirico, Fontana e i grandi Maestri del '900 vernissage

Arnaldo Pomodoro nel comitato scientifico della mostra

 

 

"De Chirico, Fontana e i grandi maestri del Novecento":

aperta al pubblico la mostra dell'anno

 

 

Allestimento moderno e la novità:

luce a led e quadri visibili fronte e retro

 

 

 

Padova. Oltre 500 persone hanno partecipato, venerdì scorso 23 marzo, all'inaugurazione della mostra "De Chirico, Fontana e i grandi maestri del Novecento, un secolo tra realtà e immaginario". Un tributo della città all'imponente evento artistico, aperto al pubblico da sabato scorso, 24 marzo, a cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria: Provincia di Padova, Guardia di Finanza, Carabinieri, Esercito, Polizia di Stato, Ambasciata Argentina in Italia, hanno condiviso con Andrea Colasio, assessore alla Cultura del Comune e con Claudio Capovilla, presidente dell'agenzia Gruppo Icat (i due organizzatori dell'evento), la presentazione della mostra.

 

Numerose le personalità che hanno aderito al progetto artistico: tra questi, Arnaldo Pomodoro, membro del comitato scientifico, composto anche dall'assessore Andrea Colasio, da Claudio Capovilla, presidente Gruppo Icat, da Domenica Rosa Mazzolini, donatrice della collezione, da don Giuseppe Lusignani, direttore dell'Ufficio beni culturali della diocesi di Piacenza-Bobbio.

 

Due le location individuate in centro a Padova, ad unire metaforicamente il cuore della città con lo stesso "filo" artistico: il Palazzo della Ragione, con la maggior parte delle opere, in un allestimento moderno e denso di messaggi; il Centro Culturale San Gaetano (ingresso gratuito) con le due opere in marmo nero di Giò Pomodoro.

 

«Anche nell'allestimento – sottolinea Claudio Capovilla, presidente di Gruppo Icat – abbiamo voluto riprodurre lo stile dell'arte contemporanea dei quadri esposti. Abbiamo ricercato pannellature dalle linee semplici, con illuminazione a led (per la prima volta in Italia utilizzata in una mostra) e scorci alle pareti, a creare giochi di luce ed effetti visivi di sicuro impatto emozionale. Non solo, ma anche nei contenuti dell'esposizione, abbiamo voluto osare ed esibire ciò che di solito non si vede: il retro di alcuni quadri, quando racconta una storia ed esprime in modo ancor più immediato la speciale umanità degli artisti».

 

Oltre alla possibilità di ammirare fronte e retro di alcuni quadri "dal vivo", saranno esposte le fotografie che riproducono il retro di altre opere, quelle ritenute maggiormente significative.

 

«Ci sono dediche bellissime, bozzetti, cedolini di concorsi – annuncia Capovilla – C'è la storia di quei quadri e delle vite che vi sono ruotate attorno. È una mostra che si sviluppa su molteplici livelli e dimensioni».

 

 

La mostra

 

Dal 24 marzo il Salone di Palazzo della Ragione, accoglie quadri e sculture di circa sessanta artisti il cui enorme valore è riconosciuto a livello internazionale: tra questi, Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Ottone Rosai, Luigi Veronesi, Filippo De Pisis, Massimo Campigli, Mario Sironi, Giuseppe Capogrossi, Virgilio Guidi, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Giò Pomodoro, Piero Manzoni, Enrico Baj.

 

La mostra, organizzata da Gruppo Icat, agenzia di comunicazione e marketing, in collaborazione con il Comune di Padova, assessorato alla Cultura, è curata da Lorenzo Respi e resterà aperta fino al 15 luglio.

 

Per lo stesso periodo, la visita alla sala centrale del San Gaetano offre la possibilità di ammirare gratuitamente il "Sole Produttore, comune raccolto" e lo "Studio per albero", entrambe sculture di Giò Pomodoro.

 

Il "Sole produttore" è un'opera del 1974-75 in marmo nero del Belgio ed è particolarmente pesante: «Se questa scultura fosse stata posizionata all'interno del Salone di Palazzo della Ragione – racconta Claudio Capovilla, presidente di Gruppo Icat –, avrebbe esposto il pavimento a pericolose sollecitazioni. D'accordo con il Comune di Padova, pertanto, si è deciso di individuare una collocazione alternativa, nel pieno rispetto dell'edificio monumentale. La scelta naturale è ricaduta sul San Gaetano, vera e propria officina artistica e culturale della città, che potrà essere valorizzata e valorizzare la coppia di marmi neri».

 

Oltre al "Sole produttore", il San Gaetano ospita lo "Studio per albero", anch'esso in marmo nero del Belgio, risalente alla metà degli anni Settanta.

 

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